05 Feb

San Valentino... E tutto quello che ti piacerebbe sapere: "le origini"

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Le origini della festa degli innamorati. 

Il 14 febbraio è per antonomasia la romantica festa degli innamorati e del suo san Valentino, ma vi siete mai chieste per quale motivo?
Tutto risale a quando all’antica Roma, dove nel mese di Febbraio, ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita e che segnava l’inizio della purificazione e la correlata celebrazione dei Lupercali (dei che tenevano lontani i lupi dai campi coltivati). Fin dal IV sec ac, i romani pagani e soprattutto i sacerdoti luperici si recavano nella grotta in cui secondo la leggenda la lupa aveva allattato Romolo e Remo, per compiere i sacrifici. Il sangue degli animali veniva sparso lungo le vie della città come buon auspicio per la fertilità ma il vero e proprio “rituale” al riguardo consisteva in una specie di lotteria dell’amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Successivamente un bambino pescava i nomi per unire una coppia che per un anno intero avrebbe vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. Le ulteriori particolarità svolte durante la festa, non mancano di raccapriccianti particolarità: dopo aver sacrificato alcune capre, i luperici si spalmavano le membra di grasso e il viso di fango, indossavano una pelle scuoiata e ne usavano una parte per frustare le donne che incrociavano per strada, in modo da donare loro fertilità. Gesti riprovevoli per il Cristianesimo per cui i padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica, trovarono nel vescovo Valentino (martirizzato duecento anni prima) una giusta figura per sostituire l’oltraggioso Lupercus. Perciò Papa Gelisio I lo proclama santo nel giorno del 14 febbraio, data che tutt’oggi viene festeggiata come la festa degli innamorati.

 


La motivazione per cui San Valentino fu preso in considerazione come patrono degli innamorati è ricollegata alla leggenda che narra di come fu il primo religioso a celebrare la malvista unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. Tempo dopo, il vescovo cristiano Valentino fu invitato dall'imperatore Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Successivamente il vescovo fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede e il suo amore avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire, Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con "dal vostro Valentino", una frase che nel tempo è diventata l’austera e indissolubile firma di un innamorato.
Secondo una leggenda, inoltre, si narra che San Valentino, udendo una coppia di fidanzati bisticciare, prese una rosa dal suo giardino e la donò ai due ragazzi chiedendo di stringerla tra le mani così da fare pace. Quel gesto fu come di benedizione per i ragazzi che si sposarono e furono a lungo felici, tanto che altre coppie vollero andare da San Valentino per chiedere di benedire la loro unione.

 

 

Letto 3309 volte Ultima modifica il Giovedì, 07 Febbraio 2013 10:17
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Federica Pocaterra

"Ho il carattere tipo delle donne. Lo sono nella mia totalità: insieme alle debolezze alterno gli alti e bassi, dettati dalla lunatica predisposizione femminile! Le mie passioni sono pressoché quelle stereotipate di noi donne: shopping, scarpe, make-up, outfits, gossip, tendenze, cucina, cura della persona e tanto altro. Praticamente gli ingredienti di contorno della dieta della femminilità. 

Mi piace scoprire cose nuove, ed è per questo che i viaggi mi appassionano anche solo immaginarli. 

Adoro scrivere. Qualsiasi cosa - E come adolescente DOC tenevo dei diari, ancora ben custoditi nel cassetto, dove incameravo piano piano le passioni odierne. 

A scuola sono sempre stata la sarcastica di turno e a tal proposito, infatti, faccio uso spropositato di stupefacenti quali l’umorismo in pillole. Grandi dosi che però non provocano mai assuefazione. 

Mi definisco divertente; alla mano; solare e un buono scrigno di consigli di qualsiasi genere!

Cerco nelle persone e nelle esperienze di tutti i giorni le schegge mancanti del mio bicchiere, scagliato per terra dalla mia totale mancanza di pazienza nel capire se era mezzo vuoto o mezzo pieno… Sintomatica reazione a un carattere lunatico di una donna!

In generale sono prima di tutto questo: una donna. Il che contiene di per sé tante mille sfaccettature "