Mara Chimenti

Mara Chimenti

Kate Middleton è incinta. 

La notizia circola da giorni su giornali, televisioni e web provocando un originale scompiglio mediatico.

A 20 mesi dal matrimonio del secolo, celebrato il 20 aprile 2011: Kate Middleton, la duchessa di Cambridge, è in dolce attesa. Intanto, visto che il Natale si avvicina, si guadagna anche una presenza nel Presepe con tanto di pancione insieme al suo William.

Lo stato interessante lo ha annunciato ufficialmente Buckingham Palace, dopo che Kate, la futura mamma, il 3 dicembre scorso, è stata ricoverata all’ospedale King Edward VII, nel centro di Londra, a causa di un disturbo della gravidanza che si manifesta con forti nausee: hyperemesis gravidarum.

A quanto pare non è il classico sintomo che accusano le donne nei primi mesi di gestazione, bensì una complicazione solo per il 2 per cento delle donne incinte, che comporta una forte disidratazione che eventualmente potrebbe ostacolare la giusta crescita del feto. La gravidanza, di 12 settimane, non aveva creato fastidi fino a pochi giorni fa.

Secondo la stampa inglese il problema è legato ai parti gemellari e si assicura che saranno due gli eredi al trono. Il principe William è rimasto tutto il giorno accanto alla moglie ricoverata.

Sua Maestà, futura bisnonna, tutta la famiglia reale, i familiari di Kate Middleton e del governo si sono detti felicissimi per l’annuncio. Il premier britannico David Cameron ha dichiarato “Sono felicissimo per loro, sono sicuro che saranno genitori meravigliosi e sono certo che tutto il Paese festeggia con loro stasera.”

Come è immaginabile, dopo la nota di conferma della notizia dal Palazzo: “Visto che la gravidanza è nella sua fase iniziale, Sua Altezza Reale, resterà in ospedale per qualche giorno e in seguito dovrà osservare un periodo di riposo per ristabilirsi, si sono scatenati anche i bookmakers: sesso del nascituro, probabile nome prescelto, eventuali somiglianze, possibilità di un parto gemellare, futuro erede al trono. 

 

 

William è il secondo in linea di successione al trono, dopo il padre Charles, principe di Galles. Quando nascerà, il primogenito di William e Kate sarà terzo in linea di successione come erede al trono dopo Carlo e William, anche se sarà una femmina e se in futuro dovesse avere fratelli maschi. Il 28 ottobre del 2011 i capi di governo del Commonwealth, di cui è sovrana Elisabetta II, presentarono all'unanimità di modificare la legge di successione al trono per acconsentire anche ad una erede donna di diventare regina, in presenza di una fratello minore. Ma il processo legislativo non à stato ancora completato.

Secondo indiscrezioni, ad ereditare la corona di Elisabetta II di Inghilterra sarà solo il primogenito Carlo, anche se un sondaggio fra gli inglesi sostiene che il preferito è William.


Una cosa è certa, la storia dell’erede al trono d’Inghilterra, il principe William, e Kate entusiasma e convince perché è autentica.

Oggi ancora di più perché la coppia aspetta un bambino.

 

Jane Eyre è il favoloso personaggio creato dalla penna di Charlotte Brontë, scrittrice inglese, nel suo celeberrimo romanzo del 1847 subito accettato e dato alle stampe, nonostante le disarmonie con i cliché dell’epoca Vittoriana, con lo pseudonimo di Currer Bell. 

Charlotte nasce a Thornton, nello Yorkshire, il 21 aprile 1816 e muore il 31 marzo 1855, dopo un anno di matrimonio con il reverendo Nicholls, mentre è in attesa di un figlio.  Figlia di un pastore protestante di origine irlandese, a cinque anni rimane orfana di madre, malata di cancro, e viene accudita con i cinque fratelli e sorelle da una zia, Elizabeth Branwell, e dalla devota governante "Tabby". Nel 1824 Charlotte e le sorelle frequentano una scuola per figlie di ecclesiastici a Cowan Bridge. Qui trovano la morte due sorelle e si compromette la salute della più piccola per le pessime condizioni di vita dell'istituto. La tremenda esperienza sarà l’incipit per l’opera narrativa.

Questo classico intramontabile ha un pregevole successo già al suo esordio proprio grazie alla notevole figura della protagonista. Jane Eyre è perfezione, libertà, vitalità e passionalità. Il romanzo, raccontato in prima persona, parla direttamente al cuore del lettore: Jane Eyre, sembra quasi apparirgli davanti per un raffronto, esce dalle righe delle pagine, si ha l'impressione di avere Jane seduta davanti e ascoltare la sua storia davanti al camino. E non è facile rimanere indifferenti di fronte alle difficoltà affrontate da Jane, alla sua forza d'animo ed al coraggio dimostrato in ogni occasione. La trama del libro narra di Jane, una povera orfanella che ha trascorso la fanciullezza nella triste Lowood School, dopo anni di affanni e di solitudine, diventa governante in casa Rochester, l’incontro chiave dell’opera.

 

 

Il cinico padrone si innamora di lei, ma quando si sta per celebrare il matrimonio, una scoperta sconvolge la vita della ragazza: la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia. Quando la vita sembra finalmente sorriderle, ecco però che un nuovo impensato avvenimento giunge a inquietare la tranquillità. Messa ancora una volta alla prova da un destino spietato, Jane avrà la forza di opporsi ed andare avanti, fino a che, dopo l'ennesimo colpo di scena, il suo sogno d'amore arriverà alla fine ad una conclusione felice. L'autodeterminazione di Jane, le nuove conoscenze ed esperienze, e infine, la scelta di tornare da chi ama. Jane Eyre è un'eroina, è dotata di uno smagliante ingegno che l'aiuterà a barcamenarsi nella società conformista e crudele in cui visse la stessa Charlotte Brontë. L’integrità morale di Jane, infatti, non le permette di scendere a compromessi, ed ella si trova costretta a rifiutare il suo amore. Nonostante questa sventura, dopo un breve lasso di tempo di patimenti, Jane riprende in mano la propria vita, seguendo le proprie opinioni senza lasciarsi traviare. Alla fine è proprio la sua ferrea disciplina a regalarle la felicità che desidera.

Donna forte e decisa, Jane è ancora oggi una figura attuale, moderna, grazie allo spirito di emancipazione e all'amara critica verso la società infida e bugiarda, una donna pronta a ribattere alle prassi sociali per seguire solo ciò che considera giusto. Jane Eyre è forse il più bel personaggio principale femminile mai narrata. Un’opera eccellente e senza tempo, da leggere ad ogni costo e tutta d’un fiato.

 

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Link Scheda del film di Franco Zeffirelli

 

Negli ultimi decenni per il genere femminile é molto meno difficile dare certezza dei propri mezzi e trovare lo spazio in cui allocare le potenzialità ed esprimerle. Certamente quote rosa a parte e perbenismo smielato non garantiscono alle donne di conquistare posti senza dubbi, domande, critiche e complimenti. Ma statistica e realtà danno ragione al mondo delle donne: sono migliori dell’uomo e riescono ad essere produttive e risolutive molto più dei loro colleghi maschi in qualsiasi campo. Sono loro gli esseri multitasking della nostra epoca. Probabilmente lo sono da sempre.

 

 

A convalidare questa affermazione sono i recenti studi a Londra sul quoziente intellettivo. Gli studi iniziati già negli anni ottanta ed effettuati dallo scienziato e psicologo James Flynn, carica mondiale in merito, hanno visto crescere l’ingegno del gentil sesso soprattutto nei Paesi occidentali, lì dove la parità dei sessi è raggiunta o quasi. E il sorpasso si ha ormai in larga scala coinvolgendo anche paesi come l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Estonia e l’Argentina. “La modernità è stata uno stimolo più per le donne che per gli uomini” sostiene il professore James Flynn.

A quanto pare questa attitudine si deve allo stress che la donna è indotta a vivere nella quotidianità e che la vede protagonista nel gioco dei ruoli: a casa, in famiglia, e al lavoro per la carriera. L’essere più libere ed autonome, districarsi continuamente tra differenti situazioni "problem solving" e svolgere più cose contemporaneamente attua la tendenza a sviluppare una maggiore intelligenza.

Non era mai accaduto: l’analisi dei test sul QI fa tagliare il traguardo ad Eva e lascia il secondo posto sul podio ad Adamo.