Martina Vecchi

Martina Vecchi

È difficilissimo definirmi, ho un carattere confuso e contraddittorio, faticoso da gestire perché spesso impenetrabile. Forse perché sono dei gemelli? Una spada di Damocle che mi accompagna da sempre!

Quel che so è che amo scrivere, tantissimo, e leggere, e camminare e camminare per ore e chilometri. Amo tutta l’arte, sono una persona molto (troppo!) mentale e riflessiva, mi piace la comunicazione, e, ahimè… Lo shopping! Dovrei aprire una succursale perché il mio armadio comincia a scricchiolare…

Non sono una nottambula, amo le serate casalinghe in compagnia di un buon libro o di un film, e del mio orsacchiotto preferito. Sono una coccolona e mi lego profondamente a tutto e tutti, cose, persone, situazioni, profumi. Amo perdermi nella quotidianità delle piccole cose rassicuranti, e questa è la mia vera ambizione, trovare la serenità qui e ora.

22 Feb

La pillola per la gelosia

Pubblicato in Salute

Basta gelosia. Curiamola così. 

Recentemente un gruppo di studiosi italiani ha individuato l’area del cervello in cui hanno luogo le alterazioni neurologiche che portano alle forme estreme di gelosia, come ad esempio la “sindrome di Otello”: si tratta di una forma di gelosia immotivata e smodata, a cui sono associati comportamenti aggressivi quali lo stalking, il suicidio o l’omicidio. Una vera e propria patologia, dunque, che porta la persona a percepire la perdita dell’amato come catastrofica e può quindi causare gesti estremi.
Sembra che oggi sia possibile intervenire con un farmaco.
Al momento esiste già una “pillola per la gelosia”, anche se gli studi si stanno indirizzando verso la definizione di una cura più mirata.
Per la gelosia di tipo ossessivo e per quella delirante si usano gli antipsicotici (definiti anche neurolettici o tranquillanti maggiori): questi agiscono in maniera da bloccare i recettori della dopamina, ossia il neurotrasmettitore legato all’attività di eccitazione e alla gelosia “patologica”.

Questi farmaci vanno assunti sotto controllo psichiatrico e, col passare dei mesi, ridimensionano gli stati psicotici acuti e cronici agendo su deliri, allucinazioni, stati di eccitamento psicomotorio e aggressività. Alcuni farmaci svolgono anche un’attività risocializzante, favorendo la reintroduzione della persona in una quotidianità più normale.

 

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La maggior parte dei neurolettici svolge un’azione immediata. Di solito tali farmaci vengono assunti per bocca due o tre volte al giorno; l’iniezione, invece, si sceglie quando si desidera un effetto rapido per calmare le manifestazioni di gelosia ossessiva e delirante.
Altri neurolettici sono a rilascio più lento, con un’azione che si prolunga anche per due o tre settimane, e si tratta di prodotti utilizzati soprattutto nei trattamenti di mantenimento a lungo termine.

L’indagine delle basi neurologiche della gelosia è ancora all’inizio. L’obiettivo è individuare lo squilibrio biochimico che trasforma questo sentimento in un’ossessione pericolosa: una più approfondita conoscenza dei circuiti cerebrali e delle alterazioni biochimiche che sottendono i vari aspetti della gelosia delirante potrà aiutare a giungere a un’identificazione precoce delle persone a rischio.

 

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Prevenire e curare il mal di schiena. 

Il dolore alla schiena può dipendere da varie cause: postura scorretta, stanchezza, vita troppo sedentaria. In alcuni casi il mal di schiena è legato a traumi, come strappi o contratture conseguenti a movimenti bruschi o cadute. Questo disturbo può anche essere imputabile a colpi d’aria o sbalzi di temperatura: il freddo e l’umidità possono comportare un irrigidimento della muscolatura, scatenando una sintomatologia dolorosa. Talvolta il mal di schiena è segnale di malattie come artrosi, artrite o schiacciamento dei dischi presenti tra una vertebra e l’altra.
Come prevenire il mal di schiena? Ecco un compendio delle possibili soluzioni.
Fare movimento: almeno tre volte a settimana sarebbe bene praticare una ginnastica specifica per la colonna, per sciogliere i muscoli, distendere la schiena e aumentare l’apporto di ossigeno alla zona interessata. Sono molto indicate le ginnastiche di allungamento come lo stretching, lo yoga, il Pilates;
Seguire una giusta alimentazione: consumiamo sempre cibi che aiutino a smaltire l’acido lattico, il cui accumulo peggiora le contratture muscolari: sono perfetti i cereali integrali, frutta e verdura di stagione, ricchi di vitamine e antiossidanti;
Fitoterapia contro l’infiammazione: i rimedi basati sull’utilizzo di sostanze vegetali sono disponibili in vari preparati. Vanno assunti preferibilmente sottoforma di tintura madre o compresse, mentre le erbe possono essere assunte anche in forma di tisana. Per la modalità di assunzione sarà utile rivolgersi al proprio medico o a un erborista.

 

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Quali erbe sono indicate? Tutte quelle a effetto antidolorifico e antinfiammatorio che migliorano contratture, flogosi e dolori: boswellia, artiglio del diavolo, Spirea ulmaria, partenio; salice, rosa canina e ortica; ribes nigrum; frassino, Uncaria tomentosa; zenzero; origano, rosmarino e curcuma.
La fitoterapia può essere utilizzata anche per fare massaggi o impacchi locali. Quali prodotti usare? Piante che stimolino il drenaggio a livello dei capillari e favoriscano l’eliminazione dell’acido lattico: ippocastano, centella asiatica, calendula, lavanda per le mialgie (“male ai muscoli”). Molto indicate le pomate a base di arnica;
Omeopatia, stimolando una reazione di difesa del corpo contro i sintomi che la sostanza produce, gli stessi della malattia da curare. Tutti i rimedi vanno presi a una bassa diluizione: molto indicati sono l’arnica, il berberis, la Dulcamara.
È sempre bene comunque rivolgersi al proprio medico per una visita accurata, volta ad accertare l’origine del nostro mal di schiena, per saperci poi orientare in maniera oculata verso la giusta cura.

Leggi tutti i consigli di Salute

 

17 Feb

Equivoci del cuore

Pubblicato in Amore

Ovvero testimonianza di una tardoadolescente con grave sovraccarico emotivo.

L’errore che fanno molte donne è pensare di significare qualcosa per l’uomo per il quale vorrebbero significare qualcosa. Ora, il profilo psicologico che fornirò può trovare riscontro in molte femmine umane di questo pianeta, quanto invece rappresentare un caso da manuale:

(Non so perché, ma la seconda ipotesi mi sembra molto più vicina alla realtà…)

Donna, dalla ventina in su (siamo vaghi, sai mai che mi capiti tra le mani questo articolo in menopausa. Non credo reggerei), altezza media (...?...), mente non particolarmente eccelsa, decisamente negata per il calcolo, poco elastica, ma molto labirintica.

Una spiccata propensione al favoleggiamento e all’idealizzazione del prossimo, al feuilleton sentimentale con risvolti da romanzo d’appendice. Ottima ascoltatrice ed esperta di problem solving (altrui), una frana invece nel management di se stessa. Frivola, femminea, affetta da nevrosi affettiva che comporta un notevole dispendio d’affetto (impossibile ovviare alle ripetizioni) e una produzione emozionale che supera di gran lunga il fabbisogno quotidiano.

 

Frequenti esondazioni lacrimali.

Eccessivo interessamento per il simile umano.

Sporadici episodi di normalità.

 

Detto ciò, nella riflessione a seguire ci riferiremo al soggetto femminile in esame con il generico appellativo di “Lei”. Per comodità, discrezione, e senso del pudore. E una sottile e rassicurante speranza di poter parlare anche a nome di qualcun’altra. L’attore co- protagonista (involontario) sarà semplicemente “Lui”.

Lui e Lei si conoscono al supermercato (Lui lavora lì, Lei fa la spesa di frequente).
Vaghi approcci da parte di Lui nell’arco di sei mesi. Lei coglie poco, ma non disdegna, perché la vanità è femmina e l’insicurezza patologica. Avvicinamenti progressivi e costanti. Saluti sempre più calorosi, tra un rotolo di Scottex e un pacco di pasta. Frasi a mezz’aria, dense di significato.
Dal sei gennaio (significativo Giorno della Befana) tra i due inizia una tenera liaison, fatta di dolcezze scambiate e amenità.
Lui è un uomo: vive alla giornata e sembra sentirsi a perfetto agio, nell’indeterminatezza della situazione.
Lei è una donna: gli piacerò sul serio? Cosa vorrà veramente da me? Mi sta prendendo in giro? Quanto conto per lui? Mi starà pensando? Mi starà scrivendo? Mi starà tradendo? Si sarà già stufato? Poi decide di (sforzarsi) di mettere il cervello in stand by e godersi le piccole gioie della quotidianità.

 


Una quotidianità fatta di assenze, silenzi, sms non ricevuti, chiamate non ricevute, affetto lesinato, parole tirate fuori con le tenaglie, interesse tiepido e saltuario, attenzioni vacue, declinazioni di uscite, serate dedicate agli amici e alla birra (ma non a Lei), domeniche trascorse in compagnia del cane, svegliandosi all’alba delle quindici.

Lei fa dietrologia e introspezione: "Ok, è una storia agli inizi, mica pretendo già l’anello, anzi, massimo rispetto per la vita e gli spazi altrui, niente sms assillanti- sdolcinati- adolescenziali, niente pressioni, meglio la qualità del tempo che la quantità, et cetera", ma… (la qua- li- tà?…)
"Possibile che Lui non abbia un minimo, un briciolo, uno scampolo di voglia di vedermi, di sentirmi, un pizzico di slancio e/o entusiasmo nei miei riguardi, un pochino di iniziativa??? Non gli interessa stare con me? Mi è stato dietro sei mesi, e adesso?"

E adesso comincia il delirante flusso di coscienza di Lei che si chiede perché, perché, perché sia sempre attratta da individui che non le corrispondono (e non la corrispondono) neanche per sbaglio, perché non riesca ad arrabbiarsi, a pretendere attenzione, anzi, anzi! A uno squillo di Lui si getta sul telefono come un gatto sul lardo? Possibile che il bisogno di affetto e attenzione sia tanto grande da accontentarsi di poche gocce d’acqua come un’assetata? Delle briciole come un’affamata?

E intanto lui non c’è. Non c’è. Placido e tranquillo come fosse normale stare insieme e non esserci. Lui non c’è.

 

 

Segue conclusione:

Nell’ipotesi in cui Lei rappresenti un caso da manuale, allora il discorso è circoscritto a quel caso; nel caso in cui Lei si faccia vessillifera di un disagio femminile diffuso, allora si potrebbe presumere che, molto spesso (o quasi sempre?) noi donne combattiamo battaglie campali solo e soltanto con noi stesse, ci arrovelliamo e ci decerebriamo per non riuscire mai a cavar sangue da una rapa, riuscendo soltanto a stare peggio. Prestiamo attenzione ai dettagli, alle piccole cose, ma in fondo a che serve? Di cosa difettiamo? O in cosa eccediamo?

Intanto si ama e si soffre, e ci restano nel cuore dei crateri lunari.

Colonna sonora:

Anna Oxa Un’emozione da poco
Carmen Consoli Amore di plastica

 

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Madre natura? Con qualche aiutino, magari, e non mi riferisco al bisturi. Il segreto di bellezza di top model e celebrità si chiama Ildi Pekar, un’estetista specializzata in trattamenti all’avanguardia per viso e corpo. Nel suo centro, a Manhattan (New York), Ildi propone terapie non invasive utilizzando prodotti puri e organici che promettono risultati strabilianti.
Esempi?
Il Platinum Cell-Stem Cell è un trattamento per il viso in cinque tappe, che associa cellule staminali e platino, specifico per ridurre a vista d’occhio rughe e altri segni di invecchiamento, proteggere dai radicali liberi e rigenerare la struttura della cellula ripristinandone le condizioni ottimali. La combinazione di cellule staminali e platino (convertito in miniparticelle) promuove la crescita di cellule sane della pelle. Successivamente la cute viene raffreddata a -4° per lenirla, lisciare le rughe e chiudere i pori e, infine, si applica una maschera con aminoacidi, camomilla e ingredienti idratanti. (375$ per 90 minuti)

Il Trio-lift è per una terapia veloce ed efficace contro la cellulite, che agisce modellando i tessuti e diminuendo il grasso del corpo e del viso con la radiofrequenza: dopo aver applicato una crema protettiva, viene utilizzata un’apparecchiatura che rilascia correnti elettriche e trasmette a intermittenza calore (prima 39° poi 42°) per riscaldare le cellule adipose e accelerarne il metabolismo, permettendo a esso di rilasciare acidi grassi “buoni” nel sistema circolatorio. (100$ da 10 a 20 minuti per il viso, da 100$ in su per il corpo, 90 minuti)

 

 

Per tonificare invece zone come stomaco, cosce, glutei e seno viene impiegato il B.E.A.M., un apparecchio che punta al rassodamento rilasciando scariche elettriche in grado di riprodurre il processo bio-elettrico del corpo. (200$ per un’ora)

Ci si avvale della Maschera di Ferro (non quella del film con Leonardo di Caprio, ovviamente!) per pulire a fondo il viso, sulla base del potere magnetico del ferro per purificare la pelle. La maschera è termomagnetica e viene applicata sul volto massaggiandola, per catturare cellule morte e impurità attraverso appunto microsfere di ferro, passando poi una speciale calamita che rimuove il ferro assieme a ciò che ha fagocitato. (200$ per 75 minuti)

La vera chicca, però, è il Therama-Slim, ideale per le occasioni speciali: si applica una miscela di olii essenziali che inducono la traspirazione, e si copre il corpo con una coperta calda. Un sistema perfetto per disintossicarsi e perdere centimetri di punto vita, già a partire dalla prima seduta. (150$ per un’ora)
Che dite, vi sottoporreste a trattamenti simili?