Susanna Giordani

Susanna Giordani

Chi ancora crede ai vecchi stereotipi (spesso di natura sessista) che volevano le donne poco “tech friendly”, ben farebbe a dare uno sguardo in giro; noterebbe che un po' tutto l’universo femminile sta facendo propria questa invasione di accessori e device hi-tech, un’invasione vissuta come se fosse parte di una moda. Un’invasione che ritroviamo lungo tutte le nostre giornate; da quando ci svegliamo e controlliamo lo smartphone per vedere se ci sono messaggi su Whatsapp a quando la sera salutiamo il mondo con un “buonanotte” su Facebook ed andiamo a dormire.

 

Se queste sono nuove abitudini che è possibile percepire anche da una analisi più superficiale, ce ne sono di altre, altrettanto radicate, ma forse meno visibili che stanno andando a cambiare modi di fare che mai avremmo pensato di modificare. Abitudini come quelle legate allo studio. Non è un segreto il fatto che un po’ tutto l’orizzonte scuola sta sposando le ultime tendenze tecnologiche del momento. Su quest’onda, si stanno ad esempio sviluppando gli atenei telematici. Cosa sono? Per spiegarlo può essere utile un esempio. Supponete di essere iscritti ad una università privata di Milano, ma di poter seguire le lezioni, che ogni giorno si tengono in aula, rimanendo a casa vostra, anche dall’altra parte dell’Italia. Vi sembra impossibile?

 

 

Con atenei online come questo non lo è, perché a tutti gli studenti è data facoltà di scegliere come meglio organizzare le proprie giornate, e la propria vita in generale. Chi vuole e chi può recarsi in aula per seguire le lezioni, gli altri le potranno vedere registrate in streaming comodamente dal divano di casa loro.

Futuristico? Forse. Eppure le università online sono solo parte di una più ampia rivoluzione in atto nel mondo dell’istruzione e che ad esempio nelle scuole primarie e secondarie ha portato all’introduzione di nuovi sistemi di insegnamento avanzati come la Lavagna Interattiva Multimediale per i docenti ed i tablet per i ragazzi.