Esistono delle patologie cosiddette malattie da spogliatoio, facilmente manifestate soprattutto dagli sportivi, che si soffermano spesso in palestre e piscine. Stiamo parlando di patologie prevalentemente a carico della pelle, alcune però possono colpire anche l’apparato respiratorio. Le motivazioni per cui proprio gli sportivi manifestano più facilmente la malattie da spogliatoio sono correlate sia all’utilizzo delle docce e dei bagni presenti negli spogliatoi, sia a un utilizzo poco cauto di questo tipo di impianti, sia al comportamento del sistema immunitario dopo l’allenamento.

Le principali patologie
Le si accomuna con la locuzione malattie da spogliatoio, anche se in effetti si tratta di patologie in alcuni casi molto differenti tra di loro e che non necessariamente colpiscono solo chi frequenta gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Tendono però ad essere più frequenti tra questo tipo di soggetti, che sono chiaramente più esposti all’eventuale contagio. Si tratta spesso di patologie della cute, quali ad esempio micosi o di tipo batterico. Una classica malattia da spogliatoio è il piede d’atleta, una micosi altamente infettiva. Chi fa sport dovrebbe essere conscio dell’esistenza di questa patologia, oltre che conoscere come curare il piede d’atleta; anche perché questo fungo è molto contagioso e potrebbe diffondersi rapidamente. Altre malattie da spogliatoio sono le onicomicosi, o micosi delle unghie, o la pitiriasi versicolor. Possono poi essere presenti tra gli atleti verruche, intertrigini o, in alcuni periodi dell’anno, si possono diffondere batteri che colpiscono le vie respiratorie, come il classico raffreddore.

Perché da spogliatoio e perché agli atleti
Buona parte dei virus, dei batteri e dei funghi che colpiscono con frequenza gli atleti amano proliferare in ambienti umidi e caldi, come lo sono gli spogliatoi delle palestre e delle piscine. Oltre a questo alcune patologie si diffondono tra gli atleti perché sono una categoria di persone che più facilmente ha un contatto diretto con un ampio numero di persone; a chi non è capitato durante una gara o una partita di abbracciarsi con i compagni di squadra o con gli avversari. Questo accade sia tra gli sportivi professionisti che tra quelli a livello dilettantesco, anche tra i più piccoli. Alcune ricerche hanno poi dimostrato come proprio successivamente agli allenamenti il sistema immunitario di alcuni può manifestarsi meno attivo; accade a chi effettua allenamenti molto pesanti, a chi non si alimenta in modo corretto durante la pratica sportiva e anche a causa dei micro traumi causati alla muscolatura.

Come usare al meglio gli spogliatoi
Esistono dei comportamenti che permettono di evitare il contatto con eventuali batteri, funghi e virus presenti negli spogliatoi. Il primo è l’igiene, che chiaramente è a carico di chi gestisce gli spogliatoi. Docce, armadietti, panche e impianti vari vanno puliti e disinfettati frequentemente, ogni giorno o più volte al giorno, a seconda del flusso di persone al loro interno. Oltre a questo è buona norma per chi frequenta gli spogliatoi quella di utilizzare sempre delle ciabatte, che vanno fatte asciugare dopo l’utilizzo e vanno lavate periodicamente. È importante anche asciugare bene la pelle dopo aver sudato o dopo la doccia, perché è proprio nell’umidità che si insinua tra le pieghe della pelle che alcune patologie trovano terreno fertile. Chiaramente se un disturbo, per quanto lieve, perdura per lungo tempo è consigliabile consultare il proprio medico.

Indossare lenti progressive per la prima volta può non essere un’esperienza piacevole proprio perché ci vorrà un periodo di adattamento. Non devi preoccuparti perché non è nulla di complicato o fastidioso, soprattutto se ti affiderai a ottici competenti che ti accompagneranno in questo percorso. Una volta che ti sarai abituato vivrai la tua vita al meglio e non dovrai più preoccuparti di cambiare occhiale per vederci bene a tutte le distanze.

Adattamento alle lenti progressive: cosa è importante sapere

Il periodo di adattamento oggi è relativamente breve, soprattutto se deciderai di acquistare lenti progressive di ultima generazione che sono formulate proprio per ridurre al minimo qualsiasi disagio.

Quando indosserai le tue lenti progressive per le prime volte potresti provare qualche difficoltà a scendere o salire le scale e sentirsi con la vista leggermente offuscata.

In altri casi e a seconda del difetto della vista da correggere potresti provare un po’ di affaticamento, vertigini e mal di testa. Sono tutti sintomi piuttosto comuni che svaniscono al termine del periodo di adattamento che varia tra i cinque ed i dieci giorni.

È tutta questione di movimento tra testa e occhi

Indossando gli occhiali con lenti progressive, quindi, dovrai semplicemente imparare a coordinare il movimento degli occhi e quello della testa in base al punto di osservazione. Dopo le prime volte in cui dovrai prendere confidenza con questo cambiamento riuscirai a gestirle senza nemmeno rendertene conto.

Ovviamente il tuo ottico predisporrà le lenti su misura per te e lo farà tenendo conto del tuo stile di vita e dei tuoi bisogni di correzione. Ti darà anche dei suggerimenti per affrontare al meglio l’adattamento e trovare immediato beneficio nell’uso di queste lenti.

Ricorda che solo i primi giorni saranno un po’ fastidiosi ma sarà nulla di complicato perché ben presto l’adattamento diverrà la tua routine e non ti accorgerai nemmeno di indossare le lenti.

Suggerimenti per adattarsi alle lenti progressive

Tra i suggerimenti raccomandati c’è quello di prestare attenzione quando scendi le scale, un momento in cui istintivamente tendiamo a guardare in basso con lo sguardo e non con la testa.

Con gli occhiali progressivi, tuttavia, dovrai abbassare il mento tenendo lo sguardo fermo in modo tale che gli occhi si focalizzano sulla parte alta della lente. In caso contrario potresti perdere l’equilibrio perché vedresti la zona dedicata alla visione da vicino.

Quando guidi, invece, dovrai tenere la testa in posizione normale per far si che il tuo sguardo utilizzi la lente superiore preposta a mettere a fuoco da lontano. Quando guarderai il cruscotto o gli specchietti, invece, dovrai accompagnare la testa e il movimento dello sguardo.

Infine quando leggi o guardi qualcosa da vicino utilizzerai la parte inferiore della lente che, per l’appunto, serve a focalizzare la vista a distanze ravvicinate. Se abbassi anche il mento, invece, l’occhio punterà sulla vista da lontano.

Non appena prenderai dimestichezza con questi due movimenti, occhio e testa, l’adattamento alle lenti progressive sarà terminato e la coordinazione avverrà in modo automatico. Se hai dubbi o domande non esitare a rivolgerti al tuo ottico di fiducia.

Una corretta igiene è la prima regola per mantenere una salute intima che dura nel tempo. Certo, può comunque capitare di manifestare alcuni sintomi che rivelano la presenza di un’infezione di qualche genere. Per evitare che un piccolo problema si trasformi in una patologia seria è importante recarsi dal medico non appena si nota qualcosa di strano, particolare o comunque diverso dal solito.

 

I sintomi dei problemi più comuni
Tra le problematiche intime che più spesso colpiscono le donne la cistite è di sicuro uno dei più diffusi. Per quanto riguarda la cistite i sintomi sono ben chiari e netti, difficili da confondere con quelli di altre patologie. Si manifesta infatti con una sensazione di bruciore durante la minzione, bisogno di urinare molto frequente, sensazione di non riuscire a urinare completamente. Con il passare del tempo i sintomi possono complicarsi, con presenza di urina dall’odore molto intenso e dal colore scuro, presenza di sangue, per arrivare sino alla febbre. Recarsi dal medico alla comparsa dei primi sintomi è sempre la scelta migliore. Un’altra problematica molto diffusa è correlata alla presenza di batteri o di funghi in sede vaginale ed è nota come vaginosi.

 

La vaginosi
Si parla di vaginosi ogni qual vota un infezione si sia insediata nelle parti intime di una donna. I sintomi spesso aiutano il medico curante ad effettuare una corretta diagnosi. In effetti però il modo migliore consiste nel prelevare una piccola quantità di secrezioni vaginali e verificare la presenza di virus, batteri o funghi. Tra le vaginosi da funghi più diffuse la candidosi è di certo la più nota; la candida è un fungo che vive all’interno del nostro intestino e in particolari situazioni si può insediare anche nelle zone intime. Provoca bruciore e prurito, anche durante la minzione, oltre che la produzione di un secreto biancastro, dalla consistenza particolare. Le parti intime sono costantemente lubrificate con delle secrezioni prive di odore e completamente incolore. Quando tali secrezioni emettono un odore più o meno sgradevole e hanno un colore particolare è consigliabile recarsi dal medico, anche in assenza di dolore o di prurito.

 

Mantenere in salute le parti intime
Come abbiamo già accennato il modo migliore per mantenere in salute le parti intime consiste nel praticare una corretta igiene. Si tratta di mantenere detersa la zona, utilizzando appositi detergenti delicati, con ph acido. In commercio se ne trovano molteplici, alcuni anche con effetto rinfrescante. È bene evitare profumi e detergenti troppo aggressivi, perché il ph acido di questa zona funge da barriera contro il proliferare di batteri e di altri microrganismi. L’igiene delle parti intime andrebbe effettuata partendo dalla vagina verso l’ano e non in senso contrario. Questo perché proprio la contaminazione della vagina con i microrganismi che vivono attorno all’ano è tra le principali cause di vaginosi batterica o fungina. Ricordiamo anche che la pratica sessuale promiscua può favorire il contatto con soggetti portatori di patologie a trasmissione sessuale; per questo motivo l’utilizzo del profilattico è sempre consigliato in tali situazioni.  

La bavarese è un dolce al cucchiaio, simile al budino e alla mousse di cioccolato, facile da realizzare sia da parte di esperti ai fornelli che da chi è meno abituato a cucinare.

A seconda delle preferenze può essere aromatizzata con del caffè, della frutta, del cioccolato o con la vaniglia!

 

Le bizzarre origini della torta bavarese

 

Contrariamente a quanto si pensi la torta bavarese ha origini francesi, in quanto nata non in Baviera ma nelle pasticcerie di Francia, preparata per le prime volte nell’Ottocento da chef di grande fama che venivano inviati in tantissime corti d’Europa per cucinare le proprie specialità alle famiglie reali.

Anche il genere del nome ha destato dubbi per moltissimi anni e tutt’oggi qualcuno si domanda se è giusto dire ad esempio “il bavarese al cioccolato” o “la bavarese al cioccolato”.

In realtà la bavarese, in tempi passati, era una bevanda tedesca a base di tè, latte e liquore, importata nel 1700 in terra italiana.

Ecco il motivo per il quale alcune persone hanno man mano definito il dolce “la bavarese”, anche in virtù del fatto che consiste in una crema (genere femminile).

Tuttavia sarebbe più corretto utilizzare il maschile, perché il dolce è più un budino che una crema.

 

Bavarese alla vaniglia – Preparazione e ingredienti

 

INGREDIENTI

  • 250ml di latte intero
  • 60 gr di zucchero
  • 4 tuorli
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 bustina di vanillina
  • 12 gr. di gelatina in fogli
  • 300 ml di panna per dolci

PREPARAZIONE

 

Per prima cosa è necessario posizionare i fogli di gelatina dentro ad una ciotola, unita ad acqua fredda, fino ad ammorbidirla per circa 10 minuti.

Nel frattempo prendiamo il baccello di vaniglia e lo tagliamo in due nel verso della lunghezza, lo uniamo al latte e portiamo il tutto ad ebollizione.

Mentre il latte cuoce, lavoriamo con una frusta lo zucchero e una bustina di vanillina, aggiungendo il latte ormai arrivato a bollire privato del baccello di vaniglia.

Il tutto verrà lasciato sul fuoco fino quasi a bollore, sempre mescolando, ed in fase finale aggiungiamo al suo interno la gelatina, ben strizzata.

Lasciamo raffreddare e aggiungiamo gradualmente la panna semi montata.

A questo punto prendiamo uno stampo, lo inumidiamo leggermente d’acqua e vi ci versiamo all’interno il composto.

Collochiamo lo stampo in frigo per almeno due ore e capovolgiamo lo stampo su un ampio piatto piano, in modo da servire la bavarese in maniera ordinata.

 

Consigli utili

 

Nel caso in cui la bavarese faccia fatica a uscire dallo stampo, può essere comodo aiutarsi con dell’acqua calda, immergendovi dentro lo stampo per qualche istante prima di capovolgerlo.

Per la decorazione possono essere usate delle scaglie di cioccolata, dei baccelli interi di vaniglia o un topping a scelta.

Ecco, quindi, che la preparazione della torta bavarese prevede ingredienti facili da reperire e utilizzare.

Realizzare questo dolce permette anche a chi è di fretta di fare bella figura, omaggiando gli ospiti con una golosità difficilmente acquistabile in negozio e realizzabile ad un costo veramente minimo.

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Chi lo dice che rimettersi in forma, significa rinunciare al gusto? 

Non sempre le cose che ci fanno bene sono “punitive” anzi con l’ingresso della bella stagione la frutta ci da una grande mano. Sapori intensi, dolci senza troppe calorie e grassi.
I frullati depurativi sono un’idea interessante per continuare a “giocare” in cucina ma cominciare a metterci in forma o semplicemente tenerci un po’ più leggere.

I frullati depurativi sono a base di frutta fresca, frutta secca, semi, verdure e cereali, hanno proprietà benefiche e si distinguono anche per il loro buon sapore.
Tuttavia, se lo desideriamo, possiamo addolcirli con ingredienti sani come miele, stevia o zucchero di cocco.
Possiamo anche aggiungere diversi tocchi di sapore con l’aggiunta di vaniglia, cannella o cacao. Insomma, possiamo personalizzarli in base ai nostri gusti. Consigliamo di optare per cibi naturalmente dolci (banana, pera, ananas, ecc.) e sempre per dolcificanti integrali e poco raffinati.

Ecco due suggerimenti per ispirarvi:

 

- Fragole e cocco
Questo frullato ci ricorda la combinazione di fragole con panna, ma senza aggiungere grassi, zucchero o latte.
È uno dei frullati più appetitosi. Provatelo!

La fragola
Le fragole sono frutti deliziosi che offrono molti nutrienti e ci saziano pur avendo un contenuto calorico basso.
• Ideali per perdere peso senza smettere di mangiare, oltre a dare sapore e colore a qualsiasi succo o frullato.
• Hanno proprietà diuretiche e un alto contenuto di fibre che promuovono la funzione intestinale.

Il cocco
Il cocco è un frutto tropicale ricco di proteine, fibre e grassi. I suoi acidi grassi sono ottimi per il corpo e ci aiutano ad accelerare il metabolismo. Questo frutto regola anche la glicemia, migliora la digestione e favorisce l’assimilazione dei nutrienti.

 

- Papaya e semi di chia

Questo frullato cremoso è ideale per disintossicare l’organismo, regolando la funzione digestiva e la regolarità intestinale.
La papaya
La papaya è un frutto tropicale ricco di enzimi che favoriscono i processi digestivi, calmano le infiammazioni e regolano il transito intestinale.
• Grazie al suo contenuto di beta-carotene, questo frutto è un ottimo antiossidante naturale.
• I suoi semi combattono i parassiti intestinali.
I semi di chia
• I semi di chia, che bisogna lasciare ammollo la notte precedente, regolano il transito intestinale.
• Abbassano il colesterolo e i livelli di zucchero nel sangue; invece aumentano il senso di sazietà.

 

Queste sono solo due delle molteplici combinazioni che potrete provare, mixando frutta fresca, semi, verdure, cereali, frutta secca...
Presto, mettete in corrente il frullatore!

Come di consueto, vi mostriamo i prodotti contenuti nella Degustabox mensile. Nello specifico, ecco i prodotti contenuti nella Degustabox del mese di febbraio 2020: ogni mese scopriamo prodotti sempre nuovi, appena lanciati sul mercato. 

Come ogni mese, diamo uno sguardo alla Degustabox. In questo articolo, infatti, scopriamo tutti i prodotti contenuti nella scatola dell Degustabox gennaio 2020. Curiosi di capire quali novità sono state inserite? Scopritele nella gallery. 

Scopriamo insieme l'importanza di ciò che mangiamo per ridurre il gonfiore addominale in menopausa.

La menopausa è un periodo molto delicato e comporta cambiamenti e novità che non sempre vengono accolte con lo spirito giusto da parte delle donne. Molto spesso, inoltre, durante questa delicata fase di passaggio, le donne accusano un ulteriore motivo di disagio, fonte di imbarazzi e malcontenti di natura estetica: la pancia gonfia in menopausa. Può sembrare un disturbo secondario, certo, se comparato a fattori quali disfunzioni gravi, valori alterati nelle analisi del sangue o depressione, ma il gonfiore addominale è spesso un campanello d’allarme per prevenire l’insorgere di ulteriori problemi.

Conoscere il proprio corpo, dopotutto, è la premessa fondamentale per stare bene e vivere al meglio. Ogni problema, o quasi, si può risolvere conoscendone a fondo le cause: capire i meccanismi che sono alla base dell’organismo femminile e quelli che portano all’insorgere del disturbo è il primo passo verso la risoluzione del problema. E alla base del funzionamento del nostro organismo c’è l’alimentazione.

Ogni “terapia d’urto” finalizzata a diminuire il gonfiore della pancia deve quindi cominciare dalla dieta: che non significa obbligatoriamente adottare un regime alimentare drastico, costruito su sforzi e privazioni, forzato e intransigente. Anzi, l’adozione di una dieta così difficile può risultare, nella maggioranza dei casi, controproducente. Ogni cambiamento nella propria alimentazione dovrebbe avvenire in modo graduale e dolce, in uno sforzo diluito ma prolungato nel tempo. Più l’andamento della dieta sarà regolare, più i benefici saranno garantiti a lungo termine.

È inoltre necessario capire che per stare meglio – soprattutto dopo una certa età, quando gli equilibri ormonali sono cambiati con l’inizio della menopausa – non è richiesto di stravolgere le proprie abitudini: d’altra parte, nessuno può compiere una trasformazione radicale da un giorno all’altro, senza conseguenze. Spesso, però, è proprio da una riflessione sulla propria alimentazione che si genera il bisogno di un cambiamento più vasto, più profondo, del nostro stile di vita.

L’importanza dell’alimentazione è tale da influenzare molti aspetti del vivere quotidiano: non è raro, ad esempio, che da una dieta più equilibrata derivino i primi benefici in termini di salute ed energia, dai quali – a loro volta – scaturisca la curiosità (prima) e la necessità (poi) di adottare uno stile di vita meno sedentario, di concedersi nuove sane abitudini, di prendersi cura del proprio benessere con una nuova consapevolezza.

La soluzione è nei dettagli, nelle piccole azioni quotidiane. Sì, anche per la pancia gonfia. Ad esempio, sostituire il latte con dello yogurt magro per la colazione mattutina: gli alimenti che contengono fermenti lattici, infatti, sono ideali per riequilibrare la flora intestinale. Se la mattina avete grande appetito, provate ad accompagnare lo yogurt con frutta e cereali integrali (o muesli, per i più golosi): scoprirete che, dopo le prime giornate in cui si affaccerà la prevedibile nostalgia per i cari vecchi biscotti, vi sentirete meglio, più energici, più leggeri, più reattivi. E anche il benessere intestinale vi sarà grato della nuova abitudine: in men che non si dica vi scorderete di brioche e cappuccino.

Se invece la mattina proprio non riuscite a iniziare in grande (sono moltissime le persone che, appena sveglie, si limitano a “un caffè al volo”), provate a sostituire le bevande a base di caffeina con un o una tisana calda, magari con un mix di erbe sgonfia pancia, come quelle a base di finocchio, anice e menta. Anche un bicchiere di acqua tiepida con del limone, appena svegli, è di grande sollievo all’apparato digerente e può aiutare contro i problemi di gonfiore.

Durante i pasti, probabilmente, la questione potrebbe apparire più complessa: orari irregolari, pranzi o cene fuori casa, esigenze familiari da accontentare… sono molti i compromessi da regolare. Si può iniziare, però, con alcuni piccoli e semplici passi, come l’introduzione di almeno una porzione di verdure a pasto: nessuna rinuncia, nessun scoraggiante divieto. Gli enzimi naturali contenuti nella verdura, infatti, sono fondamentali per favorire una veloce e corretta digestione, proteggono il fegato e aiutano l’attività digestiva del colon. Per una maggiore efficacia, consumate una porzione di verdura cruda a pranzo (preferibilmente un carciofo o un finocchio, che possiedono anche una notevole capacità di assorbimento dei gas intestinali) e una di verdura cotta a cena. I benefici non tarderanno ad arrivare e faranno la differenza tra un’opprimente sensazione di gonfiore e una pancia piatta e in salute.

Come di consueto, vi mostro i prodotti contenuti nella Degustabox mensile. In questo articolo, in particolare, ci concentriamo su quelli che ho trovato nella Degustabox di dicembre 2019.

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