Suyien Assandri

Suyien Assandri

Palare di se stessi non è facile, a chi lo chiede solitamente rispondo "Sono semplicemente io" ma questa formula magica ovviamente ad un estraneo non dice proprio nulla quindi direi che:

  • ho 36 anni, chiacchierona, sensibile, testarda, estremamente sincera...
  • sono mamma  del mio bellissimo Mattia nato nel 2010 che adoro, non so se sono una buona mamma io però lo spero e faccio di tutto per crescere il mio bimbo circondato di amore e armonia.
  • felicissima compagna del mio amore da 8 anni.
  • animalista stra-convinta...

Amo scrivere, un paio di anni fa sono riuscita a realizzare il mio sogno di vedere pubblicati due miei racconti brevi.

Concluderei dicendo che sono sempre pronta a nuove sfide per scoprire nuovi mondi e far crescere la mia persona sempre di più.

Una vita per i figli. 

 

Possiamo tranquillamente urlarlo a squarciagola: essere mamma è una gioia infinita ma …. Quanto lavoro!!!!!!

Dal momento in cui ci rendiamo conto di avere dentro una nuova anima si crea in noi anche la consapevolezza che la nostra vita non ci apparterrà più… qualsiasi delle nostre azioni girerà intorno al nostro futuro bimbo.

Quante di noi mamme nel periodo della gravidanza non sono state più libere di mangiare o dormire in determinate posizioni solo perché il nostro angioletto non lo desiderava? Se ponessi questa domanda in una platea di mamme, otterrei un mare di mani alzate!

Quando vengono al mondo poi, hanno il coltello dalla parte del manico, ci fanno fare tutto quello che desiderano, appena aprono gli occhietti eccoci pronti a correre su e giù da mattina a sere tra bagnetti, pannolini da cambiare, giochi, pappe, urletti, colichette, piantini  e finalmente … poi arriva la nanna…  ma per noi mica finisce li: a quel punto si ricomincia perché poi dobbiamo prenderci cura dei paparini, della casa e di tutto il resto.

Alla fine della giornata tutto quello che una mamma desidera, è crollare in un morbidoso letto, circondati da pace e tranquillità.

Diventare mamma significa rinunciare a tutto il nostro tempo: niente più dormitine speciali domenicali, piccoli ritagli di tempo per l’applicazione dello smalto sulle unghie, passeggiate in centro con l’amica a vedere le vetrine o lezioni di musica.

 Amo essere mamma perché è un’esperienza unica che riempie ogni giorno la mia anima di un amore infinito, amo il mio piccolino sopra ogni cosa al mondo e mi ritengo stra fortunata ad avere la sua presenza nella mia vita, considero il mio tesorino, l’arte perfetta, ma come tutte, passo dei momenti, dove vorrei solo staccare dalle mille attività, per avere quei cinque minuti di riposo ma poi …. So anche che passerei quei cinque minutini a non fare altro che pensare a lui, al mio piccolino, a chiedermi se sta bene… a rimpiangere quegli attimi meravigliosi che non torneranno mai più.

 

luci-ombre-essere-mamma

 

 SI! Fare la mamma è stressante, stancante, infinitamente pesante, ma poi, ammettiamolo, chi di noi vorrebbe non esserlo più?

Chi rinuncerebbe alla gioia del proprio cucciolotto?

Nessuno!!!!

Perché stanche, sfatte o con i capelli per aria basta un solo sguardo con gli occhietti furbetti del nostro amore per ricaricarci o un abbraccio e un bacino per farci sciogliere e dimenticare qualsiasi giornata pesante possiamo aver vissuto….e quando crescerà, e non avrà più bisogno del nostro tempo al cento per cento avremo sicuramente poi il modo per recuperarci totalmente.

 

22 Mar

La musica in gravidanza

Pubblicato in Mamma

Fin dal primo giorno del suo viaggio nel mondo del pancione il nostro piccolino è accompagnato da una serie di sonorità, create dal corpo della mamma: dal battito cardiaco che lo culla con la sua presenza costante al flusso sanguigno, il suono della respirazione, i borbottii intestinali... il nostro corpo crea per il bambino un vero e proprio concerto privato.

In questo particolare “Auditorium” tutto ciò che il nostro piccolo ascolta possono essere definite come vibrazioni sonore che lo accompagneranno per tutto il tempo della nostra gravidanza, coccolandolo e viziandolo; è proprio qui che nasce il suo primo contatto con la Musica.
I nove mesi della mia gravidanza sono trascorsi a suon di musica: la cosa particolare era proprio la scelta della stessa, che veniva in primo luogo fatta da me ma poi le orecchie del mio piccolo avevano sempre e comunque la meglio guidandomi nelle scelte migliori per lui.
Notavo, per esempio, che se mettevo un certo tipo di musica il mio bimbo nel pancione reagiva dando calci e pugnetti, ma appena la cambiavo, mettendo un’opera classica lui si fermava magicamente.
Questa cosa l'ho poi adottata con il mio piccolo che spesso di notte non mi lasciava dormire; infatti immancabilmente ogni sera sembrava quasi che ci fosse l’appuntamento fisso tra me e lui: verso le 21-21,30 incominciava a tirare calcioni, avevo la sensazione che fosse quasi un segnale come se volesse dirmi: “AHOO MAMMA QUAND’E’ CHE ATTACCHI UN PO’ DE MUSICA?”
I primi tempi non capivo, ma poi pensando a ciò che avevo già letto sulle sonorità e su come rilassare tutto il corpo (compreso lui ovviamente), mi sono poi organizzata: ogni sera quando andavo a letto gli mettevo le opere classiche di Mozart nel lettore cd e ci addormentavamo insieme.
Anche durante il parto ho chiesto di avere un pò di musica come sottofondo e sono stata tranquillamente ascoltata.
Avendo parlato con altre mie amiche mamme, so che in alcuni ospedali non sono molto di manica larga per quanto riguarda richieste particolari come quello di adottare al musica come effetto rilassante. Ci sono, però, molti altri ospedali dove invece non vengono creati problemi, perché danno precedenza alla tranquillità della mamma e del bimbo che sta per nascere e del momento delicato che stanno per vivere entrambi.
Tempo fa ho letto che in un ospedale a Kosice Saka, città della slovacchia orientale, nelle nursery venivano messe delle cuffiette con delle sonorità molto lievi per ricreare un ambiente con le stesse coccole sonore di cui era circondato il bambino prima della sua nascita. Un idea meravigliosa oserei dire . Cosa ne pensate?

 

musica-in-gravidanza


Potrei tranquillamente consigliare a tutte le mamme che aspettano il loro bimbo, di provare a vivere esperienze sonore, incontri di movimento creativo, di prendere lezioni di musica o anche semplicemente ascoltare tanta tanta tanta tanta buona musica e, perché no, anche provare a leggere alcuni dei tanti libri in commercio che sono dedicati all’argomento, come per esempio:
Music Learning Theory di Edwin Gordon
Anche oggi la musica ha molta importanza nella vita di Mattia, fa parte della sua giornata, sia come sottofondo musicale ai suoi giochi che alle coccole mie e del suo adorato papà.
E che dire, ha anche i suoi gusti: gli piace il rap, impazzisce per Fabri Fibra e la sua “Tranne te”, si ferma all’improvviso se sente le note di “Billie Jean” o mi chiede di cantargli una delle sue canzoncine preferite come: “Mamma dammi tante coccole”.
Che si faccia ascoltare musica nel pancione usando magari la fascia musicale oppure dai primi mesi di vita, è innegabile che una corretta esposizione dei bambini alle note musicali abbia effetti positivi sul loro sviluppo.
Così come è innegabile che la musica in gravidanza serve a rilassare la mamma nei momenti difficili che si possono passare.
Nonostante tutto la scienza però non è completamente concorde con quanto detto in quanto uno studio del NICHD (The Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development), dice che il feto nella placenta si troverebbe in una sorta di isolamento acustico che ne impedirebbe, se non completamente l'ascolto, almeno la chiara percezione dei suoni.... era giusto dire anche questo.

 

21 Mar

Quando il gioco si fa sano

Pubblicato in Mamma

Ecco perché sceglierli

Il compito dei bambini è giocare per crescere… il compito dei genitori è fornirgli i mezzi per giocare con cui sviluppare e crescere.
Oggi esistono sul mercato milioni di giocattoli, i commercianti li mettono un po’ dovunque per vendere: normalissimo vedere scene dove la mamma entra nel supermercatino di alimentari sotto casa che non vende null’altro che alimenti, ma che vicino alla cassa ha quel piccolo espositore di giocattoli, i classici giochi spazzatura o che io chiamo acchiappa capricci poiché il bimbetto in questione appena li vede, li indica e al no della mamma... inizia a urlare finché l’acquisto non viene effettuato.
Bisogna però fare molta attenzione alla provenienza dei giocattoli perché si trova di tutto e con tutto, intendo anche purtroppo giocattoli di dubbia provenienza sia per la qualità del gioco con il rischio di parti che possono rompersi ed essere ingerite o peggio ancora per la sua composizione: contenendo magari sostanze chimiche talvolta tossiche.
Da brava super mamma sono molto attenta a quello che do per giocare al mio piccolino Mattia, leggo con cura tutte le etichette e prima di tutto guardo che vi sia la marcatura CE, obbligatoria, quindi quando non ce, meglio lascare perdere e sopportare un po’ di capricci.
Da un paio di mesi mi sono avvicinata ai giochi ecologici che se visti sotto una certa ottica danno una maggiore sicurezza a noi mamme su quello che maneggiano i nostri tesorucci.
Possiamo trovare giochi di gomma naturale, legno naturale, cotone organico, plastica riciclata, e sono moltissimi i marchi che si avvicinano alla produzione di giocattoli ecologici: Eitech, Green Toys, Boikido, Playmais, Milani Wood, Momoll.
Si possono trovare giocattoli adatti a tutte le età, dallo zero ai dodici anni, come sonaglini per neonati, Dodo per bambini, bambole morbide di cotone naturale, macchinine di legno, mattoncini in cotto e cemento di mais o anche giochi tradizionali rivisitati nel design, come lo shangai, il cono “acchiappa pallina” o il domino.

 


Un occhio di riguardo queste aziende lo tengono anche per gli imballaggi e affini… ottenuti sempre da materiale riciclato o materiale naturale.
Insomma un modo per salvaguardare la salute dei nostri bambini e anche del pianeta.
Pensateci al momento di fare un nuovo acquisto per i vostri pupetti.

 

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La colazione, lo spuntino di metà mattina, così come la merenda, sono pasti fondamentali per i bimbetti e non solo; per restare in buona salute e forma non bisognerebbe mai saltarli.

Ho sempre pensato che alternare i sapori e i cibi sia un modo per aiutare i bimbi a non annoiarsi, grande problema di noi mamme che spesso li vediamo davanti alla tazza di latte con i biscotti o alla solita frutta, non avere voglia di mangiare .
Capita anche a me, nonostante Mattia sia un mangione, che non abbia voglia del latte, quindi mi sono messa alla ricerca di ricette per poter alternare i suoi pasti.
Ho trovato delle ricettine buonissime e ho pensato di scrivervele qui, sono velocissime da fare e sono sicura che saranno molto gradite da tutti i bimbi e, se per caso amano di più il salato del dolce, si possono dare tranquillamente anche a colazione accompagnati da un bicchiere di latte.

 

Mini cornetti al prosciutto

 

Mettete in una terrina 100 grammi di farina, 100 grammi di fontina grattugiata, un tuorlo d’uovo, due cucchiaini di lievito in polvere, sessanta grammi di burro ammorbidito a temperatura ambiente e una presa di sale.
Lavorate gli ingredienti con un cucchiaio di legno e in seguito con le mani fino a ottenere un composto sodo e liscio, dopodiché stendete la sfoglia e con una rotella o un coltello ritagliate dei quadrati più o meno di otto centimetri.
Tritate 100 grammi di prosciutto cotto e appoggiate sull’angolo di ogni quadratino di sfoglia, un cucchiaino di prosciutto, dopodiché, partendo proprio dall’angolo con il prosciutto arrotolate la sfoglia su se stessa fino a ottenere un cornetto.
Imburrate e infarinate (cosa importantissima perché così non si attaccheranno) una piastra da forno, metteteli sopra tenendoli distanti un paio di centimetri uno dall’altro e fate cuocere per circa quindici minuti con il forno a temperatura di 160 gradi.
Si ottengono una decina di cornetti che possono essere tenuti in frigo, per poi essere consumati nei due giorni successivi per la colazione di tutta la famiglia…

I bambini ne vanno matti ma anche gli adulti eh.

 

 

Torta salata


Come la torta, tra l’altro buonissima, sette vasetti, per preparare questa torta salata si usa il vasetto dello yogurt per calcolare la quantità degli ingredienti necessari: è tutto quindi molto più semplice.
Mettere in una terrina tre vasetti di farina bianca, tre uova medie, un vasetto di yogurt bianco intero preferibilmente non zuccherato, un vasetto di olio di semi, un vasetto di parmigiano grattugiato, una presa di sale, se si vuole un cucchiaio di erbe aromatiche a piacere (io uso l’origano e l’erba cipollina) e una bustina di lievito in polvere per torte salate.
Amalgamate bene tutto e quando il composto è ben omogeneo, uniamo anche 150 grammi di prosciutto cotto tagliato a cubetti piccoli.
Versate poi tutto in uno stampo da dolce in precedenza imburrato e infarinato e cuocere in forno a 180 gradi per quaranta minuti circa.
Si può mangiare calda, intiepidita nel fornetto o fredda.


Non mi resta che dirvi : “ BUONA PAPPA A TUTTI”.

 

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