11 Feb

Il museo dei cuori infranti di Zagabria

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Esorcizzare il dolore di una storia finita. 

Potrebbe essere una meta per festeggiare il giorno di San Faustino o anche, per i più audaci, ironici, e decisamente poco superstiziosi, un modo di celebrare San Valentino, la festa degli innamorati.
Si trova a Zagabria, capitale croata cuore dell’Europa, e in effetti ha a che fare con il cuore. Ironia della sorte. Si tratta del Muzej prekinutih veza, ossia il “museo dei cuori spezzati”, un progetto artistico itinerante che negli anni passati ha esposto il retaggio sentimentale e materiale di relazioni amorose finite, ha girato mezzo mondo, da New York a Città del Capo, da Istanbul a Singapore, è stato presentato per la prima volta al quarantesimo Salone dell’arte applicata e del design di Zagabria, e negli ultimi quattro anni è stato ospitato con grande successo in ben diciannove stati d’America, lo scorso gennaio 2013 a Parigi, in occasione del Festival della Croazia.
L’idea nasce dall’unione d’intenti di due ex inseparabili, i gestori del museo, appunto, l’artista e produttrice Olinka Vistica e lo scultore Drazen Grubisic, una coppia “scoppiata” che ha deciso di allestire un museo per dedicare spazio alla conservazione dei ricordi. I due possedevano talmente tanti oggetti acquistati quando erano innamorati che, una volta lasciati, non sapendo dove metterli, hanno raccolto in un'esibizione.
Perché a essere mostrati al pubblico non sono gli oggetti nella loro rilevanza materiale (potremmo parlare di un esempio post- contemporaneo di arte kitsch), bensì nella loro veste affettiva, la memoria emotiva di un amore finito, il memento o, meglio, il monumento di una storia d’amore che è stata e che ora è non è più, ma di cui è impossibile cancellare il ricordo. Quale modo migliore per esorcizzare la delusione e il fallimento?

 

museo-cuori-infranti


L’esposizione prevede una carrellata di oggetti (a volte improbabili), dall’abito da sposa, ai classici peluches, fotografie, bigliettini, anelli di fidanzamento, un nano da giardino distrutto durante una lite, orrende compilation di canzoni d’amore, biciclette usate, collari per gatti, dipinti, lettere. Il pezzo forte è sicuramente la gamba artificiale che un reduce dalle guerre balcaniche ha lasciato dopo la fine di una relazione con l’infermiera che si occupò di lui.
I cimeli del Museum of Broken Relationship provengono da tutto il mondo, e chiunque può inviare il proprio contributo in maniera spontanea. Una volta giunti a destinazione, gli oggetti vengono selezionanti e inseriti nel museo o all’interno di mostre temporanee, portate spesso anche in tour.
Ma non è finita qui: il museo è articolato in tre parti.
La prima è virtuale: www.brokenships.com è il sito sul quale chiunque può condividere la propria esperienza ed esibire (sempre in rete) gli oggetti e i luoghi che hanno significato qualcosa di importante nella storia d’amore finita; poi c’è lo spazio fisico, l’esposizione permanente, dove gli oggetti in mostra sono sostituiti, dopo qualche tempo, con nuovi arrivi, e finiscono in un archivio virtuale. Infine c’è la parte interattiva, la Confession Room, “Stanza delle Confessioni”, nella quale i visitatori lasciano messaggi, confessioni personali, poesie, lettere, testimonianze di uno spaccato della loro vita di coppia.

L’idea ispiratrice, oltre alla permanenza del ricordo e della memoria, è quella dell’educazione alla riflessione, all’elaborazione del dolore e alla rinascita, alla ricostituzione della vita di ognuno malgrado la sofferenza. Nel negozio interno al museo, una matita da spezzare in caso di rabbia ed una gomma per cancellare i cattivi ricordi. E non si può uscire senza aver acquistato cuore rosso, con scritto Zagreb, e tornare a casa con l’entusiasmo di voltare pagina e, perché no, iniziare un nuovo capitolo.

 

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Martina Vecchi

È difficilissimo definirmi, ho un carattere confuso e contraddittorio, faticoso da gestire perché spesso impenetrabile. Forse perché sono dei gemelli? Una spada di Damocle che mi accompagna da sempre!

Quel che so è che amo scrivere, tantissimo, e leggere, e camminare e camminare per ore e chilometri. Amo tutta l’arte, sono una persona molto (troppo!) mentale e riflessiva, mi piace la comunicazione, e, ahimè… Lo shopping! Dovrei aprire una succursale perché il mio armadio comincia a scricchiolare…

Non sono una nottambula, amo le serate casalinghe in compagnia di un buon libro o di un film, e del mio orsacchiotto preferito. Sono una coccolona e mi lego profondamente a tutto e tutti, cose, persone, situazioni, profumi. Amo perdermi nella quotidianità delle piccole cose rassicuranti, e questa è la mia vera ambizione, trovare la serenità qui e ora.