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I vantaggi di dividere equamente i lavori in casa

Uno dei modi per gestire il tempo da dedicare ai lavori in casa è ripartire le mansioni tra partner. Uomini e donne possono collaborare a spesa, pulizie, giardinaggio, incombenze presso negozi e uffici, preparazione dei pasti e molto altro.

La suddivisione dei compiti può essere fatta in base ad attitudini, condizioni di salute, impegni lavorativi, in modo da venire incontro alle esigenze di ognuno. Un obiettivo raggiungibile, purché vi siano spirito collaborativo e desiderio di armonia.

Tuttavia, qualcuno potrebbe obiettare che propositi del genere siano irrealizzabili, nonostante la loro lodevole finalità. L'unico modo per essere perseveranti nella gestione condivisa è non perderne di vista i vantaggi, descritti nelle prossime righe.

Scoprirete, inoltre, quanto sia di grande aiuto l'acquisto di oggetti in grado di semplificare le faccende di routine, perfetti anche come idee regalo per la festa della mamma o festa del papà.

Ripartizione dei lavori in casa, vantaggi e utilità

Suddividere i compiti rende ciascun componente della famiglia parte attiva dell'organizzazione della casa. La gestione ripartita è un ottimo modo per favorire il senso di responsabilità non solo negli adulti, ma anche nei bambini e nei ragazzi. In quest'ultimo caso assume un forte significato pedagogico.

D'altro canto, decentrare le faccende porta notevoli benefici alla coppia, dalla quale dipende gran parte della serenità dei figli. Il carico di lavoro non grava più su una sola persona, ragion per cui ogni possibilità di tensione individuale viene allentata.

Allo stesso tempo diminuisce la conflittualità fra partner, migliora la disposizione d'animo reciproca e, di conseguenza, il clima tra le mura domestiche. Tra gli altri vantaggi occorre ricordare:

  • abitazione più pulita ed efficiente
  • valorizzazione delle predisposizioni del singolo
  • sviluppo del senso dell'autonomia
  • possibilità di imparare nuove mansioni.

I risultati della mutua collaborazione generano un maggiore benessere individuale e un'osservazione più attenta delle esigenze altrui. Mettersi nei panni dei propri cari spinge a trovare soluzioni pratiche e strumenti per agevolare loro la vita.

A questo punto, non possiamo ignorare l'importanza di avere a disposizione strumenti che rendano più efficienti i lavori domestici. Perché, ad esempio, non acquistare un'idropulitrice, un kit da giardinaggio o una planetaria come regalo per la festa della mamma?

Benefici extra-organizzativi

Oltre ai punti di forza appena evidenziati ve ne sono altri, legati in maniera meno diretta alla gestione della casa in sé, ma non per questo di minore rilievo. Va posto l'accento, in particolare, su:

  • maggiori occasioni di condivisione
  • miglioramento dell'intesa sessuale tra coniugi
  • più tempo libero per tutti.

Naturalmente, i presupposti di partenza sono il dialogo e la volontà di discutere su ciò che non sta funzionando. Attenzione, quindi: tramite il confronto fra partner potrebbero emergere problematiche fino a quel momento tenute nascoste. In tale prospettiva, la divisione dei lavori potrebbe rivelarsi un'opportunità per risolverle.

Il momento in cui si diventa genitori è magico e porta con sé tanta felicità ma anche tanta paura di sbagliare, di dimenticare qualcosa o di non comprendere i reali bisogni del piccolo.

Per questo è importante non farsi prendere dall'ansia ma, invece, farsi trovare pronti e, con il tempo, imparare a conoscersi a vicenda.

Che si tratti di un regalo nascita da fare a parenti o amici in dolce attesa, o che siate voi i diretti interessati, gli oggetti che elencheremo qui di seguito sono sicuramente degli immancabili per la cameretta del bambino.

Lettino o culla co-sleeping

Il primo elemento fondamentale per arredare la cameretta del bimbo è senza dubbio il lettino dove farlo dormire.

Le opzioni tra cui scegliere sono diverse, in base alle proprie esigenze si può optare per quella classica ovale, o quella più diffusa a gabbietta, ovvero una culla rettangolare e spaziosa che per il futuro può trasformarsi in un lettino. In genere questo tipo di culla è composto da una o più barre di sicurezza da abbassare o togliere a piacimento.

Sono considerati dei plus le caratteristiche di alcune culle come il "dondolo" o le ruote, il primo permetterà al bambino di rilassarsi seguendo il movimento, mentre il secondo sarà molto pratico per i genitori.

Un'ultima opzione è quella della culla co-sleeping, ovvero un lettino da unire al lettone dei genitori per tenere il bambino vicino quando si dorme.

Una cosa importante da ricordare quando si pensa alla culla del bambino è che deve essere comoda e sicura e per esserlo bisogna rinunciare a fronzoli come pupazzi, paracolpi o decorazioni, per evitare che il bambino possa soffocare.

Cassettiera

La seconda cosa a cui pensare è la cassettiera in cui riporre le tutine e i pannolini del bambino.

Anche in questo caso se ne trovano di differenti, con le ruote o senza, con la vaschetta per il bagnetto incorporato, e tante altre opzioni.

Avere tutte le cose a portata di mano sarà indispensabile soprattutto nei primi mesi.

Fasciatoio

Una delle cose che si fanno più spesso durante la giornata quando si ha un neonato a cui badare è quella di cambiargli il pannolino, in media 15 volte in un solo giorno, per questo è fondamentale avere un posto comodo dedicato solo a questa operazione.

Si può decidere se prendere un fasciatoio che abbia solo quella funzione o uno da appoggiare sulla cassettiera per salvare spazio.

Anche i materiali tra cui scegliere sono differenti, ad esempio ne esistono di gommapiuma, più morbidi e comodi per il bimbo ma difficili da pulire perché s'impregnano facilmente, sarà quindi utile coprirli con una traversina prima dell'utilizzo.

Altrimenti si può optare per un fasciatoio di plastica, più duro sicuramente, ma più pratico e resistente.

Poltrona

Questo oggetto sarà utile ai neo genitori che potranno vegliare sul piccolo comodamente seduti accanto a lui.

In particolare la poltrona potrà essere utilizzata dalla mamma durante i momenti di allattamento.

Si può scegliere una poltrona in tessuto, d'arredo o a dondolo, la cosa fondamentale è che sia comoda, se si ha qualche dubbio questo sarebbe un ottimo regalo nascita da fare alla futura mamma.

Umidificatore

Con l'inverno e i termosifoni accesi l'aria nella stanza potrebbe essere secca e non fare bene al bambino, per questo è bene pensare di munirsi di un umidificatore da lasciare nella cameretta.

Sacco nanna

Quando il bambino sta nella culla o riposa potrebbe fare movimenti per lui pericolosi o graffiarsi il viso.

In secondo luogo le coperte sono poco sicure nei primi mesi, per questo il sacco nanna è una soluzione sempre più adoperata.

Il bambino potrà dormire beatamente al sicuro, basterà scegliere il sacco nanna giusto in base alla grandezza del bimbo e alla temperatura dell'ambiente.

Baby monitor

Essere apprensivi con il proprio bambino è normale e per stare più tranquilli si può sicuramente pensare di comprare un baby monitor per tenere sempre tutto sotto controllo.

Ne esistono alcuni che trasmettono solo l'audio mentre altri mostrano anche il video, lo si può posizionare sopra o vicino la culla per controllare il bambino anche mentre dorme.

Mangia pannolini

Durante la giornata si accumulano molti pannolini sporchi e l'odore potrebbe non essere dei migliori, per questo viene in soccorso il mangia pannolini.

Qui si potranno buttare tutti i pannolini, separandoli dall'immondizia normale e buttarli appena questo si riempie.

Zanzariera

In estate le zanzare possono essere fastidiose, specialmente per un neonato.

Una zanzariera da mettere alla finestra sarà quindi molto importante per proteggere il bambino.

Una soluzione alternativa può essere il velo da attaccare alla culla che oltre a proteggere è anche decorativo.

Lampada

Durante il giorno si può contare sulla luce esterna ma non tutte le camere sono abbastanza illuminate e soprattutto di sera si avrà bisogno di una luce artificiale.

La cosa migliore da fare è quella di sceglierne una soffusa che non disturbi il bambino e che si possa tenere accesa anche se sta dormendo o si sta per addormentare.

Esistono delle patologie cosiddette malattie da spogliatoio, facilmente manifestate soprattutto dagli sportivi, che si soffermano spesso in palestre e piscine. Stiamo parlando di patologie prevalentemente a carico della pelle, alcune però possono colpire anche l’apparato respiratorio. Le motivazioni per cui proprio gli sportivi manifestano più facilmente la malattie da spogliatoio sono correlate sia all’utilizzo delle docce e dei bagni presenti negli spogliatoi, sia a un utilizzo poco cauto di questo tipo di impianti, sia al comportamento del sistema immunitario dopo l’allenamento.

Le principali patologie
Le si accomuna con la locuzione malattie da spogliatoio, anche se in effetti si tratta di patologie in alcuni casi molto differenti tra di loro e che non necessariamente colpiscono solo chi frequenta gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Tendono però ad essere più frequenti tra questo tipo di soggetti, che sono chiaramente più esposti all’eventuale contagio. Si tratta spesso di patologie della cute, quali ad esempio micosi o di tipo batterico. Una classica malattia da spogliatoio è il piede d’atleta, una micosi altamente infettiva. Chi fa sport dovrebbe essere conscio dell’esistenza di questa patologia, oltre che conoscere come curare il piede d’atleta; anche perché questo fungo è molto contagioso e potrebbe diffondersi rapidamente. Altre malattie da spogliatoio sono le onicomicosi, o micosi delle unghie, o la pitiriasi versicolor. Possono poi essere presenti tra gli atleti verruche, intertrigini o, in alcuni periodi dell’anno, si possono diffondere batteri che colpiscono le vie respiratorie, come il classico raffreddore.

Perché da spogliatoio e perché agli atleti
Buona parte dei virus, dei batteri e dei funghi che colpiscono con frequenza gli atleti amano proliferare in ambienti umidi e caldi, come lo sono gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Oltre a questo alcune patologie si diffondono tra gli atleti perché sono una categoria di persone che più facilmente ha un contatto diretto con un ampio numero di persone; a chi non è capitato durante una gara o una partita di abbracciarsi con i compagni di squadra o con gli avversari. Questo accade sia tra gli sportivi professionisti che tra quelli a livello dilettantesco, anche tra i più piccoli. Alcune ricerche hanno poi dimostrato come proprio successivamente agli allenamenti il sistema immunitario di alcuni può manifestarsi meno attivo; accade a chi effettua allenamenti molto pesanti, a chi non si alimenta in modo corretto durante la pratica sportiva e anche a causa dei micro traumi causati alla muscolatura.

Come usare al meglio gli spogliatoi
Esistono dei comportamenti che permettono di evitare il contatto con eventuali batteri, funghi e virus presenti negli spogliatoi. Il primo è l’igiene, che chiaramente è a carico di chi gestisce gli spogliatoi. Docce, armadietti, panche e impianti vari vanno puliti e disinfettati frequentemente, ogni giorno o più volte al giorno, a seconda del flusso di persone al loro interno. Oltre a questo è buona norma per chi frequenta gli spogliatoi quella di utilizzare sempre delle ciabatte, che vanno fatte asciugare dopo l’utilizzo e vanno lavate periodicamente. È importante anche asciugare bene la pelle dopo aver sudato o dopo la doccia, perché è proprio nell’umidità che si insinua tra le pieghe della pelle che alcune patologie trovano terreno fertile. Chiaramente se un disturbo, per quanto lieve, perdura per lungo tempo è consigliabile consultare il proprio medico.

Indossare lenti progressive per la prima volta può non essere un’esperienza piacevole proprio perché ci vorrà un periodo di adattamento. Non devi preoccuparti perché non è nulla di complicato o fastidioso, soprattutto se ti affiderai a ottici competenti che ti accompagneranno in questo percorso. Una volta che ti sarai abituato vivrai la tua vita al meglio e non dovrai più preoccuparti di cambiare occhiale per vederci bene a tutte le distanze.

Adattamento alle lenti progressive: cosa è importante sapere

Il periodo di adattamento oggi è relativamente breve, soprattutto se deciderai di acquistare lenti progressive di ultima generazione che sono formulate proprio per ridurre al minimo qualsiasi disagio.

Quando indosserai le tue lenti progressive per le prime volte potresti provare qualche difficoltà a scendere o salire le scale e sentirsi con la vista leggermente offuscata.

In altri casi e a seconda del difetto della vista da correggere potresti provare un po’ di affaticamento, vertigini e mal di testa. Sono tutti sintomi piuttosto comuni che svaniscono al termine del periodo di adattamento che varia tra i cinque ed i dieci giorni.

È tutta questione di movimento tra testa e occhi

Indossando gli occhiali con lenti progressive, quindi, dovrai semplicemente imparare a coordinare il movimento degli occhi e quello della testa in base al punto di osservazione. Dopo le prime volte in cui dovrai prendere confidenza con questo cambiamento riuscirai a gestirle senza nemmeno rendertene conto.

Ovviamente il tuo ottico predisporrà le lenti su misura per te e lo farà tenendo conto del tuo stile di vita e dei tuoi bisogni di correzione. Ti darà anche dei suggerimenti per affrontare al meglio l’adattamento e trovare immediato beneficio nell’uso di queste lenti.

Ricorda che solo i primi giorni saranno un po’ fastidiosi ma sarà nulla di complicato perché ben presto l’adattamento diverrà la tua routine e non ti accorgerai nemmeno di indossare le lenti.

Suggerimenti per adattarsi alle lenti progressive

Tra i suggerimenti raccomandati c’è quello di prestare attenzione quando scendi le scale, un momento in cui istintivamente tendiamo a guardare in basso con lo sguardo e non con la testa.

Con gli occhiali progressivi, tuttavia, dovrai abbassare il mento tenendo lo sguardo fermo in modo tale che gli occhi si focalizzano sulla parte alta della lente. In caso contrario potresti perdere l’equilibrio perché vedresti la zona dedicata alla visione da vicino.

Quando guidi, invece, dovrai tenere la testa in posizione normale per far si che il tuo sguardo utilizzi la lente superiore preposta a mettere a fuoco da lontano. Quando guarderai il cruscotto o gli specchietti, invece, dovrai accompagnare la testa e il movimento dello sguardo.

Infine quando leggi o guardi qualcosa da vicino utilizzerai la parte inferiore della lente che, per l’appunto, serve a focalizzare la vista a distanze ravvicinate. Se abbassi anche il mento, invece, l’occhio punterà sulla vista da lontano.

Non appena prenderai dimestichezza con questi due movimenti, occhio e testa, l’adattamento alle lenti progressive sarà terminato e la coordinazione avverrà in modo automatico. Se hai dubbi o domande non esitare a rivolgerti al tuo ottico di fiducia.