Ogni anno nascono in Italia circa 500.000 bambini di cui il 23% fuori dal matrimonio (da donne non coniugate, vedove, divorziate o nubili).
Dal 1 gennaio 2013 è finalmente entrata in vigore la legge che eguaglia i diritti dei figli nati da coppie non coniugate a quelli dei figli legittimi, ovvero nati all'interno del matrimonio.
In parole povere, la riforma prevede che tra i figli non vi sia più alcuna distinzione tra i «figli legittimi» ed i cosiddetti «figli naturali».
Una rivoluzione culturale prima ancora che giuridica alla quale il legislatore italiano giunge con ritardo se si considera che il principio della pari dignità è da anni un argomento acquisito nel dibattito degli esperti di diritto.
Quali sono gli effetti della riforma? Molti. Ma voglio informarvi sui più importanti.
Innanzitutto anche i figli naturali, così come i minori adottati, saranno considerati «parenti» con la conseguenza che avranno un vincolo di parentela non solo con i genitori, ma anche con le famiglie di questi (nonni, zii, cugini). Il che, ovviamente, avrà ripercussioni anche sulle regole dell’eredità.
Inoltre, nel rispetto del moderno principio per il quale la filiazione fuori dal matrimonio può essere accertata con ogni mezzo, il figlio nato fuori del matrimonio può essere riconosciuto dalla madre e dal padre «anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento» e il riconoscimento può avvenire tanto congiuntamente quanto in modo separato.

 


Nel caso di riconoscimento postumo da parte del padre, il cognome della madre non sarà mai cancellato, ma il figlio potrà affiancargli quello paterno.
Anche i figli nati da relazione incestuosa potranno essere riconosciuti ma sarà necessaria l’autorizzazione del giudice, il quale ovviamente dovrà valutare prima l’interesse del minore e la necessità di evitargli qualsiasi pregiudizio.
E’ importante ancora sapere che il figlio nato fuori dal matrimonio si potrà riconoscere già a quattordici anni (e non a sedici come oggi previsto) e anche prima se il giudice lo autorizza. Tuttavia, il minore che ha compiuto quattordici anni deve dare il proprio consenso al riconoscimento.
La nuova legge ha poi sancito un importantissimo principio: il diritto del minore a esprimere il suo punto di vista. Infatti in tutte le procedure che lo riguardano il minore che ha compiuto i dodici anni - e anche prima ove capace di discernimento - deve essere ascoltato.
Per la prima volta inoltre i nonni potranno far valere in giudizio il loro diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti.
Concludendo voglio segnalarvi due importanti novità in materia di alimenti.
La prima è che il genitore, a garanzia del rispetto dei suoi obblighi di alimenti e mantenimento della prole, può essere obbligato dal giudice a prestare garanzie personali o reali se esiste il pericolo che possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi suddetti. Si può arrivare sino a disporre il sequestro del bene dell’obbligato.
La seconda novella è che il figlio «deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa».
Un traguardo importante, insomma, raggiunto grazie alla mobilitazione da anni della coscienza civile su questi problemi.

 

Una ricerca effettuata dall’Università di Oslo, ha rivelato che i primogeniti in media sono più intelligenti. Peter Kristensen, il ricercatore che ha condotto lo studio, ha esaminato i QI (quoziente intellettivo) di 250mila ragazzi tra i 18 e i 20 anni, scoprendo che il QI cala con il diminuire dell’ordine di nascita, infatti i primogeniti presentano un QI di 2.3 punti maggiore rispetto ai fratelli minori.

 

Ma qual è la causa? Dallo studio è emerso, che la causa non è di origine biologica, ma riguarda l’educazione impartita dai genitori, i quali dedicano maggiori cure e attenzioni ai primogeniti. Inoltre, lo studio ha rilevato che il dislivello educativo diviene ancor più marcato all’interno di famiglie numerose , ove la differenza tra il primo e l’ultimo fratello è pari a 2.9 punti, e che nel caso di decesso di un primogenito, oppure se un terzogenito perde entrambi i fratelli maggiori, il QI intellettivo di quel secondogenito o terzogenito supererà il livello di intelligenza dei fratelli maggiori.

 

Come per tutte le cose esiste "l’eccezione che conferma la regola", come nel caso di Georgia, una bimba inglese, ultima di 5 figli la quale sin dalla tenera età aveva attirato l’attenzione del “Mensa” ovvero l’associazione internazionale che raduna tutti coloro i quali possiedono un altissimo QI. La bambina che all’età di due anni sapeva già contare e imparava una seconda lingua presenta infatti un QI pari a 152, lo stesso del noto fisico matematico Stephen Hawking. In questo caso però sembra che le minori attenzioni da parte dei genitori siano state colmate da quelle dei fratelli maggiori.

 

Dunque fratelli minori non disperate! Potreste essere voi quell’eccezione!

 

 

Il momento in cui a casa arriva un bambino, frutto dell'amore di un uomo e di una donna che hanno deciso di metter su famiglia, è davvero speciale. Tuttavia, spesso, l'ansia di dovergli dare il meglio possibile induce i neo mamma e papà a cadere vittime dei tranelli del marketing e della pubblicità e inducendoli dunque ad acquistare spesso delle cose inutili, delle quali realmente non si ha bisogno e che vanno ad incidere, dunque, non solo sul bilancio familiare, ma anche sull'ambiente.

Che ogni generazione sia completamente diversa da quella precedente è ormai noto a tutti e non ci vuole una Laurea per accorgersi che le quarantenni di oggi vivono una vita molto diversa da quella delle proprie madri e nonne. Le nostre mamme avevano ancora il concetto della donna casalinga, dedita alla crescita dei figli, poche di loro sono andate a lavorare fuori casa e la maggior parte delle volte non era per scelta.

Al contrario, la maggior parte delle donne della mia generazione lavora fuori casa, non per motivi economici ma per realizzazione personale. Poi si arriva a quarant’anni e si rimette in discussione tutta la vita professionale e privata: finalmente ci si concede quella che viene definita una “ripartenza”, si segue le
proprie passioni, il proprio talento e spesso da sogno la trasformiamo in realtà. Queste donne vengono chiamate “Late Starter”: quelle di noi che trovano la propria strada in un secondo tempo, che sia un cambiamento di mestiere, chi decide di rimettersi a studiare, chi decide di avere un figlio.

Si recuperano 15 anni, ci si sente più giovani ma con la consapevolezza, la maturità e l’esperienza data dall’effettiva età, quindi si commettono meno errori, siamo più sicure e abbiamo molto più chiaro quello che vogliamo. Diventare madre dopo i quaranta si dice che sia più rilassante: ormai il lavoro ha preso la propria strada, non si pensa più a fare carriera e ci si può dedicare anima e corpo ai figli. Ci sono addirittura delle donne che per l’occasione lasciano il lavoro e diventano mamme a tempo pieno o decidono di diventare freelance da casa e part time: la mattina al computer e il pomeriggio per i figli.
Si ricomincia da capo con in più la solidità dell’esperienza alle spalle. Sicuramente non è tutto rose e fiori: una cosa è fare figli a vent’anni, anche dal punto di vista fisico, non hai certo la forza di una ragazza ma anche se un po’ più “lentamente” si riesce sempre a fare tutto.

 

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Altre donne invece abbandonano il mestiere precedente per concretizzare il sogno di una vita e debuttano come Imprenditrici. Spesso la vita ti mette a un bivio: separata, figli e un lavoro che non piace più. Ci vuole una “rinfrescata”, bisogna girare l’angolo e trovare il coraggio di ricominciare. Per una vita si lavora ai progetti degli altri poi una mattina ci si sveglia, si decide di lavorare per sé stesse e ci si butta. Paura tanta, sicuramente, ma basta organizzarsi, farsi aiutare dagli amici e tutto prende la giusta piega e parte. Se hai un’idea e la vuoi realizzare davvero, ce la fai, a qualsiasi età.
Una mia amica ha sempre amato la fotografia ma in seguito la realtà l’ha mandata da un’altra parte. E’ una di quelle donne che ha bruciato le tappe un po’ in tutto: si è sposata giovane e di conseguenza è diventata nonna molto presto. Come altre donne alla fine si è separata. 

Dopo tutti questi stravolgimenti, la parte artistica creativa si è risvegliata grazie alla passione per le torte, quelle decorate con la pasta di zucchero che finiscono per essere delle vere e proprie opere d’arte: si è iscritta a un corso per Cake Design e oggi passa il tempo a modellare la pasta delle decorazioni. E’ diventata una vera e propria ricerca estetica, in famiglia e tra gli amici, tutti richiedono le sue torte gioiello.

Mia cugina invece, si è licenziata e con la buonuscita si è rimessa a studiare, a 46 anni. Ha iniziato giovane a lavorare, colleghi e lavoro molto stimolante ma dopo tanti anni sopraggiunge la noia. Affascinata dalla maternità ha deciso di iscriversi a Ostetricia, laurea breve e poi sala parto. Tutto l’appassiona più del previsto e decide di continuare a studiare iscrivendosi a Medicina. La cosa buffa, mi racconta, è che i compagni di 20anni sbuffano per la fatica, lei invece non ha fretta e si diverte. Unico neo è la memoria, ma l’entusiasmo non le manca.

Per il resto che dire…Non è mai troppo tardi!

 

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La sua storia è talmente curiosa e bizzarra che l'emittente televisia TLC ha deciso di creare intorno ad essa un vero e proprio reality. Parliamo di Brady Williams, 43 anni, originario della Utah e project manager nel settore delle costruzioni, la cui particolarità è quella di avere una famiglia poligama. Brady, infatti, ha ben 5 moglie e 24 figli, aventi un'età compresa fra i 2 e i 20 anni.

 

Su quella che è la sua vita, e su ciò che ruota intorno ad essa, andrà presto in onda una serie completa di nove episodi da un'ora. I membri della famiglia Williams fanno parte dei circa 15.000 poligami indipendenti occidentali che però non appartengono ad una chiesa mormone fondamentalista. Il 13 dicembre 2013, il giudice distrettuale Clark Waddoups ha stabilito che la vecchia legge dello Utah che vieta la poligamia è incostituzionale.  
 
 
A tal proposito Williams ha dichiarato: "Non c'è più pericolo sulle nostre teste ora. Il male è altro. Le donne non sono una merce e non devono essere trattate come tali".