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La carne bianca, come quella di pollo e di tacchino, è ottima per la salute e per la linea. È leggera, ha pochi
grassi, è ricca di proteine ed è facilmente digeribile. Inoltre è più economica rispetto alla carne rossa, il che
non è da disdegnare, soprattutto in questo periodo di crisi.
C’è da dire però che non sempre i nostri palati sono felici di assaporare un petto di pollo alla piastra o in
padella!
Oggi vi darò una ricetta per rendere questa carne più gustosa in maniera molto semplice. Vi serviranno
farina, succo di limone e latte.
Per cominciare infarinate per bene le fettine di pollo. Mettete un filo d’olio d’oliva in padella, aggiungete le
fettine e cuocetele a fuoco medio finché saranno dorate.
Nel mentre spremete un limone e mettete il succo in una ciotola, aggiungete un bicchiere di latte, poi
versate in padella.
Insieme alla farina formeranno un delizioso sughetto che renderà tenerissima e molto saporita la carne;
fatelo asciugare leggermente, poi togliete dal fuoco.
Servite insieme ad un’insalatina verde ed ecco che in pochi minuti avrete preparato un piatto da leccarsi i
baffi e che piacerà anche ai bambini!
Se volete un consiglio, potete usare la stessa ricetta per preparare anche le fettine di maiale, visto che
spesso risultano troppo secche ed asciutte.
Buon appetito!

 

Prova pure il Pollo allo zenzero e yogurt

 

Non negatelo! quanti pisolini vi siete fatti durante le ore di storia? Personalmente qualcuno, ad eccezione di argomenti però che hanno stuzzicato la mia fantasia e la curiosità sopratutto.
Vi siete mai chiesti per esempio come ci si curava ai tempi dell'impero romano? Non c'erano mica stand di case cosmetiche o make up a sopperire alle richieste della varie signore/matrone, eh no, a quei tempi cari lettori l'argomento bellezza era di ben altra levatura rispetto ad oggi, se non altro per la reperibilità dei prodotti.


Partiamo con le acconciature. Non molto diversamente da ciò che accade oggi, la consorte dell'imperiale di turno, lanciava delle vere e proprie mode in fatto di stile.

I boccoli delle first lady di allora, venivano riprodotti su statue, rilievi e monete.
Ieri come oggi la donna si è sempre ingegnata, dunque capitava che si suppliva alla precaria possibilità economica con ingegno ed abilità in mancanza di ornamenti decisamente costosi (per le classi più povere).
Caratteri tipici del bacino mediterraneo erano capelli ed occhi bruno/castani, per questo motivo il biondo raro in queste zone, diviene un colore ritenuto simbolo di bellezza per antonomasia.
Erano fiorenti le richieste di parrucche molto costose provenienti dal nord europa (di capelli veri ovviamente).
Le tinture erano utilizzate, ma provocavano non pochi danni, se pensiamo che il tutto risale a oltre duemila anni fa non diviene difficile capire quanti danni potevano provocare, ad esempio le calvizie precoci a cui si sopperiva con toupets e parrucche.

 

acconciature-donne-antichi-romani

 

Per il make-up invece come si organizzavano? Beh, pasticciavano in piena autonomia, affidandosi ai consigli di un profumiere ed ai prodotti provenienti dall'oriente e da Alessandria d' Egitto.
Nella toilette di una signora vi erano fard, ombretti, pennelli, spatole e specchi di ogni tipo, lusso chiaramente riservato a classi sociali elevate.
Allora come oggi però si preparava la pelle ad accogliere il trucco, ma come?
Il latte d'asina utilizzato dall'imperatrice Poppea era rinomatissimo, serviva per cancellare rughe e rendere la pelle bianchissima.
Ma i prodotti potevano anche essere a base di ingredienti di ben altra “provenienza”, tutt'altro che insoliti erano sterco di vitello impastato con olio e gomma per eliminare fastidiose chiazze per esempio, oppure fiele di toro, nitro ed urina d'asino (lo so lo so, non rimpiangete di non esserci state allora ;) ).
Il nonno del fondotinta era un impasto di biacca (minerale biancastro) impastato con sostanze grasse, a cui si aggiungeva feccia di vino per renderlo rosato, oppure terra rossa di selina, mentre l'antenato del moderno blush era la terra vermiglia.

 

trucco-donne-antichi-romani


I rossetti a base di estratti vegetali e minerali erano conservai in piccoli contenitori, mentre puntali intinti nella fuliggine o in polvere di antimonio, serviva a tracciare una linea lungo la linea dell'occhio, come si fa oggi col moderno eye liner.
Gli ombretti preferiti dalle donne romane erano di colore verde ed azzurro, ovvero malachite ed azzurrite ridotti in polvere finissima.
Per una serata speciale poi il tocco “glamour” era un cristallo schiacciato e ridotto in polvere impalpabile, cosparso sul viso rendeva la pelle opalescente e sofisticata.


Pronte per uscire? Un ultimo sguardo allo specchio ieri come oggi, per controllare che tutto sia a posto senza sbavature.

 

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E se non posso allattare? 

Si sa, anche perché se ne parla ovunque, l’allattamento al seno è fondamentale per il neonato, differenti sono le motivazioni, ovviamente prima fra tutte la questione alimentare visto che il latte materno racchiude in se tutti i nutrimenti necessari: ricco di sostanze come per esempio alcuni acidi grassi polinsaturi, proteine, e ferro, utili per lo sviluppo del bambino.
Attraverso di esso arriva al neonato anche una sorta di barriera che lo protegge dalle principali infezioni batteriche, ma l’allattamento al seno per il bambino è soprattutto coccole coccole coccole e rapporto con la mamma.
Almeno fino ai sei mesi laddove è possibile tutti i bambini dovrebbero essere allattati al seno e addirittura si parla di allattare fino ai due anni se non oltre.
Io purtroppo sono stata una mamma sfortunata, perché purtroppo avevo pochissimo latte, desideravo tantissimo allattare Mattia ma nulla accadeva, ho provato a usare le varie tecniche suggeritemi dall’ostetrica per farlo aumentare: tenere il bambino al seno il più a lungo possibile, tisane, massaggi, birra, ma niente di niente…
Il mio bimbo comunque cercava il seno, anche se aveva magari finito da poco di bere il latte dal biberon, che fare quindi?
Ne ho parlato con la pediatra e ho seguito quello che mi diceva lei e in parte quello che sentivo dentro di me e anche se ho dovuto dargli latte artificiale, cercavo di dargli anche tutte quelle attenzioni che normalmente si possono avere con l’allattamento al seno, creando dell’ora della pappa un insieme di amore totale.

 

allattamento


Lasciavo che lui avesse il contatto con la mia pelle direttamente, tenendolo comunque sul seno in modo che lui potesse sentire il mio cuore, il mio amore, la mia respirazione e il mio calore: che dire lui gradiva molto.
Ho seguito questa prassi fino a quando ho sentito che lui ne aveva bisogno anche se comunque ancora oggi il momento della pappa e sempre associato a tante tante coccole.
Insomma nel mio piccolo ho cercato di dargli tutto l’amore che potevo dargli anche in quell’ambito pur non avendomi dato la natura tutto il necessario.
Mia nonna mi diceva sempre che bisogna fare il massimo con quello che si ha ed io ho cercato di farlo.
Sono diventata mamma a trentaquattro anni, molte mie amiche a venticinque lo erano già, spesso mi raccontavano le loro travagliate esperienze con le varie fasi legate all’essere mamma. Molte di loro mi parlavano dell’allattamento come un qualcosa di doloroso…potrei consigliare a tutte le mamme che hanno il latte di non aver paura di allattare per il dolore, di parlare dei propri timori con la propria ostetrica e di vivere quel momento con tranquillità, allattare è un’esperienza magica per mamma e bebè, vale davvero tantissimo, un momento unico che rimarrà per sempre.
Se non si ha latte impariamo a non sentirci da meno, molte sono le donne che si sento, non adeguate quando scoprono di non avere latte, piene nell’animo di sensi di colpa che si sommano ai già tanti scombussolamenti che diventare mamma significa.
Sono davvero molti i motivi per cui il latte può non venire: da motivi di salute a quelli di stress quindi cerchiamo di superare la situazione e di dare al nostro amore tutto il meglio del meglio che solo la sua adorata mamma gli può dare.