Da qualche tempo, nel web, spopola letteralmente un blog ideato e curato dalla giornalista Sabina Cuccaro, con un nome che è tutto un programma "Sex And Rome". Incuriosite da tanto clamore abbiamo contattato Sabina per una intervista in esclusiva.


Sabina, come è nata l’idea del tuo sito?
Devo ammettere che “Sex and Rome” è ‘spodoratamente’ ispirato a “Sex and the City”. Ho pensato di creare un luogo dove poter parlare di sesso in maniera glamour, ironica e divertente, sdoganando il concetto di sesso dal porno.

 

Un’impresa non semplice…
Non semplice, ma possibile. E i risultati mi danno ragione. “Sex and Rome” è diventato un portale di riferimento per tutte le donne che vogliono vivere il quotidiano con più leggerezza, non dimenticandosi che anche l’eros è un gioco.


Gioco sì, ma tu dai anche dei consigli seri sul sesso e sui rapporti uomo-donna?
Bè si, cerco di unire la sessuologia e la psicologia con la realtà spicciola che ogni giorno affrontiamo, cercando di far capire alle donne l’universo maschile che per noi è un vero e proprio “Carneade”. Semplificando, possiamo dire che do consigli su come conquistare un uomo e soprattutto come tenerselo!

 

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Sembra che ce ne sia parecchio bisogno, visto il successo del tuo blog.
Sicuramente i rapporti tra uomo e donna si sono molto complicati. Nell’era 2.0 abbiamo tutte bisogno della nostra indipendenza, dei nostri spazi: risulta sicuramente più semplice essere single. Nonostante questo, siamo tutte alla ricerca del grande amore.

Al di là dei tuoi suggerimenti c’è qualcuno che ti scrive in privato chiedendoti consigli?
Sì, moltissimi. Sia uomini che donne. Gli uomini mi chiedono soprattutto come comportarsi a letto, cosa piace a “lei” e come ravvivare un rapporto stantio. Le donne sono più tendenti al romantico. Mi chiedono perché lui non richiama, come comportarsi di fronte a un tradimento, cosa fare se ci piace l’uomo della nostra amica e giù di lì.

E’ questo il segreto del successo del tuo sito?
Credo che il successo sia dovuto a un mix di ingredienti: tanto lavoro, una buona dose di ironia, senza prendersi troppo sul serio. Ci tengo che il blog non risulti volgare o cada nel trash: nella vita ci vuole buongusto e io ce la metto tutta. Su “Sex and Rome” ci sono notizie che non si leggono sugli altri giornali; il sesso viene trattato con la massima eleganza. Credo, insomma, che il segreto del successo del blog sia la “qualità”.

Cosa c’è nel futuro di “Sex and Rome”?
Ci sono tantissimi progetti. Un nuovo portale, una collezione di gioielli, una rubrica con nuovi video.
Tutti ispirati a un unico filo conduttore: il piacere del gusto. Vi aspetto su www.sexandrome.it!

 

Non ci resta che augurare in bocca al lupo a Sabina per questo suo progetto che, siamo sicure, aiuterà tantissime donne ad avere un rapporto normale con il sesso. 

 

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Sarah Jessica Parker, l'amatissima Carrie Bradshaw della serie tv Sex & The City, abbandona i panni della giornalista modaiola innamorata di Big per diventare stilista della sua nuova collezione di scarpe per la primavera/estate 2014. L'attrice non ha mai nascosto di essere una shoes addicted: sul set come nella vita, è famosa la sua passione per lo stiletto firmato Manolo Blahnik, tanto che alcuni dei suoi modelli sono proprio dedicari al designer.

 

 

La firma "SJP" comprende 25 modelli che sono in vendita dal 28 febbraio sull'e-shop Nordstrom, con un costo che va dai 200 ai 500 dollari. Per le sue creazioni Sarah dice di avere preso ispirazione dalla sua vita - "dal nastro di gros grain con cui mi legavo i capelli da ragazzina ai tanti fiori che ho indossato durante le riprese di Sex and the City, fino ai classici degli anni Settanta e Ottanta che ho adorato”.

 

Nella nostra gallery potete vedere come le scarpe sono tutte molto eleganti. Si passa dai toni pastello a colori più accesi fino ad arrivare al metal; ci sono sandali, pumps, open-toe, zeppe in rafia, e le ultra-flat. Una collezione glamour, che fa del tacco l'unico grande amore.

 

Sex & the City? Il nuovo telefilm di MTV “Girls” in onda tutti i mercoledì alle 22 sembra apparentemente ricalcarne la linea.

Ma è davvero così? 

Le protagoniste sono quattro ragazze poco più che ventenni, Shoshanna, Marnie, Jessa e Hannah. In ordine riprenderebbero le ben più note Charlotte, Miranda, Samantha e Carrie.

Eppure, nonostante qualche sbrigativo accostamento dovuto più al numero delle protagoniste e alla città di ambientazione (New York) che all'effettiva somiglianza, “Girls” ha uno spirito innovativo tutto suo.

E' crudo, scottante, tanto diretto da concedersi qualche volgarità, come vuole l'assoluta schiettezza. Gli argomenti trattati sono quelli che ogni donna di oggi si presume affronti o abbia affrontato nel corso della vita: si parla di amicizia, ma finalmente priva di quell'aurea sacra e idilliaca che spesso i telefilm ci rifilano: qui si tratta di un'amicizia intrisa di vita reale, vissuta giorno per giorno, tra coinquiline giovani e precarie nella Grande Mela. Un rapporto che sfocia nell'ironia e nella sopportazione di una vita non propriamente agiata come quella di Carrie o Charlotte.

Si parla di sesso. Sesso in ogni sua forma, scritto, detto, messaggiato, etero e omosessuale. E' lo sdoganamento dei tabù perbenisti. Inoltre non si tratta più delle prime volte adolescenziali, ma di esperienze di giovani donne sessualmente attive. La peculiarità sta nel parlarne apertamente in modo del tutto naturale: ragazze che fanno sesso e ne parlano. Che si masturbano e non se ne vergognano. Che fanno sesso e non hanno pudore nel mostrare alle telecamere un seno non perfetto come quello a cui siamo abituati dai media.

Le anti-eroine si presentano quindi così, originali nella loro personalità, artefatta proprio per diventare universale: Marnie è l'unica sentimentalmente impegnata del gruppo: sta con Charlie, affettuoso e gentile tanto da trasformarsi da apparente Principe Azzurro a prevedibile routine. Marnie lo ama, ma ama anche la libertà di una vita più leggera e spensierata. Un po' come tutti.

 

 

Jessa, anti borghese fumatrice abituale di spinelli, è l'alternativa della situazione: capelli lunghi, abiti larghi e un po' bohèmien, tuttavia sempre accuratamente studiati per sembrare tali. Si crede indipendente e femme fatale.

 

 

Shoshanna è ingenua, logorroica e vergine: quest'ultimo fatto condiziona molto la sua quotidianità e il proprio modo di vedersi, facendola spesso ricorrere ad un mondo di mitizzazione di una New York irrealizzabile alla Sex and the City. 

 

Ma il personaggio più interessante è senza dubbio Hanna: bipolare, con un animo da scrittrice e un corpo morbido non come quello delle solite belle televisive. E sta qui la parte curiosa: forse non tutti sanno che il personaggio di Hanna è interpretato da Lena Dunham, regista  e produttrice dell'intero telefilm. Se riflettiamo alla scena in cui il suo pseudo-ragazzo gioca con la sua “pancetta” potrebbe risultare bizzarra, se pensiamo alla povera attrice “obbligata” a mostrare le proprie imperfezioni: ma è lei ad aver scritto le scene, lei è la prova di quel che si può definire una self-confident woman a tutti gli effetti, con una spiccata coscienza di sé, corpo e cervello un tutt'uno. 

 

 

Altra singolarità: Lena ha svariati tattoos sul suo corpo, tra cui uno ben visibile sul braccio destro: quante ragazze vediamo sul piccolo schermo con un segno distintivo così personale quale il tattoo? Sembra essere un'ulteriore prova a favore della grande personalità di un'attrice a tutto tondo. Insomma, la figura della classica “sfigata” un po' in carne che ci voleva presentare il trailer era solo una farsa. 

 

 

Girls quindi è semplicemente un telefilm “ammazza-tempo”? Forse. Ma solo se ci consegniamo nelle sue mani senza un minimo di ragionamento critico. Girls è la sdrammatizzazione del dramma di una vita precaria al giorno d'oggi fin troppo conosciuta, è la freschezza di un'ironia intrisa di frivolezza e cinismo, è lo scardinamento del parlare di malattie veneree solo in contesti seri, è il sesso vissuto come esperienza del tutto naturale 

Girls è il grottesco nell'epoca dei mass media.