07 Mar

L'assegno divorzile spetta anche a chi ha un nuovo convivente

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Il tema dell’assegno di mantenimento in caso di divorzio è un argomento molto delicato. Le varie sentenze dei giudici, che a volte riconoscono tale sussidio, a volte invece lo negano potrebbero sembrare tra loro contraddittorie. Nelle decisioni dei giudici, tuttavia, valgono i fatti concreti, diversi per ogni singolo caso che possono condurre a valutazioni discordanti.
In linea generale, si può dire che sussiste il diritto a ottenere l’assegno divorzile ogni volta che il beneficiario non ha mezzi adeguati per sostenersi o è impossibilitato a procurarseli per ragioni oggettive.
In tale ottica, il coniuge meno agiato che ha iniziato una relazione stabile con un nuovo compagno non perde automaticamente l’assegno di divorzio.
L’obbligo di mantenimento, infatti, cessa oppure può essere ridotto solo se il tenore di vita goduto grazie alla nuova convivenza è simile a quello del quale il coniuge beneficiava durante il matrimonio.

 

Assegno-divorzile-divorzio


Grazie a questo principio ribadito anche di recente dalla Cassazione, i giudici devono infatti limitarsi a comparare il reddito di cui il beneficiario dell’assegno godeva durante il matrimonio con quello che gli è stato assegnato dopo il divorzio.
In tale operazione di comparazione il magistrato non dovrà tenere conto né dell’eventuali convivenze sopravvenute, né del tempo trascorso dalla data di scioglimento dell’unione e neppure delle scelte economico-patrimoniali fatte dagli ex coniugi.
E così, nel caso di una nuova convivenza stabile con un altro partner, se il tenore di vita del coniuge è comunque rimasto più basso rispetto a quello di cui godeva durante il matrimonio, non perde il diritto all’assegno medesimo.

 

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Rosanna Bisceglie

Sono un avvocato iscritto al Foro di Roma dal 1995. Esprimo la mia competenza nel diritto civile, con particolare attenzione ai temi della famiglia e dei minori nonché del risarcimento del danno da responsabilità civile, anche professionale e medica.
Ho una significativa esperienza sia nella negoziazione di accordi stragiudiziali che nel contenzioso connesso alla crisi dei rapporti familiari, separazione e divorzio, anche con riferimento alle questioni patrimoniali e all’ambito successorio. Nel settore del danno alla persona mi occupo con particolare attenzione del tema dell’errore medico ed in genere della malasanità.
Sono altresì mediatore professionista abilitato per la conciliazione in campo civile e commerciale.
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