Sin dal primo giorno di nascita è importante comunicare con il nostro piccolino attraverso i cinque sensi che in lui sono già tutti sviluppati e, come si dice, pronti all'uso per imparare a conoscersi. Questo perche, se è vero che abbiamo passato in simbiosi nove mesi, ora siamo due individui con un proprio carattere ed una propria fisicità; ecco allora come, mamma ed il proprio cucciolo, imparano a riconoscersi e a scambiarsi tutto l'infinito amore che provano l'uno per l'altro:

 

La prima volta in cui la mamma è il suo piccolino si guardano negli occhi è un momento indimenticabile: c'è talmente tanto amore che un attimo sembra durare un eternità fatta di dolcezza, tenerezza e tanta tanta curiosità da parte di entrambi per la scoperta di quel nuovo mondo che si apprestano a vivere. Alcuni dicono che il bimbo fino ad un certo periodo di vita non vede; altri invece ritengono che già da subito riescono a vedere e a mettere a fuoco le forme a distanza di circa 20-30 centimetri. Casualmente corrisponde più o meno alla distanza che c’è tra il viso della mamma e il bimbetto quando lo si tiene in braccio... è un pò come la scena del film SENTI CHI PARLA quegli occhietti un pò furbi sembrano dire: ahhhHh eri tu!!!

Il bimbo e la mamma si parlano anche senza aprire bocca: a parlare è l'amore, il cuore di entrambi. Ogni angioletto sa riconoscere la voce della propria mamma; questo perché già abituato a sentirla per tutto il periodo della gravidanza ed è proprio la stessa voce in grado di rassicurare il nostro piccolino con dolci parole sussurrate o cantate.

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Importantissimo fin dal primo attimo dopo il parto è il contatto fisico: la venuta al mondo dei nostri angioletti è un momento bellissimo, ma anche molto stancante sia per la mamma che per il picccolino ed entrambi hanno bisogno di coccole. Di quelle coccole che solo loro stessi sanno farsi attraverso il contatto, il respiro, il battito cardiaco. Ogni giorno della  vita deve essere fatto di tanti baci, carezze e abbracci che faranno sentire il nostro piccolino amato, rassicurato e protetto come quando si trovava nel grembo della sua mammina.

Il gusto e l'odorato nel bambino vanno di pari passo: il nostro piccolino infatti è in grado di riconoscere la propria mamma fra cento, perché riconosce l'odore del suo seno di cui è attratto non solo perché sa di latte, ma perché, si dice, che abbia lo stesso odore del liquido amniotico. Secondo motivo dell’allattamento al seno, è che il nostro bimbo impara a riconoscere il sapore della sua mamma e quindi a conoscerla sempre di più.

 

 

Insomma tutto l'amore del mondo racchiuso in cinque paroline rappresentanti la bellezza dell'essere mamma.

 

Quando i bambini sono piccoli, dobbiamo fare molta attenzione alle loro preziosissime orecchie, non solo evitando che possano prendere colpi d’aria, ma soprattutto quando dobbiamo pulirle per evitare che poi possano insorgere problemini come piccole otiti dovute ai tappi di cerume che si possono formare.

Spesso le neo mamme non vivono bene il momento dell’igiene delle orecchie del proprio cucciolo, spesso ansiose e timorose di creare dolore o un eventuale problema all’udito del proprio angioletto; importante invece è cercare di superare paure e ansie vivendo il momento come il più normale possibile… anche perché infondo, lo è!!!

L’attrezzo più usato per l’igiene dell’orecchio è il classico cotton fioc, per i bambini piccoli ci sono quelli creati proprio per loro: più sottili in punta e più spessi all’attacco, propria la punta più sottile è importantissima perché adatta a pulire le zone piccole delle orecchie del neonato.

La cosa importante da tenere presente è che il cotton fioc va usato sempre e solo nel padiglione auricolare, quindi nella parte più esterna, mai internamente perché si corre il rischio di spingere più in fondo lo sporco o di andare a creare dei problemini più seri come piccole lesioni al timpano.

Altra cosa da ricordare è che non dobbiamo mai usare il cotton fioc asciutto, si creerebbero solo inutili irritazioni alla pelle, ma bisogna sempre bagnarne la punta con della soluzione fisiologica.

Al posto dei cotton fioc si può benissimo utilizzare anche della semplice garza sterile arrotolata, il meccanismo rimane il medesimo.

 

 

Quando si è finito di pulire e sempre buona norma asciugare l orecchio con un panno morbido ed io aggiungo sempre che una buona dose di coccole dopo questa piccolissima tortura è d’obbligo.

In commercio esistono poi anche gli spray per le orecchie per i bimbi, io personalmente non li ho mai usati, preferisco i metodi tradizionali, ma molte mamme me ne hanno parlato molto bene, credo comunque che in questi casi bisogna sempre comunque parlarne con la propria pediatra, il fai da te o il sentito dire delle amiche soprattutto quando si parla del benessere dei nostri tesorini per me è sempre da evitare.

Un’attenzione particolare va fatta per la qualità dei prodotti che si usano per l’igiene delle orecchie del bambino, meglio sempre acquistare prodotti di buona qualità anche quando parliamo di semplici cotton fioc.

Clicca qui per leggere come curare gli occhi del nostro bambino.

 

I nostri bambini nell’arco di tutta quella che è definita prima infanzia, che va dallo zero ai cinque anni, attraversano un periodo d’intensa attività biologica e di sviluppo dei sistemi motori e percettivi che sono poi la base dello sviluppo cerebrale e di tutti quelle funzioni superiori (come l'udito) di cui la vista e sicuramente è quella più complessa.

In poche parole la vista si sviluppa con lo sviluppo del bimbo, con il passare del tempo, infatti, il bambino migliora la coordinazione dei centri cerebrali che controllano i movimenti degli occhi e piano piano migliora la focalizzazione, anche se la visione perfetta si ha solo attorno ai cinque anni di vita, mentre solo a tre si possono scoprire problematiche visive legate ai colori, tipico del daltonismo.

E’ molto importante tenere sotto controllo gli occhietti del nostro amorino e se la nostra pediatra ci segnala qualche piccola anomalia, importantissimo è fare subito delle visite specialistiche per poter eventualmente curare piccoli disturbi che se trascurati potrebbero poi divenire più grandi o non più curabili.

Al mio piccolino la pediatra aveva trovato un piccolo problema di strabismo, chiamato anche strabismo di venere, lo portai subito da una dottoressa e nell’arco di due mesi tutto è andato risolvendosi, il mio piccolino ora è meravigliosamente bello anche se già prima lo era .

Parlando seriamente anche lo strabismo è un problema non da poco, tra lo zero e i sette mesi del bebè è normale che ci sia, ma se persiste dopo i sette mesi, bisogna subito fare un controllo da uno specialista: l’oculista dovrà quindi prima accertarsi che non vi siano altri problemi e poi curare lo strabismo che in casi eccessivi può diventare un vero è proprio problema fino ad arrivare a perdere l’uso dell’occhio.

 

 

L'età giusta invece per una prima visita oculistica è attorno ai quattro anni di età, questo per evitare di perdere l'età più favorevole alla cura di eventuali problematiche visive come possibili ambliopie, in altre parole la visione bassa, le ipermetropie e astigmatismi.

Solitamente quando il nostro piccolino ha dei problemi di vista, il corpo manda dei segnali di disagio tipo il mal di testa o bruciore agli occhi a cui noi dobbiamo sempre rispondere con un consulto dalla nostra pediatra,.

Altrettanto importante è ricordarsi per esempio di non lasciare mai il nostro piccolino troppo vicino allo schermo del televisore quando guarda magari il suo cartone preferito perché potrebbe creargli alterazioni della vista.