Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: https://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

Un make up speciale per il giorno più bello: che tu sia la sposa, la testimone o l’invitata, puoi far splendere il tuo viso scegliendo un trucco nuovo, che finalmente non nuoce né a te né all’ambiente.

Il trucco eco-bio è una realtà in espansione che attira sempre più interesse, perché è realizzato con prodotti che non contengono ingredienti nocivi per la persona e per l'ambiente, non testati sugli animali e prodotti in modo sostenibile.
Ne parliamo con Stella, che ha fatto del trucco eco-bio una professione, focalizzandosi soprattutto sul make up da sposa e da cerimonia.


E: Stella, per i tuoi make up quindi che prodotti scegli?
S: Ogni prodotto, per entrare di diritto nella mia valigetta, deve avere alcune caratteristiche imprescindibili:
non essere dannoso per l’ambiente: ci sono alcune componenti che si degradano con grande difficoltà oppure che sono molto inquinanti per alcuni tipi di ecosistemi. Per esempio alcuni ingredienti gelificanti, che vengono utilizzati per migliorare la consistenza di creme, shampoo ecc - come la famiglia dei carbomer - vengono smaltiti in tempi lunghissimi e sono segnalati con un semaforo rosso sul biodizionario;
non contenere siliconi, parabeni o derivati del petrolio (per esempio oli minerali o paraffina);
non essere dannoso per la persona: ingredienti quali gli ftalati, il triclosan (ma anche i siliconi stessi) non contribuiscono al nostro benessere, specie se utilizzati quotidianamente. Quindi chi di noi si trucca ogni giorno oppure utilizza, come credo qualunque donna, creme, detergenti o prodotti cosmetici in senso ampio deve assolutamente prestare attenzione. Magari non sembra, ma un gesto quotidiano fa sì che in realtà entriamo a contatto molto spesso con tutte queste sostanze;
non aver contribuito alla sofferenza di animali: la legge sulla sperimentazione in campo cosmetico ormai garantisce, da quest’anno, che non possano essere venduti all’interno della UE prodotti testati o con componenti testati sugli animali. Tuttavia, un occhio di riguardo va posto sulle aziende che commercializzano anche fuori dalla UE e quindi sulle politiche vigenti in ogni paese (lo stesso discorso andrebbe applicato anche alle materie prime, che possono provenire da luoghi dove la normativa su pesticidi e prodotti utilizzabili in agricoltura è diversa rispetto a quella italiana).

 

E: Di prodotti che in etichetta si spacciano per naturali in giro ce ne sono tanti. Come riconoscere quelli giusti?

S: Scovare i prodotti eco-bio è diventata un’impresa, perché oggi le parole “naturale” o “verde” sono diventate un modo per attirare i consumatori, spacciando per eco-bio prodotti che non lo sono neppure lontanamente. Come in ogni campo, l'unico modo per non farsi raggirare è sviluppare il pensiero critico: fare qualche ricerca prima degli acquisti (in questo modo si può anche risparmiare, pianificando le spese ed evitando di prendere dei grossi granchi, magari molto costosi!) e poi, eventualmente, tenere in borsa la piccola guida all'INCI che ho messo insieme (scaricabile gratuitamente sul mio sito) per avere uno strumento di consultazione quando si fa shopping. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

 

E: Quando trucchi le tue spose o le invitate, punti sempre su un trucco naturale. Come lo realizzi?
S: Penso che il trucco naturale sia il più adatto e il più alla moda, perché permette a ognuna di noi di far risaltare la bellezza e le peculiarità del nostro viso. L’effetto mascherone ormai è passato di moda: fa male alla pelle e snatura i nostri lineamenti.
Io punto a smorzare le imperfezioni (come occhiaie, segni della stanchezza, acne) con qualche illusione ottica del pennello, ma soprattutto a mettere in risalto i lineamenti peculiari di ogni donna: il sorriso, la forma degli occhi, i colori, la gioia e l’allegria di quel momento. Non c’è limite alla fantasia: quando trucco io non rispetto solo l’ambiente, ma anche i desideri di chi poi vestirà quel make up per l’intera giornata.

 

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E: Come riconoscere un bravo make up artist a colpo d’occhio?
S: Credo che ognuna di noi dovrebbe tener presente una semplice regola con il truccatore: lui/lei sarà anche il pittore, ma la “tela” ce la mettiamo noi! Il bravo truccatore deve essere in grado di ascoltare e osservare, per cogliere il bello di ogni persona. Il make up deve essere costruito non solo sulla base dell’esperienza del truccatore, ma anche sulle nostre aspettative. Così il matrimonio può anche diventare un’occasione per scoprire un modo nuovo di prendersi cura di sé e di valorizzarsi per ciò che si è, nel modo più autentico. E col trucco eco-bio lo facciamo con un occhio di riguardo anche per l’ambiente e la salute della nostra pelle. Con un professionista abbiamo l’occasione di trovare i nostri colori, di sperimentare e di scoprire gli abbinamenti ideali per noi.

 

E: Stella, vuoi dare un ultimo consiglio per le lettrici che a breve si sposeranno o parteciperanno a un matrimonio?
S: Il consiglio per chi ama il fai da te è di provare a cimentarsi con la lettura degli INCI (le minuscole liste di ingredienti che devono essere apposte su ogni prodotto): è importante essere consapevoli di ciò che si fa! Internet è davvero una miniera di informazioni, anche per chi è alle prime armi, ci sono tantissimi tutorial splendidi (se masticate un poco di inglese, Lisa Eldridge è tra le mie preferite in assoluto) e anche molti forum di discussione per fare domande a chi magari ha già fatto qualche passo in avanscoperta.
Per chi invece ha voglia di affidarsi alle mani di un professionista, il mio consiglio è di prendersi il tempo necessario per scegliere e di essere molto chiare su ciò che si desidera/non si desidera, come prodotti, ma anche come effetto finale.

Per rimanere in contatto con Stella e il suo lavoro potete visitare il sito OrganicBrides


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Vacanze in vista? Che siano al mare o in montagna, proteggersi dai raggi solari (specialmente quando siamo ancora bianche da “inverno”) è fondamentale. Ancor di più se siamo mamme e portiamo il nostro pargolo in villeggiatura. Ma come scegliere il solare giusto? Ne parliamo con Sonia Rovesti, chimica cosmetologa.

 

 

E: Sonia, sappiamo che ci sono alcune sostanze presenti nei solari che andrebbero evitate. Quali sono?


S: I principali filtri che NON dovrebbero comparire in un solare sicuro, soprattutto se messo sui bambini, sono questi:
Ethylhexyl Methoxycinnamate


Ethylhexyl Salicylate


Butyl Methoxydibenzoylmethane


Octocrylene


Benzophenone-3


Benzophenone-4


Methylbenzyliden camphor


Homosalate.
Quindi occhi aperti quando acquistiamo, leggiamo bene la lista degli ingredienti. È necessario fare attenzione anche alle creme idratanti e ai fondotinta, perché spesso contengono filtri solari (indicati con la sigla SPF, che deve essere sempre dichiarata, anche se spesso viene messa in piccolo o in fondo all’etichetta). Non c’è niente di peggio che metterseli sulla pelle tutti i giorni per proteggersi dal pallido sole cittadino!

 

 

E: Ogni anno ci sono nuovi “messaggi d’allarme” sui solari. Difficile capire quali sono veri e quali no. Puoi aiutarci?


S: Cito innanzitutto l’intervento del Prof. Marcello Monti, responsabile dell'unità operativa di dermatologia dell'ospedale Humanitas di Milano, che ha sottolineato come TUTTI i filtri solari chimici siano sotto sperimentazione, perchè sospettati di essere cancerogeni. In USA stava per essere approvata una legge che VIETA (cioè non sconsiglia, ma VIETA) l'uso dei filtri solari sui bambini al di sotto dei 4 anni. Poi gli iter burocratici e politici hanno messo tutto a tacere. 
Non dimentichiamo però che i tumori della pelle in questi ultimi anni sono aumentati esponenzialmente, soprattutto nelle pelli chiare che poco riescono a difendersi dai raggi UV con la propria melanina. Quindi tutti dovremmo proteggerci dal sole in maniera adeguata.

 


E: Quindi, cosa usare se non vogliamo passare un’estate rintanate sotto l’ombrellone?


 

S: Creme solari con filtri fisici... Le creme certificate biologiche (marchio ICEA o ECOCERT) ammettono solo quelli, quindi andate sul sicuro. Anche Avène ne ha una per pelli ipersensibili.



 

 

 

E: Hai dei consigli su come applicarle?


S: Tutti sanno che le creme solari servono a difenderci dal sole, ma pochi si soffermano sul fatto che per proteggere la pelle al meglio i filtri devono stare in superficie. Quindi è giusto distribuire il prodotto uniformemente, ma non accanitevi a volerlo far penetrare e asciugare per forza, perché più lo "mandate sotto la pelle" e meno sarà efficace. Questo significa che creme che vengono vendute a SPF 30, se vengono spalmate troppo energicamente, possono risultare addirittura SPF15, con conseguenti rischi di scottature.

 

 

E: E sui bambini, cosa usare?


S: Esistono i cosiddetti filtri minerali o filtri fisici (nell'etichetta li trovate come Zinc oxide e Titanium dioxide) che fanno da schermo fisico e non si degradano. Un tempo lasciavano sulla pelle una traccia molto bianca, ma la tecnologia si è evoluta e ora le particelle sono abbastanza fini da non lasciare troppa copertura effetto fantasma. Meglio scegliere la protezione 20 o 30, da applicare più volte nell’arco della giornata, perché la 50 spesso è una pasta troppo densa e difficile da applicare.


 


E: Quali sono i rischi dei filtri chimici invece?

 

S: I filtri chimici sono molecole grandi fatte apposta per assorbire i raggi UV e rilasciarli poi sottoforma di calore, ma in questa operazione spesso diventano instabili, si "rompono" e creano radicali liberi. Quindi meno se ne mettono sulla pelle meglio è!


 

 

E: Chiariamo bene cosa significa SPF?

 

S: SPF Significa Sun Protective Factor ed è il numero (che va da 0 a 50+) che indica indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di permanenza al sole prima che la vostra pelle si scotti. 
Facciamo un esempio: avete una pelle chiara e senza protezione di solito vi scottate dopo 10 minuti di sole? Se applicate una protezione 15 moltiplicate 10 min x 15 volte, cioè potrete stare al sole 150 minuti (2 ore e mezza) prima di scottarvi.


Se vuoi continuare a seguire i consigli di Sonia Rovesti, cerca la sua pagina Facebook oppure vai su www.soniarovesti.com    

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Errori… o Orrori? Il make up piace a tutte, ma complice l’inesperienza, o la fretta, o la pigrizia, ogni tanto capita qualche scivolone.

Ecco come evitare di sbagliare: ne parliamo con Tiziana, make up artist e nostra intervistata speciale.

 

E: Tiziana, quali sono i principali errori che vedi fare nel make up dalle tue clienti?

 

T: Uno degli errori più comuni è la scelta del colore del fondotinta: deve essere esattamente uguale al proprio colore di pelle o leggermente più chiaro, mai più scuro, altrimenti l'ombra che produce nel poro tende a farci sembrare "più vecchie". Se, invece, utilizziamo il giusto colore, sembriamo più giovani in quanto la pelle risulta più luminosa. Provare per credere! Un altro errore tipico è nella stesura del fard: bisogna partire dalle orecchie e sfumare verso il naso, questo è il modo corretto di applicarlo per far sì che sfumi in modo naturale. Se lo mettiamo al contrario, invece, avremo le guancie troppo colorite, come dopo 3 km di corsa... poco carino!

 

E: Se ho la borsa piccola o nella valigia c'è poco spazio, quali sono i trucchi che non possono mancare assolutamente?

 

T: I prodotti di make up di cui proprio non possiamo fare a meno sono: la matita per sopracciglia (che aiuta moltissimo a dare le giuste proporzioni al viso), il fard (che si può usare sia sul viso, sia come ombretto abbinato) e il mascara, per non far mai mancare uno sguardo seducente. Questi sono proprio la base da tenere sempre con sé. Certamente, se riusciamo anche a portare un gloss o altri prodotti che aiutano a completare il make up generale, è anche meglio.

 

 E: Come evitare di scegliere i colori sbagliati?

 

T: Non Possiamo dire che ci siano "colori sbagliati”: il trucco è arte e possiamo sbizzarrirci come desideriamo e come ci piace. Chi ha gli occhi castani, o comunque scuri, può usare ciò che preferisce perché il marrone è un colore neutro che ben si abbina a tutte le tonalità. Un pizzico di attenzione in più se abbiamo gli occhi azzurri, verdi o chiari in generale: evitiamo di mettere solamente i colori simili ai nostri occhi, perché lo sguardo potrebbe sembrare "freddo".

 

 

 E: Quali sono i prodotti che ogni donna dovrebbe avere nella trousse, ma che spesso vengono dimenticati?


T: Un prodotto molto importante è sicuramente la cipria, che opacizza, illumina e prepara la pelle al fard, togliendo l'umidità in eccesso. Altro prodotto fondamentale è la matita per sopracciglia: corregge, riempie eventuali spazi più chiari o vuoti, e permette di creare effetti ottici che avvicinano gli occhi troppo lontani oppure allungano un viso troppo tondo.

 

 E: Pelle grassa, pelle secca, pelle mista: si truccano tutte ugualmente o ci sono differenze da rispettare?

 

T: La pelle grassa e la pelle mista si trattano allo stesso modo, mentre la pelle secca deve adottare sistemi differenti. Il trucco di base va sempre scelto in base al tipo di pelle, soprattutto per quanto concerne il fondotinta. Ne esistono matt (in polvere) più adatti a una pelle mista/grassa oppure in crema, adatti sia per idratare la pelle secca che per riequilibrare la pelle mista/grassa. La cipria è importante per tutti i tipi di pelle, in particolare per la pelle mista/grassa. Teniamone sempre una in borsa nel formato compatto (colore trasparente) per ritoccare e togliere le lucidità durante tutta la giornata: essendo trasparente non modifica i colori del trucco. Le polveri invece (ombretti e fard) vanno bene per tutti i tipi di pelle.

 

 E: Parliamo di make up ed età. Cosa usare agli –enti, agli –enta e agli –anta?

 

T: In linea generale possiamo dire che man mano che si accentuano le rughe, si dovrà cercare di evidenziarle meno. Di solito le donne dopo i 40-50, e soprattutto dopo i 60 anni, dovrebbero privilegiare prodotti come rossetti e smalti e, di contro, evitare gli ombretti in quanto evidenziano di più le imperfezioni dell’età. In particolare, meglio abolire completamente gli ombretti perlati e preferire nel caso quelli opachi. Per le pelli giovani, direi un trucco non troppo evidente e poco correttivo: niente mascheroni, che invecchiano e appesantiscono, e niente colori forti o scuri, adatti a età più adulte. Preferite il gloss ai rossetti. Giocate pure coi colori (perlati, fluo e pastello): sono divertenti e allegri, ma non appesantite lo sguardo con strati di matita nera, mascara e eye liner.

Se siete curiose e volete copiare qualche trucco oppure volete partecipare a qualche lezione di trucco personalizzata e di gruppo, potete connettervi alla pagina FB di Tiziana Make Up.

 

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Continua l’intervista con Sonia Rovesti (Leggi qui la prima parte), chimica cosmetologa e fondatrice della Sonia Rovesti Cosmetics, che da anni si occupa di studiare le migliori soluzioni per i punti critici con cui noi donne combattiamo ogni giorno. 

 

E: Sonia, riprendiamo l’intervista vedendo i 4 punti critici anticipati nella prima parte. Punto critico numero uno: caviglie gonfie.

 

S: Le caviglie gonfie sono sintomo di cattiva circolazione, spesso dovuta a un lavoro in cui si passano tante ore consecutive in piedi (penso a chi lavora in negozio o in un ristorante) o, al contrario, si sta troppo tempo sedute (tipo in ufficio, o al computer). Altre volte capita a chi si sottopone a interventi angiologici. In ogni caso, MAI usare creme rinfrescanti contenenti Mentolo. MAI usare gel che seccano la pelle, che è già sottile e spesso squamosa per il ristagno di liquidi. Preferire creme con estratti vegetali di MIRTILLO, IPPOCASTANO, RUSCO o CENTELLA ASIATICA: tutte piante dalle note proprietà drenanti e vasoprotettrici.

 

E: Punto critico numero due: ginocchia, talloni e gomiti "rugosi”.

 

S: Ginocchia, talloni e gomiti secchi sono dovuti a un rallentato ricambio cellulare, quindi consiglio  - sotto la doccia - di passare queste zone a giorni alterni col guanto di crine o con un buono scrub. Applicare poi una ricca crema rassodante. È importante curare queste zone perché col tempo il problema può peggiorare e la pelle può lacerarsi creando tagli e spaccature dolorose. Se posso permettermi, darei una ricetta casalinga molto semplice, ma molto efficace: miscelate una manciata di sale o zucchero molto fino con un cucchiaio di olio di semi di arachide (o di oliva) e una spruzzata del vostro profumo preferito. Massaggiate ginocchia, gomiti e talloni con questo composto e sciacquate. Con un solo gesto avrete ottenuto ricambio cellulare, elasticità e gradevole profumazione.

 

 

 

E: Punto critico numero tre: seno cadente, poco tonico.

 

S: Il seno cadente va rassodato, tonificato ed elasticizzato, quindi PEPTIDI, estratto di EQUISETO e di KIGELIA AFRICANA sono da preferire. Da pochi anni, è stato scoperto che gli estratti di COMMIPHORA MUKUL e di ANEMARREA ASPHELOIDES migliorano l’aspetto del seno “vuoto” o piccolo perché aiutano a sviluppare nuove cellule adipose e ad aumentarne il volume.

  

E: Punto critico numero quattro: cellulite.

 

S: Quasi tutte le creme anticellulite contengono methylnicotinate, un principio attivo che crea rossore molto intenso e spesso dannoso, perché chi ha la cellulite soffre solitamente di cattiva circolazione periferica. I capillari in evidenza non vanno aggrediti, ma stimolati delicatamente. Un nuovo attivo biotecnologico, che sostituisce i sopra citati, è il mentylnicotinate (nel nome cambia solo una N, ma nella sostanza cambia tutto). Questa molecola unisce le proprietà stimolanti e vasodilatatrici dell’acido nicotinico a quelle rinfrescanti del mentolo naturale. Per questo non causa rossori né fastidiose irritazioni, bensì rinfresca ed esercita un micro-massaggio cutaneo associato a un piacevole senso di benessere, grazie all’effetto “freddo-caldo”. Buoni anche i principi attivi drenanti e decongestionanti degli estratti di RUSCO, CENTELLA e VITE ROSSA. 

 

E: Sonia, per chiudere, puoi parlarci di come e perché è nata la Sonia Rovesti Cosmetics e in cosa i tuoi prodotti sono diversi da quanto c’è in commercio?

 

S: La mia società è nata per dare consulenza ai terzisti che producono per le grandi case cosmetiche. Questo significa che in laboratorio creiamo le formule delle creme che poi vengono commercializzate con i marchi conosciuti come Sephora, Kiko, Planters. Quando si lavora con questi clienti però bisogna sempre rispettare un grande numero di paletti imposti dal marketing e dalla direzione per quanto riguarda il costo formula e la scelta dei principi attivi. 

Il marchio SONIA ROVESTI COSMETICS è nato per essere libero dai paletti e per avere una formulazione basata unicamente sulla funzionalità, cioè finalmente un prodotto che fa quello che dice. Questa  linea cosmetica è nata per esigenza interna nostra (la mia pelle acneica andava curata, così come i capillari delle gambe della mia collega) e non per essere commercializzata. Poi il passaparola ha fatto la sua parte, per cui abbiamo deciso di dare un “vestito” ai prodotti e di collaborare con medici estetici e chirurghi plastici per creare formule sempre più efficaci e prodotti che davvero rispondano alle esigenze delle pelli con problemi.

 

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