Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

Decidiamo noi a cosa, e come, dedicare il nostro tempo 

Quasi tutte siamo di corsa e vorremmo avere più tempo a disposizione. Quindi, quasi tutte abbiamo problemi nella gestione del nostro tempo.
E avere problemi nel gestire il nostro tempo significa avere problemi a gestire la nostra vita, perché la vita è fatta di giorni, ore, minuti… cioè di tempo!

In giro ci sono un sacco di libri e di corsi su questo tema, ma chissà perché la maggior parte di questi ci lasciano con una serie di OBIEZIONI: “I concetti sono buoni, ma come faccio a metterli in pratica?”, “Interessante però… questi consigli non si adattano alla mia situazione”, “Non sono convinta che possa davvero migliorare le mie giornate”. Se un corso o un libro ci lasciano così, non sono serviti a nulla.
Ma qual è il problema di fondo? L’errore che li accomuna è che non partono da… TE! Per imparare a gestire il tuo tempo è necessario, prima di tutto, fare un’analisi della tua situazione di partenza. Se non sai di preciso qual è il tuo problema, sarà molto difficile trovare la soluzione giusta, no?

 

consigli-gestione-del-tempo

 

Per cui, il primo passo per dare una svolta alle tue giornate (e vincere la guerra con l’orologio) è:

REGISTRA per 1 settimana le attività che svolgi ogni giorno e quanto tempo impieghi. Scrivi anche cosa non sei riuscita a fare. Alla fine della settimana potrai fare un bilancio per capire quali sono le cose su cui lavorare. Forse hai bisogno di delegare qualcosa in più, o di ottimizzare certe attività, o addirittura di eliminarne alcune. Unica regola: devi essere costante. Devi importi di dedicare ogni giorni 5 minuti per scrivere questo “diario di bordo”. 5 minuti non sono difficili da trovare e saranno senz’altro ben spesi.

 

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Paura della Lista delle cose da fare?  

Ecco come – incredibilmente! - un misero foglietto di carta o una paginetta di agenda possono diventare l’INCUBO di molte donne (e uomini). La famosa lista delle cose da fare. Molti corsi e siti internet che parlano di gestione del tempo si soffermano lungamente su questo tema di vita pratica, proponendolo come chiave di risposta a tutti i nostri problemi legati all’organizzazione delle nostre giornate.
Questa, però, è in realtà una mezza verità. La lista (come visto in precedenza) può essere senza dubbio d’aiuto, può darci un’idea chiara della giornata che dovremo affrontare, ci permette di “scaricare” la mente dalle cose che dobbiamo ricordarci, crea una sensazione di…controllo. Ma se non impostata nella maniera GIUSTA, questa diventa uno spauracchio che resta abbandonato in qualche cassetto, senza produrre alcun risultato utile.
Perché succede questo?
Succede questo perché se impostiamo la nostra lista delle cose da fare pensando di essere entità soprannaturali o divinità dotate di 10 braccia sbagliamo in partenza. E produciamo un inutile elenco troppo affollato e senza priorità, che genera solo ansia e STRESS. Così, cerchiamo di guardarlo il meno possibile per non avere una crisi isterica. Viviamo la nostra giornata un po’ come viene, rincorrendo le emergenze, e arriviamo a sera stanche e – di solito – parecchio insoddisfatte. Con in più l’aggravante, che tante attività che erano nella nostra lista ci tartasseranno anche domani.

Come scrivere e creare una lista che davvero ci aiuti? 

Parti così: prendi un foglio (o una pagina della tua agenda) dove scrivi TUTTO quello che ci sarebbe da fare. Senza limiti, scrivi proprio tutto quello che ti viene in mente. Ora, di fianco a ogni attività, scrivi il tempo che indicativamente necessita. In seguito, rileggi tutto l’elenco e apponi di fianco a ogni attività un numero per indicarne la PRIORITA’.

 

Lista-cose-da-fare


Scrivi 1 di fianco alle cose davvero importanti, che devi fare perché ne va della qualità della tua vita.
Scrivi 2 di fianco alle cose che vanno fatte perché hanno una scadenza precisa.
Scrivi 3 di fianco alle cose che vanno fatte a breve, ma non sono urgenti.
Infine, scrivi 4 alle cose che possono anche essere rimandate.

Ora colloca questi compiti nelle tue prossime giornate. Puoi ricopiarli sull’agenda nei giorni corrispondenti o scrivere direttamente nell’elenco in che giorno pensi di occupartene. Avendo indicato il tempo necessario, ti verrà più facile capire quante cose puoi inserire in una singola giornata.
Nel fare questo passaggio, osserva alcune semplici REGOLE:
• Inserisci le attività dando la precedenza alle priorità: prima le cose davvero importanti.
• Non sovraccaricare le giornate e tieni un margine di tempo per eventuali emergenze.
• Ragiona su quali attività possono essere delegate a qualcun altro, oppure raggruppate insieme per risparmiare tempo, oppure direttamente eliminate perché non sono così importanti. Cerca di sfoltire la lista se è troppo lunga!
Ricorda: scrivere una lista delle cose da fare non vuol dire solo fare un elenco, ma ragionare su come vuoi (e puoi) impostare e vivere le tue giornate. Merita quindi un’attenzione particolare.
Con una lista ben fatta potrai arrivare a fine giornata più rilassata e sicuramente più soddisfatta!

 

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Spesso le donne carismatiche e di polso tendono ad attirare aggettivi non proprio lusinghieri, specialmente sul lavoro, e specialmente se questo atteggiamento sfocia nell’autoritarismo.

Ovviamente nessuno pensa che tu ti diverta a riprendere i tuoi colleghi o ad alzare la voce, anche perché quando ti capita è solo per far capire meglio un concetto, giusto? Ma se ti succede spesso, allora forse hai un pizzico di autoritarismo di troppo.
Valuta anche questi altri SEGNALI:
- pensi che per avere una cosa fatta bene è meglio se te la fai da sola?
- provi fastidio quando qualcuno ti contraddice?
- ti accorgi di prendere di petto le situazioni e di reagire “di pancia”?
- hai regole piuttosto rigide e tolleri poco chi le infrange?
Tutte queste sono sfumature di autoritarismo, quindi più volte hai risposto sì e tanto più il problema è radicato.
Il confine tra AUTOREVOLE e AUTORITARIA è sottile, e bisogna cercare di muoversi in maniera accorta, per non suscitare l’antipatia di chi ci circonda. Ricordiamoci che è più facile ottenere l’ascolto degli altri con la dolcezza. In fondo a nessuno piace essere ripreso o sgridato, giusto? Penso nemmeno a te. Anzi, quando ci troviamo in situazioni del genere tendiamo a innalzare un muro, a giudicare negativamente ciò che ci viene detto e, di conseguenza, a continuare a fare come vogliamo. E come capita a te, capita anche agli altri.

La soluzione? Non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te. In pratica, se anche a te non piace la gente che urla o che ti dice le cose in modo troppo duro, non essere tu la prima a farlo. Esprimi i concetti nel modo in cui piacerebbe anche a te sentirteli dire. Non preoccuparti, non perderai d’EFFICACIA: basterà ricordare al tuo interlocutore (con parole pacate) che la questione è davvero importante.

 

comunicare con calma


Se stai pensando “Ma io ho già provato a dirlo in modo pacato e non ha funzionato”, allora ti faccio una domanda: sei davvero sicura di essere stata così pacata? Se tendi a essere autoritaria, probabilmente nel tono o nelle parole scelte hai dato un’impressione diversa da quella che credi. In ogni caso, anche se dici una cosa in modo tranquillo, ma non ottieni risultati, non ti scaldare: alzando la voce non sempre si ottiene il risultato sperato. Funziona con alcune persone, ma non con tutte. Devi quindi essere attenta nel valutare la giusta strategia…specialmente se hai a che fare con altre donne! (a buon intenditor…) ?

 

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Indipendentemente dal settore, molto spesso noi donne ci ritroviamo a lavorare a stretto contatto con altre donne, in ambienti a maggioranza femminile. Scuole, ospedali, negozi, uffici: in qualsiasi ambiente lavori, probabilmente vivi anche tu una situazione simile.
E nonostante noi tutte pensiamo che le donne valgano molto sul lavoro (tale da essere insostituibili), stare gomito a gomito spesso ci crea PROBLEMI. E non mi riferisco alla leggenda metropolitana secondo la quale se lavoriamo con altre donne il ciclo tende a sincronizzarsi nella stessa settimana, ma parlo di invidie, pettegolezzi, cattiverie e competizione. Tutti fattori che nelle lavoratrici tendono a trovare terra fertile e a complicarci la vita professionale.
Ma perché succede?
Ecco alcune possibili spiegazioni.
Noi donne tendiamo a prendere il lavoro più puntigliosamente dei colleghi maschi. Questo spesso ci fa diventare troppo PERFEZIONISTE e ci porta ad avere grandi pretese nei confronti di chi lavora con noi. Se poi scopriamo che una collega, a causa di qualche problema sentimentale, rende un po’ meno…apriti cielo! “È una sciocca”, “Li trova tutti lei quelli sbagliati”, “Non può portare i problemi personali sul lavoro” sono tra i commenti più frequenti (e anche più maligni).
Altra spiegazione: noi donne prendiamo tutto troppo di petto. Non è tra le nostre peculiarità il LASCIAR CORRERE, la capacità di dare il giusto peso alle cose. Gli uomini alle volte ci sembrano superficiali e stupidotti, ma in realtà così riescono a evitare di incastrarsi in situazioni spiacevoli senza reali motivi.
Se a questo aggiungiamo il fatto che noi donne spesso coviamo rancore per mesi e abbiamo difficoltà ad avere confronti sinceri e aperti con le persone con cui abbiamo dei problemi…bhe, la frittata è fatta!
Un’altra spiegazione è spesso legata all’INVIDIA. Se una collega è più carina, è più magra, ha un fidanzato più bello o simili, ecco che scatta la molla dell’antipatia. E non serve nascondersi dietro alla scusa del “a pelle non mi piace”, sappiamo bene che il motivo è un altro. Ma invidiare e creare attriti con ci rende più belle o più magre, e non rende la collega più brutta o più grassa.

Soluzioni?

Ecco qualche ragionamento da fare per evitare di creare problemi inutili.
Punto 1: cerchiamo di non eccedere nel perfezionismo. Lavorare bene è giusto, ma dobbiamo ricordarci che siamo tutti essere umani. Avere giornate storte o periodi difficili è normale, capita anche a noi! Quindi, non abbiamo il diritto di mettere in croce una collega che non rende abbastanza. Piuttosto, potremmo provare a tirarla su di morale, magari sentire il conforto di una collega l’aiuterebbe a lavorare meglio. Se poi la collega non lavora bene intenzionalmente, o perde tempo, o “ce ne ha sempre una”, allora potrebbe essere il caso di intervenire, però sempre meglio farlo in modo CORRETTO e solo se il suo scarso rendimento ci tocca direttamente. Prova a parlarne in modo tranquillo e sincero con lei e se le cose non cambiano coinvolgi il vostro superiore.

 


Punto 2: prendiamo la vita con più morbidezza. Fare muso duro a tutto quello che succede rovina la vita a noi e agli altri. Non è detto che quello che accade sia fatto contro di noi (anzi, nella maggior parte dei casi noi non c’entriamo nulla). Lasciamo correre, discutiamo solo se la cosa ci crea davvero dei problemi, farne una “questione di principio” è la scelta più sbagliata. E se c’è davvero un problema impariamo a parlarne, covare rancore a rabbia non serve a nulla. Un confronto SERENO ED EDUCATO con la diretta interessata risolve la maggior parte dei problemi.
Punto 3: basta con le invidie. Se una collega è più magra, perché invece di sparlarle dietro non ci facciamo amicizia e non le chiediamo i suoi segreti per una linea perfetta? Magari potremmo prendere l’abitudine di uscire a pranzo con lei e vedere cosa mangia: potrebbe essere un buon esempio da seguire! Una perla di saggezza popolare diceva di farsi amici i peggiori nemici, perché c’è sempre qualcosa da imparare

 

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