Negli ultimi anni complice della crisi, chi lavora in ufficio ha “imparato” a dire addio alla classica pausa pranzo al ristorante in favore di una pausa un po’ più easy. I vantaggi di tale rinuncia sono molteplici: la riscoperta del piacere di preparare il pasto da portare in ufficio e consumarlo con i colleghi, il netto risparmio che ne consegue, l’aspetto salutista, con l’esigenza di mangiare cibi di sicura provenienza e, ultimo ma non meno importante, il bisogno di ottimizzare i tempi, evitando le attese al bar o al ristorante.

 

In lista tra le buone abitudini insalate di riso, pasta fredda, cous-cous che soppiantano panini e pizzette. Il monitoraggio di Polli Cooking Lab (Osservatorio sui trend alimentari) si è servito dei social network principali (Facebook, Twitter e Youtube), di blog e community, e ha coinvolto chef nazionali e nutrizionisti al fine di evidenziare i consigli per un’impeccabile “schiscetta”. L’appellativo è tipicamente meneghino e indica il portavivande il cui contenuto è solitamente premuto, dal verbo “schisciare”, appunto schiacciare. È proprio la schiscetta oggi a tornare alla ribalta, se prima era un semplice contenitore in alluminio oggi, ci sono le ciotole di plastica e i “lunch box”, disponibili in legno e metallo, accessori alla moda e funzionali il cui prezzo oscilla dai 10 ai 50 euro e che è possibile trovare anche nei supermercati più forniti

 

Per affrontare in modo corretto questo pasto fondamentale, è bene tenere presente qualche consiglio: “niente fretta”. Il pranzo, oltre che a nutristi, serve anche a staccare e rilassarsi. Vietati i pranzi consumati velocemente, magari davanti al pc oppure in piedi, e meno che meno il “salto” del pasto. Saltare la pausa pranzo comporta di solito “attacchi di fame” durante il resto della giornata e, inoltre, non avremo l’energia e la carica per affrontare la seconda parte della giornata.

 

Per preparare un piatto in grado di saziarci le parole d’ordine sono varietà, qualità e leggerezza. Per evitare di appesantirci e per evitare l’abbiocco meridiano, via libera a piatti a base di verdure, cereali e legumi: ottime le insalate di riso, così come la pasta fredda e il cous cous. Spazio poi a frutta e yogurt, spuntini ideali. L’importante è evitare maionese e altre salse, piene di grassi.

 

Anche vegani e vegetariani possono prepararsi il pranzo a casa: se in ufficio c’è la possibilità di riscaldare i piatti, con il forno a microonde, si può portare un classico minestrone (che nella stagione calda può anche essere consumato freddo), oppure via libera alle classiche insalatone. A volte manca il tempo per preparare il pranzo: la sera si è stanchi e la mattina non si ha voglia di stare dietro a frigorifero e fornelli. Un’ottima idea è preparare il classico sandwich: ci si può sbizzarrire con infinite varianti, per esempio con salumi, formaggi, tonno, verdure, uova eccetera.

 

Oltre al tradizionale panino, all'insalata o pasta alla fredda, perché non provare a preparare un mix di frittelle e crocchette e ingolosire così anche i vostri vicini di scrivania? Ci si può sbizzarrire con diverse varianti: polpette a base di patate, con le olive, crocchette di pollo e al formaggio e anche polpettine dolci con le mele e l'uvetta.

 

16 Apr

Meno sale... più Salute

Pubblicato in Bambino

Sono stata una bambina che adorava il sale e mentre i bambini normali rubacchiavano da bravi golosoni il cioccolato o la marmellata … la sottoscritta, appena la mamma girava le spalle, infilava le ditina nel contenitore del sale mangiandone spizzichi o aggiungendone nel piatto che avevo davanti.

Ovviamente la mia mamma di questa cosa non era molto contenta perché si sa … il sale fa male agli adulti, figuriamoci nei bambini.

Nel tempo i miei gusti sono notevolmente cambiati, ho eliminato molti alimenti dalla mia alimentazione e da bambina mangia sale a tutto spiano sono diventata un adulto che ne usa davvero pochissimo.

Discuto molto spesso anche con i membri della mia famiglia sull’uso del sale: hanno l’abitudine di aggiungerne nel piatto e, non solo non è sano e fa male alla salute, ma rovina anche il gusto del cibo perché copre il vero sapore degli alimenti.

Nella dieta del mio piccolino invece sono categorica e non ammetto l’uso del sale aggiunto oltre a quello che già metto io, per insaporire i piatti non è necessario l’uso del sale ci sono molti modi per rendere gustoso un piatto, nel sugo basta aggiungere un cucchiaino o due di parmigiano per esempio, e poi esistono anche le spezie per dare sapore.

 Molti pediatri, addirittura, consigliano di evitare totalmente l’uso del sale nei bambini almeno fino ai due anni di età, questo perché aggiunto alle loro pappe sovraccarica i reni non ancora del tutto sviluppati che non sono capaci di eliminarlo, inoltre usandolo già in tenera età si andrebbe a creare una sorta di dipendenza ai sapori salati creando cattive  abitudini che porterebbe il bambino  ad avere possibili problematiche di salute.

 

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Ogni volta che lo usiamo, dovremmo pensare  che l’uso eccessivo di sale è una delle cause principali dell’ipertensione.

Nonostante però oggi si parli molto della prevenzione delle malattie e dell’importanza di una corretta alimentazione per evitare quelle malattie che sono portate proprio da un modo sbagliato di mangiare, purtroppo ancora si consuma troppo sale: troppi bambini usano più sale di quello consigliato, vittime del cosiddetto sale aggiunto dalle cattive abitudine dei genitori.

Importante è insegnare ai bambini ad avere una corretta alimentazione insegnando loro a consumare in maniera maggiore la frutta e la verdura, anche lontano dai pasti come piccoli spuntini: una bella macedonia di frutta fresca di stagione al posto delle patatine o della pizza a merenda per esempio.

Facciamogli consumare carne o pesce cotto ai ferri senza aggiungere sale ma solo piccole dosi di spezie, se usiamo un sugo saporito, non aggiungiamo sale alla pasta e impariamo a salare i cibi solo a fine cottura.

Insomma, meno sale … più salute.

 

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Bruciore di stomaco? Senso di pesantezza? Nausea o crampi? Molte persone soffrono di dispepsia, ossia hanno difficoltà a digerire dopo i pasti. Si tratta di una patologia diffusa, da tenere monitorata e i casi variano da persona a persona. Tuttavia, alcuni semplici accorgimenti possono migliorare e favorire la digestione, alleviando i sintomi avvertiti.

 

Ecco alcune indicazioni di massima da seguire per migliorare la propria digestione:

 

  1. Se i nostri orari lavorativi ce lo consentono, cerchiamo di mangiare a ore più o meno fisse.
  2. Introduciamo una quantità di cibo normale e mai eccessiva.
  3. Non consumiamo i pasti in fretta e mastichiamo bene ogni boccone.
  4. Cerchiamo di seguire una dieta sana ed equilibrata, limitando il consumo di cibi grassi e pesanti, evitando possibilmente bevande alcoliche e zuccherine.
  5. Pratichiamo una regolare attività fisica, che faciliti la digestione.
  6. Limitiamo, per quanto possibile, le occasioni di tensione e stress, concedendosi ogni giorno piccole pause e spazi tutti per noi.

 

 

 

 

Seguire una dieta e fare attività fisica regolare sono spesso due cose che tendiamo ad abbandonare velocemente. Passato l’ardore dei buoni propositi iniziali, se ci sommiamo scarso tempo libero e stanchezza, la frittata è fatta: finiscono entrambe in fondo della lista delle cose da fare. Sappiamo perfettamente che ci farebbero bene, ma è più forte di noi e alla fine abbandoniamo.

 

Perché?

 

Sostanzialmente perché manca la motivazione. E non parlo dell’euforia dei primi giorni, in cui siamo stra-convinte di mantenere l’impegno, ma di una motivazione seria e profonda che ci spinge a perseverare nonostante la pigrizia, la stanchezza e il poco tempo.

 

Ma cos’è la motivazione? E come si può fare per mantenerla alta?

 

La motivazione viene definita come forza che guida le nostre azioni. Tutto quello che facciamo è spinto da una motivazione, più o meno conscia. Quindi, se vogliamo imparare a guidarla, in modo tale da mantenere gli impegni presi, dobbiamo imparare a capirla. Perché stai facendo una dieta? Ok, per perdere peso, ovviamente. Ma questa non è la motivazione, questo è l’obiettivo. Per trovare la motivazione devi chiederti “perché voglio perdere peso?”. E allora la risposta può essere: per la mia salute, per piacere di più, per non sentirmi a disagio con certi abiti, eccetera. Bene, adesso che hai chiara la motivazione, scrivila su un foglio e mettilo dove puoi vederlo spesso, perché ti aiuterà a non perderti per strada.

 

Ora, fissa nella tua mente l’immagine di te che hai ottenuto il risultato che volevi e hai fatto avverare il tuo desiderio: stai meglio di salute, i vestiti ti calzano a pennello e tutti ti dicono che senza quei chili di troppo sei davvero carina. Immagina bene queste scene, fissale nella tua memoria come un film e riportale alla mente ogni volta che sentirai la tentazione di abbandonare l’impegno preso. Pensa anche a come ti sentiresti domani all’idea di aver abbandonato tutto e di non poter raggiungere ciò che ti eri prefissata. Brutta sensazione, vero? Ecco, con questo semplice lavoro mentale (ti prenderà 10 minuti in tutto) hai creato una delle più forti spinte motivazionali che tu possa avere. Usa questi “film” ogni volta che ti sentirai in difficoltà o sull’orlo di mollare.

 

E alla fine di ogni giornata in cui avrai seguito la dieta o avrai fatto i tuoi esercizi fisici, fermati un minuto a pensare a come ti senti bene, assapora la splendida sensazione che nasce dall’aver fatto la cosa giusta per te e la tua salute, dall’esserti avvicinata di un passo in più al tuo obiettivo. Goditi questa sensazione e fai in modo di poterla sperimentare OGNI GIORNO: non potrai più farne a meno!

 

Non riesci a fare sport perché ti manca sempre il tempo? Leggi questi consigli adottati già da tante donne. Clicca qui per saperne di più. 

 

 

 

 

 

 

Ritmi stressanti e una vita frenetica possono portare a disturbi del sonno che a lungo andare creano non pochi problemi. Se poi pensiamo che per le donne mature arrivano anche i disturbi della menopausa, è chiaro che bisogna trovare, fin da subito, dei rimedi che possano dare dei benefici immediati.

 

 

A quanto pare, la soluzione migliore sarebbe quella di fare dello Yoga. Secondo la dottoressa Katherine Newton, del Group Health Research Institute, per ridurre gli effetti della menopausa e tutti di disturbi dell’insonnia, l'esercizio fisico e lo yoga danno dei risultati soddisfacenti e anche dei miglioramenti dell'umore. 

 

 

Secondo questa ricerca, risultati di un certo rilievo, però, non sono immediati; bisogna attendere almeno tre mesi per vedere qualche miglioria.