Suyien Assandri

Suyien Assandri

Palare di se stessi non è facile, a chi lo chiede solitamente rispondo "Sono semplicemente io" ma questa formula magica ovviamente ad un estraneo non dice proprio nulla quindi direi che:

  • ho 36 anni, chiacchierona, sensibile, testarda, estremamente sincera...
  • sono mamma  del mio bellissimo Mattia nato nel 2010 che adoro, non so se sono una buona mamma io però lo spero e faccio di tutto per crescere il mio bimbo circondato di amore e armonia.
  • felicissima compagna del mio amore da 8 anni.
  • animalista stra-convinta...

Amo scrivere, un paio di anni fa sono riuscita a realizzare il mio sogno di vedere pubblicati due miei racconti brevi.

Concluderei dicendo che sono sempre pronta a nuove sfide per scoprire nuovi mondi e far crescere la mia persona sempre di più.

Proprio vero che ogni giorno se ne scoprono sempre di nuove!

Prima di cena quando ormai sia io che il mio piccolino stanchi dalla giornata fatta di corse, rincorse e qualche urletto, ci mettiamo seduti sul lettone ad aspettare l’arrivo del papà, passiamo qualche minuto a cazzeggiare sui vari siti internet sfogliandoli un po’ come le pagine del giornale, io alla ricerca di novità e Mattia attirato dai suoi mille colori.
Capita spesso d’imbattermi in articoli che parlano di oggetti interessanti, ma solitamente amo parlare solo di cose provate effettivamente da me, nella mia quotidianità… se devo parlare, vorrei esser sicura di non parlare bene di un qualcosa che poi si dimostra la cavolata del secolo.
Questa volta però l’articolo in questione mi ha letteralmente rapito, complice il mio estremo amore per la musica: parla di una sorta di cintura che messa sul pancione della mamma, attraverso quattro altoparlanti calibrati a un volume particolare e un comune mp3 trasmetterebbe la musica che ascolta la mamma al bimbetto.
Trovo questa idea straordinaria… e se avessi saputo della sua esistenza, l’avrei sicuramente usata durante la gravidanza del mio piccolo ometto… da amante della musica non avrei resistito.
La fascia musicale… che in realtà si chiama Ritmo Advanced Pregnancy Sound System, sarebbe regolabile per seguire la crescita del pancione e del bimbetto che vive dentro, ed è lavabile proprio come un qualsiasi capo di abbigliamento.
E, se è vero, il prezzo che hanno indicato, neanche troppo costosa visto che gira intorno ai cento euro: potrebbe essere il primo regalone per il bimbo che deve arrivare.

 


La musica è un dono meraviglioso che l’universo ci ha regalato, fa bene a ogni età, ancor di più a un neonato ed è ormai riconosciuto che sia importantissima nel periodo della gravidanza sia per la mamma sia per il bebè che ospita nel suo pancione.
Qualcuno di voi la conosce? Oppure, qualcuno l’ha usata?
Sarebbe molto interessante che qualcuno mi raccontasse, nel caso in cui l’abbia usata, la sua esperienza, per capire per esempio se realmente ha tratto dei benefici, del tipo che magari una volta indossata e accesa il bimbetto ha iniziato a ballare a suon di rap. Scherzo ovviamente.
Ricordo però per esempio che al mio piccolino piaceva molto la musica classica e la notte dove io volevo dormire e lui invece sembrava veramente ballare all’interno del mio pancione, accendevo il lettore cd e ascoltavo IL MATTINO di Grieg a palla e lui si tranquillizzava… ancora oggi lo ascoltiamo spesso come ninna nanna.

 

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Come comportarsi quando sentiamo una parolaccia? 

 

Mi è capitato qualche giorno fa di scontrarmi con un problemone nell’educazione del mio bimbo: ha imparato la sua prima parolaccia; avreste dovuto vedere la mia faccia, lì per lì, ho guardato Mattia molto perplessa, la mia testa aveva all’interno una serie di punti interrogativi e una domanda nasceva spontanea “ ma… ha detto proprio quello?”

Prima di riprenderlo ho voluto aspettare di capire veramente se era proprio la parolina in questione quella usata e… dopo neanche una mezzora, mentre giocava… eccola spuntare nuovamente sulla bocca del mio piccolino.

Io e il mio compagno siamo entrambi molto attenti a non lasciarci scappare nessuna parola, diciamo non bella, davanti al nostro bimbetto, eppure nonostante tutte le accortezze, durante una passeggiata al parco l’ha sentita e, come per magia, imparata in un micro secondo: la situazione diviene tragicomica quando poi arrivo a scoprire che non solo la sa pronunciare perfettamente ma sembra addirittura aver capito anche qual è il suo ruolo preciso.

A questo punto …qual è il miglior modo di risolvere il problema?

Mattia ha capito che non è una parola che gradisco perché quando la dice, lo riprendo, Purtroppo, però non ha ancora smesso di usarla; parlandone con la pediatra mi ha rassicurato che verso i 2 -3 anni fa parte della normale crescita del bambino impararle e dirle, inoltre già a quell’età un bambino è in grado di capire attraverso i nostri comportamenti se quello che sta dicendo è una parolina bella oppure no.

E sempre secondo lei queste parole sono dapprima usate come gioco e per dimostrare al mondo che lui sta crescendo e un nostro tentativo di fargli capire che è sbagliato dirle usando una forma più aggressiva lo porterebbe a dirla ancor più frequentemente: ci troviamo difronte alla loro prima ribellione.

 

bimbo-dice-parolacce

 

Come dire… iniziano presto!

 Non è bello sentire un adulto che nel parlare usa vocaboli volgari, figuriamoci quando appaiono sulle labbra di un angioletto ma purtroppo per quanto ne sia contraria, è anche doveroso ammettere che le cosiddette parolacce fanno parte del normale linguaggio di adulti e bambini e che purtroppo non si può impedire che arrivino alle orecchie del nostro pargoletto ma forse solo sperare che crescendo piano piano imparino che non è bello dirle e siano proprio loro stessi ad allontanarle dalla loro boccuccia.

 

26 Feb

Lo yoga in gravidanza

Pubblicato in Mamma

Con il termine sostantivo maschile sanscrito Yoga nella terminologia delle religioni originarie dell'India s’indicano le pratiche ascetiche e meditative, spesso si associa lo yoga a una pratica fisica, una ginnastica, ma in realtà detto in maniera semplice senza andare a tirare fuori cose strane, lo yoga e una tecnica che consente attraverso appunto gli esercizi insegnati dallo yogi, il congiungimento del corpo, della mente e dell'anima con Dio per ritrovare il nostro vero IO.

Ovviamente la mia è una spiegazione molto ristretta dello yoga, 1) perché spiegare in termini specifici cosa sia è abbastanza complicato e non sono io la persona giusta per farlo, 2) perché in quest’articolo più che altro volevo parlare della mia esperienza con lo yoga durante la mia gravidanza.
Per chi comunque ha voglia di conoscere meglio lo yoga posso tranquillamente consigliare questi tre libri che oltre a dare spiegazioni in maniera ottimale, avvicinano il curioso (al inizio si fanno le cose proprio per curiosità) alla pratica della disciplina:
Vivere lo Yoga – La dieta dell’Illuminazione - di Sharon Gannon
La Dimensione dell'anima nello Yoga- Fondamenti pratici per un percorso di esercizio spirituale - di Heinz Grill.
La Pratica Individuale Sequenze e Temperamento – di Alberto Stipo
Tornando invece a noi, non ricordo quando mi sono avvicinata allo yoga, ero una ragazzina, incuriosita e alla ricerca di me stessa o come si voglia dire del mio IO interiore…e cascasse il mondo non vi era mattina senza che io iniziassi la giornata con il saluto al sole e non vi era sera, dove non eseguissi il saluto alla luna.
Durante la gravidanza ho continuato ovviamente a praticare lo yoga in un centro della mia città, seguendolo per tutti i nove mesi, negli ultimi tre le lezioni erano solo legate ovviamente alla pratica della respirazione: devo dire che per me, che sono una persona molto emotiva e un po’ ansiosa, questo corso mi ha aiutato moltissimo.

 

yoga-gravidanza


In qualsiasi centro dove si pratichi lo yoga, ci sono corsi creati apposta per le donne in dolce attesa, dove si praticano semplici e armonici esercizi tra cui quello legato alla respirazione, quest’ultimo davvero importante durante il parto, inoltre lo yoga allevia dolori legati alla costrizione di una postura diversa obbligata dal pancione, tonifica ed elimina fastidiosi gonfiori.
Anche in gravidanza bisogna essere attive, è enormemente sbagliato pensare che quando si sia incinta bisogna solo riposare magari stando sul divano o nel lettone h24… almeno che questo non sia richiesto dal ginecologo per via di problemi di salute, questo tipo di atteggiamento rischia solo di portare problemi durante il parto.
Non bisogna mai però fare o provare il fai da te, perché se è vero che in uno stato di salute normale si possono fare anche gli esercizi da soli… in gravidanza assolutamente no, bisogna sempre intraprendere una qualsiasi attività solo dopo aver consultato il ginecologo, il medico curante e l’ostetrica.

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25 Feb

La televisione e i bambini

Pubblicato in Mamma

Non demonizzare, ma utilizzare in maniera corretta.

Quando i bambini iniziano a crescere, nella loro vita arriva un amico di giochi nuovo, un compagno silenzioso, colorato, divertente perché pieno di cose da vedere che incuriosiscono: sto parlando della televisione.
Devo essere sincera, non sono un amante di quest’oggetto, quindi raramente lo accendo durante il giorno, preferisco che il mio bimbo passi il suo tempo diversamente: giocando all’aria aperta con qualche amichetto per esempio, ma anche lui ha fatto la conoscenza della tv e durante il pomeriggio qualche volta mi fa la richiesta di stare in sua compagnia per qualche minuto.

 


Ecco che allora insieme ci mettiamo seduti sul divano o sul tappetone colorato e guardiamo uno dei suoi cartoni preferiti che ovviamente conosce a memoria… dico spesso che potrebbe quasi tranquillamente recitarlo lui.
Quando si parla del ruolo della televisione nella vita dei bambini, se ne parla sempre in modo molto negativo, vedendolo come strumento di abbandono, di disinteresse, di non comunicazione all’interno della famiglia.
Opportuno nella vita è imparare a usare il buon senso in ogni situazione, inutile quasi dire che è assolutamente sbagliato e diseducativo lasciare un bimbo davanti alla televisione accesa facendogli vedere immagini colorate a gogo diventando quindi la stessa una sorta di baby-sitter o di genitore sostitutivo: anche se si è stanchi o magari presi dai mille problemi o problematiche della vita, come il lavoro, i soldi o la casa… un atteggiamento simile è cosa assolutamente da evitare, non solo per il bambino, ma anche per noi mamme e papà che andremo a perdere mille attimi preziosissimi della vita dei nostri adorati cuccioletti, attimi che poi non torneranno mai più, attimi di sorrisi meravigliosi, faccette buffe, o paroline dette…
Altra cosa a cui dobbiamo pensare sono le scene negative a cui il nostro bimbetto potrebbe assistere: la televisione è fatta di mille immagini e in queste mille immagini vi si può trovare di tutto, è vista per il mondo… e nel mondo ci sono milioni di persone, così com’è sbagliato impedire la trasmissione di certi programmi, è altrettanto sbagliato pensare che la televisione o meglio chi la fa si metta al posto dei genitori e quindi prenda il ruolo di educatore nella società scegliendo cosa è giusto o no al nostro posto.
Sta a noi genitori impostare il ruolo di tale strumento nella vita dei nostri bambini e usarlo nel bene e non nel male, oggi poi siamo molto più fortunati rispetto al passato perché ci sono modi creati apposta per controllare cosa possono guardare i nostri figli attraverso per esempio il parental control, servizio che permette ai genitori di selezionare ciò che il bambino può vedere.
Nell’era dei media dove stiamo andando verso il tutto informatizzato, dove per avere un’informazione, non ci muoviamo da casa, dove persino le amicizie o i matrimoni nascono e crescono dietro a un pc… vuoi che i bambini non imparino ben presto l’amore della televisione?
Credo che invece di demonizzarla, noi adulti dovremmo imparare a usarla come mezzo di comunicazione e di rilassamento, ritagliandosi quel tot di minuti per guardarsi con la mamma, o con tutta la famiglia , un cartone animato o un film, per crescere insieme e creare un momento piacevole.
Si possono per esempio alternare magari le serate e prima della nanna, una sera si ascoltano le fiabe, una sera si guarda un bel cartone della Disney e una sera si ascolta un bel po’ di musica che rilassa e favorisce la nanna.
Un buon uso non crea mai il danno.

 

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