María Gancedo Pinel

María Gancedo Pinel

Sono Maria una blogger giornalista spagnola.
Curiosa, avventuriera e leggermente incasinata. Appassionata della moda, l'arte e particolarmente della fotografia,
nella quale cerco sempre di far lo scatto più originale.

URL del sito web: http://www.city-murmur.com

L'alter ego di Sonia è Sonia Lupo: stilista, artigiana, mette la timidezza nel cassetto per il lavoro e inizia sperimentare attraverso le sue creazioni. I suoi disegni sono protagonisti delle più prestigiose riviste specializzate in sposa d'Alta Moda. Si dice che la magia non esista, che è roba da bambini, che i sogni non si avverino e le fate non vengano a prenderti a mezzanotte per portarti al ballo. Così dicono, ma lo fanno perché conoscono lei, Sonia Lupo. È pur vero che non fa uso di polvere da stelle e difficilmente trasformerà una zucca in carrozza, ma a lei bastano un pezzo di carta e una penna per materializzare i tuoi sogni.  


Ed è che, nonostante il suo cognome "Lupo" e le sue innumerevoli conquiste fuori e dentro della moda, questa designer di origini frusinate (Frosinone) e madre di due ragazzine, si caratterizza per la sua semplicità, un modo di fare dolce e un sorriso accogliente, tra i quali si nasconde una personalità travolgente e una creatività indomita. A volte basta una canzone, un'immagine e l'ispirazione arriva all'improvviso con grande forza. "Non c'è tregua" - sorride . Prova di tutto ciò è la sua ultima collezione di abiti da sposa ispirati al continente africano che presenterá a novembre a Roma.

L'Isola del Liri: all'Atelier, situato sopra questa piccola cittadina in provincia di Frosinone, un sabato pomeriggio nei primi di ottobre, si svolge l'intervista, che potrei definire una passeggiata attraverso la sua storia, le sue preoccupazioni e diverse aneddoti. Amante dichiarata dei materiali naturali, ha ispirato una tesi universitaria nonché reinventato l'abito da sposa: ha messo fine alla dittatura del pomposo, al noioso abito bianco, al guardare ma non toccare. Ogni confezione che viene fuori dalla sua bottega nasce per essere vissuta e ricordata nel tempo.

Ogni disegno è unico e personalizzato e per ciascuno delinea uno studio di tessuti e di colori. Materiali classici ma combinati in un modo innovativo. Afferma di fuggire delle tendenze del momento: "La moda è solo l'inizio di una tendenza: il passaggio tra il nuovo e il vecchio" dice con convinzione.

"Ogni donna è diversa e proprio per quello ha bisogno di un abito che corrisponda con la sua personalità", spiega il suo modo di creare. "È un processo che si svolge in due". La sposa arriva, da un'occhiata a tutto ciò che è presente in vetrina, e sceglie. "Normalmente vengono con un'idea abbastanza chiara di quello che vorrebbero, ma qui la maturiamo con una tazza di tè ", dice con un sorriso complice . "Forse alla fine viene fuori qualcosa di completamente diverso, ma che riesce a riflettere meglio il loro modo di essereÈ un'artista e come tale ha una sensibilità incredibile non solo per la sovrapposizione dei tessuti, ma soprattutto nel rapporto con le persone. Riesce a leggerle negli occhi, ad interpretare quel che ha visto e materializzarlo nel vestito perfetto.

È contenta al massimo durante la creazione delle collezioni che saranno poi messe sulla passarella: non essistono limiti, esistono solo la fantasia e Sonia Lupo. "In ognuna c'è una parte di me", dice con gli occhi lucidi, e continua "Quando creo mi sento meglio", perché è il suo modo di sfogarsi, di esprimersi, influenzato da una forte impronta innovativa che rimanda all'Art Decaux.
 
Ricordando i primi passi tra gli aghi, dice di non aver mai pensato a dedicarsi alla moda nuziale, "Gli abiti da sposa mi sembravano tutti uguali", dice ridendo. Già da piccolina perdeva la cognizione del tempo disegnando costumi per le sue bamboleUna passione che faceva tremare il guardaroba di sua madre: "Aprivo l'armadio e, se vedevo un tessuto che mi piaceva particolarmente, ci tagliavo un pezzo", dice disegnando un sorriso malizioso, da bambina inquieta.

Una passione che diventerà professione nel 1994 con l'apertura del primo Atelier, "Era buio con una piccola finestra e una vetrina dove c'entrava un solo vestito ", dice nostalgica. "Ti ricordi il primo incarico, vero?", chiede girandosi verso Fabrizio, il suo compagno d'avventura e padre delle sue figlie. Ovviamente la risposta è "". Come si ricordavano dell'abito da sposa di Sonia si era fatta da sé per il loro matrimonio: "Molto semplice col pizzo e di corte impero", come lei.

La maternità non ha turbato i suoi progetti, né frenato il suo successo, anzi. Una tenerezza infinita si verifica quando parla delle due stelle, "Sono loro che mi consigliano a volte. Hanno un gusto molto personale", dice con orgoglio . Una donna di successo che riesce a colpire ad ogni nuovo progetto: "Mi appassiona il mio lavoro, ma preferisco stare dietro le quinte", a differenza da altri stilisti che si trovano a loro agio sulla passerella. Non è snobismo, piuttosto timidezza. "Ci sono tante persone che conoscono il mio lavoro, ma non ho mai vista." Ciò che non significa che non partecipi nei eventi, "Ci vado sempre che il lavoro me lo permette". E sembra che sia abbastanza difficile, perché ci sono raramente c'è "tregua ". Un processo artigianale che li cura dal primo instante, dalla prima bozza alla prova finale. 

 

 

 

 

19 Ott

L'ottobre di Kate Moss

Pubblicato in Gossip
Kate Moss per Dior, Kate Moss per Vogue Eyewear, Kate Moss per Playboy, Kate Moss volto Mango...l'abbiamo vista in tutti i modi possibili: "Femme fatale" per Rimmel London, raffinatissima donna anni venti per Chanel o superprovocante per Loujo Jeans...Tutto quel che fa è notizia dentro e fuori delle passarelle. I suoi look diventano tendenza appena viene fotografata dai paparazzi. Nonostante i momenti difficili, non si è mai fermata, anzi non ha fatto altro che crescere.
 
Da modella a stilista. Dopo di aver rinnovato il contratto con Topshop, questa "It-woman" si propone dar un passo avanti, con quasi quarant'anni e tutta una vita davanti agli flash tra copertina e copertina (33 in tutto!), dalla prossima primavera inizierà a collaborare come fashion editor per Vogue UK. Si occuperà della scelta dei fotografi e delle modelle. "Questa è l'evoluzione naturale della sua grande carriera. Il suo senso dello stile e la sua creatività sono perfetti per Vogue"- commentava Sarah Doukas ovvero quella che l'ha scoperta. Ma non è l'unica notizia della settimana della Top Britannica: quindici anni dopo la loro relazione, tornerà insieme a Johnny Depp per il video musicale del nuovo singolo di Paul McCartney, 'Queenie Eye'. 

Invidia? ;)
 

Torna la gonna tartan, non il classico Kilt, né la minigonna scolaresca delle ragazzine delle scuole private, è dista abbastanza del grunge dei anni '80. La gonna di questo autunno è comunque trasgressiva ma pur sempre chic, elegante e femminile. Questo particolare disegno dei tessuti in lana delle Highland scozzesi, questo autunno, si sottrae alla tradizione e si reinventa, scoppiando in mille colori e cento forme e lunghezze. 

 

Come indossare il questo capo? Nonostante le possibilità siano tante, non possono assolutamente mancare delle calze coprenti e stivali alla caviglia o ballerine. E cosa ci mettiamo sopra? Dalla classica camicia bianca al maglioncino colorato: basta far attenzione alle proprie forme e valorizzarle.

 

Se come me, amate i quadri in tutte le sue modalità, per fortuna c'è un tartan per ognuna di noi. Adori le scarpe? Scarpe tartan. Sei, invece, una di quelle che non ce la fa ad uscire senza coprirsi il collo? Sciarpa tartan. Lavori in ufficio e se ti mettessi la gonna attireresti troppo l'attenzione? Per te ci sono anche i pantaloni oppure la giacca tartan. Sei un'amante dei accessori? Auguri, si trovano anche gli orecchini! E tanto altro ancora. Una tendenza che già fatto impazzire alle celebrities, che non hanno esitato di indossarlo anche sulle Red Carpet. Insomma il tartan è ovunque e aspetta solo te... 

Il capo per eccellenza dell'autunno vedeva la luce, per la prima volta, nel 1901, quando il Ministero di Difesa Britannico chiedeva alla già famosa maison Burberry di adattare i suoi pantaloni e cappotti al combattimento. Il trench diventò il capo preferito tra gli ufficiali inglesi e, in seguito, anche fra la popolazione civile dopo la Grande Guerra. Pensato inizialmente come abito maschile diventò, in poco tempo, un simbolo di eleganza femminile. La Garbo fu una delle prime ad indossarlo sul palcoscenico hollywoodiano, e da lì alla passarella il passo fu breve. 

 

Versatile, comodo e ideale per le mezze stagioni, si reinventa ogni anno. Non è più quello di una volta: dai classici kaki e beige con l'interno tartan, si è passati, poi, al rosso e al giallo. Da mettere con un abito di sera e tacchi a spillo o con degli stivali sopra un paio di jeans. Amato dalle grandi firme ma anche dalle case di moda low-cost. C'è solo l'imbarazzo della scelta. 

 

Voi avete già scelto il vostro?