18 Apr

Francesca Neri al Festival del Cinema Europeo: “Amo (professionalmente) Pedro Almodovar”

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Una settimana che è volata quella al Festival del Cinema Europeo: tanto stress, tante cose da imparare e poi lei, una degli ospiti d'onore, Francesca Neri.

Per ogni cinefilo arriva il momento della verità, quello che non ci si aspetta. E anche per me è stato così. È accaduto all'improvviso, al Festival del Cinema Europeo di Lecce, che ha omaggiato proiettando tutti i suoi film e con una mostra dei fotogrammi più belli l'attrice Francesca Neri. Ogni volta che uscivo dalla sala, mi ritrovavo a pensare che forse inizialmente non le avevo restituito il giusto la prima volta che ho visto i suoi film, non solo come attrice, ma anche come produttrice: la Neri aveva già legato il suo nome a Lecce producendo un film che avevo trovato senza infamia e senza lode, ossia “Melissa P.”, che era stato appunto girato nel capoluogo salentino. Una pellicola che presto rivedrò con occhi nuovi.
Ogni tanto è bello sapere che ci si sta sbagliando. Bellissima, dolcissima, con questa voce suadente e circonfusa di glamour, la Neri si è presentata con semplicità di fronte a uno stuolo di giornalisti che pendevano letteralmente dalle sue labbra e non a torto: il ricordo che ha reso dei registi con cui ha lavorato, in particolare i compianti Massimo Troisi e Bigas Luna, ha fatto sì che il suo intervento non fosse solo accorato e commosso. Di più.

 


Attualmente Francesca Neri è in procinto di girare un nuovo film, che sarà prodotto e realizzato in Gran Bretagna, ma ambientato anche a Firenze: il titolo sarà “The habit of beauty” e il regista Mirko Pincelli. Questa notizia ha dato l'occasione alla neri di raccontare la sua duplice esperienza come attrice e come produttrice. “Ho deciso di fare la produttrice – ha spiegato - in un momento di crisi. Trovo sia molto difficile fare entrambe le cose bene, ma mi piace cimentarmi in entrambi i ruoli”.
Uno sguardo (e qualcosa di più) al cinema spagnolo: la Neri ha lavorato con Luna, ma anche con Carlos Saura e Pedro Almodovar, raccontando in particolare l'esperienza con il primo e l'ultimo. “Se Bigas mi ha permesso di fare questo mestiere, di essere conosciuta – ha detto - Pedro mi ha permesso di lavorare in America. Io amo quello che ho fatto con Pedro e amo Pedro anche se a volte non è stato facile lavorare con lui, ma per nessun attore lo è. Bigas e Pedro sono persone diverse, Bigas più artista che regista, possedeva un gusto estetico particolare nel cogliere il bello, il sensuale della realtà. Con Pedro è stato amore, un rapporto più intenso più invasivo più interessante, proprio come una storia d'amore in cui c'è un prima, un durante e dopo. Tutti e tre i registi spagnoli con cui ho lavorato rappresentano tappe importanti per la mia carriera, sono loro molto grata. Mi piacerebbe tornare a lavorare in Spagna, ci sto pensando”.
Quello che è rimasto dopo l'incontro è l'immagine di un'attrice capace di mettere a nudo le emozioni della sua carriera, un personaggio profondo cui il cinema italiano deve molto.

 

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Letto 2851 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Aprile 2013 16:49
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Angela Leucci

Journalist, writer, go-go dancer, snake charmer, gay icon.

Sito web: https://angelaleucci.blogspot.com