Negli ultimi decenni per il genere femminile é molto meno difficile dare certezza dei propri mezzi e trovare lo spazio in cui allocare le potenzialità ed esprimerle. Certamente quote rosa a parte e perbenismo smielato non garantiscono alle donne di conquistare posti senza dubbi, domande, critiche e complimenti. Ma statistica e realtà danno ragione al mondo delle donne: sono migliori dell’uomo e riescono ad essere produttive e risolutive molto più dei loro colleghi maschi in qualsiasi campo. Sono loro gli esseri multitasking della nostra epoca. Probabilmente lo sono da sempre.

 

 

A convalidare questa affermazione sono i recenti studi a Londra sul quoziente intellettivo. Gli studi iniziati già negli anni ottanta ed effettuati dallo scienziato e psicologo James Flynn, carica mondiale in merito, hanno visto crescere l’ingegno del gentil sesso soprattutto nei Paesi occidentali, lì dove la parità dei sessi è raggiunta o quasi. E il sorpasso si ha ormai in larga scala coinvolgendo anche paesi come l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Estonia e l’Argentina. “La modernità è stata uno stimolo più per le donne che per gli uomini” sostiene il professore James Flynn.

A quanto pare questa attitudine si deve allo stress che la donna è indotta a vivere nella quotidianità e che la vede protagonista nel gioco dei ruoli: a casa, in famiglia, e al lavoro per la carriera. L’essere più libere ed autonome, districarsi continuamente tra differenti situazioni "problem solving" e svolgere più cose contemporaneamente attua la tendenza a sviluppare una maggiore intelligenza.

Non era mai accaduto: l’analisi dei test sul QI fa tagliare il traguardo ad Eva e lascia il secondo posto sul podio ad Adamo.

 

Eppure a un certo punto qualcosa succede.

Gli impegni aumentano in maniera esponenziale con il trascorrere degli anni, e noi, ormai donne multitasking in preda alla Sindrome di Wonder Woman, ci sentiamo sempre più forti.

Mai un post-it.

Mai un promemoria sul cellulare.

Mai un appunto sul calendario.

Tutto qua, stampato nella mente, come nel più sofisticato dei processori: lavoro, palestra, cena con le amiche, piscina con il figlio, estetista il martedì e il giovedì, riportare i libri in biblioteca il sabato, al cinema con il fidanzato, l'anniversario di matrimonio, il compleanno della suocera, la Laurea del figlio della vicina di casa, la visita dal ginecologo, il ragù per domani e...  

 

Finché, un bel giorno:

Ma… 

Ma non era ieri che avevo l'appuntamento per la ceretta???

Eppure 'qualcosa' avrebbe dovuto ricordarmelo.

Come ho fatto a dimenticarmelo?

Sono settimane che faccio lo scrub sotto la doccia per evitare di essere sgridata dall'estetista (che, solo per amor della precisione, ha la metà dei miei anni, eppure quando mi sgrida fa sì che io improvvisamente torni a sentirmi come quando andavo a giustificarmi dalla professoressa di matematica per scampare l'interrogazione che incombeva sulla mia testa a mo' di spada di Damocle), sarebbe bastato guardarmi un momento le gambe prima di intabarrarmi modello spedizione al Polo Sud, verificare sull'agendina (ehm… in effetti ce l'avrei anche un'agendina) che trasporto in borsa come se fosse un talismano portafortuna (della serie so che c'è ma mi guardo bene dal consultarla, ché il solo influsso positivo dovrebbe bastare), mi sono persino permessa, l'ultima volta, di criticare le persone che non si recano agli appuntamenti guardandosi bene dall'avvisare, e…

Colpita e affondata, nonché colpevole.

 

 

Ecco, arriva un momento in cui ti accorgi che la tua memoria è piena, e che siccome non basta più trasferire i dati nel cestino e dirgli 'svuota', ti devi rassegnare all'ineluttabile: 

- la lavagnetta?

- I post-it trattenuti dai magneti sul frigorifero?

- I memo sul cellulare?

- Il calendario appeso in cucina del tutto simile a quello per il quale sono anni che prendi in giro tua madre?

- Una sveglietta che ogni giorno ti ricordi di consultare l'agenda?

 

Si accettano suggerimenti creativi.

Io, mestamente, mi preparo per andare a fare la ceretta di recupero.

 

Le donne hanno bisogno di dormire di più rispetto ai maschietti. Una ricerca, infatti, mette in evidenza la verità secondo cui noi donne avremmo bisogno di più riposo rispetto ai maschietti perché siamo abituate a svolgere più compiti contemporaneamente. Il risultato è che ci stanchiamo più facilmente.


Rispetto ai compagni, le donne sono più 'multitasking' e quindi necessitano di maggior tempo di riposo rispetto ai maschi. Lo studio è statunitense ed è stato condotto all'università di Duke, nella Carolina del Nord. 
 
Anzi, ad onor del vero, sembra che la mancanza di sonno nelle donne sia molto dannosa e possa anche essere all'origine di depressione e repentini cambi di umore. Il sonno permette al cervello di recuperare energia e di autoripararsi. Se non è possibile dormire, gli scienziati consigliano la siesta: parliamo di un riposino che, però, non deve andare oltre i 90 minuti per non scombussolare ritmi e far venire ancora più sonno.