Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: https://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

 

Ti capitano mai quei periodi in cui ovunque ti giri, ti sembra di accendere discussioni e litigi? Al lavoro, in famiglia, in coppia o con gli amici, le discussioni possono accadere, è normale, ma se sono frequenti allora c’è qualcosa alla base che va risolto. Proviamo a guardarci dentro e a vedere se ci sta capitando una di queste 3 cose:


1. Hai grandi aspettative nei confronti di chi ti circonda.
Ti aspetti mai che il tuo compagno ti telefoni appena stacca dal lavoro? O che la tua migliore amica percepisca subito che hai una giornata no? O che i tuoi colleghi facciano una cosa appena gliela chiedi? E… arrabbiarti se tutto ciò non accade? Magari non in maniera sistemica, ma sono cose che prima o poi tutti facciamo. Quando questo accade, significa che in un certo senso pretendiamo di essere al centro dell’attenzione delle altre persone. Ma ognuno di noi mette sé stesso al primo posto: è normale e istintivo, e come succede agli altri – se ci pensi bene – capita anche a noi stesse. E ciò non ha nulla a che vedere col fatto di essere generosi o premurosi verso gli altri, si tratta proprio della bussola che guida le nostre azioni. Ognuno di noi ha i propri desideri e le proprie necessità, quindi, ogni qualvolta ti capiti di pretendere di essere in cima ai pensieri di qualcuno, fermati un attimo a riflettere. Al posto di pretendere, prova prima a dare all’altra persona lo stesso tipo di attenzione che chiedi, abbassando l’aspettativa sul risultato senza forzare la mano. Lasciando gli altri liberi da pretese e donando loro attenzioni, gli verrà automatico restituirti lo stesso trattamento, e tu otterrai ciò che vuoi senza malumori!

 

2. Vuoi che gli altri si guadagnino il tuo rispetto.
Ti capita mai che qualcuno ti dica “Ho scoperto che sei un’ottima amica/collega/persona, ma per guadagnarmi la tua fiducia ho sudato sette camicie!”. Vuoi per delusioni passate, vuoi per insicurezza, vuoi per timidezza, a tante capita di erigere un muro nei confronti degli altri e di sottoporli a una serie di sfide (ben più ardue di Mai Dire Banzai!) prima di dar loro fiducia e rispetto. Ma questo atteggiamento spesso è interpretato come un volersi mettere sul piedistallo, o porsi comunque su un altro livello, e può portarti a essere giudicata in maniera errata o ad avere discussioni. E in effetti un fondo di verità c’è: se ritieni la persona che hai davanti non degna della tua fiducia, la poni in un certo senso a un gradino più basso del tuo. Questo non significa essere ingenua e fidarsi di chiunque, ma almeno dare alle persone il beneficio del dubbio senza partire prevenuta. Anche perché il tuo atteggiamento potrebbe viceversa dare una cattiva prima impressione di te all’altro, e questo nuoce sia in ambito lavorativo che personale. Quindi apri uno spiraglio: riserva a chi entra nella tua vita un “bonus fiducia” di partenza e vedi come va. Se poi verrai delusa, fai sempre in tempo a fare marcia indietro, ma solitamente un atteggiamento positivo attira positività!

 

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3. Invidia, maledetta invidia.
Lo so, è tremendamente fastidioso ammetterlo, ma succede. Quante volte abbiamo detto che una persona proprio non ci va giù: magari “a pelle”, magari per l’atteggiamento, chi lo sa. E guai a insinuare che sia invidia: il fatto che si vesta molto bene, o abbia un paio di chili in meno, o un fidanzato molto carino, non c’entra nulla! Giammai! Va bene, alle volte c’entra, ammettiamolo. E questi pensieri si insinuano in modo talmente subdolo nella nostra testa che neanche ce ne rendiamo conto: accade in un attimo… e quella persona improvvisamente ci sta antipatica e iniziamo a trattarla in maniera più fredda. Magari pure ci punzecchiamo a discutiamo. Pensaci bene, i motivi possono essere anche più sottili: la posizione lavorativa, il carisma, la benevolenza che quella persona attira. Ci possono essere tante ragioni per invidiare una persona, ma fartela nemica non risolverà nulla, e nuocerà solo a te! Quindi, soluzione? Innanzitutto ammettere con noi stesse la cosa (ci si sente molto più leggere dopo, provare per credere!). E poi, avvicinarci a quella persona e diventarci amica! Perché, ti chiederai? Ma chi meglio di lei può svelarti i segreti per avere anche tu la stessa cosa che invidi a lei! poi chiacchierando chiacchierando, chissà che non scopri di aver trovato un’ottima amica!

 

 

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Lo stress è un argomento molto gettonato ultimamente, perché è diventato un problema che tocca una grossa fetta di popolazione e le donne sono particolarmente colpite. Pare sia davvero il male del nostro tempo, prodotto di una società che corre troppo in fretta e inghiotte le nostre vite quasi lasciandoci inermi.

Ma cos’è lo stress? Nel linguaggio comune viene usato come sinonimo di ANSIA, PREOCCUPAZIONE, TENSIONE e ha sintomi sia a livello fisico che emotivo.
Ha quindi acquisito nel tempo un’accezione negativa, nonostante in realtà nasca come capacità di reazione del nostro corpo al pericolo, quindi come funzione positiva.

I fattori di stress sono generalmente stimoli esterni che provocano una reazione biologica nel nostro corpo che si articola in 3 fasi.
La fase di allarme: in cui il corpo si prepara a difendersi, ad esempio aumentando la pressione sanguigna e la tensione muscolare, acuendo i riflessi e producendo cortisolo.
Poi c’è la fase di resistenza, in cui l’organismo cerca di adattarsi alla situazione esterna creatasi, riportando lo stato fisiologico alla normalità.
Infine c’è la fase di esaurimento, ma questa si manifesta solo nel caso di stress continuo o troppo intenso. Il corpo, non riuscendo a far fronte al troppo stimolo, perde la sua naturale capacità di adattamento, creando la condizione per l’insorgere di malattie di vario genere.
Le patologie che possono insorgere vengono dette PSICOSOMATICHE, proprio perché partono da una condizione psicologica di stress eccessivo, e possono essere di varia natura: dall’ipertensione alla colite, dai problemi digestivi alle irregolarità del ciclo mestruale, dai problemi respiratori ai dolori muscolari. Ma si può arrivare anche a problemi più gravi come ischemia e infarto.
Ma perché insorgono questi disturbi? Tutto parte dalla produzione di CORTISOLO, un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in situazioni di allarme, che influenza il metabolismo e il sistema immunitario. Questo però, a lungo andare, causa un abbassamento delle difese dell’organismo. Ecco perché essere sottoposti a eccessive dosi di stress, compromette la salute.

 

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In tutto questo, il peso del fattore psicologico è notevole. Pare infatti che, oltre alle cause esterne, giochi un ruolo cruciale anche la nostra attitudine personale, cioè il modo in cui affrontiamo e gestiamo lo stress. Partendo da situazioni di stress esterno similari (tutte quante abbiamo infatti la nostra dose di problemini e problemoni ogni giorno), le donne caratterialmente più tranquille e pacate tendono a soffrire di meno, e ad avere quindi meno problemi di salute. Lo stress non è quindi solo un qualcosa di esterno: le sue cause sono esterne, ma è il modo in cui le viviamo e le metabolizziamo a creare stati più o meno marcati di tensione.
La SOLUZIONE? Innanzitutto cercare di dare il giusto peso alle cose, non ingigantendo problemi in realtà minimi, e lasciandosi “scivolare addosso” quanto più possibile le piccole tensioni quotidiane. Poi cercando di sfogare lo stress in qualcosa di salutare, prima di tutto l’attività fisica (vanno bene sia pratiche soft come yoga e ginnastica dolce che attività più energiche come la kick boxing), che oltre a sciogliere le tensioni è un toccasana per il nostro corpo. In ultimo, cercando di risolvere i problemi che sono fonte di stress in modo deciso. È inutile lasciarli a sedimentare per paura di affrontarli, questo a lungo andare ci logora. Meglio allora ragionare sulle possibili soluzioni e agire. Nel frattempo, lavoriamo per adottare una nuova mentalità, che ci permetta di relegare lo stress nell’angolo, fino quasi a dimenticarcene: perché la vita è troppo bella (e troppo breve) per annegarla nello stress di tutti i giorni!

 

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Essere Mamma è un ruolo fondamentale, una delle funzioni più importanti del mondo. Perchè senza una mamma, una vita non può nascere. Ogni uomo o donna sulla Terra è venuto al mondo grazie a una mamma: ma allora perchè questo ruolo ancora non viene aiutato e tutelato come si deve?

Purtroppo questa domanda non ha ancora trovato risposte valide; ma nell’attesa di un vero giro di boa in merito, cioè di un vero aiuto da parte dell’apparato sociale, c’è chi ha pensato di iniziare con l‘aiutarci tra di noi.

Intervistiamo Marzia Del Prete, presidente di Mom&Woman, associazione onlus che si occupa di dare supporto alle mamme che vivono le piccole e grandi difficoltà che questo ruolo comporta ogni giorno.

I principi cardine di questo gruppo non possono che toccare ognuna di noi nel profondo. Eccone alcuni. Mom & Woman nasce perchè:
• di fronte alla maternità non ci può essere nessuna forma di svantaggio e di fronte all'essere donna nessuna discriminazione;
• la salute, la formazione, il lavoro, la conciliazione dei carichi familiari sono diritti da tutelare per ogni donna ed ogni mamma a maggior ragione se in difficoltà economiche, sociali o assistenziali;
• spendiamo le nostre competenze per regalare un futuro migliore ai nostri figli e figlie
• risollevare la vita di una mamma o donna svantaggiata significa regalare una possibilità di scelta ai suoi figli e la crescita umana ed economica dell'intera collettività.
Mom & Woman si muove su 5 aree di attività: salute e benessere, educazione, conciliazione lavoro / famiglia, formazione, eventi e concorsi.

 

E: Marzia, puoi raccontarci come nasce questo progetto?
M: Mom&Woman Onlus  nasce con la mia maternità ed il mio voler essere un esempio positivo per mia figlia. Una maternità difficile che mi ha dato la possibilità di fare non poche riflessioni e di ribaltare completamente la mia vita. Credendo che il cambiamento debba provenire prima di tutto da noi stessi, ho iniziato a battermi ogni giorno per regalare un futuro migliore a mia figlia, che sarà donna e mamma di domani.

 

E: Che obiettivi avete per aiutare le mamme in difficoltà?
M: Mom&Woman Onlus è un’organizzazione nazionale senza fini di lucro, formata da professionisti (principalmente donne e mamme) che ha come principale obiettivo la tutela dei diritti civili di donne e mamme svantaggiate economicamente e socialmente. Una donna o una mamma che entra nel cuore della solidarietà vera di Mom&Woman Onlus, ha a disposizione alte competenze, tanta professionalità e grande umanità. Siamo in grado di prenderci cura di lei, di regalarle alta formazione, di valorizzare il suo talento, fornendo occasioni concrete di lavoro, sostenendola nella conciliazione dei carichi famiglia-lavoro. Sentiamo molto al nostro interno anche il tema dell’imprenditoria femminile e della leadership rosa. Ci sono molte donne e mamme piene di risorse che il mercato del lavoro non valorizza e spesso rifiuta. Sono potenzialità che vengono lasciate nell’ombra e nell’abbandono e che da sole non hanno i mezzi o il network per risollevarsi. Noi forniamo loro gli strumenti per rialzarsi perché crediamo nel talento femminile. Aiutare una mamma in difficoltà significa aiutare di riflesso anche i suoi figli, dando una nuova possibilità di crescita umana e culturale all’intera società. Sembra incredibile ma in Italia questo non si fa, o comunque non abbastanza, perché la maternità è vissuta come un ostacolo, un impedimento e non come potenzialità e risorsa.

 

E: Sul sito si parla di alcuni progetti volti ad aiutare le mamme nella conciliazione lavoro – famiglia. Come HomeTeacher&Kids, EnterpriseTeacher&Kids e NannY, puoi spigarci brevemente come funzionano?
M: Tutti e tre sono progetti di conciliazione, ma contemporaneamente anche di lavoro per molte mamme. Selezioniamo donne di talento e disoccupate per dare loro alta formazione e inserirle lavorativamente attraverso i nostri tre servizi di conciliazione. HomeTeacher&Kids e EnterpriseTeacher&Kids sono i nostri progetti di nidi familiari e aziendali basati sul nostro modello educativo sperimentale (che vuole sviluppare pensiero laterale nei bambini e la conoscenza della lingua inglese sin dai primi mesi di vita). Il NannY è un progetto di tate a domicilio, educatrici spesso madrelingua inglese o psicologhe, che supportano le mamme lavoratrici nell’educazione dei figli o nella mediazione familiare.
Attualmente è aperto il bando di selezione e formazione NannY nel territorio di Roma Capitale, tutti i dettagli sono sul sito www.mom-woman.com

 

E: Che messaggio vorresti trasmettere alle donne che ci leggono?
M: Le persone a volte costruiscono i propri castelli sulle favelas, pensando che mai il disagio e la sfortuna busserà alla loro porta o a quella dei loro figli. Quello che ancora si fatica a comprendere, è che abbiamo ricevuto in dono le nostre fortune. Ed è nella capacità che abbiamo di condividerle l’unica speranza di tutela nostra e dei nostri figli. Questo vale anche per le competenze e tutto ciò che possiamo mettere a servizio dei più deboli.
E' sullo scambio di competenze, professionalità e conoscenze che noi fondiamo tutti i nostri progetti solidali, per questo siamo sempre aperti alla collaborazione volontaria di nuovi professionisti che partecipino attivamente alla nostra causa (parlo di formatori, progettisti, manager, consulenti, psicologhe, educatrici e così via). Ogni professionalità che si rende disponibile alla nostra causa sul territorio nazionale è bene accetta perché il lavoro da svolgere è tanto e troppe sono le donne e mamme in difficoltà a cui dare una risposta concreta che le riabiliti agli occhi dei loro figli e della società tutta.
Presto uscirà un bando di selezione dei delegati regionali dell’associazione, richiediamo alte professionalità e skill molto forti per la nomina a delegato regionale. L’obiettivo è la diffusione capillare di tutti i progetti nel territorio nazionale e la collaborazione con istituzioni locali, enti, imprese per avviare a livello regionale/provinciale/comunale i nostri progetti di pari opportunità, formazione e lavoro diretti a donne e mamme in difficoltà.

 

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E: E tu, come mamma - donna - lavoratrice e ideatrice di questo importantissimo progetto, come riesci ad affrontare le difficoltà di questi ruoli e a conciliare i vari aspetti della tua vita?

M: Concilio semplicemente non escludendo gli affetti dalla mia vita, lavorando spesso da casa e partecipando attivamente al processo di crescita di mia figlia. Ho portato Rebecca con me in banca, dal commercialista, ai convegni, alle riunioni destando stupore e meraviglia. Per me è un modo di dire basta ad un sistema che esclude la maternità o la emargina ad aspetti residuali della vita di una donna.
I figli sono parte integrante dell'esistenza delle loro madri ed il sistema italiano, che ne esclude la presenza delegando ad altri la loro crescita, va scardinato.
Le mamme devono godere di maggiori supporti alla conciliazione e questi ultimi non devono essere pennellati sulle esigenze del sistema attuale, che non comprende il valore della maternità. Le logiche devono cambiare, le donne devono poter lavorare ed avere i figli vicino soprattutto nei primi anni di vita. Questo significa che non servono asili nido e basta, serve il telelavoro, serve la flessibilità in azienda, servono i nidi aziendali, servono politiche più inclusive a favore della maternità.

 

E: Sul sito di Mom&Woman si può leggere una dedica bellissima a tua figlia. Possiamo riportarla?
M: certo, eccola.
Ho sognato per te un mondo
dove l’essere donna non significa sesso debole,
dove l’accesso ai mezzi di cura e alla formazione avviene indipendentemente dai mezzi economici che possiedi,
dove la maternità è vissuta come un dono e non come un ostacolo,
dove il tuo talento è valorizzato indipendentemente dalle conoscenze che possiedi o dalla tua avvenenza fisica,
dove puoi essere una leader senza dover diventare necessariamente più cruda di un uomo,
dove l’umanità è il pilota della tua anima,
dove nessuno potrà mai violare i tuoi diritti civili solo per il fatto che sei donna o mamma.

 

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Spesso non ce ne rendiamo conto, ma nella vita di tutti i giorni ci sono molte cose che ci rubano letteralmente soldi senza che ce ne accorgiamo.
“Ma và, impossibile!” dirai tu. Ma ti assicuro che è così. Non te ne accorgi perché te li rubano poco alla volta, centesimo dopo centesimo, come la goccia che scava la roccia. Ma se alla fine dell’anno fai due conti, questa goccia è diventata un lago! 

Vediamo insieme alcuni esempi, intanto che leggi fai mente locale su quello che può riguardare anche te.


Sai che il tuo conto in banca costa? Hai spese per la tenuta del conto, bolli statali, spese per avere una carta di credito o un bancomat, spese per emettere un libretto d’assegni, spese se vai in rosso. Tante piccole voci citate nel tuo estratto conto. Estratto che? Sì sì, proprio quel documento di 5 – 6 pagine che la tua banca ti manda periodicamente (caso vuole sempre in giornate in cui non hai tempo di guardarle) e che butti in qualche cassetto ripromettendoti di guardarlo, prima o poi.

 

SOLUZIONE:

guardati in giro, ci sono nuovi conti correnti a costo zero che ti offrono gli stessi servizi della tua banca e magari sono pure più attenti alle tue esigenze. 

 

 

Ogni volta che ricevi una bolletta a casa, ti viene addebitato un costo per la sua stampa e spedizione. Moltiplica questo costo per tutte le bollette che ricevi e per tutti gli anni che le hai ricevute e vedi un po’…ti verrà fuori un gruzzoletto per almeno una cena in un bel ristorante.

SOLUZIONE:

chiedi di ricevere le bollette via email. Puoi stampartele o salvarle sul computer. Non solo risparmierai sui costi, ma riceverai le bollette prima (senza aspettare i tempi delle poste) e aiuterai l’ambiente (meno carta…più alberi in Amazzonia).

 


Se hai un bancomat e prelevi spesso, sai bene che prelevando sugli sportelli di altre banche paghi le commissioni (che spesso sono davvero salate). Al momento sembrano pochi spiccioli, ti costa di più fare il giro per andare nella tua banca e poi adesso sei di corsa…però anche in questo caso, moltiplica la commissione per ogni volta che prelevi in tutto l’anno.

 

SOLUZIONE:

cerca di prelevare meno volte, prendendo magari cifre più alte a singolo prelievo. Cerca di prelevare quando sai di passare vicino alla tua banca. Sappi anche che certe banche (quelle online tipicamente) non fanno pagare commissioni su nessuno sportello. 

 


Sei il tipo che fa benzina 3 – 4 volte a settimana e ogni volta metti 20 euro? Sappi che stai regalando ai benzinai un sacco di soldi. Perché? Perché ogni volta che fai benzina rimane sempre qualcosa nel tubo, che quindi non finisce nel tuo serbatoio. Se in una settimana fai 4 rifornimenti da 20 euro, lascerai benzina nel tubo 4 volte. Se fai 1 solo pieno, lo spreco si riduce a 1 volta.

 

SOLUZIONE:

fai il pieno quando raggiungi la riserva e cerca sempre il benzinaio più conveniente (se è una pompa “bianca” meglio ancora).

 

Sai che ogni anno ci sono novità in ambito fiscale e tu non lo sai? Se ti affidi a un professionista per la tua dichiarazione dei redditi, impara a “spremerlo” un po’.

 

SOLUZIONE:

chiedi al tuo commercialista se ci sono alternative che possono farti risparmiare (ovviamente legali), novità nelle detrazioni, sconti per particolari situazioni.

 

Gli esempi potrebbero continuare, ma scriverei un poema. Questi casi erano solo per farti riflettere sul fatto che nella vita di tutti i giorni dobbiamo pensare dove vanno i nostri soldi. Ogni centesimo merita di essere controllato almeno una volta per capire dove si può risparmiare. Tempo e attenzione, ecco cosa ci vuole, ma sono entrambe cose che spesso ci mancano e di questo tanti “signori” se ne sono accorti, e continuano a derubarci sapendo che non ci prenderemo mai la briga di fare i conti.
Non permetterglielo più! Fallo per te stessa e per la tua famiglia…e con i soldi risparmiati vedrai che potrete concedervi qualche extra in più.


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