Spesso non ce ne rendiamo conto, ma le nostre giornate sono caratterizzate da una routine tanto stabile quanto insidiosa. Una serie di compiti più o meno ripetitivi e noiosi che svolgiamo uno dopo l’altro come degli automi.

Ti alzi, ti prepari, esci, lavori, torni a casa, cucini, e così via, un giorno dopo l’altro. A parte l’evidente “piattume” che questo porta nella nostra esistenza, questo copione abitudinario ha anche un altro pericolo: trascinarci lontane da ciò che vorremmo e dalla qualità di vita che meriteremmo. Purtroppo il cervello umano tende al risparmio di energia, cerca una RIPETITIVITA’ nelle cose che gli permetta di non sforzarsi troppo. Percorrere le stesse strade, svolgere le proprie attività sempre nello stesso modo, frequentare le stesse persone e gli stessi luoghi. Tutte situazioni conosciute, in cui c’è poco sforzo d’adattamento, poca tensione. Si chiama in gergo "zona di comfort" e ci fa sentire sicure e protette. 

Ma a che prezzo? 

Così facendo, ogni piccolo cambiamento ci spaventa, ci fa sentire sotto stress, agitate. Perché cambiamento significa novità, una cosa sconosciuta, nella quale potremmo non trovarci bene o fallire. E questo ci mette un PANICO tremendo. 

Ma ti faccio un’altra domanda: ci sono delle cose nella tua vita che vorresti migliorare? Qualcosa di cui non sei contenta? E sai che per migliorare è necessario... cambiare? Ogni miglioramento nella nostra vita è stato generato da qualcosa che è cambiato. Ecco allora il pericolo delle abitudini: ci chiudono in un recinto che rende difficile migliorare.

E purtroppo la nostra giornata è costellata di abitudini. 

La soluzione? 

Prendersi una manciata di minuti per riflettere su cosa "nella nostra routine" ci limita, non ci permette di ampliare i nostri orizzonti e di avvicinare la nostra vita all’ideale che abbiamo in mente. Fatto questo, dobbiamo iniziare a rompere queste RESISTENZE. Piano piano, senza traumi, ma con decisione. Devi avere ben chiaro qual' è il tuo OBIETTIVO, cosa vuoi migliorare. Vorresti lavorare in proprio, ma tutte le tue amiche sono dipendenti? Inizia a frequentare donne con aspirazioni simili alle tue, con le quali confrontarti e informarti. Vorresti imparare a fare giardinaggio, ma pensi di non essere in grado? Nessuno nasce "imparato", cerca un bel corso vicino a casa e iscriviti, senza timore. Ti annoia svolgere un determinato compito? Chiedi a un’amica o una collega come lo svolge lei, potresti scoprire un nuovo metodo più divertente che puoi applicare anche tu. 

 

MORALE: esci dai tuoi schemi, dalle tue rigidità, possono essere rassicuranti ma non è detto che siano la cosa migliore per te.

 

Vai alla seconda parte

 

Ecco l’ultima parte di questa "trilogia" in cui abbiamo parlato di come la routine quotidiana può impedirti di migliorare la tua vita e i motivi che ti hanno portato ad avere paura del cambiamento. 

Con questo articolo conclusivo andremo finalmente a svelare le SOLUZIONI.

Come uscire dal tunnel della routine? 

Innanzitutto, bisogna dire che quando decidiamo di iniziare un cambiamento non dobbiamo fermarci davanti alla prima difficoltà e non dobbiamo avere fretta nel vedere subito dei risultati. Anche perché molto spesso i risultati arrivano quando quel cambiamento diventa esso stesso un’abitudine, cioè entra a far parte stabilmente delle nostre giornate.  

Un esempio: se iniziamo a fare una dieta, sarà difficile perdere i kili di troppo subito. Bisognerà proseguire la dieta un po’ di settimane. E una volta raggiunto il peso desiderato, sarà necessario adottare un regime alimentare più bilanciato che ci permetta di non ingrassare di nuovo. Quindi, all’inizio c’è la novità (introduzione della dieta), e poi c’è l’abitudine (adozione di un modo di mangiare diverso da quello precedente, da mantenere nel tempo). È una novità che diventa un’abitudine e ci permette di ottenere il risultato che volevamo. Chiaro il passaggio?

Ma quanto ci vuole prima che una novità si consolidi ed entri nella nostra routine? Cioè, QUANTO TEMPO è necessario per far diventare un cambiamento qualcosa di automatico, naturale, che facciamo senza doverci pensare? Alcuni esperti dicono 90 giorni. Ovviamente non è un limite rigido, può variare a seconda delle situazioni e della persona.  

C’è però un modo per accelerarlo, ed è facendo diventare il cambiamento stesso un’abitudine. Cioè, se ci abituiamo a fare cose nuove ogni tanto, a non rimanere imbrigliate troppo a lungo nelle routine, a non abbandonare un’idea solo perché ci sembra troppo lontana da noi, il nostro cervello si imposterà in maniera tale da ACCETTARE il cambiamento in modo più facile e favorevole. Perché sarà abituato a pensare che le cose ogni tanto devono cambiare. 

Apportare ogni giorno una piccola novità può essere un buon esercizio. Bastano davvero delle cose minime: cambiare bar, mettere vestiti che non si portano da tempo, svolgere i nostri compiti con un ordine diverso. Tante piccole variazioni che abituano la nostra mente al cambiamento. Così facendo, le novità più grosse non ci sconvolgeranno più di tanto e saremo in grado di cambiare le nostre abitudini velocemente, per raggiungere la qualità di vita che meritiamo. Provare per credere!

MORALE: fai diventare il cambiamento un’abitudine, rendi la novità e il miglioramento parti integranti della tua vita.

 

Nel precedente articolo abbiamo parlato di come la routine quotidiana può impedirti di migliorare la tua vita, mettendo a rischio la tua felicità e realizzazione personale. Oggi approfondiamo le ragioni che possono averti portato ad essere prigioniera di questa situazione. 

Se, nonostante le buone intenzioni, non riesci a vincere la paura di fare cose nuove o diverse, i MOTIVI possono essere essenzialmente due: 

  • temi di non riuscire, di non essere in grado: in realtà, gli essere umani sono incredibili. Se leggi il libro dei guinness dei primati troverai decine (se non centinaia) di esempi di persone che sono riuscite a fare cose impensabili, ad affrontare sfide impossibili. Come mai? Perché ci hanno creduto, perché l’hanno voluto e hanno LOTTATO, senza lasciarsi vincere dalle difficoltà. E se l’hanno fatto loro, puoi farlo anche tu. Ti sembra un esempio stupido? E allora pensa a tutte quelle persone che sono disabili eppure conducono una vita normalissima e felice. O a tutti quelli che sono diventati ricchi partendo da zero. Non è fortuna, non è caso, è volontà. Se una persona vuole davvero qualcosa, la ottiene.
  • hai paura che si riveli una scelta sbagliata: nessuno di noi ha la sfera di cristallo. Non possiamo sapere se una cosa andrà bene o male. Quello che è sicuro però, è che se rimaniamo in una situazione che non ci piace saremo infelici a vita. Davanti a questo, un tentativo per cambiare le cose è il minore dei mali, non credi? BUTTATI, rischia. Se poi si rivelerà un errore, avrai comunque imparato qualcosa di nuovo, e magari avrai più elementi per capire qual è la soluzione giusta. E poi, nulla è davvero irreparabile. 

Ce ne aggiungo un terzo, diciamo... collaterale. 

  • ci hai provato, ma hai visto che le cose non sono cambiate e quindi hai lasciato perdere. Ebbene, per ottenere dei risultati bisogna avere anche un po’ di pazienza e dare tempo al tempo. Specie quando si tratta di cose importanti. Più il risultato è ambizioso, più sforzo ci vuole, però anche la felicità di raggiungerlo sarà ovviamente proporzionata! 

 

MORALE: puoi essere e avere ciò che vuoi, se hai volontà e tenacia. Gli unici limiti che hai sono quelli che ti poni tu.

 

Vai alla terza parte

 

Lo stress è un argomento molto gettonato ultimamente, perché è diventato un problema che tocca una grossa fetta di popolazione e le donne sono particolarmente colpite. Pare sia davvero il male del nostro tempo, prodotto di una società che corre troppo in fretta e inghiotte le nostre vite quasi lasciandoci inermi.

Ma cos’è lo stress? Nel linguaggio comune viene usato come sinonimo di ANSIA, PREOCCUPAZIONE, TENSIONE e ha sintomi sia a livello fisico che emotivo.
Ha quindi acquisito nel tempo un’accezione negativa, nonostante in realtà nasca come capacità di reazione del nostro corpo al pericolo, quindi come funzione positiva.

I fattori di stress sono generalmente stimoli esterni che provocano una reazione biologica nel nostro corpo che si articola in 3 fasi.
La fase di allarme: in cui il corpo si prepara a difendersi, ad esempio aumentando la pressione sanguigna e la tensione muscolare, acuendo i riflessi e producendo cortisolo.
Poi c’è la fase di resistenza, in cui l’organismo cerca di adattarsi alla situazione esterna creatasi, riportando lo stato fisiologico alla normalità.
Infine c’è la fase di esaurimento, ma questa si manifesta solo nel caso di stress continuo o troppo intenso. Il corpo, non riuscendo a far fronte al troppo stimolo, perde la sua naturale capacità di adattamento, creando la condizione per l’insorgere di malattie di vario genere.
Le patologie che possono insorgere vengono dette PSICOSOMATICHE, proprio perché partono da una condizione psicologica di stress eccessivo, e possono essere di varia natura: dall’ipertensione alla colite, dai problemi digestivi alle irregolarità del ciclo mestruale, dai problemi respiratori ai dolori muscolari. Ma si può arrivare anche a problemi più gravi come ischemia e infarto.
Ma perché insorgono questi disturbi? Tutto parte dalla produzione di CORTISOLO, un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in situazioni di allarme, che influenza il metabolismo e il sistema immunitario. Questo però, a lungo andare, causa un abbassamento delle difese dell’organismo. Ecco perché essere sottoposti a eccessive dosi di stress, compromette la salute.

 

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In tutto questo, il peso del fattore psicologico è notevole. Pare infatti che, oltre alle cause esterne, giochi un ruolo cruciale anche la nostra attitudine personale, cioè il modo in cui affrontiamo e gestiamo lo stress. Partendo da situazioni di stress esterno similari (tutte quante abbiamo infatti la nostra dose di problemini e problemoni ogni giorno), le donne caratterialmente più tranquille e pacate tendono a soffrire di meno, e ad avere quindi meno problemi di salute. Lo stress non è quindi solo un qualcosa di esterno: le sue cause sono esterne, ma è il modo in cui le viviamo e le metabolizziamo a creare stati più o meno marcati di tensione.
La SOLUZIONE? Innanzitutto cercare di dare il giusto peso alle cose, non ingigantendo problemi in realtà minimi, e lasciandosi “scivolare addosso” quanto più possibile le piccole tensioni quotidiane. Poi cercando di sfogare lo stress in qualcosa di salutare, prima di tutto l’attività fisica (vanno bene sia pratiche soft come yoga e ginnastica dolce che attività più energiche come la kick boxing), che oltre a sciogliere le tensioni è un toccasana per il nostro corpo. In ultimo, cercando di risolvere i problemi che sono fonte di stress in modo deciso. È inutile lasciarli a sedimentare per paura di affrontarli, questo a lungo andare ci logora. Meglio allora ragionare sulle possibili soluzioni e agire. Nel frattempo, lavoriamo per adottare una nuova mentalità, che ci permetta di relegare lo stress nell’angolo, fino quasi a dimenticarcene: perché la vita è troppo bella (e troppo breve) per annegarla nello stress di tutti i giorni!

 

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Prima di andare a letto, la maggioranza delle donne si occupa di faccende domestiche, bada ai bambini, naviga su Internet, o si aggiorna sulle questioni di lavoro. Solo poche di noi dedicano questo tempo a rilassarsi e a staccare la spina, e ciò è fondamentale per avere un sonno ristoratore.

 

Vediamo insieme come poter dormire meglio in cinque mosse:

 

1. Non portiamo il lavoro a casa. Se ci abituiamo ad allungare l’orario di lavoro, corriamo il rischio di entrare in una spirale infinita. Se abbiamo tanto lavoro da non avere il tempo di terminarlo, rimarrà sempre qualcosa di incompiuto. Lo stesso accade per le faccende domestiche. Poniamoci un limite e impariamo a dire: “Basta, lo farò domani”.

 

2. Cerchiamo di evitare tutto ciò che ci sottrae tranquillità. Vedere notizie tragiche al telegiornale della notte, seguire un thriller o leggere un giallo… Tutte queste piccole cose fanno produrre in noi adrenalina. È altresì utile stare lontane dal computer per rivedere le ultime mail: la luce dello schermo, infatti, altera l’orologio interno e il ritmo sonno-veglia.

 

 

3. Stacchiamo il cellulare di notte e liberiamo la mente. Andare a letto con la tecnologia a portata di mano stimola l’attività del cervello e altera il regolare ciclo di sonno-veglia. Inoltre, il cellulare acceso ci tiene sempre in uno stato di allerta.

 

4. Dedichiamo almeno venti minuti alla cura del corpo. Doccia rilassante, bagno caldo con qualche goccia di olii essenziali, massaggiarsi spalmandosi la propria crema preferita, tutte attività che contribuiranno a farci sentire meglio.

 

5. Spegniamo luce e sveglia e mettiamo della lavanda sul cuscino. Il nostro cervello può confondersi anche con le luci più soffuse e pensare sia giorno. Allontaniamo la sveglia dal comodino e proviamo a spruzzare un po’ di essenza di lavanda, o teniamone qualche rametto sotto il cuscino: ci rilasserà.

 

Se proprio non riusciamo a prendere sonno possiamo:

- Alzarci, prendere carta e penna e scrivere tutto ciò che ci preoccupa. Una semplice forma di esteriorizzare i problemi, scaricarci e rilassarci;

- Fare il movimento del bilanciere: stese sul letto, portiamo le ginocchia al petto, prendiamole con le mani e bilanciamoci per un po'.

 

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