03 Dic

Mercatini di Natale: un viaggio tra sogno, passato e presente

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L’aria si fa frizzante, l’asfalto sotto i nostri passi prende il colore del ghiaccio e la natura spoglia ci avverte che il freddo è davvero arrivato: e con il freddo inizia a tintinnare alle nostre orecchie anche qualche campanella natalizia! 

Come ogni anno ci ritroviamo a chiederci “ma è già Natale?” e a tuffarci a capo fitto in un supermercato qualsiasi per arrabattarci regali per amici e parenti, puntualmente all’ultimo minuto, con ben poca magia nell’aria. 

E se invece quest’anno cambiassimo programma, godendoci nel frattempo una mini-vacanza? Tutto ciò, scegliendo di esplorare i mercatini di Natale! 

I mercatini sono una tradizione folclorica del Nord Europa, nata in Germania nel XIV secolo e diffusasi poi in tutta Europa. I Christkindlmarkten (nome dato ai mercatini durante la Rivoluzione Protestante per opporsi al culto dei santi) sono famosi per il loro artigianato, i loro souvenirs, i tanti piccoli oggetti regalo, il tutto impregnato di un’atmosfera magica e onirica, come vuole lo spirito natalizio.  

 

Ma vediamone qualcuno più nel dettaglio:

 

Norimberga.

Austera città gotica fuori, cuore pulsante di luci e antiche memorie dentro: questa è Nürmberg, che a Natale si tinge di rosso. Sullo sfondo della magnifica chiesa Frauenkirche, in piazza Hauptmarkt e nelle strade adiacenti, si tiene il più importante mercatino tedesco.
190 casette decorate vendono libri, tessuti, sciarpe, angeli dorati, decorazioni e specialità gastronomiche, quali Zwetscghgenmannle (omini fatti con prugne secche), Hutzelbrot (pane di frutta), Nurnberger  Lebkuchen (biscotti di panpepato di Norimberga), Nurnberger Rostbratwurste (piccole salcicce speziate accompagnate con crauti) e Gluhwein (vin brulè). 

Davanti alla Frauenkirche viene allestito un presepe con figure di legno vestite con costumi tipici della Franconia, mentre orchestre di ottoni e cori giovanili caricano l’aria di quella magia che ci fa tornare tutti un po’ bambini. E dedicato proprio a questi ultimi, c’è un mercatino allestito appositamente nella Hans-Sachs-Platz: nelle bancarelle si vendono solamente giocattoli e golosità e tutt’intorno ci sono spazi gioco, antiche giostre e un ufficio postale per spedire le letterine a Babbo Natale.

Qualche curiosità: l’8 dicembre si tiene una tradizionale processione delle luci, dove 2000 bambini, ognuno con la propria lanterna, illuminano le strade fino al castello della città. 
Una città suggestiva tutto l’anno, che a dicembre dà il meglio di sé. 

 

 

Dresda.

La parola chiave è tradizione! Dresda è infatti la sede più antica dei mercatini (il primo documento che ne attesta uno risale al 1434) e quindi estremamente caratteristica. Qui il mercatino di Natale si chiama storicamente Striezelmarkt (il Striezel è una treccia di pane dolce tipicamente tedesca), e con il passare dei secoli ha fondato una tradizione folcloristica fra le più suggestive. 

La città, situata sul fiume Elba nel centro-est della Germania, ospita durante dicembre turisti da tutto il mondo attratti dalle bellezze architettoniche del centro storico, che sotto Natale, diventano un connubio di bellezza e tradizione. 
A Dresda, come accade anche in altre città della Bavaria, vive inoltre un’usanza più propriamente religiosa: in tutte le chiese cattoliche e lungo le vie dei presepi (Krippenweg) vengono allestite delle splendide rappresentazioni della natività.

 



Strasburgo.

Si passa dalla Germania, alla Francia, ma non per questo si perde qualcosa in termini di folclore tradizionale, anzi. In un’Alsazia innevata, scopriamo una commistione di prodotti: si vende dal fois gras tipicamente francese ai Bretzels tedeschi, dal Choucroute (maiale e crauti) ai Kougelhopf (ciambelloni), dal pain d’épices ai Maennelle (omini di pasta brioche). 

Il cuore del mercato è in Place Broglie, Place de la Cathédrale e Place Klébler, dove si trovano anche un immenso albero di Natale e un calendario dell’Avvento.

Curiosità: Strasbourg si fa internazionale oltre che tradizionale e ogni anno riserva l’intera Place Gutemberg a un differente Paese straniero, che espone tutti i suoi prodotti caratteristici.

 

 

Bolzano.

Anche l’Italia non è da meno in fatto di mercatini. Il Nord Est del Bel Paese si colora di festa intorno a un grande abete bianco che ripara sotto le sue fronte un presepe in versione rustica alpina: la stalla della Sacra Famiglia viene riprodotta fedelmente come i masi di montagna, come quelli in cui qualche nostro bisnonno aveva trascorso la sua vita. E poi ancora specialità gastronomiche, come Stüdel, frittelle di mele, vin brulé.

 

 

E’ interessante vedere come la tradizione del mercatino natalizio si sia diversificata a seconda del contesto in cui viene ricreata, mantenendo sempre però un filone comune: magia, luci, festa, tradizione e mutamento al contempo. Si può infatti pensare che i mercatini siano tradizioni fisse nel tempo e nello spazio da ripetere sempre allo stesso modo ogni anno; eppure non è così: i mercatini sono sì tradizioni, ma tradizioni umane soggette a cambiamento, che si prestano a trasformazioni per adattarsi alle esigenze sempre in movimento delle popolazioni. 

Perciò non si tratta di “sopravvivenze” di un passato immobile all’interno di un presente in mutamento; i mercatini sono bensì parte integrante del nostro odierno vivere il Natale, che vivono e cambiano insieme a noi. 

Sarebbe perciò davvero un peccato non visitarne almeno uno, per provare fino in fondo l’atmosfera luminescente del Natale e magari trovare anche qualche idea regalo.

 

 

Letto 3563 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Gennaio 2013 14:46
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Michela Cartot

Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio” diceva Kafka.  

Mi chiamo Michela Cartot, cognome che tutti sbagliano nei modi più inconsueti: colpa di una qualche origine francese, che contribuisce a farmi sentire una commistione di inquiete personalità, che trovano sfogo in parole su fogli, lettere su carta. Amo tutto ciò che riguarda la scrittura. Scrivo da parecchi anni racconti e saggi e negli ultimi tempi sto lavorando ad un breve romanzo.

Mi ritengo una persona attiva, creativa, curiosa e capace di organizzare il proprio lavoro in modo puntuale ed autonomo. Inoltre il mio amore incommensurabile per la letteratura e l'arte, da Petrarca a Italo Calvino, da Caravaggio a E.L. Kirchner, mi porta a ricercare sempre nuovi orizzonti e ad offrire diversi tagli al mio scrivere, al mio essere.

Nel tempo libero suono la chitarra, disegno, parlo a me stessa in lingua straniera; per il resto sogno una vita appagante, dei viaggi, qualche ritorno.  

Per riprendere Kafka, spero di non invecchiare mai in quel senso. Per quanto riguarda la vecchiaia naturale, beh, quella ben venga.