Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: https://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

Hai visto un animale randagio o abbandonato? Oppure vuoi adottare un cucciolo in difficoltà? Ecco cosa devi sapere.

Il randagismo e l’abbandono di cani e gatti è una realtà purtroppo sempre attuale. Ma ognuna di noi nel suo piccolo può migliorare la situazione e fare la mossa giusta, senza voltarsi dall’altra parte e far finta di nulla, come purtroppo fanno tante persone.
Con l’intervistata speciale di oggi capiamo insieme cosa fare: Laura fa’ parte delle Sfigatte (sezione Pavia), un’associazione che si occupa del recupero di piccoli animali abbandonati.


E: Laura, puoi darci dei consigli su cosa fare in caso trovassimo un animale abbandonato?


L: Prestare soccorso a un animale abbandonato è una responsabilità civile e morale. Se l'animale si lascia avvicinare senza problemi e sembra in buone condizioni, sarebbe opportuno portarlo da un veterinario per la verifica del microchip, in modo da ritrovare facilmente i suoi proprietari. Se l'animale è spaventato, aggressivo e non si lascia avvicinare, bisogna contattare immediatamente la Polizia locale, l'ASL o le associazioni della zona (chiamando uno dei servizi di ricerca di numeri telefonici o cercando su internet tramite smartphone).
Se si decide di portarlo a casa, sarebbe meglio diffondere le sue foto nelle zone circostanti, appendendo locandine nelle aree più frequentate (parcheggi, veterinari, negozi, aree cani, ecc.).

È necessario comunque portarlo dal veterinario per assicurarsi che non abbia problemi di salute e sia dotato di microchip. Meglio non introdurlo al contatto con altri animali domestici presenti in casa senza assicurarsi che non abbia malattie trasmissibili.
Se si trovano gatti con età inferiore ai 2 mesi, ma è sconsigliato anche in età superiore, è assolutamente vietato dar loro latte vaccino: è molto difficile da digerire e potrebbe provocare la morte. Meglio tamponare l'emergenza con latte di capra e poi procurarsi del latte in polvere specifico per gatti. È consigliabile contattare subito un veterinario che darà tutti i consigli utili.

 

 

E: Ci puoi dare qualche consiglio su come adottare un animale domestico abbandonato?


L: Gli animali che cercano casa sono davvero tantissimi, canili e gattili sono pieni in tutte le stagioni dell'anno. Non compriamoli, adottiamo un animale bisognoso: ce ne sarà grato a vita.
Contattate le associazioni più vicine alla vostra zona e cercate insieme ai volontari il peloso più adatto al vostro stile di vita (esempio: se è un cane energico e attivo, sarà sconsigliato a una famiglia sedentaria, agli anziani o a persone che per lavoro lo lascerebbero in casa da solo molte ore al giorno ecc..).

 

E: Quali sono le prime cose da fare quando si porta l’animale a casa?


L: In primis, una visita per verificare le condizioni di salute. Non somministrate farmaci senza il consiglio di un veterinario. La prassi da seguire dipende molto dall'età dell'animale, ma il veterinario saprà consigliare il percorso giusto. L'inserimento in un nuovo ambiente può essere traumatico: soprattutto se si tratta di un micio, sarebbe bene dedicargli una stanza dove poter gradualmente prendere confidenza con voi e con l'ambiente. Anche l'inserimento con altri animali domestici già presenti in casa deve essere graduale.
Se avete adottato un gatto, e gli date la possibilità di uscire in giardino, assicuratevi che il veterinario faccia il vaccino di prassi e il vaccino per la FELV (leucemia felina) che tutelerà quasi al 100% l'animale dal rischio di contagio. Evitate di dare a qualunque animale del cibo per umani (il cibo per animali è completo di tutti gli elementi nutritivi per il fabbisogno giornaliero), evitate assolutamente dolci e cioccolato e attenzione anche ad alcune piante (su internet trovate l'elenco di tutte le piante nocive per gatti e cani). Se abitate ai piani rialzati, assicuratevi che non ci sia il rischio che la bestiola possa cadere (spesso basta un uccellino a distrarli e fargli perdere l'equilibrio).
Oltre a queste regole base, ogni qualvolta si adotta un animale, è sempre bene informarsi prima su tutto ciò che riguarda il suo benessere. Internet è pieno di informazioni e ci sono molti libri a disposizione.
Un animale non è un giocattolo, farà parte della vostra vita per molto tempo, è bene quindi donargli tutto l'amore che si merita.

 

E: Ora parliamo delle Sfigatte. Com’ è nata l’associazione?


L: Nel 2007 abbiamo deciso di unire le forze per poter aiutare i piccoli randagi: l’amore per gli animali e la voglia di poter regalare a quelli più sfortunati un'altra occasione non potevano rimanere un’astrazione. Così nascono “Le Sfigatte”, un’associazione dal nome simpatico e ironico che indica un tipo di volontariato a favore degli animali in cerca di famiglia. Con l’associazione soccorriamo, curiamo, sterilizziamo animali randagi o abbandonati e cerchiamo per loro famiglie adottive che li possano amare e accudire per tutta la vita, come meritano.
Più in generale, il nostro obiettivo è quello di diffondere il rispetto per tutti gli animali, non solo per quelli domestici, senza alcuna distinzione. Ma per poter continuare a salvare e curare sempre più randagi, purtroppo non bastano la compassione e la buona volontà: servono fondi e questi non arrivano certo dalle Istituzioni. Per questo motivo organizziamo periodicamente cene e aperitivi (tutti vegani): un modo simpatico per unire l’utile al dilettevole. Ci piacerebbe cambiare il mondo, ma per ora ci accontentiamo di migliorarlo…


E: Come gestite il recupero degli animali abbandonati e la loro adozione?


L: Gli animali abbandonati vengono di solito segnalati e trovati per strada, nelle colonie già esistenti o nei giardini dei privati. Noi andiamo sul posto e portiamo l'animale in salvo. Non avendo una struttura che ci supporta, lo stallo avviene attraverso volontari, che si prestano a tenere l'animale fino all'adozione.
Durante quell'arco di tempo, noi creiamo appelli con foto e descrizione del peloso a cui trovare casa, che vengono poi diffusi sul web o attraverso le rubriche di settimanali e mensili. Nel momento in cui una persona interessata all'adozione ci chiama, prendiamo accordi per il controllo pre-affido che consiste nell'andare a conoscere la famiglia, a vedere la casa dove verrà accolto il peloso e rispondere alle domande per far vivere al meglio il nuovo arrivato. Se il pre-affido va a buon fine, facciamo poi firmare il modulo di adozione che stabilisce alcune regole fondamentali per la cura e la tutela dell'animali (es.: sterilizzazione obbligatoria, divieto di tenere i cani legati alla catena, divieto di lucrare su di loro ecc..).

 

E: Se qualche lettrice è interessata ad adottare un animale da compagnia per salvarlo dal randagismo, come vi può contattare?

 

L: Basta andare sul sito www.lesfigatte.org o sulla nostra pagina Facebook "Le Sfigatte" oppure “Le Sfigatte Pavia”


Hai preso un cane o un gatto ma non hai mai tempo per giocare con lui?
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Metti il fondotinta ma l’effetto non è quello desiderato? Compri un correttore ma non copre come fanno vedere nella pubblicità? Hai buttato via il mascara perché al primo uso si è rivelato una delusione? In questo articolo scoprirai perché.


Truccarsi è bello, è divertente, ci rende più sicure di noi, ci piace…un sacco! Ma nessun trucco è efficace se sotto al make up la pelle non è in salute. Ed è inutile cambiare di continuo marca, il problema va risolto alla radice, aiutando la pelle dalla base.
Ecco alcuni consigli semplici e rapidi che ci ha dato Tiziana, la nostra intervistata speciale e specialista di make up. La sua visione della bellezza è unica e preziosa, perché per lei il make up deve sempre andare a braccetto con la salute e il benessere della donna, e non essere un mero esercizio estetico. Insomma, donne belle ma anche in salute, e soprattutto sicure di sé e in grado di ritagliarsi il giusto tempo per curarsi del proprio benessere. Affinché il nostro viso rifletta una bellezza reale, che viene da dentro, anche se aiutata da un velo di cipria e rossetto! 


E: Arriva la primavera: cosa consigli per risvegliare la pelle dopo la stagione invernale?
T: Con la primavera si risveglia la natura, inverdiscono le foglie e sbocciano i fiori. Allo stesso modo si risveglia la nostra pelle. È importante in questo periodo utilizzare una volta alla settimana una maschera esfoliante, il cosiddetto scrub. I granuli infatti aiutano ad eliminare le cellule morte superficiali in modo da avere pelle più luminosa e pronta all'abbronzatura.

 

E: Puoi darci qualche dritta per nascondere/curare le occhiaie?
T: Alcune persone per ereditarietà possono avere occhiaie più evidenti. Diversamente le occhiaie possono essere causate da poco o cattivo riposo, oppure stress.
Primo consiglio è dedicare a sé stesse almeno 30 minuti al giorno per i propri hobby o per il semplice relax. Dormire almeno 7 ore per notte è altrettanto importante.
A livello estetico possiamo applicare un correttore in stick (di tonalità media per le carnagioni europee) da applicare con il pennello apposito. Stendere nella parte inferiore e superiore delle palpebre e dell'arcata sopraccigliare in modo da ottenere una base con uniformità di colore. Poi passare un velo di cipria trasparente per fissare ed illuminare in modo naturale.

 

E: Cosa consigli per scegliere i prodotti migliori per il make up (cioè con ingredienti meno chimici e con effetti migliori sulla pelle)?
T: Una buona regola è guardare sempre la lista degli ingredienti: quanto più riusciamo ad evitare le sostanze chimiche (come conservanti, coloranti, profumi sintetici) tanto meglio è per la nostra pelle. Ricordiamoci sempre che gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente: significa che i primi della lista sono quelli presenti in quantità maggiore. È soprattutto a questi che dobbiamo guardare e che dovrebbero essere di origine naturale. Attenzione anche alla data di scadenza del prodotto: è indicata con un numerino di fianco all’immagine di un barattolo aperto. Indica quanti mesi può stare aperto il prodotto senza che la composizione venga alterata dal passare del tempo.

 

E: Truccarsi ogni giorno fa’ male?
T: Assolutamente no. Truccarsi ogni giorno fa bene, anche perché i fondotinta e i rossetti - ad esempio - aiutano a mantenere un alto livello di idratazione della pelle e hanno anche effetto protettivo dai raggi solari. La cipria poi, aiuta la pelle a schermarsi dalle impurità esterne e dallo smog. L'importante è non esagerare nelle dosi – lasciando respirare la pelle – e struccarsi ogni sera, in modo accurato.

 

E: Come possiamo aiutare la pelle?
T: La pelle è un organo molto importante ed è il più esteso nel corpo umano. È fondamentale pulirla ed idratarla quotidianamente. I passi base sono: utilizzare latte detergente, tonico e crema idratante (da giorno o da notte), sia al mattino che alla sera. Alla sera, tutto questo serve a detergere la pelle dalle impurità, dal trucco e dall'inquinamento. Alla mattina, invece, ad eliminare le cellule morte e le scorie derivanti dalla riparazione naturale delle cellule che avviene durante il sonno.

 

trucco-primavera

 

E: So che recentemente hai fondato un'associazione per donne, ce ne puoi parlare?
T: Certamente, si chiama "Associamiamoci. È un modo per noi donne di incontrarci in allegria in zona Lago Maggiore. Parliamo di temi di interesse comune, dalla famiglia al lavoro, dal benessere al trucco, dai figli allo shopping. Semplici chiacchierate tra nuove amiche: una piccola oasi per staccare dalla quotidianità e confrontarsi. Inoltre, dal lato make up, organizzo anche serate di trucco personalizzato aperte al pubblico, sempre in zona Milano e dintorni. Per info potete andare sulla mia pagina facebook https://www.facebook.com/TizianaMakeUp


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Se lavori anche tu davanti al computer forse ne hai già sentito parlare, e se lo fai da diversi anni probabilmente hai sofferto in qualche giornata di questo tipo di stress. Ma anche se non ci lavori e usi il pc solo nella vita privata, questo articolo potrebbe toccarti da vicino.

 

Lo stress informatico nasce dai vari aggeggi tecnologici di cui siamo contornate che, in teoria dovrebbero renderci la vita più facile, ma in pratica spesso ce la complicano non poco (hai presente la classica scena dell’impiegato stressato che prende a mazzate il computer? Ecco…una cosa così).
Quando il pc ci mette 20 minuti a partire, quando il palmare va in blocco, o al netbook appena comprato si fulmina la memoria… un po’ di stress si crea inevitabilmente! Ed è ancora peggio quando succede che il caro marchingegno decida di fulminarsi proprio quando stavamo per finire un lavoro o nel bel mezzo di qualcosa di importante.

 


Con la diffusione che la tecnologia ha ormai raggiunto, non c’è da stupirsi che lo stress informatico sia diventato a tutti gli effetti una PATOLOGIA riconosciuta, che – come se non bastasse – va a sommarsi a tutti gli altri stress presenti nella nostra quotidianità.
Se un marziano, che non conosce niente del nostro mondo, ci vedesse litigare col pc direbbe “Ma perché non te ne liberi e ritorni a scrivere con carta e penna?”. Già, facile a dirsi. Ormai siamo tutti tecnologia-dipendenti. Quante volte al giorno leggiamo l’email? Quante volte ci connettiamo a Facebook? Riusciremmo a stare una settimana senza cellulare? Penso che già dopo qualche ora potremmo avere una crisi d’ASTINENZA… quindi, litighiamo con la tecnologia, ma non possiamo farne a meno. Come sopravvivere allora allo stress informatico?


Ecco qualche SOLUZIONE:


• impariamo a leggere i manuali d’istruzioni di computer, palmari e simili. Un corretto uso e la giusta manutenzione riducono notevolmente la possibilità di guasti improvvisi. Certo, questo necessiterà di un po’ di tempo e di impegno, ma ne vale assolutamente la pena!


• non affidiamo a questi supporti tutto quanto. Un documento importante è meglio stamparlo, per avere anche una copia cartacea da conservare.


• facciamo periodicamente una copia di back up di tutto ciò che abbiamo di importante sul computer su un’altra memoria (cd, usb, hard disk esterno).


• quando lavoriamo su un documento, salviamolo spesso in modo da non perdere il lavoro fatto sino a quel momento.



Se poi la causa dello stress è il pensiero di dover installare nuovi dispositivi, di dover aggiornare i software, di cambiare sistema operativo, di incappare in problemi di furto di dati o virus di varia natura, allora basta rivolgersi a qualche esperto (di solito tutti abbiamo un amico un po’ smanettone che col pc ci sa fare) per chiedere consiglio sul da farsi. Ma anche internet è una fonte d’informazioni preziose in merito.
Un’ultima chicca per concludere, senza sembrare preistorica. La tecnologia è bella e utile, ma proviamo a re-imparare in certi casi a fare le cose come quando eravamo piccole. Avremmo avuto anche strumenti più grezzi, ma di sicuro eravamo MENO STRESSATE!



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Alzi la mano a chi è capitato di non vedere l’ora di tornare al lavoro per scappare dallo stress di casa. Sembra un’eresia, ma da una recente ricerca pare che uno dei motivi principali di stress sia proprio chi la casa la divide con noi: il nostro partner.

E, lontani dallo stereotipo della fidanzata/moglie rompiscatole, sembra che a pensarla così siano soprattutto le donne, stressate dal compagno e dalla routine domestica.

Per noi forse questa è la scoperta dell’acqua calda, ma è un fenomeno che fa RIFLETTERE. In genere quando si pensa allo stress lo si collega al posto di lavoro, ai battibecchi col capo, al traffico, alla suocera. E invece, sorpresa, è proprio la dolce metà a vincere la medaglia d’oro! Per questo, molte donne cercano rifugio proprio nell’attività lavorativa, arrivando a dedicarci anche più tempo, pur di stare lontane dalle mura domestiche. Queste ultime diventano, infatti, il triste teatro di scontri e litigi, che logorano la coppia e il rapporto.
Ma perché?
Alcuni dicono sia perché nella coppia si vanno a riversare le tensioni accumulate all’esterno, che vengono sfogate sul partner, preso come capro espiatorio. Altri pensano che a complicare le cose siano i problemi legati alla gestione della casa e della famiglia. Inutile dire che uno dei motivi per cui le donne si sentono più sotto pressione degli uomini è proprio il fatto che pesi ancora sulle loro spalle la maggior parte della gestione familiare.
Se a questo si somma la comune PIGRIZIA DELL’UOMO, che pur di scampare agli obblighi casalinghi scalerebbe il K2, e la sua insensibilità, che alle volte lo rende sordo di fronte alle nostre richieste più o meno velate di supporto emotivo… bhe, diciamo che la situazione non è delle più rosee. E anche in questi casi, è proprio alla donna che viene richiesto uno SFORZO in più, facile quindi capire perché siamo noi le più stressate e quelle più inclini a scappare dal focolaio domestico. Ovviamente questa non è la soluzione, rappresenta solo un PALLIATIVO.

 

 

L’unico modo per vedere la luce in fondo al tunnel e ricominciare a considerare la casa come la nostra isola felice è quello di prendere il toro per le corna. Se entrambi nella coppia lavorano full time, le faccende domestiche vanno divise a metà: non siamo più nel MedioEvo, gli uomini devono diventare un po’ più “casalinghi”.

Se invece il problema è che ci carichiamo troppo di stress fuori e lo scarichiamo sul partner, allora dobbiamo farci un esamino di coscienza e risolvere il problema alla radice, perché così si rischia davvero di mandare all’aria la coppia. Se è lui a usarvi come valvola di sfogo, allora è tempo di fargli un discorsetto e farlo rientrare nei ranghi, meglio se a questo aggiungete un abbonamento in palestra così va a sfogarsi lì (e magari butta anche giù la pancetta).
Quando le tensioni nascono invece da aspettative deluse o richieste non accolte, dobbiamo metterci a quattr’occhi col partner e cercare il compromesso.

Ci sono cose tra voi che non girano nel verso giusto da troppo tempo? Spigoli ancora da limare? Difetti che vi rendono difficile la convivenza? Non c’è come parlarne e trovare una soluzione di comune accordo. Stuzzicarsi e litigare ogni giorno non serve a nulla: mette entrambi sulla difensiva e rende l’atmosfera di casa IRRESPIRABILE.

E tu cosa ne pensi? Anche per te lo stress nasce in casa? Che soluzioni hai trovato? Racconta la tua esperienza.

 

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