Nell’organizzazione di un matrimonio, certamente, tra le fasi cruciali, c’è la scelta dell’abito da sposa che deve quasi sempre mettere in accordo i gusti della futura moglie con quelli della suocera. Una collezione di abiti da sposa degna di interesse è certamente quella presentata da Carlo Pignatelli

 

 

A Milano sono stati presentati i nuovi modelli dedicati al giorno più importante, che entrano a far parte di una collezione interamente ispirata al cinema degli anni ’50. Un piccolo tuffo nel passato con un effetto vintage che sembra far rivivere la Hollywood degli anni migliori.

 

 

Gli abiti sono uno sfarzo di ricami gioiello e plissé, che danno luce e consistenza ai corpetti; i raffinatissimi guanti e la particolarità dei veli, infine, centreranno appieno il cuore delle spose più esigenti. 

 

Ecco una gallery degli abiti da sposa di Carlo Pignatelli:

 

 

 

 

L'alter ego di Sonia è Sonia Lupo: stilista, artigiana, mette la timidezza nel cassetto per il lavoro e inizia sperimentare attraverso le sue creazioni. I suoi disegni sono protagonisti delle più prestigiose riviste specializzate in sposa d'Alta Moda. Si dice che la magia non esista, che è roba da bambini, che i sogni non si avverino e le fate non vengano a prenderti a mezzanotte per portarti al ballo. Così dicono, ma lo fanno perché conoscono lei, Sonia Lupo. È pur vero che non fa uso di polvere da stelle e difficilmente trasformerà una zucca in carrozza, ma a lei bastano un pezzo di carta e una penna per materializzare i tuoi sogni.  


Ed è che, nonostante il suo cognome "Lupo" e le sue innumerevoli conquiste fuori e dentro della moda, questa designer di origini frusinate (Frosinone) e madre di due ragazzine, si caratterizza per la sua semplicità, un modo di fare dolce e un sorriso accogliente, tra i quali si nasconde una personalità travolgente e una creatività indomita. A volte basta una canzone, un'immagine e l'ispirazione arriva all'improvviso con grande forza. "Non c'è tregua" - sorride . Prova di tutto ciò è la sua ultima collezione di abiti da sposa ispirati al continente africano che presenterá a novembre a Roma.

L'Isola del Liri: all'Atelier, situato sopra questa piccola cittadina in provincia di Frosinone, un sabato pomeriggio nei primi di ottobre, si svolge l'intervista, che potrei definire una passeggiata attraverso la sua storia, le sue preoccupazioni e diverse aneddoti. Amante dichiarata dei materiali naturali, ha ispirato una tesi universitaria nonché reinventato l'abito da sposa: ha messo fine alla dittatura del pomposo, al noioso abito bianco, al guardare ma non toccare. Ogni confezione che viene fuori dalla sua bottega nasce per essere vissuta e ricordata nel tempo.

Ogni disegno è unico e personalizzato e per ciascuno delinea uno studio di tessuti e di colori. Materiali classici ma combinati in un modo innovativo. Afferma di fuggire delle tendenze del momento: "La moda è solo l'inizio di una tendenza: il passaggio tra il nuovo e il vecchio" dice con convinzione.

"Ogni donna è diversa e proprio per quello ha bisogno di un abito che corrisponda con la sua personalità", spiega il suo modo di creare. "È un processo che si svolge in due". La sposa arriva, da un'occhiata a tutto ciò che è presente in vetrina, e sceglie. "Normalmente vengono con un'idea abbastanza chiara di quello che vorrebbero, ma qui la maturiamo con una tazza di tè ", dice con un sorriso complice . "Forse alla fine viene fuori qualcosa di completamente diverso, ma che riesce a riflettere meglio il loro modo di essereÈ un'artista e come tale ha una sensibilità incredibile non solo per la sovrapposizione dei tessuti, ma soprattutto nel rapporto con le persone. Riesce a leggerle negli occhi, ad interpretare quel che ha visto e materializzarlo nel vestito perfetto.

È contenta al massimo durante la creazione delle collezioni che saranno poi messe sulla passarella: non essistono limiti, esistono solo la fantasia e Sonia Lupo. "In ognuna c'è una parte di me", dice con gli occhi lucidi, e continua "Quando creo mi sento meglio", perché è il suo modo di sfogarsi, di esprimersi, influenzato da una forte impronta innovativa che rimanda all'Art Decaux.
 
Ricordando i primi passi tra gli aghi, dice di non aver mai pensato a dedicarsi alla moda nuziale, "Gli abiti da sposa mi sembravano tutti uguali", dice ridendo. Già da piccolina perdeva la cognizione del tempo disegnando costumi per le sue bamboleUna passione che faceva tremare il guardaroba di sua madre: "Aprivo l'armadio e, se vedevo un tessuto che mi piaceva particolarmente, ci tagliavo un pezzo", dice disegnando un sorriso malizioso, da bambina inquieta.

Una passione che diventerà professione nel 1994 con l'apertura del primo Atelier, "Era buio con una piccola finestra e una vetrina dove c'entrava un solo vestito ", dice nostalgica. "Ti ricordi il primo incarico, vero?", chiede girandosi verso Fabrizio, il suo compagno d'avventura e padre delle sue figlie. Ovviamente la risposta è "". Come si ricordavano dell'abito da sposa di Sonia si era fatta da sé per il loro matrimonio: "Molto semplice col pizzo e di corte impero", come lei.

La maternità non ha turbato i suoi progetti, né frenato il suo successo, anzi. Una tenerezza infinita si verifica quando parla delle due stelle, "Sono loro che mi consigliano a volte. Hanno un gusto molto personale", dice con orgoglio . Una donna di successo che riesce a colpire ad ogni nuovo progetto: "Mi appassiona il mio lavoro, ma preferisco stare dietro le quinte", a differenza da altri stilisti che si trovano a loro agio sulla passerella. Non è snobismo, piuttosto timidezza. "Ci sono tante persone che conoscono il mio lavoro, ma non ho mai vista." Ciò che non significa che non partecipi nei eventi, "Ci vado sempre che il lavoro me lo permette". E sembra che sia abbastanza difficile, perché ci sono raramente c'è "tregua ". Un processo artigianale che li cura dal primo instante, dalla prima bozza alla prova finale. 

 

 

 

 

Dopo avervi presentato gli abiti da sposa di Vera Wang e quelli pur meravigliosi di Blumarine, ora è la volta di una sposa romantica, ma discreta e raffinata, che è alla base della collezione per il 2014 di MaxMara Bridal. Modelli decisamente sofisticati che la maison harealizzato in seta, organza, mikado e chiffon. Ideali per silohuettes scivolate, i colori di questi splendidi abiti vanno dal rosa antico al verde salvia, ma immancabile è il classico bianco avorio. 

 

Coloro che decideranno di sposarsi proprio nei primissimi mesi del nuovo anno, quindi in pieno inverno, potrà scegliere anche coprispalla e giacchini di lana mohair, senza dimenticare il cappotto di cachemere, must della casa d'abbigliamento.

 

Immancabili anche gli splendidi accessori: guanti bon ton, velo, gli head-bands, i fermagli preziosi, le cinture in stoffa coordinata. Non mancano anche dei raffinati cappelli.

 

Ecco la gallery:

 

 

Se i fiori sono uno degli elementi caratteristici di ogni romantico matrimonio che si rispetti, è facile immaginare che bellissimi motivi floreali possano trovare spazio anche sugli abiti da sposa più belli per il 2015. Nel corso delle presentazioni delle collezioni sposa 2015 è stata infatti proprio quella floreale la tendenza dominante per l'anno venturo. Tanti sono stati gli atelier d'alta moda ad essere d'accordo su questo tema; in primis Colet e Nicole, con tutte e due le linee realizzate da Alessandra Rinaudo, il quale ha saputo intelligentemente giocare non solo con inserti in tessuto e pizzo con motivo floreale ma anche posizionare dei deliziosi boccioli color lavanda sui bustier ed attorno alla gonna. 

Le future spose, per il 2015, hanno tantissime proposte provenienti dalle più grandi griffe per scegliere il proprio abito da sposa.