Una specialità asiatica. 

Siete mai andate al ristorante cinese??? Io lo adoro e quando vado prendo sempre il
Toast di gamberi, cosi mi sono messa a cercare la ricettina, devo dire che è fantastica meglio di
quella del ristorante. Gli ingredienti sono pochi ed è veramente facile da preparare... Ecco come si
fa:

Ingredienti
250 g di gamberetti precotti
1 cipolla piccola
1 cucchiaino di salsa di soia
1 albume d’uovo
4 fette di pane in cassetta
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

 

ricetta-toast-gamberi


Preparazione
Mettiamo in un mixer i gamberetti con la cipolla, un pizzico di sale e frulliamo bene il tutto, poi
versiamo il composto in una ciotola e aggiungiamo 1 cucchiaino di salsa di soia e l'albume
dell'uovo sbattuto.
Spalmiamo la crema su 4 fette di pane in cassetta, spolveriamo con semi di sesamo e tagliamo le
fette in triangoli. Ora scaldiamo 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva in una padella wok e
friggiamo i toast immergendoli delicatamente.
Serviamoli ben caldi asciugandoli prima su carta da cucina.

 

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Il locale innovativo tra locali tradizionali. 

Ci vuole molta determinazione per scegliere di aprire un locale vegetariano a Grottaferrata. Per tradizione, i Castelli Romani sono patria di fraschette, trattorie che espongono salami appesi a vecchie travi di legno e ristoranti di charme noti per servire piatti a base di carne e pesce. Quindi, direi di aggiungere alla determinazione anche una buona dose di coraggio e di credo, che hanno contribuito, tutti insieme, al raggiungimento di un ottimo risultato: il Ristorante Prato di Sopra. E quando le cose sono fatte bene, si vedono e funzionano. Il locale, d’angolo, in una stradina interna del paese, è accogliente e curato nei particolari. Una vecchia credenza verde pastello, ruba l’attenzione al bianco delle pareti, alle tonalità del legno, sporadicamente sparse qua e là, e al grigio chiaro delle sedie impagliate. Complimenti a Daniele e Francesco, i due soci di questo carinissimo e nuovissimo ristorante vegetariano, nato il 18 giugno del 2012, allo chef Andrea Camagna e a Stefano, commis di cucina e fratello di Daniele. Loro sono lo staff che ogni giorno, solo la sera ma la domenica anche a pranzo, si adopera per dare al ristorante la giusta atmosfera e creare piatti gustosi, originali ed eticamente corretti. Ogni giorno fanno la spesa a km 0, nei dintorni del locale, tra produzioni artigianali di pasta, vecchi forni e antichi casali divenuti aziende agricole. La materia prima, trasformata nella cucina di Prato di Sopra, è biologica al 70% e il 100% della stessa è controllato e selezionato, rigorosamente, seguendo il ciclo produttivo stagionale. Sul menu, piatti vegetariani e vegani si alternano dinamicamente, proponendo pietanze sempre diverse. E’ facile pure trovare, tra un piatto e l’altro, valide scelte per chi ha problemi di intolleranze alimentari. Le birre sono artigianali e quasi tutte italiane, così come il vino, all’80% biologico, laziale e soprattutto dei Castelli Romani. “ Molti dei nostri clienti sono del posto” – mi dice Daniele – “E in massima parte donne”. Sorrido e mi complimento anche per questo. In un locale gestito da quattro uomini, non è male avere ai tavoli più ospiti in ‘rosa’. Battuta a parte, forse, la maggiore frequentazione femminile, di questo locale come di altri simili, è dovuta al fatto che parte dell’universo ‘uomo’ è ancora frenato da una cultura tradizionalmente onnivora, che associa il consumo di proteine animali alla mascolinità. Comunque, uomini o donne, la sana ed eticamente corretta alimentazione VEGetariANA accoglie felicemente tutti, proponendo sapori alternativi, innovativi, gustosi e decisamente buoni … bisogna solo avere il desiderio di cambiare ogni tanto per mangiare cose diverse dal solito. Continua a dirmi Daniele: “La cucina vegetariana bisogna scoprirla. Si deve essere spinti dalla curiosità e dalla voglia di ricercare realtà nascoste”.  L’esperienza poi, ne sono certa, almeno al Ristorante Vegetariano Prato di Sopra, sarà positiva per tutti.    

 

polpette-tofu-okara

 

Polpette di Tofu e Okara con Maionese vegana 

Ingredienti per 10 polpette:

- 200 cl di latte di soia;

- 4 gr di sale fino;

- 1 limone;

- 260 cl di olio di semi;

- 60 cl di olio extra vergine d’oliva;

- 1 pizzico di curry;

- 325 gr di tofu morbido;

- 2 cucchiai di salsa di soia (tipo Kikkoman);

- 300 gr di okara (bucce di fagioli di soia);

- insalatina di campagna.

Maionese vegana:

mettere 200 cl di latte di soia in un contenitore, aggiungere 4 gr di sale fino e 2 cucchiai di succo di limone. A parte, unire prima l’olio di semi con l’olio extravergine d’oliva nelle seguenti proporzioni: 260 cl di olio di semi e 60 cl di olio e.v.o. e montarlo poi con il latte (versare l’olio a filo).  Quando si sarà ottenuta una massa di consistenza simile a quella della maionese, aggiungere un pizzico di curry e mescolare il tutto.

Polpette:

In un contenitore capiente versare 325 gr di tofu, due cucchiai di salsa di soia, due prese di sale e 300 gr di okara. Amalgamare fini a ottenere un impasto liscio e morbido al tatto. Formare 10 polpettine di circa 3 cm di diametro e friggerle in abbondante olio di arachidi. Asciugarle poi nell’apposita carta assorbente e servirle insieme alla maionese e all’insalata.

 

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La radicata e obsoleta tradizione di uccidere l'agnello per celebrare la vita. 

Ahimè! Forse, è più giusto scrivere ahi loro! mi riferisco ai milioni di agnelli e capretti che, per celebrare la Santa Pasqua, festa di resurrezione, di ritorno alla vita, sono puntualmente uccisi. E il fatto che siano neonati, per natura, quindi, non pronti a morire, mi lascia ancora più attonita e, lo scrivo, indignata. Saranno di certo turbati anche quanti la Pasqua la festeggiano, ugualmente, con lo spirito cristiano, senza servire però un lauto banchetto a base di piccolo ovino con ancora il ciuccio in bocca. Tolti alle loro mamme, che continuano a chiamarli per almeno dodici ore, prima di arrendersi all’evidenza che non li ritroveranno mai più, sono caricati e stipati nei mezzi di trasporto e portati nei luoghi di mattanza. Luoghi nascosti, per carità! Nessuno deve vedere e sentire. E qui mi viene in mente un triste paragone … lascio perdere il paragone, mi limito a citare Linda McCartney: “ Se i mattatoi avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”, anche Lev Tolstoj l’ha detto. Ai più, infatti, per riuscire a mangiare la carne, è necessario non vedere né avere troppa coscienza di ciò che accade tra quelle quattro mura non di vetro. Lì, nei mattatoi, i piccoletti sono immobilizzati, sgozzati e fatti dissanguare lentamente, affinché la carne sia più bianca, tenera, appetibile e acquistabile. Soprattutto acquistabile. Consumare l’agnello o il capretto significa comprarlo e dunque essere, indirettamente, esecutori, no, direttamente incoraggiatori della mattanza. Le regioni che detengono il triste primato di ovini uccisi sono la Sardegna e il Lazio, seguono la Puglia, Campania e Toscana. Si calcola che gli agnelli che perderanno o hanno già perso la vita in questo periodo dell’anno sono circa 4 milioni, di questi, 2,5 milioni provengono da allevamenti e macelli italiani, 1,5 milioni dall’estero, in forma di carne congelata. Li potremo vedere appesi ai ganci nelle rivendite sotto casa o impacchettati, con rametto di rosmarino, nei banchi frigo dei supermercati. Fortunatamente, non tutti scelgono l’agnellino e sì, a tavola portano le patate arrosto, ma a fare da contorno a un altro menu. Due famiglie su dieci, infatti, stando ai dati forniti dalla LAV, sono a favore di una Pasqua francescana senza carne e non incoraggiano, per questo, l’obsoleta uccisione, ogni primavera, di migliaia di “batuffoli” appena nati.

Per me la vita di un agnello non è meno preziosa di quella di un uomo. Sarei restio ad ammazzare un agnello per sostenere il corpo umano. Trovo che più una creatura è indifesa e più ha il diritto di essere protetta dall’uomo dalla crudeltà degli altri uomini. Ghandi

 

Per questa occasione, oltre alla nostra ricetta Veg, vi segnalo il sito di cambiamenu, dove troverete un ottimo suggerimento per realizzare un pranzo pasquale senza carne.

https://www.cambiamenu.it/menu/A-Pasqua-scegli-di-Cambiare-Menu

 

Mopur all'arancia.

 

Mopur-arancia-ricettaveg

 

Ricetta suggerita da Gaia.bio 

Ingredienti per 4 persone:
400gr. Mopur
1 pugno di Uvetta sultanina

2 Arance
Semi di zucca, sesamo, girasole, finocchio
Paprika

Erbe fresche
Olio e.v. d'oliva
Sale q.b.

Insalata secondo stagione

Germogli freschi (meglio se autoprodotti)

Procedimento:

 

Tagliare il Mopur a strisce sottili, spessore circa 2 mm, e saltarlo in padella con l'olio aggiungendo poi le erbe fresche e l'uva sultanina in precedenza ammollata in acqua tiepida.

Salare q.b., aggiungere un pizzico di Paprika e sfumare con il succo delle arance precedentemente spremute.
Disporre nel piatto da portata e aggiungere i semi, un po' di scorza di arancia grattugiata (solo se da Agr. Biologica) e decorare con qualche erba fresca.
Accompagnare con dell'insalata di stagione e germogli.

 

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29 Mar

Ricette Pasquali

Pubblicato in Cucina

Tra pochi giorni si festeggia la Santa Pasqua e cosi ho deciso di condividere con voi qualche ricettina del mio menù di pasqua per quest'hanno...
Iniziamo con la torta Pasqualina che solitamente è fatta con gli spinaci, ma in questo caso la prepariamo con i carciofi, risulterà molto più saporita...

 

Gli ingredienti sono:


2 rotoli di pasta sfoglia
7 carciofi
7 uova + 1 tuorlo
1 cipolla
1/2 bicchiere di marsala secco
50 g di parmigiano
q.b. olio
q.b. sale
q.b. noce moscata


Preparazione


Affettiamo sottilmente i carciofi e li cuociamo con la cipolla in padella con qualche cucchiaiata di acqua. A metà cottura aggiungiamo il marsala, il sale e la noce moscata. Una volta che sarà raffreddato aggiungiamo 1 uovo e il parmigiano.
Ora prendiamo il primo rotolo di pasta sfoglia e lo stendiamo nella tortiera, versiamo il composto e formiamo delle piccole buche dove adageremo le uova ,aperte prima in un piattino per evitare bucce. Copriamo con l'altra pasta sfoglia e la spennelliamo con un tuorlo d'uovo.
Cuociamo a 180° per 25minuti a forno statico.
Con queste quantità uscirà una torta per almeno 10 persone.

 

 

Bruschette con asparagi e uova di quaglia


1 mazzo di asparagi
1 fetta di pane a testa
1 ovetto di quaglia a testa 1 spicchio d'aglio
olio, sale, pepe


Questa ricettina è davvero semplice, per prima cosa dobbiamo far dorare il pane al forno per qualche minuto, poi prendiamo gli asparagi li puliamo e li tagliamo bastoncini lunghi circa 5cm, li facciamo sbollentare per qualche minuto dopodiché li facciamo insaporire in padella con uno spicchio d'aglio in modo che l'acqua si asciughi e che prendano un buon sapore.
Ora assembliamo le bruschette: prendiamo una fetta di pane ci mettiamo sopra gli asparagi, facciamo un piccolo buchino al centro e ci inseriamo l'uovo di quaglia sgusciato e condito con un po' di sale e pepe, ora facendo attenzione mettiamo le fatte di pane sotto il grill giusto il tempo per far cuocere un po' l'uovo, state attenti a non farlo cuocere troppo altrimenti risulterà sodo e si seccherà il tutto.

 

 

Lasagne con i carciofi


6 carciofi
250g di lasagne pronte 200 g robiola
100 g di pinoli
100 g di grana
aglio
scorza di limone
sale e pepe


Puliamo i carciofi e tagliamoli a fettine sottili, cuociamoli in una padella con un spicchio d'aglio e un filo d'olio. Una volta cotti aggiungiamo un po' di pepe e scorza di limone grattugiata. Sistemiamo su una pirofila un filo d'olio e adagiamoci il primo strato di sfoglia ricopriamolo con un po' di carciofi, qualche ciuffetto di robiola, una manciata di pinoli e una spolverata di grana continuiamo gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti.
Cuociamo a 200° per 20 minuti.

 

 

Torta di carote

 

300 g di mandorle sgusciate, 4 uova
300 g di zucchero
3 cucchiai di farina
300 g di carote pelate e grattugiate la scorza grattugiata di 1 limone un goccio di succo di limone.
Mettiamo nel frullatore le mandorle sgusciate e tritiamole. Prendiamo le uova e separiamo i tuorli dagli albumi. Lavoriamo bene lo zucchero insieme ai tuorli, uniamo la farina, le carote, le mandorle tritate, la scorza grattugiata del limone e mescoliamo bene il tutto.
Ora montiamo gli albumi con un goccio di succo di limone, e li uniamo delicatamente al composto. Versiamo il composto in una tortiera foderata con carta forno e inforniamo (forno preriscaldato) a 180° per 45-50 minuti.
Questa torta è molto indicata per la pasqua perché è buona e non troppo pesante, e poi ricorda il connubio... carote, coniglietto pasquale... con lo stesso impasto potete fare anche dei carinissimi cup cakes da ricoprire con della pasta di zucchero bianca e delle carotine confetto.

 

Buona Pasqua a tutti.

 

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Gli asparagi regnano sovrani sulle tavole a primavera. Moltissime sono le declinazioni culinarie per questo ortaggio che, se di per sé non ha un gusto prorompente, conquista il palato quando abbinato con originalità e gusto.
Oggi vediamo come un primo semplicissimo, a base di asparagi, possa costituire tanta parte di un pranzo pasquale (all’insegna della leggerezza… senza miseria, però!) o una cena informale, o anche una domenica in famiglia. Pochi ingredienti ma risultati considerevoli!

 

Pasta con asparagi delicati

 

Ingredienti per circa tre persone:


• 275- 300 g pasta corta/lunga (farfalle, l’ideale, anche se per il mio pranzetto di Pasqua ho utilizzato i rigatoni, uno dei miei formati di pasta preferiti!);
• 1 mazzo di asparagi freschi (circa mezzo kg);
• 40- 50 g ricotta vaccina;
• Grana grattugiato a volontà;
• Cipolla e olio per un soffittino

 


Preparazione


Laviamo e puliamo gli asparagi eliminando le parti più filacciose e meno gustose. Tagliamo gli asparagi a tocchetti e poniamoli in un tegame antiaderente in cui avremo fatto imbiondire un po’ di cipolla (ho usato quella surgelata) in qualche cucchiaiata di olio (olio e quantità di cipolla a piacere, io vado sempre a occhio).
Lasciamo cuocere gli asparagi fino a che non si saranno bene inteneriti. A fuoco spento aggiungiamo la ricotta, e mescoliamo.
Nel frattempo lessiamo la pasta in abbondante acqua salata, e aggiungiamo poca acqua di cottura agli asparagi precedentemente preparati per “pasticciarli” un po’, se il condimento con la ricotta dovesse risultare troppo denso.
Scoliamo la pasta e uniamola al sughetto di asparagi e ricotta, mescolando energicamente e amalgamando tutto.
Aggiungiamo un’abbondante grattugiata di parmigiano et voilà!
Se volessimo arricchire il piatto per renderlo un po’ più… Carnivoro, potremmo aggiungervi dello speck a listarelle, o del prosciutto crudo, o della pancetta affumicata a cubetti… Ancora più gustoso!
Ho fornito delle quantità di massima per gli ingredienti, in base alla mia preparazione e al mio gusto, dipende sempre da quanto preferiamo che la pasta sia condita, cremosa e saporita, e da quanto siamo… Capienti, ovviamente.

 

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