È appena primavera, ma io ho già voglia di ciliegie!

È probabile che il nome antico cerasus derivi dalla città di Cerasunte, nell’odierna Turchia: secondo Plinio il Vecchio, è da lì che furono importati a Roma i primi ciliegi facilmente coltivabili, i quali si diffusero insieme a quelli selvatici, già esistenti. Il latinismo cerasus è rimasto negli esiti di certi dialetti (chi non conosce la famosa cerasa napoletana?) o in alcune lingue romanze (cereza in spagnolo, cereja in portoghese, cerise in francese).
Il colore di questo goloso frutto può cambiare a seconda della varietà, andando dal giallo chiaro al rosso molto scuro del durone nero di Vignola. Anche la polpa si può presentare con cromie e consistenze diverse, variando il cuore dal bianco al rosso-nerastro a la polpa da tenera a croccante.

Le ciliegie si dividono in dolci e acide, secondo la specie del ciliegio:


• Alle ciliegie dolci appartengono le duracine o duroni, di colore nerastro o bianco, di grandi dimensioni e con una polpa dura e croccante, e le tenerine, nere o rosse e di polpa succosa e morbida.


• Tra le ciliegie acide, invece, abbiamo le marasche, usate per il maraschino (che goduria, sulle fette di ananas fresco!), le amarene, molto apprezzate nei succhi e negli sciroppi (… E nella crostata con la ricotta…) e le visciole, ottime fresche o nelle conserve.


Le ciliegie hanno proprietà depurative, lassative, disintossicanti e diuretiche; favoriscono anche la digestione degli zuccheri, l’attività del fegato e hanno proprietà antireumatiche, remineralizzanti e antiartritiche: sono infatti ricche di acqua (80%), vitamine A, B e C, sali minerali (ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio soprattutto).

 


Questi frutti così salutari sono anche famosi per le proprietà antiossidanti, grazie ai flavonoidi, che hanno la capacità di bloccare i danni provocati dai radicali liberi, cioè i prodotti di “scarto” che si formano all’interno delle cellule, quando l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia (ossidazione).
Gustose e versatili, le ciliegie sono ingrediente principe di molte dolci ricette; delle ciliegie, però, non si usa solo il frutto, ma anche i piccioli, con cui preparare infusi disintossicanti e diuretici; la corteccia dell’albero, per le sue proprietà febbrifughe e antigotta; i noccioli, per preparare grappe e liquori!


Una notazione culturale: il fiore di ciliegio è il simbolo nazionale del Giappone, e viene chiamato sakura. Nella cultura nipponica, il ciliegio in fiore è simbolo di bellezza immortale e perfetta, e lo si celebra durante l’Hanami, la festa dei ciliegi: durante questa festa i Giapponesi si riversano a frotte nei parchi, o dove ci siano alberi in fiore, per assistere a questo spettacolo incantevole tra danze, canti e banchetti.

 

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Passionale come il cioccolato e sensuale come la ciliegia. 

Ci hanno provato in tanti a dare rispondere a questa domanda, servendosi dei sondaggi e delle teorie piu disparate, ma l'idea di JUST EAT, il colosso mondiale della consegna a domicilio, è tra le più curiose: chiedere al popolo del web di indicare gli aggettivi che identificano al meglio la loro idea di donna, associando a ciascuno un ingrediente simbolo. Più della metà degli uomini, 52 su 100, la Donna ideale deve possedere la sensualità della ciliegia e la passionalità del cioccolato, mentre le fragole, simbolo del fascino, conquistano la medaglia d’argento.

Altre caratteristiche molto apprezzate dai maschi sono la dolcezza e la sincerità (30%) identificate rispettivamente con il Miele e il Melograno, come a volere una donna che sia una giusta combinazione di emozioni forti e audacia in cui trovino spazio dolcezza, sensibilità ma anche la giusta dose di aspra sincerità. 

Agli ultimi posti del sondaggio troviamo: Realizzata e Valorosa, come a sottolineare la volontà di non avere una Donna che possa usurpare il ruolo dell'uomo  coraggioso e capofamiglia.

 

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JUST EAT si è poi divertito a girare la stessa domanda alle donne, chiedendo quindi loro quali siano gli alimenti e le rispettive caratteristiche che utilizzerebbero per descriversi. Il risultato ci descrive una Donna che, nel 40% dei casi, è Curiosa come il vino e Sensibile come il latte, caratteristiche che insieme all'essere Sognatrice sono state snobbate dagli Uomini, denotando ancora una volta l'annosa diversità di vedute dei due sessi.

 

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“Conoscersi meglio è la chiave alla felicità. In JUST EAT l’autoironia e la voglia di mettersi in gioco diventano elementi essenziali: non ci interessa cadere in stereotipi ormai superati e in schemi di femminilità rigidi e tramandati da troppo tempo. Questo simpatico sondaggio ci è servito per offrire a uomini e donne una possibilità di riflettere su se stessi e sui loro ideali con il nostro stesso approccio, riuscendo indirettamente a dimostrare come il cibo sia un elemento capace di mettere tutti d’accordo. O quasi.” ha dichiarato Benvolio Panzarella, Direttore Generale di JUST EAT. “Litigare in cucina può capitare, specialmente quando fra tanti ingredienti è difficile scegliere. Piuttosto che mettere a repentaglio un rapporto, meglio ordinare delivery. A ciascuno il suo.” ha concluso Panzarella.

 

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