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L’inverno è alle porte e sta arrivando il momento di tirare fuori dall’armadio sciarpe, cappotti, abiti di lana per poi lasciarsi avvolgere da “un caldo” ed avvolgente. Durante la stagione autunno-inverno infatti si possono “indossare” profumi molto più intensi, capaci di risvegliare i sensi intorpiditi dal freddo.

Sul mercato se ne trovano di ogni tipo, come i profumi femminili sul sito Esserbella, ciascuno con la sua fragranza caratteristica (dall’accordo floreale alle note legnose o al sentore muschiato) e il suo packaging dal design accurato. Vediamo allora i must have da avere sempre nella pochette, a portata di “spruzzo” in ogni momento.

 

Profumi femminili da “pochette”

Partiamo dal concetto che un profumo per poter essere contenuto all’interno di una pochette deve essere di piccole dimensioni. Che sia eau di parfum o eau di toilette, la fragranza deve essere in una piccola boccettina, così che sia facile da prendere e spruzzare, ma soprattutto non deve occupare spazio o impedire la chiusura della pochette. Molto spesso non si bada a spese in questi casi: da Laura Biagiotti a Mugler Alien, da Giorgio Armani ad Aqua Allegoria e poi Jean Paul Gaultier, Prada, Paco Rabanne, Dior, Valentino, Chanel e tanti altri rinomati e prestigiosi brand.

Ogni marchio infatti presenta diverse fragranze e versioni per poter soddisfare le esigenze di tutti, come il bouquet fiorito di Chanel n°5 realizzato in formato vaporizzatore, così che sia facile da portare sempre con sé, o Chloé eau de parfum spray, una fragranza senza tempo che fa sentire ogni donna unica e speciale.

 

Dove spruzzare il profumo per farlo durare a lungo

Ci sono alcune zone su cui dover applicare il profumo, in gocce o nebulizzante, se lo si vuole far durare più a lungo: sono le zone di movimento, cioè le articolazioni che muovendosi fanno sì che tra un gesto e l’altro si sprigioni la “scia” di profumo che arriva alle narici. Ma vediamole nel dettaglio.

In primis i punti più comuni su cui dover applicare il profumo sono il collo e il retro collo.

 

Poi ci sono:

  • I polsi, tra le parti più gettonate in assoluto. Tuttavia, non bisogna mai strofinare energicamente l’essenza sui polsi, seppure questo sia molto istintivo, in quanto lo sfregamento andrebbe a surriscaldare la pelle e conseguentemente ad alterare la fragranza. Basta solo lasciar interagire il profumo con la temperatura corporea;
  • I lobi delle orecchie: in quante tutti i giorni mettono qualche goccia di profumo dietro l’orecchio, un gesto tanto naturale. Se si tratta di un profumo in spray, però, è consigliato spruzzarlo sul retro delle orecchie così che l’alcool contenuto nella boccettina non rovini i capelli. D’altra parte è il classico punto di applicazione tanto amato anche da chi preferisce l’eau de parfum!

Punti strategici per applicare il profumo a regola d’arte

Ci sono altri punti strategici dove applicare il profumo per farlo durare a lungo. Nel caso della donna sono tra i due seni, sulla pancia, sui capelli o sui capelli.

In particolare, per creare un effetto molto più sexy, potresti spruzzare qualche nuvola di profumo tra i due seni ed indossare un abito con un bel décolleté, così da valorizzarli e lasciare sprigionare la fragranza. Oppure, per aumentare l’effetto “scia”, potresti indossare un abito che lasci scoperte le gambe e spruzzare un po' di profumo dietro le ginocchia.

 

Infine, anche se in tante erroneamente lo fanno, è sconsigliato spruzzare un’eau de parfum direttamente sui capelli in quanto l’alcool li danneggerebbe. Meglio, invece, puntare su un prodotto più leggero come l’acqua di colonia, che ha una composizione meno alcolica ma resta comunque efficace. Con i capelli sciolti, al “vento”, sarai ancora più sensuale e muovendoti il profumo farà il resto!

Insomma, oltre alla pochette ci sono così tanti punti dove spruzzare il profumo invernale che si ha solo l’imbarazzo della scelta!

Per anni i collant sono stati banditi sotto tantissimi outfit, soprattutto dalle influencer che dominano i social. Ma finalmente quest’epoca possiamo considerarla passata. I collantsono infatti tornati protagonisti essenziali per un outfit perfetto.

Si portano molto bene con abiti a maglia più pesanti e tubini molto minimal, stanno bene, inoltre, con abbigliamenti più casual. Sono ritenuti trendy anche se indossati con le sneakers, insomma, ad oggi i collant sono sicuramente qualcosa che non può mancare nell’armadio di una donna.

Esistono collant di diversi tipi e possono essere più pesanti e coprenti, ma anche leggeri e trasparenti. Inoltre, è molto facile trovare collant a fantasia con disegni o con vere e proprie applicazioni, come nastrini, fiocchi e brillantini.

Collant l’abbigliamento per vestire le gambe

Fino a qualche decennio fa le donne erano costrette a coprire le gambe, anche a causa della moda, ma non solo, non potevano nemmeno indossare calzini o collant troppo sgargianti. Per fortuna oggi non è più così, anzi, per i vestiti corti, soprattutto d’inverno i collant sono un must have.

Questo permette non solo di avere le gambe coperte dal freddo, ma di avere anche un outfit impeccabile. Basta guardare influencer, blogger e passerelle di tutto il mondo.

C’è, però, sempre una regola da seguire: i collant, per quanto belli, vanno sempre abbinati con un determinato vestito, perché non tutto è abbinabile, (ma questa è una regola della moda molto generale).

Le uniche occasioni in cui si può osare sono Carnevale e Halloween e, a meno che non ci si trovi in questi periodi dell’anno, non si può certo improvvisare, se si vuole ottenere un ottimo risultato.

Collant neri per un look sempre elegante

I collant vanno scelti innanzitutto in base alla taglia, questo per permettere al tessuto di avvolgere le gambe proprio come fosse un guanto.

Un’altra cosa importante da tenere in considerazione è il colore del vestito, che non deve mai essere dello stesso colore dei collant, indipendentemente che sia un abito corto, lungo o una longuette molto elegante.

Le calze nere, però, sono un’ottima soluzione perché si abbinano a qualsiasi outfit. Il consiglio in questo caso è di mettere sotto un vestito nero delle calze nere velate, in modo da lasciare visibile il colore della pelle e non creare un look eccessivamente nero dalla testa ai piedi.

Un altro tipo di calze nere molto gettonate sono quelle velate con piccolissimi pois neri, tono su tono, che possono andare altrettanto bene con molti outfit, anche con quelli giornalieri, per un tocco di estro che non fa mai male.

Le calze a rete sono da sempre una passione

Non esiste donna che possa effettivamente resistere alla bellezza e fascino delle calze a rete. Questo collant è riuscito ad entrare nelle fantasie maschili e rappresenta l’essenza della seduzione anche per molte donne.

Abbinare questo tipo di collant non è per niente facile, inoltre, non è adatto a tutti i fisici. La calza a rete può essere di diverse grandezze, inoltre, in base alla scelta della trama, può lasciar intravedere piccoli difetti presenti sulle gambe. Ecco perché scegliere lo spessore giusto delle maglie delle calze a rete è molto importante.

Proprio per questo motivo si preferisce quasi sempre una trama fitta e spessa, che può essere abbinata con jeans corti o lunghi con gli strappi, ma anche con vestiti lunghi, abitini in maglia e gonne.

Il consiglio è quello di non abbinare mai le calze a rete con outfit troppo ricercati, a fantasia e con colori troppo sgargianti.

Una corretta igiene è la prima regola per mantenere una salute intima che dura nel tempo. Certo, può comunque capitare di manifestare alcuni sintomi che rivelano la presenza di un’infezione di qualche genere. Per evitare che un piccolo problema si trasformi in una patologia seria è importante recarsi dal medico non appena si nota qualcosa di strano, particolare o comunque diverso dal solito.

 

I sintomi dei problemi più comuni
Tra le problematiche intime che più spesso colpiscono le donne la cistite è di sicuro uno dei più diffusi. Per quanto riguarda la cistite i sintomi sono ben chiari e netti, difficili da confondere con quelli di altre patologie. Si manifesta infatti con una sensazione di bruciore durante la minzione, bisogno di urinare molto frequente, sensazione di non riuscire a urinare completamente. Con il passare del tempo i sintomi possono complicarsi, con presenza di urina dall’odore molto intenso e dal colore scuro, presenza di sangue, per arrivare sino alla febbre. Recarsi dal medico alla comparsa dei primi sintomi è sempre la scelta migliore. Un’altra problematica molto diffusa è correlata alla presenza di batteri o di funghi in sede vaginale ed è nota come vaginosi.

 

La vaginosi
Si parla di vaginosi ogni qual vota un infezione si sia insediata nelle parti intime di una donna. I sintomi spesso aiutano il medico curante ad effettuare una corretta diagnosi. In effetti però il modo migliore consiste nel prelevare una piccola quantità di secrezioni vaginali e verificare la presenza di virus, batteri o funghi. Tra le vaginosi da funghi più diffuse la candidosi è di certo la più nota; la candida è un fungo che vive all’interno del nostro intestino e in particolari situazioni si può insediare anche nelle zone intime. Provoca bruciore e prurito, anche durante la minzione, oltre che la produzione di un secreto biancastro, dalla consistenza particolare. Le parti intime sono costantemente lubrificate con delle secrezioni prive di odore e completamente incolore. Quando tali secrezioni emettono un odore più o meno sgradevole e hanno un colore particolare è consigliabile recarsi dal medico, anche in assenza di dolore o di prurito.

 

Mantenere in salute le parti intime
Come abbiamo già accennato il modo migliore per mantenere in salute le parti intime consiste nel praticare una corretta igiene. Si tratta di mantenere detersa la zona, utilizzando appositi detergenti delicati, con ph acido. In commercio se ne trovano molteplici, alcuni anche con effetto rinfrescante. È bene evitare profumi e detergenti troppo aggressivi, perché il ph acido di questa zona funge da barriera contro il proliferare di batteri e di altri microrganismi. L’igiene delle parti intime andrebbe effettuata partendo dalla vagina verso l’ano e non in senso contrario. Questo perché proprio la contaminazione della vagina con i microrganismi che vivono attorno all’ano è tra le principali cause di vaginosi batterica o fungina. Ricordiamo anche che la pratica sessuale promiscua può favorire il contatto con soggetti portatori di patologie a trasmissione sessuale; per questo motivo l’utilizzo del profilattico è sempre consigliato in tali situazioni.  

Siamo sempre in cerca della calzatura perfetta in tutte le stagioni, quella in grado di rendere l’outfit realmente completo donando quel tocco sia glamour che elegante ma al tempo stesso informale. Il mondo degli stivali è davvero senza confini, stiamo parlando di accessori dalle varianti infinite e per questo davvero capaci di interpretare qualsiasi situazione.

 

Morbidi, aderenti o sportivi: una storia che inizia secoli fa

 

Gli stivali possono essere alti oppure con tacco basso, morbidi oppure molto aderenti, inoltre ci sono molte varianti sportive: ciascun modello deve raccontare qualcosa di noi, senza risparmiare in fatto di comodità. C’è stato un tempo in cui le donne utilizzavano gli stivali solo per andare a cavallo, mentre nei monasteri potevano essere indossati per resistere ai rigori dei mesi invernali. Dall’Ottocento ha poi iniziato a diffondersi lo stivaletto, alto fino al polpaccio e con la punta arrotondata. Il tacco? Appena accennato. Le cose cambiano ancora a metà Novecento, quando lo stivale inizia un’inesorabile ascesa in abbinamento a un indumento come la minigonna.

Proprio per compensare le gonne che si accorciano, gli stivali diventano sempre più alti e iniziano a superare le ginocchia mentre compaiono lacci, fibbie e zip per regolarli e renderli aderenti. Arriva poi il momento di zeppe e tacchi squadrati: i modelli, con l’avvento dei Seventies, diventano più audaci e stravaganti. Si inizieranno infine a indossare anche in estate. Al giorno d’oggi lo stivale è divenuto una calzatura trasversale in fatto di stagionalità e i brand d’alta moda fanno a gara per interpretare al meglio mood, atmosfere e situazioni diverse. Tra le scarpe di via Roma 15, per esempio, si potranno trovare soluzioni adatte a serate di gala così come ad appuntamenti di lavoro o pranzi con gli amici la domenica. Vediamo allora quali sono i principali modelli di stivali in commercio, così da orientare al meglio la propria scelta in base all’occasione cui si vuol prendere parte.

 

Tronchetti, cuissard, combat e Chelsea boots: tutti i modelli

 

Si fa presto a dire ‘compro un paio di stivali’: ne esistono infatti infinite varietà. Quali sono? Cominciamo dai tronchetti, quelli che arrivano a coprire appena la caviglia. Possono avere la zeppa, il tacco vertiginoso oppure un po’ basso e per questo molto comodo. Si abbinano facilmente e con qualsiasi stile di outfit. Sono perfetti con gli abiti così come con le gonne larghe di stampo più bohemien. Sanno sempre come slanciare qualsiasi gamba. Ci sono poi i Chelsea boots, di taglio più sportivo: sono aderenti e bassi, si riconoscono poiché è presente lateralmente una parte elastica. Si associano ai mesi con temperature più rigide, dunque invernali e autunnali, inoltre quelli realizzati in pelle hanno un retrogusto vintage molto interessante.