Spesso i normali succhi di frutta che tanto piacciono ai nostri bimbi e anche a noi adulti, che siano quelli nelle classiche confezioni a scatoletta coloratissima con cannuccia allegata o nelle bottigliette di vetro, sono pieni di zuccheri, è vero che ci sono anche quelli con la scritta senza zuccheri aggiunti, biologici o al cento per cento naturale, ma… alla fine è davvero così? 

 

Non sarebbe meglio, visto che i nostri bimbetti ne vanno ghiotti, prepararne di freschi?

 

Quando il mio bimbo ha iniziato a mostrare un vago interesse per i succhi di frutta, chiedendomene spesso durante la giornata, usavo anch’io quelli in commercio, scegliendo i nettari della Plasmon alla mela o alla pera, sicuramente i migliori, almeno per me, ma poi ho scelto di farli freschi, usando una centrifuga e un frullatore, in commercio ce ne sono di diverso tipo e prezzo.

Ovvio che per comodità si tende a comprare quelli già pronti, così alla richiesta del bimbetto, la mamma apre il magico armadietto della cucina e… in due secondi il buonissimo nettare di frutta è già bello che pronto nel bicchiere per essere gustato, ma con un secondo di tempo in più, potremmo dargli un qualcosa di più buono, nutriente e sano preparato da noi stesse.

Potremmo metterla anche sottoforma di gioco da fare insieme con il nostro piccolo angioletto, facendo scegliere direttamente al nostro bimbetto la frutta, inoltre ricordiamo anche che questo potrebbe essere un modo per avvicinare i bimbi alla frutta… perché comunque ne consumano sempre troppo poca e tutti sappiamo invece che la frutta, come la verdura, è un alimento fondamentale per il nostro organismo.

 

 

Si possono accostare insieme vari tipi di frutta, come mela e carota, arancia, lamponi e yogurt bianco  (questa è una vera golosità), fragola e banana o fragola e kiwi,  oppure usare la frutta singola che sia mela, pera, albicocca o pesca.

Molto importante è scegliere sempre  frutta di stagione e preferibilmente acquistare quella di agricoltura biologica.

C’è anche chi usa preparare i succhi freschi la mattina conservandoli in frigorifero e consumando poi a necessità ma io, non so, preferisco quelli preparati nel momento in cui si ha voglia di qualcosa di buono da bere anche perché poi il succo tende a ossidare.

 

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Uno dei prodotti che non deve assolutamente mancare nell’armadietto del bagno per la cura e l’igiene del nostro bimbo è sicuramente l’amido di riso.

E’ un prodotto veramente utile per i bambini ma non solo, nel tempo ho scoperto che l’amido di riso è un ottimo prodotto anche per noi mamme specialmente per chi come me ha la pelle molto sensibile.

Si può acquistare facilmente sia in erboristeria sia in farmacia nelle due versioni: in polvere o in cannoli che poi non sono altro che grosse scaglie.

E’ molto importane ricordare sempre di acquistare anche in questo caso un prodotto valido possibilmente biologico, in modo da essere sicuri che ciò che stiamo comprando sia amido di riso purissimo e che quindi non contenga altre sostanze o che non derivi da coltivazioni che utilizzano omg e pesticidi.

L’amido di riso è un potente anti-infiammatorio, utilissimo a dare sollievo in caso di arrossamenti o dermatiti da pannolino, già dopo il primo uso, il nostro bimbo troverà giovamento e la pelle del suo sederino apparirà meno arrossata, ma possiamo anche utilizzarlo ogni giorno nel momento importantissimo del bagnetto mettendone un cucchiaio nell’acqua tiepida della sua vaschetta, lascerà la sua pelle morbida e vellutata.

Dopo il bagnetto si può anche utilizzare l’amido di riso in polvere al posto del normale talco, aiuta a tenere asciutta la pelle, rinfresca e, non ostruisce i pori.

 

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 Importante inoltre dire che anche noi mamme possiamo trarre beneficio dalle proprietà dell’amido di riso, oltre a usarlo anche noi per farci dei lunghi bagni rilassanti, con l’amido di riso si posso fare delle maschere per pulire la pelle del nostro viso in modo molto profondo semplicemente mescolando della polvere di amido di riso con dell’acqua di rose.

 Lo possiamo inoltre usare come shampoo secco quando per un motivo o un altro non riusciamo a lavarci i capelli e abbiamo la necessità di dargli una ritoccata velocemente.

Basta, infatti, usarne una piccolissima quantità da mettere sui capelli usando le mani e dopo spazzolarli bene per togliere la polvere, l’amido di riso assorbirà il sebo in eccesso e li farà apparire subito come se li avessimo lavati.

Questo è un trucco utile per evitare di lavarci i capelli troppo spesso rischiando così di danneggiare il capello e il cuoio capelluto.

 

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Mostriamo un corpo sano e in forma. 

Con l’arrivo della Primavera sentiamo il bisogno di toglierci di dosso tutti i segni che l’inverno appena passato ha messo dentro e fuori dal nostro corpo.

Iniziano quindi le corse alle diete per perdere quei due o tre chiletti messi su per via dei super pranzi invernali, aumentano le iscrizioni alle palestre o ai centri benessere per i vari massaggi drenanti o i peeling che rigenerano la pelle.

Io però oggi vorrei parlarvi di un qualcosa che non solo è buono da bere ma che fa bene all’organismo.

Sto parlando dei frullati depurativi che aiutano a disintossicare l’organismo e inoltre sono pieni di vitamine e sali minerali.

Ve ne propongo due che sono davvero fantastici.

Frullato di Mango, Carota e Arancia. 

Gli ingredienti necessari sono del mango tagliato a pezzetti, il succo fresco di due carote e di una arancia.

Si mette tutto nel frullatore ed è veramente importante bere il frullato appena pronto così non si perdono i preziosissimi nutrimenti.

 

Frullato-mango-carota-arancia-cetriolo-melone-pera

 

Frullato di Cetriolo, Melone e Pera. 

Pulire e tagliare a pezzetti piccoli un cetriolo, due o tre fette di melone maturo e una pera.

Mettere tutto nel frullatore e azionare fino a quando tutta la frutta è stata frullata.

Come prima è importantissimo bere subito il frullato.

E infine ecco qualche consiglio per ottenere non solo dei buoni frullati, perché il nostro palato vuole essere sempre appagato, ma soprattutto per far si che la loro funzione sia effettivamente mirata a farci sentire meglio.

Prima di tutto dobbiamo ricordarci di scegliere sempre frutta di stagione, matura che arriva da colture biologiche.

Se si vuole aggiungere latte al frullato, meglio mettere quello di riso o di soia, per renderlo più dolce meglio usare una punta di miele.

Per ottenere effetti migliori è sempre meglio consumarlo di mattina per colazione, io aggiungo nei frullati anche del succo di aloe vera che mi aiuta con l’intestino.


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“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. Non l’ha detto uno qualsiasi ma Albert Einstein diverso tempo fa, quando le api ronzavano ancora tranquille tra campi coltivati e poco “pesticizzati”. Oggi, la tranquillità degli insetti impollinatori è davvero finita e anche noi non abbiamo molto da stare allegri. Gran parte di ciò che mangiamo, infatti, dipende dal lavoro degli insetti come le api che, svolazzando da un fiore all’altro in cerca di polline, lo distribuiscono poi in giro, permettendo a nuove piante di vedere la luce. Senza questo vitale contributo degli impollinatori, l’ecosistema subirebbe uno stravolgimento tale che sarebbe poi difficile, se non impossibile, poter riparare i danni subiti. Basta pensare che circa il 75% delle piante selvatiche non riuscirebbe più a riprodursi e che la stessa percentuale, sempre in perdita, si riscontrerebbe nelle nostre colture agricole, con un conseguente notevole calo della produttività. In particolare, sarebbero colpite le colture di fragole, mele, mandorle e pomodori. “Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali – Lo dice Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – “La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici per servire gli interessi di potenti multinazionali. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione per salvare a lungo termine le api e l’agricoltura dell’Europa”. E’ fondamentale, quindi, incentivare l’agricoltura bio-ecologica che permette di eliminare, dall’odierno e globalizzato sistema produttivo di stampo industriale, l’uso di sostanze chimiche, dannose per gli animali, i vegetali e l’uomo. Così com’è fondamentale e assolutamente corretto leggere le etichette e accertarsi che i prodotti che acquistiamo non contengano sostanze chimiche dannose. Greenpeace ha elencato alcuni pesticidi, molto tossici e con effetti sub-letali e/o sistemici sulle api, che dovrebbero essere, immediatamente, vietati: imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina. Inutile scrivere che diverse e conosciute aziende del settore agrochimico continuano a commercializzare, a fronte di ingenti guadagni, massicce quantità di prodotti, soprattutto per l’agricoltura di tipo industriale, a base di queste sostanze nocive. Ritorniamo, quindi, alla necessità di incrementare sistemi biologici e biodinamici, legati spesso a piccole aziende agricole che si dimostrano più attente a ciò che producono e più rispettose nei confronti dell’ecosistema e della vita.

Vi segnalo e mi riservo di scriverne più ampiamente in seguito, uno degli eventi da non perdere, se si desidera conoscere l’agricoltura biologica/biodinamica, assaggiare i cibi eticamente prodotti, assaporare i vini senza solfiti e capire un po’ meglio come alimentarsi senza carne e senza troppi rischi, è L’Isola di Veg. Primo incontro italiano, ludico-informativo, per promuovere uno stile di vita in armonia con la natura e con il futuro. www.lisoladiveg.it


‘TESTO’ CON ZUCCA, una semplice e sfiziosa ricetta di Eleonora Fabrizi.

 

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Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg di zucca;
- olio extravergine d’oliva;
- farina;
- peperoncino (facoltativo);
- sale.
Preparazione:
Tagliare la zucca a bastoncini e, una volta ottenuti, metterli sotto sale per circa un’ora. Trascorso il tempo, infarinarli bene e disporli su una teglia, cospargerli con l’olio extravergine d’oliva e aggiungere il peperoncino. Mettere poi la teglia in forno e cuocerli a 200° finché non saranno ben dorati. Togliere dal forno, tagliare il ’Testo’ in più parti e servire su un piatto da portata. Si abbina bene un vino bianco e secco. 

 

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Di motivazioni per andare al Rewild ce ne sono molte. Sono tutte appese sui muri e sistemate sopra dei

tavolinetti sotto forma di volantini e locandine … dando una sbirciatina tra tutto quel materiale cartaceo-
informativo, ho trovato interessanti notizie di cui scrivere … ne approfitterò senz’altro. Dunque, Il Rewild è
essenziale, senza troppi fronzoli. Divani neri, un po’ qua e un po’ là, si mischiano a semplici tavoli di legno
scuro. La luce soffusa separa la parte del ristoro da quella della mescita e così il bancone, più illuminato,
sembra il palco di un piccolo teatro. Piccolissima è anche la libreria, sistemata in un angolo e vicino un
tavolinetto tondo per due, messo lì, su un piccolo rialzo, come fosse uno spazio a parte. Inutile scrivere
che è proprio lì che mi sono seduta e ho mangiato, mentre buttavo giù qualche appunto sulle sensazioni
e i pensieri che mi giravano tra cuore e cervello. Per togliere i pensieri e dare più spazio alle sensazioni,
rilassandomi un po’, volentieri ho bevuto una buona birra artigianale, accompagnandola con gustosi e
diversi tipi di formaggio vegetale. Buonissimi tutti! sia quelli spalmabili sul pane casareccio di Lariano sia gli
altri a pasta dura. Formaggi che non si trovano facilmente in giro. Tipo al negozio sotto casa. Sì, si possono
ordinare on-line. E’ vero, come per la maggior parte dei prodotti vegani, ma per certe cose sono all’antica
e mi piacerebbe entrare in un negozio, uno qualsiasi senza dover percorrere chilometri e chilometri per
trovarne uno, e mettere nel cestino i prodotti veg scegliendoli e prendendoli con mano dagli scaffali. Ma
per questo, mi rendo conto con rammarico, ci vorrà ancora del tempo. Dei formaggi avrei fatto volentieri il
bis, ma ho preferito assaggiare qualcos’altro. Qui preparano anche deliziosi panini veg, oltre ai molti piatti
a base di seitan, muscolo di grano e mopur. Le insalate sono tante, di verdure e di legumi e molte le scelte
dei contorni, dei dolci, dei piatti di lasagne e di pasta. Un menu ricco e mediterraneo che propone anche
piatti solidali, cambiati giornalmente, il cui ricavato è interamente devoluto in beneficienza per finanziare
realtà bisognose. La sera in cui sono stata io, il piatto del giorno, per “Aiutaci ad aiutare”, era a sostegno
di una stalla in provincia di Avellino. Anche le materie prime, qui, sono equo-solidali e solidali sono pure le
serate benefit, organizzate, ogni tanto, per sostenere le cause più diverse. Un posto insolito, particolare,
unico, basato e mosso da principi etici e di antispecismo. Un grande striscione, sistemato sopra la porta
d’ingresso, evidenzia con grosse lettere da che parte stanno le ragazze e i ragazzi che si prendono cura del
Rewild: “Animali Liberi”, si legge su quel pezzo di lenzuolo bianco appeso al muro. Prima di tutto, prima del
vegano, del biologico e del km 0, qui si è infatti antispecisti. Nessuna supremazia di specie. Parità di diritto
a una vita libera e felice per tutti. E' questo, in sostanza, ciò che si legge sui muri e si trova nei piatti del
Rewild.

 

La ricetta suggerita da Rewild è del piatto solidale “Aiutaci ad aiutare”.

Briciole di Tempeh su crema di fagioli bianchi con patate arrosto.

 

ricetta-tempeh-crema-fagioli

 

Ingredienti:

- 300 gr di tempeh;

- 2 spicchi d’aglio;

- ½ limone;

- salsa di soia Tamari;

- olio extravergine d’oliva;

- 1 kg di patate novelle;

- 50 ml di latte di soia;

- 1 dado vegetale;

- 1 rametto di rosmarino,

- 1 cipolla;

- 1 o 2 scatole di fagioli bianchi a scelta;

-spezie: finocchio, origano, timo, maggiorana, basilico, paprika piccante.

Modalità di preparazione:

Sbriciolare il tempeh e metterlo in una padella ricoprendolo con l’acqua. Portare a ebollizione fino a
far evaporare quasi tutta l’acqua, poi, aggiungere le spezie, la spremitura del limone, l’aglio e lasciare
rapprendere. Senza togliere la buccia, lavare le patate, tagliarle a pezzi non troppo piccoli e metterle nel
forno insieme alla cipolla tagliata anche questa in piccolissime parti. Per la crema, dopo aver sciacquato i
fagioli, metterli nel mixer insieme al latte di soia, al dado e all’olio extravergine d’oliva. Quando le patate
saranno pronte, sistemare tutto su un piatto da portata e servire caldo.