16 Dic

Donne che odiano le agende...

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Eppure a un certo punto qualcosa succede.

Gli impegni aumentano in maniera esponenziale con il trascorrere degli anni, e noi, ormai donne multitasking in preda alla Sindrome di Wonder Woman, ci sentiamo sempre più forti.

Mai un post-it.

Mai un promemoria sul cellulare.

Mai un appunto sul calendario.

Tutto qua, stampato nella mente, come nel più sofisticato dei processori: lavoro, palestra, cena con le amiche, piscina con il figlio, estetista il martedì e il giovedì, riportare i libri in biblioteca il sabato, al cinema con il fidanzato, l'anniversario di matrimonio, il compleanno della suocera, la Laurea del figlio della vicina di casa, la visita dal ginecologo, il ragù per domani e...  

 

Finché, un bel giorno:

Ma… 

Ma non era ieri che avevo l'appuntamento per la ceretta???

Eppure 'qualcosa' avrebbe dovuto ricordarmelo.

Come ho fatto a dimenticarmelo?

Sono settimane che faccio lo scrub sotto la doccia per evitare di essere sgridata dall'estetista (che, solo per amor della precisione, ha la metà dei miei anni, eppure quando mi sgrida fa sì che io improvvisamente torni a sentirmi come quando andavo a giustificarmi dalla professoressa di matematica per scampare l'interrogazione che incombeva sulla mia testa a mo' di spada di Damocle), sarebbe bastato guardarmi un momento le gambe prima di intabarrarmi modello spedizione al Polo Sud, verificare sull'agendina (ehm… in effetti ce l'avrei anche un'agendina) che trasporto in borsa come se fosse un talismano portafortuna (della serie so che c'è ma mi guardo bene dal consultarla, ché il solo influsso positivo dovrebbe bastare), mi sono persino permessa, l'ultima volta, di criticare le persone che non si recano agli appuntamenti guardandosi bene dall'avvisare, e…

Colpita e affondata, nonché colpevole.

 

 

Ecco, arriva un momento in cui ti accorgi che la tua memoria è piena, e che siccome non basta più trasferire i dati nel cestino e dirgli 'svuota', ti devi rassegnare all'ineluttabile: 

- la lavagnetta?

- I post-it trattenuti dai magneti sul frigorifero?

- I memo sul cellulare?

- Il calendario appeso in cucina del tutto simile a quello per il quale sono anni che prendi in giro tua madre?

- Una sveglietta che ogni giorno ti ricordi di consultare l'agenda?

 

Si accettano suggerimenti creativi.

Io, mestamente, mi preparo per andare a fare la ceretta di recupero.

 

Letto 3154 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Gennaio 2013 12:57
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Patrizia Ferrante

La Pitta è una dritta con i capelli a spaghetto lunghi come un vialetto. Potrebbe raccontare a tutti che ha lavorato più di venti anni per la pubblicità, potrebbe dire che ha visto l’uomo atterrare sulla luna e che ha passato più di cinquemila minuti a guardare ogni genere di film con grande passione.

 

Già, potrebbe.

 

Ma la Pitta è troppo modesta. Alla Pitta piace: arrivare sempre alla fine di un libro, leggere i titoli di coda fino a quando non si accendono le luci in sala, bere tè appena sveglia, segnarsi i titoli delle canzoni da sentire almeno una volta nella vita, ascoltare i discorsi che le persone fanno quando sono al ristorante e “Il favoloso mondo di Amélie”, ma questo l’avevate già capito.

Sito web: https://uominidiunavolta.altervista.org/