Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: https://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

L'Italia, un paese per Donne?

 

Le donne, in Italia, oggi. Che situazione vivono? Come vengono valorizzate al lavoro? Come vengono supportate a coniugare lavoro e famiglia? Tante domande già vive da tempo che ancora non sembrano trovare giuste risposte. Il recente risultato elettorale, che ha nuovamente cambiato la composizione dell’esecutivo, rimette le carte in tavola. Sarà il momento della svota? Ne parliamo con Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato per il PD. Valeria si definisce una sindacalista pragmatica, riformista e femminista. È stata anche una delle fondatrici di Se non ora quando?, partecipando all’organizzazione della manifestazione del 13 febbraio 2011.

E: Come vedi la situazione in Italia al giorno d’oggi?

V: Viviamo una situazione molto complessa. La crisi ha messo il paese in ginocchio, sono venute alla luce negli ultimi anni tutte le debolezze di sistema che ormai penalizzano l’Italia, e l’instabilità emersa dalle elezioni ha reso la situazione ancora più difficile. Il percorso che abbiamo di fronte è stretto, ma chiaro: occorre coniugare cambiamento e responsabilità e procedere con decisione, segnando via via nuove strade nel panorama inedito che ci troviamo ad affrontare.

E: C’è chi dice che come quote rosa stiamo crescendo, chi invece vive il contrario. Tu come la vedi?

V: Per quanto riguarda il Parlamento, per la scelta di alcune forze politiche - il PD in primo luogo, ma anche il M5S - di mettere in lista molte donne, la presenza femminile è indubbiamente cresciuta, poco oltre il 30% in questa legislatura contro il 20% della scorsa. É un segnale importante, è certo un successo, ma anche  solo il punto di partenza. La maggiore presenza di donne tra chi rappresenta i cittadini alla Camera e al Senato deve diventare un elemento che rafforza quel percorso di cambiamento di cui parlavo, per liberare il potenziale femminile in tutti i settori, e permettere che le donne non siano solo una quota, seppur crescente, ma un fattore di forza, competitività, etica per tutto il Paese. Le donne, se lo scelgono, possono cambiare la politica, le priorità, le regole. E, quindi, costruire un Paese nuovo, per donne e uomini.

E: Secondo te, una donna che si trova in un ambiente maschilista può farsi strada o è una battaglia persa?

V: Sicuramente ogni donna deve sempre cercare di farsi strada: provare a dimostrare il proprio valore, impegnarsi al massimo, lavorare e mettere alla prova il proprio talento vale sempre la pena. Ma la battaglia per rendere la cultura del paese meno maschilista - nei luoghi di lavoro, nei media, nel modo generale di pensare al futuro - è una battaglia che le donne devono fare insieme, coinvolgendo sempre più anche gli uomini. Vorrei una relazione vera e forte tra le donne delle Istituzioni, delle Associazioni e della società. Ogni donna deve provare a farsi strada, sempre: ma dobbiamo battere il maschilismo. Perché ogni ragazza che si affaccia al mondo del lavoro deve sapere che il suo paese, che l’Italia punta su di lei, e che potrà vedere premiato il suo impegno.

 

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E: Sul ruolo e l'immagine delle donne nel mondo della politica si sentono tante opinioni. Tu che la vivi direttamente, cosa ne pensi?

V: Sicuramente negli ultimi anni, dalla rappresentazione che la politica ha dato delle donne, non c’è di che sentirsi rappresentate. Abbiamo assistito davvero all’umiliazione delle donne, della loro dignità oltre che della loro immagine. Ci sono però anche tante donne che quotidianamente lavorano nelle Istituzioni e nelle associazioni di rappresentanza e si impegnano in politica con passione e competenza, dando sia l’esempio dei risultati raggiunti sia allargando con le battaglie comuni le opportunità per tutte le donne. Io ho lavorato molte volte nella mia vita in ambienti fino a quel momento molto maschili, e sono sempre riuscita ad affermarmi con il lavoro, l’impegno, lo studio, la massima collaborazione con gli uomini, la solidarietà e la passione delle battaglie con e per le donne.

E: Hai qualche consiglio per chi tra le lettrici non riesce a farsi strada perché donna?

V: Continuare a credere nelle proprie capacità, lottare per una società dove il merito è premiato e dove la differenza di genere è un dato acquisito. Ricordare a colleghi, capi o interlocutori professionali di ogni genere che i dati parlano chiari: secondo Banca d’Italia dove ci sono più donne si produce più valore e c’è meno corruzione. E che i generi sono due: DONNE e UOMINI. Quindi, c'è bisogno del doppio sguardo su tutto. Ma voglio che quelle lettrici e quelle donne che non riescono a farsi strada perché donne possano soprattutto oggi non sentirsi sole. Allora consiglio loro di scegliersi una delle tante donne che siedono in Parlamento, una di quelle elette nella lista che hanno votato o una qualsiasi che ispira la loro fiducia. Le scrivano, ci contattino, mi contattino, chiedano il nostro supporto perché siamo in Parlamento anche per questo.

E: E se una donna volesse cercare all’estero, che paesi consigli?

V: Credo che ciascuna e ciascuno sia libero di scegliere dove meglio poter realizzare i propri progetti, e capisco che oggi molti giovani pensino che altrove le proprie potenzialità possano meglio esprimersi e possano essere meglio valorizzate. Ma credo anche che oggi, proprio perché siamo di fronte ad uno scenario inedito e perché dobbiamo orientare al cambiamento l’azione del Parlamento e del governo, mi piacerebbe che tante ragazze scegliessero di puntare sull’Italia. Non è un auspicio sentimentale né la volontà di fare la morale a chi vuole andare via, ma un impegno rispetto al lavoro che dovremo e che dovrò fare: far tornare la voglia di puntare sull’Italia e di avere fiducia nel nostro futuro comune.

E: Famiglia e carriera: secondo te sono davvero conciliabili? Pensi che il sistema italiano potrebbe fare di più per aiutare le donne in questo senso?

V: Sì, certo che sono conciliabili, ma non in Italia oggi. Il sistema potrebbe e dovrà fare molto di più: dai servizi, come gli asili o quelli di cura, per liberare il tempo delle donne (e insieme creare lavoro) a una diversa e condivisa divisione dei compiti tra i genitori. Dal maggiore uso del part time alla fine delle dimissioni in bianco. Dalla maternità garantita per tutti i contratti di tipo subordinato o para-subordinato a un avanzamento culturale che renda la differenza di genere davvero un elemento diffuso del senso etico, sociale e produttivo del Paese. Insomma, un Paese civile si misura davvero sulla condizione di cittadinanza piena delle donne.

 

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E tu, sai gestirlo il budget familiare? 


Abbiamo già visto che avere un budget familiare è relativamente facile. RISPETTARLO può essere però molto complesso. Ci sono sempre cose di cui abbiamo bisogno o che vorremmo comprare e la carta di credito spesso ci fa’ perdere la consapevolezza di quanto stiamo spendendo.
Dall’altra parte però, rimanere entro certi limiti di spesa è necessario (specie coi tempi che corrono ?).

Quindi, come rispettare il budget?

Prima di tutto, devi avere un forte MOTIVAZIONE o non ti sentirai mai abbastanza “obbligata” a seguire questa regola. Se non hai chiaro il motivo per cui lo fai e i vantaggi che porterà (ma anche gli svantaggi che ti causerà non rispettarla), continuerai a cadere in tentazione.
Datti un limite massimo di spesa, obbligati a controllare le “strisciate” della carta di credito, fatti i conti in tasca ogni settimana invece che solo a fine mese (quando ormai è troppo tardi!), chiediti ogni volta che stai per spendere soldi se è davvero necessario (se hai un compagno/marito questo vale per entrambi!).

 

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E se senti che la tentazione avanza, ricordati il motivo per cui stai risparmiando (l’auto, le vacanze, un figlio!) e come ti farà star bene la sensazione che proverai alla fine quando avrai il tuo gruzzoletto da parte. Se questo non funziona, pensa anche a quanto ti maledirai a pensare di essere di nuovo caduta in tentazione e aver sforato. Un consiglio in più: scrivi tutte queste cose su un foglio e attaccalo dentro l’armadio, così lo vedi tutti i giorni e rinfreschi la memoria.


Se poi vuoi essere davvero super efficace, segnati ogni giorno QUANTO spendi e in COSA spendi: spesa, bollette, benzina, ma anche gli extra come bar, sigarette, vestiti. In questo modo potrai capire chiaramente dove vanno i tuoi soldi e dove puoi tagliare.

 

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Gestire bene il Budget alimentare. 

 

La spesa alimentare è una delle voci del budget di famiglia più importanti, specie quando siamo in 3 o 4 (o più ?) a tavola. Per avere un effettivo risparmio, uno dei metodi più semplici è fissare un budget alimentare, cioè un limite MASSIMO di spesa.
Per gestire il budget alimentare, devi innanzitutto capire – in base alle entrate che avete in famiglia – QUANTI SOLDI puoi spendere. Puoi spendere massimo 400 euro al mese? Bene, all’inizio del mese stesso prendi 400 euro dal conto e mettili in uno speciale salvadanaio. Ogni settimana, potrai usare al massimo 100 euro. Se siete in 4 persone, significa 25 euro a testa.

Prima di usare il budget però, è importante ricordare alcune regole fondamentali:
1. il budget alimentare può essere speso solo per il cibo, non può coprire altre tipologie di prodotti;
2. i prodotti per la casa, come detergenti, carta igienica eccetera, devono essere gestiti al di fuori del budget alimentare;
3. non utilizzare mai il budget alimentare come “cassa” per altri acquisti con la promessa che poi ci rimetterai i soldi;
4. non prendere mai tutti i soldi del tuo budget settimanale in una volta: potresti avere la tentazione di bruciarli in acquisti non necessari spinti dal momento, per rimanere poi senza fondi nei giorni seguenti;
5. evita più che puoi di far scadere le cose (e conseguentemente di buttarle via): è uno spreco di soldi e un incremento di immondizia. Cerca di usare ciò che hai in frigorifero nei tempi giusti, dando la precedenza agli alimenti in scadenza. Evita anche di comprare scorte eccessive se non sei certa di consumarle per tempo (in fondo vai a fare la spesa ogni settimana, per cui non hai bisogno di quantità da esercito!);

 

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6. le prime volte che sperimenti il budget, vai a fare la spesa da sola. La presenza di altre persone potrebbe influenzarti a riempire il carrello di cose non necessarie;
7. sperimenta il budget un paio di settimane e cerca di capire eventuali errori e difficoltà per porvi rimedio. Dopo la terza settimana, rendi il budget un’abitudine stabile e condividilo con la famiglia, spiegando come lo gestisci e raccogliendo eventualmente delle idee;
8. non comprare nulla che si trova vicino alle casse mentre aspetti in coda: tutti quei prodottini invitanti sono inutili e sono piazzati lì apposta per indurre in tentazione chi sta aspettando il proprio turno;
9. non fare mai la spesa poco prima dei pasti, o il senso di fame ti guiderà a comprare più di ciò che hai bisogno;
10. vai al supermercato con una lista precisa basata sulle reali necessità della famiglia e commisurata al budget a disposizione.

Buona spesa e…buon risparmio!

 

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Intervista ad Annalisa Monfreda, nuovo direttore responsabile del settimanale Donna Moderna e di Confidenze. 34 anni e 2 figli, si è laureata in Lettere Moderne e ha iniziato la propria attività nel 1996. Nel suo passato professionale, spiccano nomi di testate importanti, tra cui Geo e Topgirl (Mondadori), Cosmopolitan.

 

E: Annalisa, tu sei il ritratto della donna che "ce l’ha fatta". Secondo te, per una donna in Italia è possibile fare carriera?
A: Sì, è possibile. E non potrei mai dire il contrario vista la mia esperienza e viste le tante donne in carriera che ho incontrato in questi anni. Certo, il contesto non aiuta. Né quello sociale (assenza totale di servizi e aiuti alle donne lavoratrici) né quello culturale (gli uomini, anche i più evoluti, fanno fatica a prendere le distanze da un modello che li vuole "capifamiglia" anche in senso economico, e quindi sono di scarso sostegno alla carriera delle loro compagne). Ce la fa chi è abbastanza incosciente e indifferente di fronte a questi due ostacoli.

 

E: Quali sono state le difficoltà più grandi che hai affrontato?
A: Le uniche vere difficoltà le ho incontrate in campo familiare. Accettare di tornare a casa alle 7 di sera e sentirsi respinta dalla propria figlia di due anni perché tu non ci sei stata tutto il giorno non è affatto facile. Ti fa mettere in discussione le tue priorità e ti fa credere che stai sbagliando tutto. Come ne esci? Inizialmente ho provato a fare orari più family friendly, ma è durata poco. O comunque era un buon proposito che veniva disatteso alla prima emergenza. Così ho fatto pace con i miei orari, ho fatto pace con il mio ruolo, e devo dire che tutto è migliorato. Le figlie intanto sono diventate due e quando torno a casa la sera mi abbracciano: percepiscono che quella è la normalità della nostra vita e l'accettano. L'accettano perché io per prima la accetto.
Quanto all'ambito lavorativo, devo dire che non ho mai incontrato difficoltà e non ho mai patito pregiudizi, anzi ho sempre trovato sponsor che mi hanno fatto crescere e mentori che mi hanno insegnato tanto. E quasi sempre erano uomini.

 

E: Secondo te, in un ambiente maschilista, una donna ha delle possibilità di crescere professionalmente?
A: Onestamente, non mi sono mai trovata in un ambiente maschilista. Forse ho incontrato qualche collega o qualche capo tendenzialmente più maschilista di altri. Ma la carriera l'ho fatta lo stesso. Mi è bastato sfatare tutti i falsi miti sulle donne. E cioè che la nostra emotività sia una debolezza (mentre è ciò che ci permette di attivare le energie del gruppo), che una volta messa su la famiglia diventiamo poco affidabili (mentre in realtà abbiamo un'esplosione di creatività) ecc. ecc.

 

 

E: Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?
A: Non ci riesco, questa è la verità. E quindi ho smesso di cercare la conciliazione a tutti i costi. Cerco la felicità, perché una donna felice ha figli (e marito) felici. E quindi vivo una vita senza molto equilibrio: serate in cui lavoro fino a tardi, pomeriggi a sorpresa in cui mi libero, weekend trascorsi come se il lavoro non esistesse e domeniche distratte con mia figlia che disegna di fianco a me che non distolgo gli occhi dal computer. Non ho una ricetta per la conciliazione se non quella della serenità interiore e del non sentirsi in colpa.

 

E: A quelle donne che decidono di mettersi in proprio per riuscire a stare di più con i figli, cosa consiglieresti?
A: Faccio fatica a credere che il lavoro in proprio ti lasci più spazio da dedicare ai figli. Forse ti lascia una buona dose di flessibilità e quindi più tempo da trascorrere con loro in termini orari. Ma devi essere brava a "staccare", cioè a non pensare al lavoro quando sei con loro, e questo è davvero difficile con il lavoro in proprio.

 

E: Negli ultimi tempi, sia online che sulle riviste, si leggono diversi articoli che parlano di lavoro e attualità rivolgendosi alle donne. Però rimangono ancora argomenti un po’ marginali rispetto a moda, bellezza e gossip. Secondo te come mai?
A: Io credo che l'universo della donna sia molto complesso. E non c'è crisi che tenga: la moda, la bellezza e anche il gossip sono tra i massimi interessi di noi donne. E non è un elemento negativo. Anzi, appartiene a quella leggerezza che ci caratterizza e che è la nostra forza.

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