Il massaggio per comunicare il proprio amore. 

Per la nascita della mia prima figlia ho scelto di seguire una linea generale incentrata sulla natura, volevo che lei arrivasse in questo mondo e fosse accompagnata nei suoi giorni nella maniera più dolce e armoniosa possibile: scelsi di partorire in casa, preparare la sua cameretta o di vestirla con tessuti naturali, di usare specifici prodotti per la cura del corpo o per l’alimentazione.
Seguivo corsi di yoga per le mamme in dolce attesa e proprio durante uno di questi corsi mi suggerirono di leggere due libri:
Per una nascita senza violenza e Shantala, entrambi di Fredrerick Leboyer.
Libri meravigliosi e che consiglio a ogni mamma in dolce attesa.
Mi sono da subito innamorata del libro sul massaggio shantala, della sua meravigliosa storia: basta pensare che questa bellissima tecnica indiana è tramandata da madre a figlia nel momento della gravidanza.
E possibile imparare la tecnica seguendo proprio il libro stesso dove è spiegata benissimo: io ho potuto iniziare in pratica a farlo da subito alla mia bimba che oggi ha diciassette anni e ancora oggi quando è particolarmente tesa mi chiede di fargli un massaggio.

 

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Leboyer nel libro parla anche dell’importanza del massaggio e indipendentemente dai percorsi che ognuno decide di fare, ogni mamma dovrebbe tenere presente che i nostri bimbi hanno la necessità di questo tipo di contatto fisico: mezzo meraviglioso per comunicare tutto l’amore che abbiamo per loro, fino a poco tempo prima i due corpi erano un tutt'uno dopo il parto avviene una sorta di separazione pesante sia per il bambino sia per la mamma.
Un rapporto intimo che con il massaggio si può ricostruire rimettendo i ponti interrotti.
Importante anche sapere e tenere presente che il massaggio aiuta a prevenire anche la formazione dei gas nel pancino che poi sono la causa delle dolorosissime colichette.
Insomma non vi resta che prova questo bellissimo gesto d’amore.

Qui trovi altre tecniche di massaggio per il tuo bambino

 

14 Mar

Facciamo un orticello

Pubblicato in Bambino

Una volta erano i nonni, che magari vivevano in campagna, ad insegnare ai nipotini a coltivare l’orticello, oggi invece ci sono i presidi di Slow Food a farlo.

Slow food è un'associazione internazionale senza scopo di lucro nata in Italia, a Bra nel 1986 con il nome di Arcigola. L’obiettivo di quest’associazione è lo sviluppo del diritto a vivere il pasto come un piacere, inoltre difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, ed è impegnata nella difesa della biodiversità, si batte anche contro l'omologazione dei sapori e le manipolazioni genetiche.
Slow food organizza presso i suoi presidi corsi per spiegare ai piccoli come coltivare zucchine, patate o melanzane.
Il progetto, che è dedicato a tutte le scuole di ordine e grado ma è maggiormente sviluppato per le scuole elementari, si chiama Orto in condotta, è progetto triennale e prevede materie, se così si possono chiamare, come l’orticoltura ecologica, l’educazione sensoriale e del gusto, la cultura alimentare, la storia della gastronomia e geografia alimentare.
Possiamo però fare qualcosa anche prima.
Questa sorta di educazione all’amore per la natura la potremmo tranquillamente iniziare noi genitori già al compimento dei due anni del nostro piccolino.
Basta impiantare un bell’orticello… se abbiamo la possibilità di un bel giardinetto davanti casa, altrimenti andranno benissimo dei semplici vasi sul nostro balcone e delle comunissime bustine di semi.
E poi approfittando di una bella giornata di sole… armati di paletta e secchiello… mettiamoci seduti per terra con il nostro bimbetto a seminare, lasciando che sia proprio lui a lavorare la terra e a mettere i semini.

 

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Lasciate che sia ancora lui a bagnare le pianticelle e poi lo vedrete emozionatissimo quando spunteranno le prime foglioline.
Un’attività questa, che oltre a divertire i nostri bimbi gli insegnerà il rispetto per la terra, sviluppando in lui la consapevolezza della natura e perché no anche alcuni dei principali insegnamenti legati all’ecologia.
E parlando di ecologia… proprio in un libricino, dal titolo ECO ALFABETO, scritto da Fritjof Capra, importante fisico, teorico dei sistemi e saggista di fama internazionale, si parla proprio dell’importanza di insegnare ai bambini una sorta di educazione all’ecologia tramite la coltivazione di un orto.
Secondo Capra questo permetterebbe loro di capire autonomamente già da piccolissimi quali e cosa sono i cicli naturali, come si regola la natura e l’importanza di preservare e di conseguenza amare la terra e la natura.

 

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Spesso i normali succhi di frutta che tanto piacciono ai nostri bimbi e anche a noi adulti, che siano quelli nelle classiche confezioni a scatoletta coloratissima con cannuccia allegata o nelle bottigliette di vetro, sono pieni di zuccheri, è vero che ci sono anche quelli con la scritta senza zuccheri aggiunti, biologici o al cento per cento naturale, ma… alla fine è davvero così? 

 

Non sarebbe meglio, visto che i nostri bimbetti ne vanno ghiotti, prepararne di freschi?

 

Quando il mio bimbo ha iniziato a mostrare un vago interesse per i succhi di frutta, chiedendomene spesso durante la giornata, usavo anch’io quelli in commercio, scegliendo i nettari della Plasmon alla mela o alla pera, sicuramente i migliori, almeno per me, ma poi ho scelto di farli freschi, usando una centrifuga e un frullatore, in commercio ce ne sono di diverso tipo e prezzo.

Ovvio che per comodità si tende a comprare quelli già pronti, così alla richiesta del bimbetto, la mamma apre il magico armadietto della cucina e… in due secondi il buonissimo nettare di frutta è già bello che pronto nel bicchiere per essere gustato, ma con un secondo di tempo in più, potremmo dargli un qualcosa di più buono, nutriente e sano preparato da noi stesse.

Potremmo metterla anche sottoforma di gioco da fare insieme con il nostro piccolo angioletto, facendo scegliere direttamente al nostro bimbetto la frutta, inoltre ricordiamo anche che questo potrebbe essere un modo per avvicinare i bimbi alla frutta… perché comunque ne consumano sempre troppo poca e tutti sappiamo invece che la frutta, come la verdura, è un alimento fondamentale per il nostro organismo.

 

 

Si possono accostare insieme vari tipi di frutta, come mela e carota, arancia, lamponi e yogurt bianco  (questa è una vera golosità), fragola e banana o fragola e kiwi,  oppure usare la frutta singola che sia mela, pera, albicocca o pesca.

Molto importante è scegliere sempre  frutta di stagione e preferibilmente acquistare quella di agricoltura biologica.

C’è anche chi usa preparare i succhi freschi la mattina conservandoli in frigorifero e consumando poi a necessità ma io, non so, preferisco quelli preparati nel momento in cui si ha voglia di qualcosa di buono da bere anche perché poi il succo tende a ossidare.

 

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Ho passato un fine settimana meraviglioso con la mia famiglia in un agriturismo davvero speciale, dove realmente abbiamo potuto ritrovare il piacere del contatto con la natura: è stato meraviglioso camminare tra  ulivi e mille profumatissimi fiori riscoprendo il piacere di sentire la terra sotto i piedi scalzi.

Spesso porto il mio piccolino in posti, dove possa vivere la natura e divertirsi scoprendo il piacere di viverla:  bellissimo vederlo impegnato a fare i buchi  nella terra seduto su un praticello, pasticciare nel fango con manine e piedini portandomi su una foglia una sorta di pappa che dovrei ovviamente degustare, raccogliere fiorellini e pietre, o semplicemente correre libero tra gli alberi ridendo e facendo cucù a me e al suo papà. 

Sono molti gli studi fatti che riportano quanto sia importante per la crescita dei bambini il contatto con il verde: favorisce l’apprendimento mettendo la  testolina dei bimbi in condizione di scoprire sempre nuove cose, aiuta lo sviluppo psicomotorio, e ovviamente fa crescere un bambino in piena salute.

 Molto importante è anche ricordare che avvicinando i bambini alla natura si insegna loro ad amarla e rispettarla incominciando cosi un discorso di ecologia e sostenibilità ambientale: non è mai troppo presto per iniziare a sensibilizzarli sull’argomento visto che i bambini sono il nostro futuro e sopratutto il futuro del pianeta che viviamo.

Bisogna solo imparare a sfruttare le risorse naturali che, anche nelle grandi città possiamo trovare, e se non le conosciamo, basta usa internet, potremmo scoprirne un mondo.

 

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Ci sono per esempio i grandi parchi naturali attraversati dalle piste ciclabili dove poter fare una bella passeggiata a piedi o in bicicletta, oppure spostandoci un po’ potremmo trovare qualche piccolo boschetto dove, sempre sotto i diecimila occhi di mamma e papà, il piccolino potrebbe scoprire magie nuove: animaletti, fiori, alberi maestosi.

 Se poi si ha più tempo e disponibilità economica, un giretto in qualche agriturismo, magari facendo anche della buona pappa con i prodotti che spesso le stesse aziende producono, dimenticando per un po’ che siamo gente di città sempre alla rincorsa del tempo.

Insomma approfittiamo della bella stagione che, nonostante le piogge di questi giorni, ormai è arrivata e andiamo tutti a divertirci e rilassarci … anche a noi adulti un po’ di vita all’aria aperta male non fa!

 

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A tutte le fan dei prodotti biologici, oggi presentiamo un brand che sicuramente vi piacerà per i prodotti che offre. Parliamo di Alchimia Natura, un'azienda erboristica e cosmetica, nata proprio nel cuore dell'Appennino Modenese, che coltiva secondo i principi dll'agricoltura biologica e biodinamica, trasformando pianete officinali e frutti di bosco in cosmetici naturali biologici ed ecologici. Tutti i prodotti Alchimia Natura sono bio-ecologici, ossia biologici per le materie prime che vengono utilizzati per produrli, che sono, appunto, provenienti da agricoltura naturale; ecologico perché è l'impatto ambientale dei materiali e dei processi produttivi è molto importante: pertanto, vengono utilizzati materiali specifici e processi produttivi mirati per confezionare gli stessi prodotti.