Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: https://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

La nuova tendenza tra le donne: diventare imprenditrici di se stesse.

Vuoi la crisi che ha tagliato posti di lavoro, vuoi lo stampo imprenditoriale maschilista che frena i percorsi di carriera in rosa, vuoi il desiderio di avere più tempo per i figli. I motivi possono essere diversi, ma il risultato è lo stesso: tante donne in gamba che si rimboccano le maniche e decidono di andare per la loro strada.
La cosa bella è che se vogliamo, lo possiamo fare tutte. Diventare imprenditrici non è un traguardo per pochi, non necessita di grossi capitali, non ha bisogno di un’idea super rivoluzionaria: questo è ciò che vogliono farci credere per mantenere l’imprenditorialità una cosa “per pochi”.
Per avviare il proprio business servono 5 semplici fattori, che ognuna di noi può avere dentro di sé.

1. Parti da quello che sei, quello che ti piace e che conosci, dalle persone che hai intorno. Non hai bisogno di creare l’invenzione del secolo: tanti prodotti di successo sono nati da semplici intuizioni legate alle abitudini e ai bisogni quotidiani. E quando ti viene un’idea, non pensare subito al successo che potrà avere e agli obiettivi che dovrai raggiungere. Non preoccuparti troppo del dopo: parti dal qui e ora, poi il resto seguirà man mano.
2. Investi nella tua idea solo la cifra che ti puoi permettere di perdere. Non essere il giocatore incallito che punta tutto alla roulette. Tante idee di successo sono partite con budget ridicoli, alle volte pari a zero. Può essere anche il tuo caso.
3. Non rimanere sola. Ogni idea e progetto dovrebbe essere condiviso con altre persone che possono aiutarti, perché da soli è molto difficile farcela. Come trovare questi supporters? Parla del tuo progetto in giro e aspetta: saranno loro a trovare te. Non pensare che qualcuno possa copiare la tua idea se ne parli: a malapena la gente realizza ciò che ha nella propria testa, figuriamoci realizzare il progetto di qualcun altro! Condividi ciò che vuoi fare, la voce si spargerà e chi vuole aiutarti si avvicinerà di sua spontanea volontà. E questo ti darà la certezza che sono persone veramente interessate, che non rischiano di mollarti a metà strada.

 

consigli-per-diventare-imprenditori


4. Se la vita ti da’ limoni, fai una limonata. Mettiti in testa che in ogni cosa ci possono essere ostacoli e problemi. Ma se vedi gli errori come un’esperienza per aggiustare il tiro e non come un incentivo a mollare, tutto sarà più facile. Anzi, ti auguro di commettere più errori possibile, specialmente all’inizio, perché questo ti permetterà di capire più in fretta le mosse giuste da fare e raggiungere il successo ancor prima.
5. Pilota il futuro. Ovviamente nessuno può sapere come andranno le cose, ma è inutile perdersi dietro ad analisi di mercato, studi della concorrenza e business planning. Questi lasciali alle grandi multinazionali che hanno tempo da perdere. Tu tieni solo gli occhi aperti: quello che succederà in futuro ha già scritto delle tracce nel presente. Se impari a leggere il comportamento dei tuoi potenziali clienti ora, puoi prevedere come reagiranno poi.


Ricorda: un imprenditore di se stesso non deve ragionare come una grande azienda. Perché proprio il fatto di non essere una grande azienda sarà il suo fattore di successo. Potrai cogliere le nuove opportunità in modo più veloce e diretto (senza lungaggini e burocrazie aziendali), potrai fare un passo alla volta investendo poco per vedere come va (mentre le aziende devono fare budget annuali), potrai scegliere che risorse usare anche solo temporaneamente (mentre le aziende devono comprare tutte le strumentazioni), non avrai gerarchie e formalità da rispettare e potrai confrontarti con persone al tuo stesso livello.

Ora che hai tutti gli strumenti in mano, che aspetti a partire? 


Grazie al professor Mikkel Draebye, docente di Strategic & Entrepreneurial Management presso SDA Bocconi.

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Il rientro dalle vacanze si sa, è sempre traumatico! Ma se invece che vederlo come un triste momento di ritorno alla routine, lo prendessimo come occasione per portare una ventata di rinnovamento?

E possiamo farlo sia su noi stesse sia nel nostro armadio: perchè apparire più belle anche quando l'estate finisce, non può che farci stare meglio. Vediamo allora con Tiziana, la nostra make-up artist e look consultant, cosa fare al ritorno in città.

 

E: Partiamo dalla pelle: come rimediare alle pazzie dell'estate e mantenere l’abbronzatura?

T: Al rientro dalle vacanze è facile sentirsi un po’ tristi...il ritorno agli impegni di lavoro..la sveglia al mattino presto…il tempo che non basta mai! Per questo mai come ora è importante coccolarsi un e prendersi cura di sè. Se la nostra abbronzatura persiste, è importante idratare bene la pelle per mantenere la tintarella. Se invece comincia ad andare via, possiamo aiutare la nostra pelle con uno scrub esfoliante viso e corpo che rinnova le cellule superficiali e dona omogeneità di colore. Anche l'idratazione del corpo è importante, e se usiamo creme con profumi delicati e rilassanti, prolungheremo la sensazione di essere ancora in vacanza!

Per mantenere l'abbronzatura, potremmo pensare di cedere alla tentazione di ricorrere alle lampade. Ma dobbiamo ricordare che, per quanto i macchinari siano evoluti, questi raggi rovinano la pelle: se vogliamo restare giovani e belle a lungo è meglio evitarli. Se proprio vogliamo farla, preferiamo quelle a bassa pressione, meno dannose, e non più di due al mese. Meglio usare creme e spray autoabbronzanti, che stimolano la melanina e il naturale colore della pelle.

 

E: Come rimediare invece alle occhiaie da notti brave in discoteca?

T: Un buon metodo per cancellare le odiose occhiaie è sicuramente riprendere ritmi quotidiani regolari: andare a dormire e alzarsi più o meno alla stessa ora. La quantità e la qualità del sonno sono senza dubbio uno dei migliori alleati. A livello cosmetico, un grande aiuto viene dato da una fresca e riposante crema contorno occhi che stendiamo picchiettando delicatamente sull'osso appena sotto gli occhi e non vicino all'occhio perché questa parte di pelle è molto sottile e delicata altrimenti potrebbe andare negli occhi e bruciare. Con il correttore possiamo coprire (ma ahimè non cancellare) l'ombra testimone delle nottate discotecare. Il colore dovrebbe essere come la nostra pelle, mai troppo chiaro. In realtà, più il correttore è scuro più copre. Stendiamo poi un leggero strato di cipria trasparente, che toglie le lucidità e cancella le ombre in eccesso.

 

E: Mettere via i vestitini estivi mette sempre un po' di malinconia. Come possiamo rinnovare il nostro armadio e sentirci ancora un po' in vacanza?

T: A fine stagione sarebbe buona abitudine dare un'occhiata al nostro guardaroba ed eliminare ciò che non abbiamo usato: cos’è che non ci piace più? Cosa è passato di moda? Cosa non è più adatto a noi? Cerchiamo di fare una selezione efficace: tenere le cose inutilizzate in armadio un anno in più non aumenterà le probabilità che le usiamo! Questa sensazione di ordine non sarà solo fisica, ma anche mentale e ci permetterà di avere più spazio e sentirci più distese. Inoltre, possiamo approfittare degli ultimi saldi per acquistare qualcosa di nuovo che ci piace di più e ci fa sentire bene…oppure semplicemente fare spazio per le vendite promozionali d’autunno!

Apparteniamo alla categoria di donne che davanti all’armadio tentennano nella selezione nascondendosi dietro a un “Non lo butto, può sempre servire”? Ecco tre strategie efficaci per non cadere nella trappola:
- controlla quali indumenti non hai indossato negli ultimi due anni e...elimina!!
- se qualcosa non ti va più per taglia o forma (o per età)…elimina!!
- compra un capo nuovo solo se prima ne hai eliminato uno vecchio: rapporto 1 a 1.

I capi che non usiamo più si possono riutilizzare in tanti modi: darli a un’amica a cui possono andare bene (solo se sono in ottimo stato ovviamente), donarli ad associazioni benefiche, cederli a qualche canile nella nostra zona (li usano come panni o per riempire le cucce), oppure scambiarli in occasione di qualche swap party (ci sono anche siti internet che ne organizzano).

 

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E: L'autunno si avvicina: che make up consigli?

T: I colori moda dell'autunno - inverno 2013 saranno il verde (in tutte le sfumature), il viola ametista, il blu cobalto. C' è un grande ritorno del nero classico, che verrà usato molto. E poi i toni caldi del marrone, rosso bordeaux, miele e caramello. Il trucco andrà abbinato ai toni degli abiti per un effetto raffinato e seducente.

 

E: La routine che fa bene alla pelle. Quali semplici gesti possono adottare le nostre lettrici nel quotidiano?

T: I gesti quotidiani sono i più importanti. Struccarsi ogni sera prima di dormire e usare con costanza latte o gel detergente a seconda del nostro tipo di pelle. Poi tonico e crema idratante. Dopo i 30 anni, cominciamo a usare una crema anti-età: prevenire è sempre meglio che curare! Quando i danni sono già evidenti è più difficile eliminarli, mentre anticipare il problema permette di avere risultati efficaci.  E dopo i 40 (o all'esigenza) inserire l’utilizzo di un buon siero, da usare prima della crema idratante da giorno e da notte. I sieri hanno consistenza leggera, si assorbono facilmente e aiutano la pelle a seconda delle esigenze. Ne esistono di vari tipi: leviganti, ristrutturanti, schiarenti per le macchie e via dicendo. Inoltre, è cosa buona abituarsi a fare una maschera idratante una volta a settimana: aiuterà sicuramente ad avere un viso più luminoso e morbido…il che non guasta mai!

 

Se siete curiose e volete copiare qualche trucco oppure volete partecipare a qualche lezione di trucco personalizzata e di gruppo, potete connettervi alla pagina FB di Tiziana Make Up.

 

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L’unica cosa bella della fine dell’estate è che…possiamo rimettere le mani nel guardaroba! Per prepararci al meglio all’autunno che arriva e per sentirci belle e chic anche con capi più coprenti, abbiamo raccolto alcune chicche utili. Ne parliamo con la nostra intervistata speciale, Giovanna Di Bacco, communication specialist e PR per lavoro… personal shopper per passione (e vocazione). Dal suo estro creativo è nato il blog The Glamour Geek Girl in cui racconta di fashion, style e tecnologia.

 

E: Quali sono i trend dell’autunno 2013?

G: Mai come quest’anno la parola d’ordine dell’autunno sarà mixare: stili, colori, forme si uniscono per dar vita al nostro personale stile. Ma da dove iniziare? Immancabili in ogni guardaroba saranno alcuni pezzi base su cui creare il nostro outfit perfetto.

Cappotto oversize: lunghi e avvolgenti anche di giorno, colorati per dare allegria anche alle giornate più grigie, classici color cammello perfetti per un look da ufficio. La stampa tartan: quadretti vichy rossi e verdi imperverseranno! Non solo sulle classiche gonne a pieghe, ma anche su scarpe, borse e cappelli. Occhio però: qui è davvero facile sbagliare, quindi consiglio un solo capo tartan e niente total look per evitare di sembrar appena tornata dalla Scozia! La fantasia di fiori: li abbiamo visti durante l’estate e anche per quest’autunno i fiori non ci abbandoneranno. I colori saranno più soft e meno accesi, ma le stampe “rose e fiori” andranno indossate da mattina a sera. E se anche le collezioni delle catene low cost come Mango e Zara si sono convertite a questo trend, beh non c’è alcun dubbio! Niente più scuse ragazze, facciamoci regalare un mazzo di fiori (stampato però!).

 

E: Cosa non potrà mancare nel guardaroba di noi ragazze quest’autunno?

G: Il cappotto la farà da padrone, quindi è sicuramente un capo su cui vale la pena investire. Sotto, però, non possiamo farci trovare impreparate. E quindi largo alle felpe sporty-chic. In questo modo, potremmo sentirci sempre super comode come a casa, ma senza dimenticare il tocco di glamour che contraddistingue noi fashioniste.

Infine, puntiamo sugli accessori (scopri qui gli accessori più trendy). Bijoux e collier questa stagione ruberanno (quasi) la scena agli abiti e diventano protagonisti dei nostri outfit. Pietre, strass, catene metal e colletti finti a gogò. Con una sola parola d’ordine: esagerare!

 

E: Quali sono i 3 pezzi Must have da tenere sempre nell’armadio?

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G: Numero 1: La t-shirt. Non c’è capo più basic e più essenziale di una t-shirt bianca, che oggi però si arricchisce e diventa il nostro modo di comunicare con il mondo. Come? Grazie a una semplice scritta stampata, che in pochissimi caratteri comunica al mondo il nostro stato d’animo e il nostro umore.

Numero 2: La giacca. Non importa il colore, se più rock o più professional, nel guardaroba di ogni glamour girl non può mancare la giacca, diventato uno dei capi must per eccellenza. Perfetta di giorno al lavoro oppure di sera per un aperitivo, e d’inverno sotto il cappotto. Basta solo scegliere un modello stretch e passepartout! 

Numero 3: Un accessorio hi-tech. Di cosa non possiamo fare più a meno oggi? Semplice, del nostro smartphone! E allora perché non abbinare al nostro compagno più fidato una custodia glamour-chic che non ci faccia passare inosservate a ogni squillo? Ne esistono di tutte le forme, modelli e colori. E anche gli stilisti più famosi (vedi Moschino o Cavalli) hanno firmato questo accessorio digitale. Diventato senza alcun dubbio un must have…e anche un’idea originale se dovete fare un regalo a breve!

 

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Donne e lavoro. Donne e famiglia. Donne e…tutt’e due. Siamo in un’epoca in cui all’interno delle coppie si lavora entrambi, e anche alla donna si possono aprire (anche se ancora in maniera limitata) prospettive di carriera. E si pone il problema della gestione della casa e della famiglia, non solo in un’ottica di bilanciamento nell’organizzazione della coppia, ma anche di valorizzazione della donna-mamma sul posto di lavoro. Sono temi di cui si parla, però ancora troppo poco. Il discorso va rinforzato perché il nostro Paese veda veramente un cambiamento, ormai necessario. Ne parliamo con Tea Camporesi, consulente di carriera.

 

E: Tea, secondo te perché in Italia la situazione della donna divisa tra lavoro e famiglia è ancora così complessa? Come mai si fatica ad avere una struttura sociale/aziendale, ma anche una mentalità, che permettano un salto avanti?

T: La “donna che lavora” è un fenomeno relativamente nuovo, a cui non ci si è ancora del tutto adattati. Infatti, per millenni, il suo ruolo è stato quello di prendersi cura della casa, dei figli e del marito, mentre a quest’ultimo spettava il compito di mantenere la famiglia. La “donna in carriera”, poi, è ancora più destabilizzante, perché va a occupare posizioni di potere, prestigio e denaro da sempre esclusivo appannaggio degli uomini, che si sentono perciò minacciati e praticano un ostruzionismo a scopo difensivo. Per la donna che lavora, quindi, sembrano esserci in linea generale due versioni: il ruolo gregario (lavora per arrotondare il bilancio, ma poichè la leadership economica e professionale è del marito, casa e figli restano di pertinenza femminile) e il ruolo da “uoma” (punta a carriera, prestigio e potere, quindi sacrifica la famiglia e si comporta come un uomo, spesso divenendone la parodia).

In Italia la situazione è aggravata a mio parere da due motivi principali: una classe dirigente molto anziana e refrattaria ai cambiamenti e un ventennio di celebrazione di veline-letterine-olgettine che ha svilito tutte le donne, ostacolando la percezione del loro valore e delle loro capacità.

Le donne in Italia sono ostacolate perciò sia dagli uomini, che difendono il loro potere sul lavoro e in casa, sia dalle altre donne, che ripropongono lo stereotipo della donna-oca. Però finalmente qualcosa anche qui si sta muovendo…

 

E: Nella tua esperienza di consulente, ti capitano donne che vivono questo disagio? Quali problemi affrontano e cosa consigli loro?

T: Sì, lavoro sia con le donne-gregario che con le donne-uomo. Le prime in genere si sentono frustrate sia sul lavoro, perché vengono considerate poco (e spesso sottovalutate e scavalcate dai colleghi maschi) sia in famiglia, perché non riescono a dedicarsi ai figli e alla casa quanto le casalinghe e perciò si sentono in colpa; spesso sono addirittura criticate dal marito stesso. Le donne gregario vanno quindi guidate verso la non-perfezione: è impossibile lavorare a tempo pieno, avere la casa perfettamente pulita, il frigo pieno, l’energia e la totale disponibilità a giocare con i figli e seguirli nei compiti, trucco e parrucco sempre perfetti e magari anche essere amabili e disponibili in camera da letto. Col mio percorso di consulenza le aiuto a trovare il meglio in tutto ciò che fanno e a concentrarsi sulle positività e a essere più buone con sé stesse.

Le donne che hanno investito tutto sulla carriera si rivolgono a me perché sono ad un punto della loro vita in cui si chiedono se ne sia valsa la pena (questo accade in genere al termine di una relazione, quando si ritrovano single) e cercano rassicurazioni o nuovi stimoli, oppure in un momento di crisi lavorativa (perdita del lavoro o mancata promozione), che per loro è maggiormente destabilizzante: si tratta di aiutarle a riprendere fiducia in sé stesse e a riscoprire e rivalutare il loro lato femminile (leggi come migliorare il proprio rapporto con il lavoro).

 

E: Anche il riconoscimento della professionalità della donna, e della sua peculiarità professionale rispetto all’uomo (che si può inserire in un’ottica di diversity management) fatica a instaurarsi in Italia. Come mai?

T: Ci sono delle cause oggettive, dovute al fatto che gli uomini abituati a considerare le donne come uguali-ma-inferiori devono cambiare punto di vista e ripensarle come diverse-ma-di-pari-livello.  E poi ci sono delle cause soggettive, dipendenti cioè dalle donne stesse, che spesso sono le prime a sminuirsi: non chiedono promozioni o aumenti e aspettano che vengano loro offerti, non corrono mai rischi professionali proponendosi per nuovi incarichi senza essere certe di possederne tutti i requisiti, non provano a portare avanti le loro idee e a difendere le loro posizioni e rinunciano in partenza.

Fortunatamente il tema della diversità, dopo decenni di conformismo e omologazione, sta assumendo sempre più rilevanza e lascia ben sperare se non per questa generazione di giovani, ancora molto confusa e gestita da vecchie cariatidi, per la prossima.

 

E: Quale suggerimento sentiresti di dare a una donna che vive un disagio professionale, vuoi perché discriminata per il sesso o perché è vicina a una maternità che potrebbe bloccarne la carriera? Come potrebbe affrontare i suoi responsabili e colleghi?

T: Per quanto riguarda la discriminazione di genere, innanzitutto è la donna che per prima deve uscire dall’angolo in cui è lei stessa a relegarsi (leggi come migliorare le proprie competenze e cacciare fuori la leader che c'è in te): tante donne purtroppo occupano sempre le posizioni più marginali ai tavoli delle trattative o nelle sale conferenza, intervengono pochissimo rispetto agli uomini e dissentono ancora meno. Per quanto riguarda la maternità, un paio di considerazioni: è vero che quanto più piccola è l’azienda e quanto più unico è il ruolo ricoperto, tanto più problematico è per il datore di lavoro il congedo di maternità, ma una gestazione dura nove mesi, quindi ci sarebbe tutto il tempo per organizzarsi, eventualmente anche con il telelavoro o un part-time da casa, solo che manca la volontà di farlo. Infatti, molto spesso è la donna stessa che rinuncia alla carriera, ancora prima di restare incinta: nel momento in cui decide di fare un figlio, smette di darsi da fare, non accetta nuovi incarichi, non si propone per nuove iniziative, solo perché in un futuro magari ancora lontano dovrà assentarsi: il risultato è che lei stessa si pone come una risorsa “povera”, svolgendo solo compiti routinari e rendendo il suo lavoro noioso. Però in questo modo demotiva sia il datore di lavoro nei suoi confronti, sia sé stessa, in quanto dopo il parto avrà ben poca voglia di riprendere un lavoro poco soddisfacente. Il consiglio quindi è di non bloccarsi preventivamente la carriera e di considerare la maternità anche come fonte di arricchimento professionale: stimola comunque competenze trasferibili, quali una migliore organizzazione del tempo e delle priorità, aumenta l’autostima e la determinazione. Anche in questo caso, guardare i lati positivi.

 

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E: Alle volte sembra che sul lavoro alle donne venga chiesto di adottare atteggiamenti più maschili, per avere successo o per essere semplicemente riconosciute. Che fare quando si vive una forzatura del genere?

T: La prima cosa che mi verrebbe da dire è: cambiare azienda e cercarne una più moderna! Ma anche in questo caso, invece che lamentarsi e basta, le donne possono favorire il cambiamento, puntando proprio sulle loro qualità tipicamente femminili: maggior intuito, attenzione al dettaglio, capacità organizzativa e attitudine al multi-tasking.

 

E: Per chiudere un ultimo consiglio. Che fare quando si subiscono pressioni da parte maschile in ambito lavorativo o famigliare?

T: Dunque, in linea di massima per l'ambito lavorativo consiglio di puntare su una comunicazione efficace e positiva: evitare gli atteggiamenti polemici (il risultato è di venire considerate in preda a sbalzi ormonali incontrollabili) e quelli lamentosi (passeremmo per piattole frignone). Chiedere chiaramente, ma con un bel sorriso, il perché di eventuali atteggiamenti prevaricatori spesso è sufficiente per destabilizzare il maschio "alpha“ e fargli capire che non siamo disposte a farci sopraffare. Se crediamo in noi stesse e nelle nostre capacità, la nostra autostima aumenta e traspare anche all'esterno, liberandoci dallo stereotipo di femmina debole e bisognosa dell'uomo-guida.

Verso il marito ipercritico, molto dipende dal marito e dalle circostanze: a volte la critica nasconde un senso di inadeguatezza nei nostri confronti. Quando si rende conto che tra azienda e casa lavoriamo il triplo di lui, ha paura di essere sminuito e ci attacca. In questo caso, dovremmo cercare di essere un po' meno wonder woman e chiedere il suo aiuto: così magari riusciamo anche a delegargli qualcosa! Spesso ci facciamo prendere da una smania di perfezione che interessa solo noi: in genere gli uomini non badano affatto a certi dettagli sui quali noi ci fissiamo, dovremmo imparare a rilassarci e divertirci di più, esattamente come fanno loro (e chissenefrega se la casa non è uno specchio o se la cena viene dalla rosticceria!).

 

E: Se le nostre lettrici volessero rimanere in contatto con te, come possono farlo?
T: Innanzitutto visitare il mio sito: www.consulenzadicarriera.com e contattandomi direttamente via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente al numero 0039 347 0045864

 

Sei anche tu una donna in carriera che deve conciliare lavoro, casa e famiglia? Se le cose da fare sono sempre tante, e il tempo sempre poco, puoi provare questo metodo.

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