Suggerisci le tue ricette verdi nella nostra rubrica. 

L’impegno ad aderire, costantemente, al proposito di mangiare solo frutta e verdura almeno un giorno a settimana, coinvolge sempre più persone, in Italia come nel resto del mondo. Da noi c’è il MercoledìVeg, in Belgio si pratica il Veggie Thursday, mentre in Gran Bretagna diventa sempre più consueto il MeatFree Monday. Anche nelle scuole di Manhattan, Baltimora, in trenta università degli Stati Uniti e nel Comune di Los Angeles si usa celebrare, settimanalmente, il giorno vegetariano. 
La tendenza culturale e generale degli ultimi anni, infatti, suggerisce di prendere in considerazione comportamenti più riguardosi verso tutto ciò che è “altro” rispetto a noi. L’ottuso narcisismo, che ormai da anni affligge gran parte delle culture mondiali e che impedisce di vedere oltre le singole esistenze, inizia così a sgretolarsi sotto il peso di una maggiore coscienza ecologica condivisa.

Anche lo specismo comincia a vacillare, facendo perdere l’equilibrio a quella visione antropocentrica che pone la specie umana come fulcro di ogni cosa e con diritti superiori a quelli di altre specie non umane. E’ proprio l’ideologia specista che giustifica lo sfruttamento innaturale e irrazionale dell’ambiente e degli animali a danno di tutto l’ecosistema.

Così ha scritto Anna Maria Ortese: “Penso alle mucche, ai vitelli, al toro; capre, pecore, all’umile maiale… Non vedo perché l’uomo debba pensare che gli appartengano, che sono suoi propri, che può distruggerli, usarli. Concetto tra i più barbari e nefasti, da cui procede tutta l’immedicabile violenza umana, l’essere micidiale della storia, la cui meta sembra solo l’accrescimento di sé, tramite il possesso e la distruzione dell’altro da sé. … Più uccidiamo e più siamo uccisi. Più degradiamo e più siamo degradati”.

Sostenere i progetti che tentano di migliorare la qualità della vita di ogni specie vivente, è davvero molto importante e c’è bisogno dell’impegno di tutti per ottenere dei risultati. “Se ogni italiano adottasse il MercoledìVeg – Ha ribadito pochi giorni fa il Presidente della LAV, Gianluca Felicetti – in un anno si risparmierebbero: acqua pari a 3.208.104 piscine olimpioniche ed emissioni di CO2 pari a 180.822 giri intorno all’Italia percorsi con un SUV, oltre alle vite di decine di milioni di animali.

E non dimentichiamo che, individualmente, ogni pasto vegetale fa risparmiare 1656,5 gr di CO2eq e acqua pari a 32 docce. Un anno di MercoledìVeg, dal punto di vista individuale, significherebbe risparmiare ciascuno l’equivalente di una lampadina accesa, ininterrottamente, per 277 giorni”.

E’ fondamentale, poi, che una tale iniziativa sia presa in considerazione, oltre che nella ristorazione privata anche in quella collettiva. Sarebbe efficace, ad esempio, che i ristoranti ”tradizionali” inserissero nei loro menu il MecoledìVeg.

Così come sarebbe significativo e importante per l’ambiente che tutte le aziende facessero più attenzione, dimostrando una sensibilità etica e non solo di profitto, nella scelta delle materie usate per ottenere il prodotto da commercializzare.

C’è da dire che alcune aziende già da anni sono impegnate a perseguire una politica economica nel rispetto dell’ecosistema e tra queste L’Erbolario, Cruelty-Freedal 1997, è la prima ad aver affiancato la LAV nella diffusione della campagna ambientalista pro VEG-etari-ANISMO. “E’ stata una conseguenza naturale – afferma Franco Bergamachi, uno dei fondatori - dare il nostro sostegno al MercoledìVeg, che mette in primo piano il contenimento dell’impatto ambientale”. E anche noi abbiamo deciso di fare qualcosa dedicando una rubrica all’ecologia, all’ambiente, alla salute, agli animali e all’alimentazione verde, proponendo sempre in chiusura di ogni articolo e a prescindere dagli argomenti trattati, una ricetta Veg per il mercoledì.

Ci piacerebbe portare avanti questo progetto, non individualmente, ma insieme alle lettrici e ai lettori che vorranno sostenerlo con noi. Scriveteci le vostre ricette verdi, informateci sui ristoranti che praticano il MercoledìVeg, sui bistrò, winebar, osterie e locali dove si mangia VEG-etari-ANO. Inviateci anche le vostre notizie di “strada”, saremo lieti di pubblicarle all’interno della nostra rubrica e poterle così condividere con gli altri ogni mercoledì.
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ricetta-curry-lenticchie


CURRY DI LENTICCHIE (dosi per 4 persone)
Servono: 200 g di lenticchie secche, 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di semi di coriandolo, 1 cucchiaio di semi di cumino, 1 cucchiaio di polvere per curry, ½ cucchiaio di peperoncino rosso in polvere, 1 cucchiaio di semi di finocchio, 2 cucchiai di aceto di mele e sale.

 

Lavate e lasciate in ammollo le lenticchie per 12 ore. Poi, scolatele e lessatele in acqua nuova. In una casseruola, fate saltare nell’olio la cipolla e l’aglio tritati; lasciateli imbiondire appena e poi aggiungete: il coriandolo e il cumino, accuratamente pestati in un mortaio, la polvere per curry, la polvere di peperoncino e i semi di finocchio. Mischiate al tutto l’aceto di mele, tenete sul fuoco per alcuni minuti girando con un cucchiaio di legno e lasciate poi riposare. Quando le lenticchie sono cotte, versatele nella casseruola delle spezie con il loro liquido, salatele e fatele sobbollire per 10/15 minuti prima di portarle in tavola. Per il vino, sarebbe meglio abbinare un bianco fresco e frizzante o un rosato, ma va bene anche un rosso come lo Shiraz.

Scopri le altre ricette sul MercoledìVeg

 

La ricetta del MercoledìVeg è suggerita da Ileana Zagaglia, chef vegetariano a domicilio, con tanto di attestato, anche dell’Organic Academy, e tesseramento alla Federazione Italiana Cuochi. Le sue parole sono una piacevole introduzione alla gustosa ricetta che propone: “Mettere al centro il mondo vegetale, i profumi delle sue foglie, delle radici, dei semi. Seguire il ritmo delle stagioni ed evocare le loro atmosfere. Questo è quello che ho in mente quando creo una ricetta. Questo è quello che vorrei condividere con voi”. 

https://www.spezialitachef.com/

 

ricetta-pici-broccoli-nocciole

 

PICI CON BROCCOLI E NOCCIOLE

 

Per 4 persone affamate.

I pici:

350 gr farina 0;

acqua tiepida;

un cucchiaio abbondante di olio extravergine d’oliva.

Il condimento:

800 gr/ 1 kg di broccoletti (cime di rapa);

80 gr di nocciole sgusciate e spellate;

uno spicchio d’aglio;

olio e.v.o.;

pepe nero. 


Impastate la farina con l’olio e sufficiente acqua, per ottenere un impasto liscio, duro e compatto. Avvolgete l’impasto in pellicola per non farlo asciugare e lasciatelo riposare per mezz’ora. Schiacciatelo poi a mano, provando a dargli una forma rettangolare, tagliate un pezzo di pasta alla volta e, facendolo rotolare con le mani sulla spianatoia, realizzate degli spaghettoni dal diametro regolare di circa 5mm lunghi 15/20 cm. Per il condimento mondate i broccoletti lasciando solo le foglie, uso solo le foglie per una questione di colore. In una pentola dal fondo pesante, scaldate abbondante olio con uno spicchio d’aglio. Quando l’aglio è dorato, toglietelo e aggiungete i broccoletti lavati e non troppo asciutti, alzate la fiamma e mescolate spesso. Non è necessario bollire prima i broccoletti, la cottura in olio ne valorizza molto di più il sapore. A metà cottura salate. Poi, quando le foglie sono tenere ma non sfatte, trasferite la verdura in un contenitore metallico alto e possibilmente freddo e frullate con un minipimer, allungando con poco brodo vegetale fino a ottenere la consistenza desiderata. Schiacciate nel mortaio le nocciole e aggiungete del pepe nero appena macinato e un pizzico di sale. Condite la pasta con la purea di broccoletti e cospargete a piacimento con la granella di nocciole.
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Scopri le altre ricette Mercoledì Veg

 

In Italia cresce il Biologico. 

Mentre la crisi di mercato influenza e mette a letto quasi tutti i settori economici, quello Bio rimane in salute, anzi, diventa sempre più forte. Il 2012 ha segnato un aumento nell’acquisto di prodotti alimentari biologici sia nella piccola sia nella grande distribuzione. Quest’ultima in particolare, secondo i dati forniti dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), ha fatto registrare un aumento dei consumi pari al 7,3% rispetto al 2011. Biscotti e dolciumi biologici hanno ottenuto un +22,9%, bevande analcoliche +16,5%, pasta e riso +8,9%, frutta, ortaggi, latte e formaggi +4,5%. L’Italia Settentrionale è poi quella più propensa al consumo di prodotti “naturali”. Il 70% dell’intero mercato biologico trova spazio e richiesta a Nord, segue il Centro con un 23% e il Mezzogiorno con una quota pari al 7%. Complessivamente, per consumi interni ed esportazioni bio, l’Italia ha un giro d’affari annuo pari a 3 miliardi di euro che la colloca al quarto posto, come fatturato, dietro Germania, Francia e Regno Unito; è sesta, invece, nella classifica mondiale. Produttori da una parte, spinti dalla richiesta di mercato o motivati da una scelta etico/ecologica, consumatori di tendenza dall’altra, fatto è che l’orientamento, non solo italiano ma europeo e mondiale, è sempre più biologico. Ma cos’è il “biologico”? E’ un sistema produttivo che cerca di operare rispettando il ciclo della natura e basandosi su quanto è stato definito dai criteri normativi dell’Unione Europea. La filosofia che sostiene l’agricoltura biologica si fonda sul non impattare negativamente l’ambiente attraverso l’inquinamento dei terreni, dell’acqua e dell’aria, oltre alla volontà di non immettere in commercio prodotti alimentari contenenti residui di fitofarmaci e concimi chimici. Nel “biologico” sono ammessi solo sistemi di coltivazione e allevamento con sostanze naturali, in altre parole, sostanze già presenti in natura. Nelle coltivazioni biologiche non si utilizzano quindi i diserbanti, i pesticidi, gli insetticidi e gli anticrittogamici, la difesa delle colture e preventiva. Alberi e siepi particolari sono piantati in prossimità dei terreni coltivati, per dare ospitalità ai naturali predatori dei parassiti; si preferisce poi coltivare, in contemporanea, piante diverse sgradite l’una ai parassiti dell’altra; e ancora, un tipo di pianta non è mai coltivato, consecutivamente, nello stesso terreno, alfine di ostacolare l’insediamento permanente dei parassiti specifici. Se questi naturali accorgimenti difensivi non dovessero bastare, si ricorre a sostanze minerali (farina di roccia), vegetali (estratti di piante) e anche animali, introducendo insetti nelle colture per predare i parassiti. Anche gli allevamenti biologici devono svolgersi nel rispetto dell’ambiente e soprattutto degli animali. Devono garantire sistemi di vita “adeguati” e considerare le necessità etologiche e fisiologiche di ogni specie. Tutti i prodotti biologici doc sono forniti di un logo europeo che integra l’etichetta e garantisce che: il prodotto è conforme alle regole d’ispezione; il prodotto proviene direttamente dal produttore o è preparato in confezione sigillata; il 95% degli ingredienti è di origine biologica; il prodotto porta il nome di chi lo produce, dell’addetto alla lavorazione e il codice dell’organismo ispettivo. … Prima di scegliere un prodotto etichettato come biologico, quindi, è bene controllare sempre che ci sia anche il logo verde di garanzia.

 

La ricetta verde è proposta da Maria Antonietta Bucciarelli, appassionata di cucina “allegra, biologica, sana e molto colorata”.

Sia per i crostini sia per la mousse, occorre un filoncino di pane con le noci, tagliato non troppo spesso e in pezzi non troppo grandi.

 

Crostini con patate, verze e carote.  

Ingredienti:

crostini, 

3 patate, 

1/2 verza, 

2 carote, 

sale, 

olio extra vergine d’oliva, 

1 rametto di rosmarino, 

2 spicchi d’aglio. 

Pecorino a parte per un piatto vegetariano.

 

crostini-patate-verze-carote

 

Cuocete al vapore o lessate la verza, le patate e le carote. Scolatele. Affettate la verza e schiacciate patate e carote. Mettete poi tutto in un tegame con alcuni cucchiai d’olio, il rosmarino e uno spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato. A fuoco basso, fate insaporire girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Tostate le fette di pane in forno, strofinatele con lo spicchio d’aglio rimasto e bagnatele, senza affogarle, nell’acqua di cottura delle verdure. Ponetele su un vassoio capiente, ricopritele con il composto di verdure, ancora caldo, e portatele in tavola.

Per il piatto vegetariano, aggiungete il pecorino grattugiato.

 

Mousse di Prezzemolo. 

Ingredienti: 

150 gr di margarina vegetale, 

1 manciata abbondante di prezzemolo freschissimo, 

qualche noce sgusciata, 

1 spicchio d’aglio, 

1 bicchierino di cognac. 

 

mousse-prezzemolo

 

Tritate il prezzemolo con il cognac, l’aglio e le noci. Amalgamate il trito con la margarina servendovi di un cucchiaio di legno. Fate in modo di ottenere un impasto omogeneo. Sistematelo poi in una terrina, disponetelo in frigorifero e toglietelo poco prima di servirlo insieme ai crostini ben caldi. 

Mi permetto di arricchire queste due sfiziose ricette di Maria Antonietta, proponendo anche un vino: Lacryma Christi.

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Oggi vi invito a fare una spesa virtuale. Attraverso un gioco interattivo possiamo calcolare l’impronta di carbonio che lasciamo sulla strada della nostra vita quotidiana. Tale impronta è chiamata Carbon Footprint e indica la quantità totale di gas serra prodotta dalle sole attività umane. Entrando nel mercato virtuale, ognuno di noi potrà calcolare, facilmente, la quantità di anidride carbonica che contribuisce a produrre solo facendo la spesa. Comprando un litro di latte, ad esempio, lasciamo un’impronta di carbonio equivalente a 17 Kg di Co2 nell’aria, mezzo chilo di carne confezionata è pari a 165 Kg di Co2, mentre un pacchetto di caffè da 1 Kg vale 74 Kg di Co2. Tanto per capire meglio lo sproporzionato consumo energetico dei tempi moderni, basta pensare che nelle società pre-industriali, l’energia spesa per produrre un alimento era la stessa che poi l’alimento restituiva all’organismo, quindi, il rapporto era di 1 a 1; oggi, questo rapporto è invece di 100 a 1, un prodotto, in pratica, per essere fabbricato, assorbe 100 volte più energia di quella che riesce a restituire nel momento in cui è consumato. Grazie al sito www.improntawwf.it, possiamo ora divertirci a fare la nostra spesa virtualmente e valutare poi quanta anidride carbonica “compriamo”, chissà, magari ci viene voglia di modificare le nostre abitudini di consumo, togliendo così un po’ di emissioni nocive dal nostro stile di vita. E tanto per rimanere in tema di cambiamento, abbiamo la possibilità di ridurre il peso dell’anidride carbonica anche iniziando a viaggiare in modo alternativo. Oltre a utilizzare di più i mezzi pubblici, si può ricorrere al car-pooling (www.carpooling.it) e al car-sharing (www.carsharing.roma.it, questo è di Roma, ma ne trovate uno in ogni città), due modi di viaggiare risparmiando e, soprattutto il primo, di conoscere nuovi amici.

 

Mercoledì Veg con la PIZZA IN PADELLA

di Eleonora Fabrizi

 

Ele mi ha inviato molte ricette, ho scelto questa perché è la preferita da sua figlia Giulia e perché, dolce nostalgia, le ricorda i sereni pomeriggi d’estate a fare merenda con la nonna.


Ingredienti per 4/5 pizze:


- 400 gr di acqua;
- 600 gr di farina 0 (si può fare anche con manitoba);
- un cucchiaio di malto d’orzo (va bene anche il miele);
-200 gr di lievito madre;
- olio extravergine d’oliva;
- rosmarino;
- zucchine (o altro a vostra scelta);

 

 

Preparazione


In una ciotola capiente, sciogliere nell'acqua il malto e il lievito. Aggiungere, un po’ alla volta, la farina setacciata e salare. Impastare il composto per circa 10 minuti, ricoprirlo con la pellicola trasparente e riporlo al riparo da correnti. Di norma, un buon lievito madre garantisce il raddoppio dell’impasto in 3 ore. Trascorso il tempo necessario al raddoppio, porre l’impasto sul piano da lavoro, precedentemente infarinato, e lavoralo ancora qualche minuto, quindi rimetterlo nella ciotola e sempre al riparo. Quando sarà cresciuto nuovamente è pronto per essere cucinato. Prenderne allora una quantità grande circa quanto una palla da tennis e stenderlo con il mattarello sulla spianatoia infarinata. Lo spessore dovrà essere di ½ cm e il diametro equivalente a quello della padella in cui sarà cotto. Mettere ora la padella sul fuoco con un giro d’olio d’oliva extravergine e una presa di rosmarino. Quando l’olio è ben caldo, adagiate la pizza nella padella, aspettate che il lato in cottura sia dorato, poi girate dall’altra parte. Servite subito, spolverando con un pizzico di sale.
Questa pizza rustica è un ottimo antipasto da gustare insieme alle verdure grigliate come, ad esempio, delle zucchine condite con olio extravergine d’oliva e rosmarino.

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L’Europa ha detto basta ai test cosmetici sugli animali.

 

Una decisione storica che arriva dopo 23 anni di lunghe e determinate battaglie animaliste. Il processo che ha permesso di arrivare all’11 marzo 2013, data d’inizio del divieto assoluto ai test, è stato molto graduale. Senza spingerci troppo in là, partiamo dalla sera del 4 aprile 2001 quando, a Strasburgo, il Parlamento europeo adottava una proposta di legge che modificava, per la settima volta, la direttiva sui cosmetici. L’intento era di ribadire il ‘NO’ dell’Unione Europea ai test e alla commercializzazione, già vietata dal 1998, di quei prodotti sperimentati all’estero e poi venduti in Europa. La proibizione a testare i cosmetici sugli animali sarebbe dovuta entrare in vigore entro cinque anni, entro quindi il 2006, e uno degli emendamenti obbligava a scrivere con un messaggio ben visibile, che avrebbe dovuto occupare non meno del 20% dello spazio sull’etichetta, TESTATO SU ANIMALI. Le cose poi, sia per il divieto a testare sia per la dicitura sull’etichetta, non rispettarono, nella quasi totalità dei casi, né i tempi né gli obblighi. Solo nel 2009, alla fine, si riuscì a far osservare il divieto: niente più test sugli animali (test relativi ai singoli ingredienti del prodotto finito) né vendita, sul territorio comunitario, dei cosmetici con ingredienti sperimentati fuori dell’Europa. Ma, sempre nel 2009, erano ancora esclusi dalla restrizione i cinque test più invasivi e largamente praticati: tossicità riproduttiva, tossicocinetica, tossicità per uso ripetuto, inclusi cancerogenicità e sensibilizzazione cutanea. Solo ora, nel 2013, è stata proibita la pratica anche di questi ultimi cinque test. Fine, dunque, senza nessuna eccezione, alla sperimentazione cosmetologica sugli animali. Sicuramente, l’Unione Europea ha preso un’iniziativa che avrà ripercussioni a livello mondiale. Come afferma Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente: “ (…) Le aziende cosmetiche utilizzeranno altri metodi per testare i loro prodotti, diventando così un esempio per tutti i settori che continuano, invece, a utilizzare lo strumento della sperimentazione, infliggendo agli animali terribili sofferenze. L’Europa l’ha capito, ora spetta agli altri paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell’innovazione.”. La speranza più grande, adesso, è che l’Europa continui ad aver voglia di rinnovarsi e dica “basta”, per prima, anche alle altre orribili pratiche di sperimentazione animale. Ricordiamo che la raccolta delle firme su www.stopvivisection.eu, attuata in ogni dove su tutto il territorio comunitario, si chiuderà a fine ottobre 2013… La firma di questa Europa siamo Noi.


MercoledìVeg con gli Spaghetti alla CarbonaraVeg proposti da L’Ortolano Vegano,

un agriturismo molto particolare gestito da Lia e Nico, due persone che tempo fa hanno deciso di cambiare stile di vita.

Ingredienti e dosi per 4 persone:


-olio di oliva extra vergine;
-1 cipolla bianca dolce;
-1 panetto di tofu affumicato;
-2 bustine di zafferano;
-1 conf. panna di soya;
-400 gr spaghetti integrali;
-lievito alimentare in scaglie;

(tutti gli ingredienti si intendono da produzione biologica)

 


Imbiondire la cipolla in 1 cucchiaio abbondante di olio, successivamente, aggiungere il tofu tagliato a cubetti e tenere sul fuoco per pochi minuti, unendo a fine cottura panna e zafferano.
Nel frattempo, in abbondante acqua, cuocere gli spaghetti e dopo averli scolati, al dente, farli saltare per alcuni minuti nel sugo precedentemente preparato.
Servire caldo con aggiunta di lievito alimentare in scaglie.
Buon appetito.

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