Perché mangiamo carne 

C’è un paradosso alla base delle nostre abitudini alimentari. Mentre proviamo sdegno all’idea di mangiare carne di cane, gatto o delfino, nulla ci impedisce di addentare carne di mucca, maiale, pecora o pollo. Perché facciamo questa discriminazione? Anche la mucca e il maiale sono esseri senzienti, che provano quindi emozioni e sentimenti, proprio come il cane, il gatto e il delfino. Eppure, la costrizione innaturale della mucca e del maiale negli allevamenti lager e la loro successiva soppressione a fini alimentari non ci turba, non tanto quanto ci sconvolgerebbe stipare migliaia di cani e gatti all’interno di una struttura al solo scopo di macellarli per poi mangiarli. Perché siamo più sensibili, empatici e paladini nei confronti di una determinata specie e ingiustificatamente indifferenti nei confronti di un’altra? La psicologa americana Melanie Joy risponde sostenendo la teoria del “carnismo”. Con questo termine è definita un’ideologia violenta che giustifica, per consuetudine, l’uccisione di alcuni animali e permette di mangiarne la carne senza troppi rimorsi di coscienza. Il carnismo si fonda sulla “dittatura della consuetudine”, che abitua ad accettare le cose e gli eventi perché “così sono”, punto e basta. Per questo motivo acconsentiamo all’uccisione di “cuccioli” di mucca, maiale, pecora e altri ancora, senza scandalizzarci o muovere un dito, quando invece, più naturalmente, dovremmo essere portati a difenderli. Attraverso il meccanismo della rimozione, sempre per Melanie Joy, neghiamo a noi stessi l’eccidio di miliardi di animali destinati al consumo alimentare. Sarebbe il sistema in cui siamo immersi a promuovere tale meccanismo, offuscando le coscienze fino a persuaderci che mangiare carne, anche più volte durante il giorno, sia salutare, normale e necessario. L’assunto dell’ideologia carnista difatti, secondo cui la carne sarebbe essenziale, ineliminabile dalla nostra alimentazione e quindi necessaria, è dovuto a un condizionamento sociale fondato su una consuetudine consolidatasi nel tempo. E cioè che l’uomo ha la “necessità” di nutrirsi di carne per sopravvivere. Probabilmente, in un tempo lontano, nel passato era così. Ma oggi, con tutte le varietà, le qualità e possibilità alimentari che offre il mercato, l’uomo, che NON è poi un carnivoro, non ha realmente questa “necessità”. Nessuna costrizione fisiologica, infatti, gli impone di mangiare carne. Se decide di farlo è per una scelta, forse, troppo spesso motivata solo dalla consuetudine. 

 

teoria del carnismo


Questo mercoledì suggeriamo un piatto molto saporito, piccante e per questo adatto a chi ha lo stomaco robusto:

La Pasta del Pirata Barbanera (dosi per 4 persone, nessuna difficoltà, 1 ora per la preparazione e 480 calorie per porzione). Servono: 1 cipolla, 4 spicchi di aglio, salvia, rosmarino, 1 peperoncino piccante, vino bianco, olio di oliva, 300 gr di pomodori perini maturi, sale, pepe e 400 gr di spaghetti. Tritate finemente la cipolla con l’aglio e unitevi poi la salvia, il rosmarino e il peperoncino ugualmente tritati. Mettete il tutto a rosolare finché la cipolla è dorata. Unite poi i pomodorini passati al frullatore e proseguite la cottura a fiamma bassa. Cuocete per circa un’ora mescolando spesso e se il sugo si restringe troppo, aggiungete pochissimo vino bianco. Alla fine, regolate di sale e pepe e lasciate da parte la salsa, senza farla raffreddare troppo. Mettete a bollire dell’acqua in una pentola senza salarla eccessivamente. Quando bolle, aggiungete gli spaghetti e cuoceteli a fiamma viva, poi, scolateli al dente in una zuppiera in cui avrete messo qualche cucchiaio di salsa ancora calda. Non gettate l’acqua di cottura, servirà per condire meglio il tutto. Versate il resto della salsa sulla pasta, mescolate e unite un po’ dell’acqua di cottura messa da parte. Rimescolate e servite fumante. Per il vino, va bene un Trebbiano di Romagna.

 

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Gli asparagi regnano sovrani sulle tavole a primavera. Moltissime sono le declinazioni culinarie per questo ortaggio che, se di per sé non ha un gusto prorompente, conquista il palato quando abbinato con originalità e gusto.
Oggi vediamo come un primo semplicissimo, a base di asparagi, possa costituire tanta parte di un pranzo pasquale (all’insegna della leggerezza… senza miseria, però!) o una cena informale, o anche una domenica in famiglia. Pochi ingredienti ma risultati considerevoli!

 

Pasta con asparagi delicati

 

Ingredienti per circa tre persone:


• 275- 300 g pasta corta/lunga (farfalle, l’ideale, anche se per il mio pranzetto di Pasqua ho utilizzato i rigatoni, uno dei miei formati di pasta preferiti!);
• 1 mazzo di asparagi freschi (circa mezzo kg);
• 40- 50 g ricotta vaccina;
• Grana grattugiato a volontà;
• Cipolla e olio per un soffittino

 


Preparazione


Laviamo e puliamo gli asparagi eliminando le parti più filacciose e meno gustose. Tagliamo gli asparagi a tocchetti e poniamoli in un tegame antiaderente in cui avremo fatto imbiondire un po’ di cipolla (ho usato quella surgelata) in qualche cucchiaiata di olio (olio e quantità di cipolla a piacere, io vado sempre a occhio).
Lasciamo cuocere gli asparagi fino a che non si saranno bene inteneriti. A fuoco spento aggiungiamo la ricotta, e mescoliamo.
Nel frattempo lessiamo la pasta in abbondante acqua salata, e aggiungiamo poca acqua di cottura agli asparagi precedentemente preparati per “pasticciarli” un po’, se il condimento con la ricotta dovesse risultare troppo denso.
Scoliamo la pasta e uniamola al sughetto di asparagi e ricotta, mescolando energicamente e amalgamando tutto.
Aggiungiamo un’abbondante grattugiata di parmigiano et voilà!
Se volessimo arricchire il piatto per renderlo un po’ più… Carnivoro, potremmo aggiungervi dello speck a listarelle, o del prosciutto crudo, o della pancetta affumicata a cubetti… Ancora più gustoso!
Ho fornito delle quantità di massima per gli ingredienti, in base alla mia preparazione e al mio gusto, dipende sempre da quanto preferiamo che la pasta sia condita, cremosa e saporita, e da quanto siamo… Capienti, ovviamente.

 

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Sempre in tema di una dieta equilibrata per prepararci all'estate oggi vi propongo delle Pennette con le verdure, leggere ma gustosissime.

Ecco come si preparano.

Ingredienti:


1 cipolla
2 zucchine
1 peperone
1 melanzana
5 o 6 pomodorini

50 g di olive
60 g di pennette a testa sale e pepe
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio di oliva


La cottura delle verdure sarà fatta al forno quindi iniziamo preriscaldando il forno a 240°. In una teglia da forno disponiamo le cipolle, le zucchine, il peperone, la melanzana e il pomodoro tagliati a pezzettoni gli uni accanto agli altri.
Spolveriamo con aglio e aggiungiamo olio, sale e pepe, arrostiamo le verdure nel forno finché risultino cotte.
Nel frattempo mettiamo a bollire l'acqua dove cuoceremo la pasta.

 


Una volta che la pasta sarà cotta la condiamo con il sugo di verdure cotte al forno che nel frattempo si saranno ammorbidite per bene a avranno creato una crema grossolana. Aggiungiamo le olive e serviamo la pasta.
Se ci piace possiamo aggiungere del prezzemolo tritato e del peperoncino.

 

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Oggi prepariamo una ricetta facilissima, adatta a chi non ha aviuto tempo per fare la spesa e non ha quasi
niente in dispensa. Si chiama pasta dei vasetti perchè tutti gli ingredienti che andremo ad utilizzare
sono in vasetto, e sono quelle cose che non mancano nella dispensa di nessuno.


Ingredienti:
400 g di pasta
1 vasetto di tonno sott'olio
4 acciughe sott'olio
100 g di olive nere
100 g di passata di pomodoro
una manciata di capperi
1 spicchio d'aglio

 

ricetta-pasta-con-tonno-e-acciughe


Mettete a lessare la pasta in abbondante acqua salata, nel frattempo prepariamo il sugo versando in
una padella un po' d'olio dove faremo sciogliere le acciughe con lo spicchio d'aglio.
Una volta che le acciughe si sono disfatte aggiungiamo il tonno sgocciolato, i caperi e la passata,
stiamo attenti con il sale poiché le acciughe e i caperi sono ben salati. Lasciamo cuocere fino a che
il sugo non si sia un po' ritirato e finiamo con le olive tagliate a rondelle.
Scoliamo la pasta e condiamolo con il sugo.
Questo condimento può essere fatto anche in bianco e può servire per condire un buon couscous o
per fare una pasta fredda.

Buon appetito!

 

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La pasta fredda con pesto di rucola e nocciole è la ricetta ideale per far fronte a queste calde giornate estive, per un pranzo gustoso e veloce da preparare. Scopriamo insieme quali ingredienti ci occorreranno:

 

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

 

 

  • 320g di pasta corta (penne, fusilli o altri tipi di pasta, a vostro piacere)

 

  • 80g di rucola

 

  • 30g di granella di nocciole

 

  • 8 pomodorini ciliegia

 

  • 30g di pecorino grattugiato

 

  • 4 cucchiai di olio evo

 

  • Sale e pepe q.b

 

TEMPO DI PREPARAZIONE TOTALE: 25 MINUTI

 

Per prima cosa cuocete la pasta in abbondante acqua salata e bollente. Nel frattempo tostate in una padella la granella di nocciole e lavate la rucola.

 

In un mixer ponete le nocciole tostate, la rucola, l’olio evo, il pecorino grattugiato, il sale e il pepe. Frullate il tutto aggiungendo un po’ d’acqua di cottura della pasta, fino ad ottenere una crema.