Fino a qualche anno fa, anzi fino a qualche decennio fa, le borchie erano il segno distintivo di alcuni gruppi e alcuni stili di vita, molto rock e alternativi, ma da qualche anno e, soprattutto nelle ultime stagioni, le vediamo apparire ovunque. 

Dagli stivali bikers, alle décolleté spuntate, alla pochette firmata, al blazer casual-chic… in ogni caso e contesto la parola d’ordine per un look very cool sono le borchie! 

 

Semplici, a forma di teschio, quadrate o rotonde, dorate o argentate, bianche, nere o, perché no (per non farci mancare nulla) fluo, chi più ne ha più ne metta! Però attenzione, perché come in ogni situazione, non deve mancare il buon gusto e il buon senso: il troppo storpia… troppe borchie, oltre a ridicolizzare il look, possono stancare e sembrare una forzatura. 

Quindi amiche, largo a spuntoni, teschi, borchie, ma nei giusti punti, per enfatizzare una parte dell’outifit o per rendere unico un accessorio. Attenzione inoltre all’occasione d’uso: le borchie sono adatte per un look casual, oppure, se vogliamo osare, sono perfette per “sdrammatizzare” e ringiovanire un look più elegante e formale… e perché no, applicate a cloutch o tronchetti, possono anche accompagnare noi donne in una serata romantica… o addirittura sul Red Carpet! 

 

 

borchie

 

 

Proprio così, perché anche le Celebrity non si sono tirate indietro e hanno colto al volo questa nuova tendenza, rendendo borse e tacchi sempre più particolari e invidiabili!

Nessuno riesce a rinunciare all’attrazione e alla voglia di dare un tocco personale a vestiti e accessori, perfino le famosissime “Converse All Stars” vengono impreziosite da abili artigiani, o da mani meno esperte, con borchie per renderle ancora più uniche ed inimitabili. E proprio qui nasce la voglia di creare pezzi unici e personalizzati, la possibilità di rendere proprio un qualcosa che tutti possono avere, la possibilità di rendere unico un pezzo così fashion.

Care amiche Fashion Addicted osate, ma sempre con buon gusto e sempre con l’attenzione a non esagerare! Rendete unico il vostro look, ma non rischiate di cadere nel ridicolo perché la caduta di stile è sempre dietro l’angolo!

 

Working Woman. 

Quante volte la mattina apriamo l'armadio e ci infiliamo nella quotidiana divisa jeans-maglione-camicia bianca? Si cambia immagine e in ufficio tira aria nuova: ecco come adottare un perfetto look per il lavoro senza strafare (archiviando i tristi golfini da segretaria frustrata). Il decalogo per ottenere la promozione.

Primo: il tailleur nero con gonna a tubo andava bene negli anni 90. La parola d'ordine è fantasia: i nuovi tailleur sono ultra chic ma colorati e stampati, che si fanno notare. Tenete pure la camicia bianca, ma puntate su blazer e pantaloni ad alto impatto: se non ve la sentite di sfoggiare il fiorato (grande must di stagione) puntate sulle righe bianche e blu da alta borghesia Americana. Oppure, colori soft ma pantalone palazzo. Preferite la gonna? Quella a tubo va sempre bene, ma a tulipano o con le pinces, alla Mad Men. Prendere spunto dalle sfilate Hilfiger e Cavalli.

Secondo: se al lavoro preferite un look sportivo, sceglietene uno che non sia però noioso. Passare dal comfort allo sciatto è un attimo. Sì alle nuove sneakers ultra colorate o a quelle rieditate dai vecchi modelli anni 80. La felpa va sempre bene: puntate su modelli sporty chic, over e decorate. Il plus? Abbinatela a una microgonna o agli shorts bon ton. Se siete tipe da panta jogging, sceglieteli in colori fluo, con coulisse in vita. Da abbinare alle bluse morbide in seta e tacchi altissimi. E con il jeans? Pantofole ultrapiatte e blazer colorato.

Terzo: Al lavoro evitate fantasie militari, paillettes, pelle e tutto ciò che è "chiassoso". Sì alle stampe vichy, etniche, floreali o geometriche. Un abitino in seta stampata va bene sempre, così come i maxibracciali design e i foulard colorati che da soli ravvivano un outfit. La borsa stampata è perfetta, purché di medie dimensioni e a tracolla. Evitate di mischiare le stampe: un solo pezzo è sufficiente!

Quarto: la camicia è il capo per eccellenza in ufficio, ma dopo un po' stanca. Quindi: se la scegliete bianca sì ai tagli da uomo ma con giochi di collane e accessori. Quelle sblusate stanno bene con tutto, anche colorate: basta abbinarle a un mini cardigan anni 50 e carrot pants. Se proprio non riuscite a fare a meno del classico jeans e camicia bianca, abbinateci un paio di sneakers particolari e una maxi bag: classico rivisitato. Se avete voglia di novità, via con la camicia di jeans: nella versione ufficio con spilla, per sdrammatizzare.

Quinto: gli accessori. Gli stilisti propongono buste e pochette anche per il giorno, ma non sono certo comode per lavorare. Sì alle tracolle che lasciano le mani libere, o una borsa a spalla nel giallo lime, blu o rosso: capiente ma cool nei colori di stagione. Evitate i bauletti, superatissimi e poco pratici. I bracciali vanno bene, anche tantissimi, su uno o entrambi i polsi. Le collane? No con gli abiti o il tailleur. Fanno troppo "vecchia signora". L'orologio? per l'ufficio è in metallo, ispirato a modelli maschili.

Sesto: se siete irriducibili dei tacchi, le decolteès con punta allungata fanno al caso vostro. Sono tornate alla grande, stanno bene con tutto e basta puntare su colori pastello come cipria, verde menta o azzurro per portarle davvero sempre. Optate per gli stivali? i biker boots sono troppo aggressivi, gli stivali da amazzone visti e rivisti. Meglio puntare sui cuissardes ma a tacco piatto: con leggings e maxi maglie, o con i miniabiti. Glamourous senza esagerare. Le ballerine al lavoro? Hanno poca personalità, ma basta scegliere il modello giusto: taglio pantofola, superflat e con dettagli gioiello. Le stringate maschili diventano un must, soprattutto se bicolor.

 

Abiti-da-ufficio

 

Settimo: il capospalla per eccellenza tra le scrivanie è il trench. Da stringere in vita, regala un'allure maschile che stupisce. Sceglietelo semplice, nero o naturale è un evergreen che dura per sempre. Poi, ci sono le giacchine avvitate con le maniche tre quarti: in tessuto chanel, da lasciare sbottonate per un effetto boho chic. Il nuovo blazer.

Ottavo: i tessuti. Puntate sul pizzo, cachemere, seta e tessuti sottili per maglioncini, tshirts e bluse. Per gli abiti sì alla maglina, suedè, seta, cotone plissé e spazzolato, raso. La semplicità e la fattura dei capi sono fondamentali: scegliete pochi pezzi ma di ottima qualità. I tessuti tecnici sono quelli più nuovi, per osare con ironia, magari abbinando il k-way a stivali e gonna. Il tweed? Sempre. Per la prima vera, a tinte forti.

Nono: le lunghezze vanno gestite bene. Se avete un abito o una gonna mini concedetevi pure il tacco ma con un cardigan o un blazer per smorzare l'effetto. Con i pants alla caviglia, preferite le flat (stringata o pantofola) se siete alte, se siete bassine evitate questo taglio perché non abbassa la figura. Con i pantaloni palazzo il tacco è d'obbligo per tutte. E con la gonna al ginocchio? Se è ampia o a ruota osate le sneakers o le ballerine. Se è aderente, la scarpa perfetta è la mary jane con tacco alto.

Decimo: per le occhialute, dimenticate i classici occhiali da signorina per bene. I più nuovi sono gli occhiali a farfalla, molto anni 50, che stanno bene proprio a tutte. La classica montatura da Nerd in nero ha stancato: preferite la versione tartaruga. Se avete proprio voglia di stupire, gli occhiali tondi alla Lennon diventano da vista e hanno macro montature che si fanno vedere.

 

20 Mar

Scarpe: come sceglierle?

Pubblicato in Outfit

“Chi distingue la bellezza di un corpo dalla bellezza di un'anima non possiede né l'una né l'altra”

Oscar Wilde

Ho una teoria. Si chiama teoria della “donna magra dentro”. In una società in cui si inneggia alla magrezza a tutti i costi, io invece tifo per la bellezza a tutti i costi. Che di questi tempi si può raggiungere anche grazie ad alcuni accorgimenti, non necessariamente ricorrendo a un chirurgo plastico. E quindi “tutti i costi” possono essere anche notevolmente economici.
Le scelte della moda possono venire incontro facilmente a coloro che abbiano voglia di abbracciarle e di sentirsi belle. Perché la “donna magra dentro” possiede grande autostima, non è necessariamente bellissima di fatto, ma si sente tale. Tutte le donne dovrebbero tendere a questo status, che spesso si riesce a raggiungere con delle scarpe belle, comode, confortevoli.
Perché proprio le scarpe? Le scarpe non risentono di taglie che possono risultare sconfortanti anche durante la prova in negozio: una volta ho visto la vetrina di un negozio che offriva abiti in taglie forti sfoggiare un manichino obeso, che avrebbe dissuaso chiunque dall'acquisto. Le forme non sono detestabili, e in fin dei conti non vanno neppure nascoste. Però, delle belle scarpe possono catalizzare su di sé tutte le attenzioni, mostrando così al mondo la personalità e le potenzialità di chi le indossa. Ci sono però una serie di “do” e “don't” da rispettare quando si sceglie una scarpa anziché un'altra. Ecco quali.

 

I “don't”:


Vietatissimo il plateau eccessivo se si è troppo basse o non si sa camminare. I plateau possono anche essere esteticamente belli, ma se non li si sa portare, si finisce per sembrare un trampoliere ubriaco con il rischio di compromettere le proprie caviglie.
Se si è basse, vietati anche gli stivali alti oltre il ginocchio, che tendono ad attozzare la figura, soprattutto se si hanno delle cosce “importanti”.
Niente sneaker o ballerine in momenti ufficiali. Non si va alla prima di un film o al matrimonio della propria amica del cuore come si andasse a comprare la verdura.
Niente tacchi eccessivi se si hanno figli turbolenti: l'attenzione deve essere alta e non si può rischiare di rallentare il proprio corpo se si deve stare dietro a un pargoletto vivace.
Niente sabot o infradito per la città, a meno che non si viva un una città di mare.
Niente scarpe eleganti in occasioni informali, come un tè con un'amica, una festa in piscina anche se è inverno e naturalmente durante una scampagnata.

 

I “do” sono invece questi:


Scegliere delle scarpe che possano star comode in ogni momento e che non siano un pugno in un'occhio, quindi via libera alle zeppe lungo tutta la suola o tacchi grossi, in particolare se fatti di gomma.
Sì agli stivali a tronchetto, anche se le donne che hanno caviglie lunghe e affusolate farebbero meglio a metterle in mostra.
Sì al tacco a spillo in occasioni importanti, badando che sia comodo se l'occasione dura molte ore, quindi alto al massimo 8-9 centimetri.
Sì alle scarpe da tango, sono le più morbide e comode e sono davvero eleganti in ogni luogo, ma anche ampiamente informali.
Sì alle scarpe rosse: accrescono l'autostima.

 

come-scegliere-le-scarpe-giuste


Sì agli abbinamenti cromatici con cintura, borsa e gioielli o bijioux: fanno sembrare notevolmente curate.
Essere una “donna magra dentro” è quindi molto facile: la primavera potrebbe aiutare in questo processo. Via libera a vestiti leggeri e sole per molte più ore al giorno. Sentirsi bene è solo una questione interiore. E se ci si sente giù, si può sempre uscire a fare shopping, in fondo là fuori ci può essere sempre un nuovo paio di scarpe che vi aspetta.

 

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