La Corte di Cassazione ha ANNULLATO la sentenza di assoluzione riguardante Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese uccisa il 2 Novembre 2007 a Perugia. 

E' stato quindi accolto il ricorso del Procuratore Generale che aveva chiesto l'annulamento della sentenza a causa di "un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità" dove "il giudice ha perso la bussola, frantumando gli elementi indiziari". La Knox e Sollecito erano stati condannati in primo grado a 25 e 26 anni di reclusione, prima di essere assolti in appello perché "il fatto non sussiste".

Ricordiamo che al momento l'unico condannato è Rudy Guede, incastrato da un'impronta insaguinata vicino al corpo di Meredith, che sta scontando una pena di 16 anni di reclusione, in seguito a rito abbreviato, nel carcere di Viterbo. 

Amanda Knox, che dagli Usa continua a processare la sua innocenza, è stata anche condannata a 3 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, da lei accusato dell'omicidio, condanna che tuttavia ha già scontato. 

 

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Alla lettura della sentenza non erano presente nemmeno Raffaele Sollecito (oggi 29 enne) che tramite i suoi avvocati si dice "deluso", mentre Francesco Maresca, l'avvocato della famiglia Kercher, si è limitato a rispondere ai cronisti con un pugno alzato in segno di vittoria.

In Usa la notizia è diventata subito "breaking news" sulle principali reti, vestendosi di aggettivi che vanno da "incredibile" a "sensazionale". C'è da dire che in patria, la Knox è stata vista squasi empre come la ragazza innocente e sfortunata ad incappare nelle reti di una giustizia poco funzionante come quella Italiana...

Si aggiunge quindi un nuovo colpo di scena ad una vicenda che si è caratterizzata da subito per le calunnie e i dubbi riguardanti le varie persone coinvolte. La strada per la giustizia parte da un nuovo processo che si terrà a Firenze e che ci auguriamo abbia tempi più brevi e sentenze più certe.