15 Mar

Habemus Papam. Conosciamo Jorge Bergoglio

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Un’altra pagina di storia è stata scritta il 13/03/2013 alle 19.06.

A firmarla è il comignolo della Cappella Sistina che con una fumata bianca ha annunciato l’arrivo del Papa. La piazza San Pietro gremita di fedeli sin dalla mattinata, è esplosa in un boato di gioia alla visione.

Dopo qualche momento d’irrefrenabile attesa dei visitatori attenti a scommettere su chi potesse divenire il nuovo Papa, le famose tende rosse hanno incominciato a muoversi.

Dopo l’annuncio commosso dell'Habemus Papam, con la voce resa incerta dalla sofferenza per il Parkinson del cardinale Jean - Louis Tauran dalla Loggia centrale della Basilica, la gioia dei “rappresentanti del mondo intero” è divenuta incontenibile.

Il nuovo Papa si affaccia per il saluto e la benedizione. La sorpresa è stata doppia: la nazionalità e la scelta del nome, quello del santo di Assisi, che ha detto subito tutto quello che c'è da sapere dell'attenzione di Bergoglio per i poveri.

«Francesco! Francesco!» hanno acclamato gli oltre cento mila fedeli in piazza. Il gesuita ha scaldato subito il cuore dei fedeli, inchinandosi per farsi benedire. È la svolta regalata alla Chiesa dal passo indietro senza precedenti da molti secoli di Benedetto XVI.

«Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo...ma siamo qui». Sono queste le prime parole del primo Papa Francesco della storia della Chiesa cattolica. Jorge Mario Bergoglio, argentino, 76enne, gesuita, 266 esimo Pontefice, è anche il primo sudamericano. Al Conclave del 2005 che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio fu candidato dall'ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e risultò il secondo più votato.

La «semplicità» è il tratto del nuovo Papa che ha colpito tutti, sempre stato restio ad accettare ruoli curiali. Oppositore del lusso e degli sprechi (ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici).

 

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Quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri. Vive dall'età di ventidue anni con un polmone solo. Un'altra curiosità che lo riguarda è relativa alla sua giovinezza. Per mantenersi agli studi fece il buttafuori in un locale. Nel 1963, infatti, conseguì la laurea in filosofia. E' tifoso del San Lorenzo, una delle tante squadre di calcio della capitale argentina. Da giovane racconta nel libro-intervista «Il gesuita», scritto dai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin nel 2010, di aver avuto una fidanzata. «Era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa» dice Bergoglio.

Nel suo Paese è un trascinatore di folle e una figura di riferimento nella Chiesa sudamericana. È sempre stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l'eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità e la sua autoreferenzialità. Anche nei paramenti, Bergoglio ha voluto dare un segnale di sobrietà.   Solo al momento della benedizione il pontefice ha indossato la stola, che poi ha subito tolto.

Papa Francesco ha già telefonato a Joseph Ratzinger e con tutta probabilità lo incontrerà nei prossimi giorni. È in programma martedì 19 marzo alle 9.30 la messa inaugurale d’insediamento del pontificato.

 

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Chiara Ambroselli

Amo la dinamicità, il sorriso curativo delle persone, ma più di tutto adoro quell'impeto magico che mi travolge l'anima quando incomincio a scrivere. 

Ho amato la scrittura e la letteratura, da quando ho scoperto, cosa l'inchiostro di una biro potesse comporre su un foglio bianco. 

Mia madre racconta che da piccola ho parlato e camminato tardi, io sostengo che fomentavo il lungo cammino, da condurre e cosa scrivere sul diario di bordo.

Il merito d'aver avuto coraggio nel cimentarmi nella scrittura, lo devo a mia madre, che non ha mai smesso di ripermi, che avevo delle qualità nascoste, non smetterò mai di ringraziarla.

Amo leggere e scambiare opinioni su qualsivoglia argomento. Credo che la bellezza del giornalismo stia nel riportare, durante gli articoli, la voce delle persone e le reali problematiche, della gente che scende in piazza.

Mi auguro che i miei articoli possano piacere a tutti indipendentemente dal sesso o dall'età.

Grazie comunque per ogni condivisione e replica costruttiva al mio personalissimo pensiero, contenuto in ogni articolo.

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