Chi lo dice che rimettersi in forma, significa rinunciare al gusto? 

Non sempre le cose che ci fanno bene sono “punitive” anzi con l’ingresso della bella stagione la frutta ci da una grande mano. Sapori intensi, dolci senza troppe calorie e grassi.
I frullati depurativi sono un’idea interessante per continuare a “giocare” in cucina ma cominciare a metterci in forma o semplicemente tenerci un po’ più leggere.

I frullati depurativi sono a base di frutta fresca, frutta secca, semi, verdure e cereali, hanno proprietà benefiche e si distinguono anche per il loro buon sapore.
Tuttavia, se lo desideriamo, possiamo addolcirli con ingredienti sani come miele, stevia o zucchero di cocco.
Possiamo anche aggiungere diversi tocchi di sapore con l’aggiunta di vaniglia, cannella o cacao. Insomma, possiamo personalizzarli in base ai nostri gusti. Consigliamo di optare per cibi naturalmente dolci (banana, pera, ananas, ecc.) e sempre per dolcificanti integrali e poco raffinati.

Ecco due suggerimenti per ispirarvi:

 

- Fragole e cocco
Questo frullato ci ricorda la combinazione di fragole con panna, ma senza aggiungere grassi, zucchero o latte.
È uno dei frullati più appetitosi. Provatelo!

La fragola
Le fragole sono frutti deliziosi che offrono molti nutrienti e ci saziano pur avendo un contenuto calorico basso.
• Ideali per perdere peso senza smettere di mangiare, oltre a dare sapore e colore a qualsiasi succo o frullato.
• Hanno proprietà diuretiche e un alto contenuto di fibre che promuovono la funzione intestinale.

Il cocco
Il cocco è un frutto tropicale ricco di proteine, fibre e grassi. I suoi acidi grassi sono ottimi per il corpo e ci aiutano ad accelerare il metabolismo. Questo frutto regola anche la glicemia, migliora la digestione e favorisce l’assimilazione dei nutrienti.

 

- Papaya e semi di chia

Questo frullato cremoso è ideale per disintossicare l’organismo, regolando la funzione digestiva e la regolarità intestinale.
La papaya
La papaya è un frutto tropicale ricco di enzimi che favoriscono i processi digestivi, calmano le infiammazioni e regolano il transito intestinale.
• Grazie al suo contenuto di beta-carotene, questo frutto è un ottimo antiossidante naturale.
• I suoi semi combattono i parassiti intestinali.
I semi di chia
• I semi di chia, che bisogna lasciare ammollo la notte precedente, regolano il transito intestinale.
• Abbassano il colesterolo e i livelli di zucchero nel sangue; invece aumentano il senso di sazietà.

 

Queste sono solo due delle molteplici combinazioni che potrete provare, mixando frutta fresca, semi, verdure, cereali, frutta secca...
Presto, mettete in corrente il frullatore!

Esistono delle patologie cosiddette malattie da spogliatoio, facilmente manifestate soprattutto dagli sportivi, che si soffermano spesso in palestre e piscine. Stiamo parlando di patologie prevalentemente a carico della pelle, alcune però possono colpire anche l’apparato respiratorio. Le motivazioni per cui proprio gli sportivi manifestano più facilmente la malattie da spogliatoio sono correlate sia all’utilizzo delle docce e dei bagni presenti negli spogliatoi, sia a un utilizzo poco cauto di questo tipo di impianti, sia al comportamento del sistema immunitario dopo l’allenamento.

Le principali patologie
Le si accomuna con la locuzione malattie da spogliatoio, anche se in effetti si tratta di patologie in alcuni casi molto differenti tra di loro e che non necessariamente colpiscono solo chi frequenta gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Tendono però ad essere più frequenti tra questo tipo di soggetti, che sono chiaramente più esposti all’eventuale contagio. Si tratta spesso di patologie della cute, quali ad esempio micosi o di tipo batterico. Una classica malattia da spogliatoio è il piede d’atleta, una micosi altamente infettiva. Chi fa sport dovrebbe essere conscio dell’esistenza di questa patologia, oltre che conoscere come curare il piede d’atleta; anche perché questo fungo è molto contagioso e potrebbe diffondersi rapidamente. Altre malattie da spogliatoio sono le onicomicosi, o micosi delle unghie, o la pitiriasi versicolor. Possono poi essere presenti tra gli atleti verruche, intertrigini o, in alcuni periodi dell’anno, si possono diffondere batteri che colpiscono le vie respiratorie, come il classico raffreddore.

Perché da spogliatoio e perché agli atleti
Buona parte dei virus, dei batteri e dei funghi che colpiscono con frequenza gli atleti amano proliferare in ambienti umidi e caldi, come lo sono gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Oltre a questo alcune patologie si diffondono tra gli atleti perché sono una categoria di persone che più facilmente ha un contatto diretto con un ampio numero di persone; a chi non è capitato durante una gara o una partita di abbracciarsi con i compagni di squadra o con gli avversari. Questo accade sia tra gli sportivi professionisti che tra quelli a livello dilettantesco, anche tra i più piccoli. Alcune ricerche hanno poi dimostrato come proprio successivamente agli allenamenti il sistema immunitario di alcuni può manifestarsi meno attivo; accade a chi effettua allenamenti molto pesanti, a chi non si alimenta in modo corretto durante la pratica sportiva e anche a causa dei micro traumi causati alla muscolatura.

Come usare al meglio gli spogliatoi
Esistono dei comportamenti che permettono di evitare il contatto con eventuali batteri, funghi e virus presenti negli spogliatoi. Il primo è l’igiene, che chiaramente è a carico di chi gestisce gli spogliatoi. Docce, armadietti, panche e impianti vari vanno puliti e disinfettati frequentemente, ogni giorno o più volte al giorno, a seconda del flusso di persone al loro interno. Oltre a questo è buona norma per chi frequenta gli spogliatoi quella di utilizzare sempre delle ciabatte, che vanno fatte asciugare dopo l’utilizzo e vanno lavate periodicamente. È importante anche asciugare bene la pelle dopo aver sudato o dopo la doccia, perché è proprio nell’umidità che si insinua tra le pieghe della pelle che alcune patologie trovano terreno fertile. Chiaramente se un disturbo, per quanto lieve, perdura per lungo tempo è consigliabile consultare il proprio medico.