Hogan è sicuramente uno dei brand più apprezzati, nel campo delle scarpe e non solo, dagli adulti, sebbene abbia anche pensato ad una collezione davvero bellissima per bambini, in vista dei mesi più freddi dell'anno.

Nel pomeriggio di ieri, mentre ero a spasso con il mio piccolino per le vie del centro di Torino, ci siamo imbattuti, entrando in una libreria, in un libro che ho acquistato subito appena i miei occhi, ne hanno visto il titolo:

 

111 trucchi per farsi ubbidire senza perdere la calma di Isabelle Leclerc.


Isabelle Leclerc, per chi non la conoscesse, è un’autrice canadese che ha pubblicato numerosissimi libri sul come educare i propri figli in modo armonioso, mantenendo un clima famigliare amorevole e soprattutto disteso.
Insomma una guida dedicata alle mamme per evitare di vederle già alle nove del mattino con i capelli sparati per aria senza bisogno di usare il gel per via delle marachelle o i mille capriccetti dei loro bimbetti adorati.
Il libro approfondisce tutte quelle delicate tappe dei bambini fino alla fase della preadolescenza partendo per esempio dalla fase del NO che penso tutte noi mamme e anche papà conosciamo molto bene, tanto per intenderci quel momento in cui i nostri angioletti, quasi intorno ai due anni, sviluppano un comportamento di opposizione nei nostri confronti e in genere anche a tutta la realtà che li circonda, rifiutando regolette o anche le semplici affermazioni dette dai cosiddetti grandi.

 

farsi-obbedire


Pratici consigli dunque per superare tutte le difficoltà che affrontiamo e che spesso ci mandano in crisi facendoci sentire non adeguate o insicure, cercando sempre di mantenere il sorriso sulle labbra, senza usare inutili castighi e minacce che comunque nel novanta per cento dei casi possono portare solo a un peggioramento del comportamento del bimbetto.
Nelle sue pagine vi possiamo trovare inoltre suggerimenti su come muoverci rispetto alle regole date ai bimbi, su come affrontare i capricci, la gelosia tra fratelli o anche per calmare l’aggressività.
Ricordandosi comunque che non esistono le mamme perfette o i genitori perfetti e che anche se ci scappa qualche urlo dopo una giornata di marachelle, corse e rincorse non siamo delle mamme cattive.
Impariamo anche a chiedere aiuto al nostro compagno quando siamo stanche: delegando un po’ del nostro compito di super mamme anche ai papà e poi ben vengano anche i libri come questo che sicuramente non cambiano la vita, ma magari qualche suggerimento su come migliorarla lo possiamo trovare scritto nelle sue pagine.

 

Potrebbe interessarti anche: E' in arrivo un fratellino.

 

13 Nov

Piccole pesti?

Pubblicato in Mamma

Ogni tanto in giro per le strade del mondo puoi vedere mamme con i capelli sparati per aria con il viso stanco e l'espressione di chi non sa proprio più che fare; perennemente alle prese con i loro piccolini che fanno capricci, urlano o nella peggiore dei casi diventano maneschi.

La domanda che dovremmo farci però è se veramente i bimbetti possono arrivare ad essere così ingestibili o se sono le mamme che sbagliano qualcosa?

Questi bambini vengono subito aditati dai loro genitori come ingestibili e monelli; ma a priori dimentichiamo che magari dovremmo essere noi a dover essere additati dai nostri bimbetti come troppo esigenti.

Molte mamme di fronte ad atteggiamenti negativi dei propri figli vanno in panico facendosi prendere da enormi sensi di colpa legati alla propria incapacità di educare chi si ama così profondamente; spesso questo è anche associato alle parole di chi magari ci sta accanto e non fa che dispensarci consigli facendoci sentire inadeguate.

Gli atteggiamenti di ribellione dei bambini invece fanno parte della normale crescita del bambino, come il periodo dei NO; dobbiamo imparare a vivere questi periodi come normali fasi della vita; con questo non dico che bisogna sottovalutare, ma chiedere consigli al pediatra che saprà, prima di tutto, tranquillizzarci e poi armarsi di tanta pazienza e di tanto amore e correggere tutti quegli atteggiamenti che riteniamo sbagliati. Nel far questo, dovremmo anche riflettere, di non esagerare in cose che sono normali all’occhio del bambino mentre per noi un pochino di meno!!!

Ci sono mamme che pretendono l'ordine nella cameretta di un bambino di 2 anni o che lo stesso non si sporchi mentre mangia. Il massimo delle pretese, è di obbligare il piccolo pargoletto a non mettere le mani per terra e di conseguenza non giocare per terra, perché il pavimento è bello lucido… e deve rimanere tale per tutta la settimana senza ombra di ditate o impronte delle manine belle impiastricciate di colori!! Ma in questo caso chi sta sbagliando?  La mamma o il bimbo?

Inutile urlare dietro al bambino tutto il giorno nella speranza di cambiare i suoi atteggiamenti, si corre solo il rischio di destabilizzare e peggiorare la soluzione; con questi atteggiamenti si rischia, non solo di peggiorare la relazione mamma/bimbo, ma sopratutto a ledere l'armonia famigliare. Meglio quindi ridimensionare le nostre esigenze e farle a norma di bambino: dare poche regole e usare con prudenza e intelligenza i no.

Le regole devono essere rispettate sempre e i no devono rimanere no sempre e comunque e non che a comodo dei genitori poi quel no piano piano diventa un bel si.

 

 

E se si vuole qualche piccolo consiglio da leggere:

  • Fate i bravi! (0-3 anni) di Lucia Rizzi (Lucia Rizzi la conosciamo un pò tutti quanti come Tata Lucia ,la dispensatrice tv di buoni consigli).
  • Essere famiglia di Lucia Rizzi
  • Amare senza viziare di Nancy Samalin.
  • Come educare i figli presto e bene di Jacqueline Bickel, Graziella Baracchini Muratorio.
  • 101 modi per diventare una super mamma. SOS bambini! di Canzi Giovanna.

Anche il mio bimbetto è vivacino, anzi diciamo più che vivacino! A priori ho sempre messo davanti l'importanza dell’avere pazienza, ha le sue regolette (sono davvero pochine); per il resto, come in tutto, so che il tempo avrà i suoi frutti e per ora porto pazienza.

 

E se non posso allattare? 

Si sa, anche perché se ne parla ovunque, l’allattamento al seno è fondamentale per il neonato, differenti sono le motivazioni, ovviamente prima fra tutte la questione alimentare visto che il latte materno racchiude in se tutti i nutrimenti necessari: ricco di sostanze come per esempio alcuni acidi grassi polinsaturi, proteine, e ferro, utili per lo sviluppo del bambino.
Attraverso di esso arriva al neonato anche una sorta di barriera che lo protegge dalle principali infezioni batteriche, ma l’allattamento al seno per il bambino è soprattutto coccole coccole coccole e rapporto con la mamma.
Almeno fino ai sei mesi laddove è possibile tutti i bambini dovrebbero essere allattati al seno e addirittura si parla di allattare fino ai due anni se non oltre.
Io purtroppo sono stata una mamma sfortunata, perché purtroppo avevo pochissimo latte, desideravo tantissimo allattare Mattia ma nulla accadeva, ho provato a usare le varie tecniche suggeritemi dall’ostetrica per farlo aumentare: tenere il bambino al seno il più a lungo possibile, tisane, massaggi, birra, ma niente di niente…
Il mio bimbo comunque cercava il seno, anche se aveva magari finito da poco di bere il latte dal biberon, che fare quindi?
Ne ho parlato con la pediatra e ho seguito quello che mi diceva lei e in parte quello che sentivo dentro di me e anche se ho dovuto dargli latte artificiale, cercavo di dargli anche tutte quelle attenzioni che normalmente si possono avere con l’allattamento al seno, creando dell’ora della pappa un insieme di amore totale.

 

allattamento


Lasciavo che lui avesse il contatto con la mia pelle direttamente, tenendolo comunque sul seno in modo che lui potesse sentire il mio cuore, il mio amore, la mia respirazione e il mio calore: che dire lui gradiva molto.
Ho seguito questa prassi fino a quando ho sentito che lui ne aveva bisogno anche se comunque ancora oggi il momento della pappa e sempre associato a tante tante coccole.
Insomma nel mio piccolo ho cercato di dargli tutto l’amore che potevo dargli anche in quell’ambito pur non avendomi dato la natura tutto il necessario.
Mia nonna mi diceva sempre che bisogna fare il massimo con quello che si ha ed io ho cercato di farlo.
Sono diventata mamma a trentaquattro anni, molte mie amiche a venticinque lo erano già, spesso mi raccontavano le loro travagliate esperienze con le varie fasi legate all’essere mamma. Molte di loro mi parlavano dell’allattamento come un qualcosa di doloroso…potrei consigliare a tutte le mamme che hanno il latte di non aver paura di allattare per il dolore, di parlare dei propri timori con la propria ostetrica e di vivere quel momento con tranquillità, allattare è un’esperienza magica per mamma e bebè, vale davvero tantissimo, un momento unico che rimarrà per sempre.
Se non si ha latte impariamo a non sentirci da meno, molte sono le donne che si sento, non adeguate quando scoprono di non avere latte, piene nell’animo di sensi di colpa che si sommano ai già tanti scombussolamenti che diventare mamma significa.
Sono davvero molti i motivi per cui il latte può non venire: da motivi di salute a quelli di stress quindi cerchiamo di superare la situazione e di dare al nostro amore tutto il meglio del meglio che solo la sua adorata mamma gli può dare.


Tanti spunti di riflessione sul perché è giusto prendere un cane, ma con le dovute accortezze.

Una decisione molto complessa da prendere da mamma e papà è di assecondare o no il desiderio del nostro piccolino di avere un cucciolo specie quando il bimbo che fa tale richiesta è molto piccolo e le paure di genitore sono infinite, soprattutto per le malattie o allergie.
Il discorso però, a mio parere, va sempre a finire sul come si tengono gli animali e sul rispetto che si deve avere per loro, per la loro salute, per il loro benessere psicologico, igiene e alimentazione.
Se abbiamo rispetto per loro, non esistono malattie.
Se ce ne prendiamo cura nei modi giusti, non ci creeranno problemi di nessuna sorta.
Importante però è tenere sempre presente che se si decide di avere un cucciolo, fosse un cane come un pesciolino rosso dentro un acquarietto bisogna anche insegnare ai propri bimbi che non sono giocattoli, ma esseri viventi esattamente come noi: se gli facciamo male, loro sentono dolore quanto noi, se non li consideriamo loro, soffrono quanto noi.

 


Sin da piccolissimi insegniamo ai nostri figli che un cucciolo è amore totale e con amore va fatto vivere: prima dei tre anni aiutiamoli a capire con i nostri gesti qual' è il comportamento giusto da tenere e dopo i tre anni, diamo loro spiegazioni vere è proprie.
Questi insegnamenti acquisiti gli saranno utili anche nei rapporti umani futuri sia da bimbo sia da adulto.
Altra cosa importante da ricordare e che un buon rapporto con un animale, aiuta i bambini a sviluppare ed esternare il loro IO, loro stessi, a capire le proprie emozioni e ad aprirsi al mondo.
Non a caso spesso in casi di bambini con problematiche è consigliato il rapporto con gli animali, come per esempio nella pet-therapy.
Ovviamente non basta un animale per superare malattie ma nell'esempio pratico della pet-theray, un buon connubio tra animale, veterinari, addestratori, psicologi, medici, educatori può aiutare molto nei problemi di comunicazione bambino-mondo e non solo.
Ancora un altro esempio dell’importanza degli animali nella vita degli esseri umani è l’AIUCA, l'associazione italiana uso cane d'assistenza che nasce nel 1990 e si occupa di addestrare cani per aiutare i disabili fisici nelle azioni della vita quotidiana.