06 Set

Disastri in cucina

Pubblicato in Cucina

I disastri in cucina sono sempre dietro l’angolo, se ne stanno lì in agguato e subdolamente aspettano di verificarsi nel loro massimo splendore (anzi no, orrore), magari proprio quando avete ospiti con cui volete ben figurare o l’amica intenditrice a cena. Ma cosa mi è girato, vi state chiedendo, di preparare la maionese in casa?Perché, PERCHÉ ho voluto a tutti i costi fare la splendida  e non ho comprato quella già confezionata?

I Numi della cucina si stanno rivoltando contro di voi, gli ingredienti si sono separati orrendamente, manco fossero il Mar Rosso al passaggio di Mosè, e, visto che le disgrazie non vengono mai da sole, vi siete anche scottate con qualche tegame bollente e avete rovesciato l’olio per terra.

Il vostro Karma culinario non è mai stato peggiore, generazioni di cuochi  e gastronomi famosi si stanno sicuramente rivoltando nella tomba di fronte alle vostre malefatte e altro non aspettate se non un’aspra telefonata di rimprovero da parte di Gordon Ramsay in persona.

Alzi la mano chi, almeno nelle sue prime esperienze culinarie, non ha mai vissuto una scenetta vagamente simile.

Come dicevano gli antichi “Errare humanum est”, “praesertim in arte coquinaria”, aggiungo io. Quindi, non disperiamo e proviamo ad analizzare alcuni tra gli incidenti più frequenti tra i fornelli: se non è possibile rimediarvi, almeno si può tenere presente qualche consiglio per  prevenirli, il che è meglio di niente.

 

 

La maionese impazzita: da brave virtuose vi siete cimentate nella maionese fatta in casa, ma nonostante la vostra buona volontà, essa risulta essere una miserabile brodaglia: impossibile ricavarne insalate russe, vitel tonné o altre prelibatezze, anzi, a guardarla bene sembra sinistramente pericolosa.

Come rimediare: purtroppo è difficile salvarla del tutto, ma almeno una parte può essere risparmiata dall’umiliazione della spazzatura. Ricordate: non è un altro tuorlo che dev’essere aggiunto alla maionese impazzita: è una parte della maionese impazzita che deve essere aggiunta poco alla volta al tuorlo ancora sano di mente; aggiungetela pian piano e sbattete il tutto poco per volta.

Come prevenire: la buona riuscita della maionese si basa su delicate alchimie e astruse proporzioni: in sostanza non bisogna esagerare con l’olio e non versarlo in fretta; un altro accorgimento può essere quello di non utilizzare un uovo freddo di frigo; se vi siete dimenticate di tirarlo fuori per tempo basterà immergerlo per un po’ nell’acqua calda; lo stesso discorso vale per il recipiente che utilizzerete, per il quale sarebbe consigliabile un bagnetto caldo di due minuti in un contenitore più grande. Provare per credere!

 

 

Panna smontata: avete comprato quella di migliore qualità, l’avete affrontata munite di sacro zelo, sbattitore e olio di gomito, ma quella villana osa smontarsi sul più bello e assumere una sinistra consistenza burrosa; se poi proverete ad amalgamarla ad altri ingredienti, questi non ne vorranno sapere nel modo più assoluto e nel contenitore avrà luogo un movimento scismatico alquanto sconfortante.

Come rimediare: se la panna non sembra più panna, ma si è divisa tra un liquame giallino e una sbobba granulosa anch’essa giallina, congratulazioni!Avete appena “inventato” il burro! Cercate di recuperarlo con le mani, strizzatelo e mettetelo in frigo, sarà ottimo sul pane o sulle fette biscottate. Purtroppo non è previsto che il burro ritorni panna, quindi mettetevi il cuore in pace e ritentate.

Come prevenire: in genere la panna si smonta e “s’imburra” se sbattuta troppo a lungo e troppo velocemente, quindi è meglio interrompere di tanto in tanto il procedimento per controllarne la consistenza. Altro consiglio è quello di utilizzare fruste e contenitore dopo una loro breve permanenza in freezer, così da avere maggiori possibilità di riuscita.

 

 

Soufflé seduto: lo state covando con gli occhi con amorevolezza materna, ne state seguendo la cottura minuto per minuto, a momenti ci parlate anche. È lì che gonfia nel forno, presuntuoso, tracotante, tronfio della sua gran figura, è semplicemente perfetto. Lo tirate fuori trepidanti e…il maledetto, il Giuda Iscariota della cucina, si sgonfia miseramente! “Tu quoque, Brute, fili mi!” esalate disperate, ma l’infame è irrimediabilmente accasciato.

Come rimediare: siete già pronte ad intervenire con respirazione bocca a bocca, massaggio cardiaco e pompetta della bici? Riponete ogni attrezzo; le alternative sono: presentarlo già tagliato nei vari piatti oppure annunciare trionfalmente ai vostri ospiti: “Ecco il piatto forte, Soufflé Seduto!È venuto benissimo!” (Il Soufflé Seduto come ricetta esiste; che poi non fosse il vostro obiettivo primario è un altro discorso).

Come prevenire: sembra inutile a dirsi, ma va detto: le chiare montate a neve, incorporate all’ultimo momento, sono una componente essenziale perché il soufflé non si sieda già in forno. Onde evitare che ci tradisca una volta uscito, tenere a mente che il motivo dello sgonfiamento spesso è la cottura non sufficiente, quindi indugiate ancora un paio di minuti prima di tirarlo fuori. Al che, servitelo immediatamente e trangugiatelo prima che si decida a compiere qualche altra malefatta.

 

 

Pasta scotta: non è possibile. Non può essere vero. Vi siete distratte di quel nanosecondo e puff! La pastasciutta è diventata appiccicosa, vi siete imbattute in un banale errore proprio quando avete pensato bene di invitare i vostri amici per una spaghettata. La tristissima e molliccia sbobba sembra accusarvi dal fondo dello scolapasta e chiedervi accorata: “Come hai potuto farmi questo?”. Zittite le litanie e il senso di inadeguatezza, un simile errore è capitato a chiunque, e procedete con quanto segue.

Come rimediare: consolatevi, per una volta c’è rimedio e la malefica pasta non avrà speranze unicamente come colla da tappezzeria, ma sarà addirittura  godibile nel piatto.  Dopo averla scolata immergetela in una scodella di acqua gelida, poi mantecatela in padella per qualche minuto con il condimento che avevate previsto di utilizzare. Crisi scongiurata!

Come prevenire: sembra quasi demenziale dirlo, ma è buona prassi rimestare la pasta di tanto in tanto e assaggiarla per controllarne il livello di cottura. Tuttavia, quando se ne preparano grandi quantità, onde evitare spiacevoli incollamenti, si può aggiungere all’acqua bollente una goccia di succo di limone.

 

 

Chiude il sipario su questa prima tranche di tragedie culinarie. Aspiranti cuoche, forza e coraggio. Sicuramente anche le cucine dei più grandi chef del mondo hanno assistito tacitamente a qualche salsa ammattita o qualche cottura mal riuscita, il tutto condito da fiorite imprecazioni. Di fronte ad ogni disavventura gastronomica mantenete la serenità e ricordate: anche i migliori hanno iniziato così.