Eleonora Mauri

Eleonora Mauri

Studiosa da tempo delle tematiche di crescita e miglioramento personale, i miei primi scritti li dedico al mondo femminile.

Unendo la mia esperienza personale a quella di altre donne intorno a me, coltivo il sogno di realizzare una serie di ebook per aiutare le donne di oggi: divise tra casa, lavoro, marito e figli, con pochi aiuti e tante responsabilità.

Ho sviluppato negli ultimi anni grazie anche all’esperienza lavorativa un’ottima capacità comunicativa, che viene rispecchiata nel mio stile di scrittura: semplice, chiaro e diretto.

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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URL del sito web: http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-la-gestione-del-tempo-per-la-donna-impegnata-pdf.php

Il network delle mamme che non si danno per vinte. 

Conciliare lavoro e famiglia diventa per molte donne un’impresa impossibile, a meno che non si accetti l’idea di fare grandi rinunce. Ma un barlume di speranza c’è, e nasce dalle idee di alcune donne che hanno vissuto sulla loro pelle questa esperienza. Paola Innocenti è la fondatrice di Withandwithin (www.withandwithin.com), un network dedicato al mondo femminile che offre un’alternativa concreta alle mamme di oggi.

 

E: Paola, dall’esperienza che hai avuto tu personalmente, si conferma che spesso lavoro e famiglia per una donna diventano difficilmente conciliabili. Cosa consigli alle donne che stanno vivendo una situazione simile?

P: Dirò una cosa molto impopolare ma io credo davvero che l'habitat azienda sia poco congeniale a una donna, specie se mamma. L’unico modo, infatti, per poter conciliare lavoro e famiglia è la flessibilità e le aziende (specialmente quelle italiane) ne concedono poca.

 

E: Ci sono tante donne e mamme che al momento non lavorano e non trovano un impiego. Pensi che l’imprenditorialità sia una strada percorribile per tutte?
P: Credo che sia l'unica via possibile. Se riescono a trasformare passioni e competenze in idee nuove e creative, perché non lanciarsi in un' impresa propria? Considerando oltretutto che il mercato convenzionale al momento non offre molto, credo che questa strada sia la più auspicabile.

 

E: È difficile sviluppare un’idea imprenditoriale in un gruppo di sole donne? Quali sono gli ingredienti segreti per il giusto compromesso?
P: Lavoro vuol dire impegno e disciplina, e questo vale soprattutto per quello non dipendente. Le donne tendono, a volte, a non essere concentrate e disciplinate soprattutto perché hanno mille cose da fare e tanti pensieri per la testa. Se poi sono anche mamme il rischio di distrazione è ancora più grande. Quindi la strategia da seguire, per non rischiare di danneggiare il lavoro, parte da una buona pianificazione delle attività, una precisa organizzazione interna e una chiara visione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

 

E: Cosa consiglieresti alle lettrici che stanno pensando di creare un’attività su web?

P: Prendere il coraggio a due mani e partire. Noi donne alle volte tendiamo a essere perfezioniste e finché una cosa non rispecchia al 100% la nostra idea abbia paura a iniziarla. Credo che nell’ambito imprenditoriale, sia necessario superare certi schemi e buttarsi: poi lungo il cammino si capisce cosa funziona e cosa no e si aggiusta il tiro, colmando eventuali gap di competenze e/o conoscenze.

 

E: Il network di With and Within (W&W) come può aiutare chi si iscrive?

P: Serve per creare collaborazioni, trovare competenze, avere supporto, promuovere attività all’interno di un network che ha come grandissimo valore aggiunto il fatto di sapere benissimo da dove arrivi e cosa stai vivendo. Inoltre, le donne tra i 25 e i 55 anni hanno l'80% del potere di acquisto mondiale (decidono pure le cravatte che portano i mariti!), quindi in W&W abbiamo tagliato fuori solo il 20% del mercato potenziale.

 

E: Ci racconti come è iniziata l’avventura di With and Within?

P: Ho creato With and Within con un’idea molto confusa di ciò che volevo fare e scarsissime competenze sul mondo del web. Però avevo dalla mia parte un forte entusiasmo e un’enorme creatività.
Conoscevo solo due donne a Berlino, Irene e Cinzia. Irene era in un momento molto difficile: sola in una grande città, con due figlie. Cinzia aveva appena abbandonato la sua posizione come psichiatra in un ospedale e accarezzava l’idea della libera professione per poter seguire meglio i suoi figli.
Le faccio incontrare ed entrambe le loro vite iniziano un nuovo corso. Inizio dunque a riflettere su quanto potente può essere una rete fatta di sole tre donne….e getto il seme di ciò che poi diventerà With and Within.

Mi ero licenziata da poco, prima della nascita del mio terzo figlio, perché si sa, le aziende americane non ti lasciano in pace neppure sul letto di morte! Ricordo perfettamente il momento in cui Martino, ad 1 anno, fece il primo passo e io pensai: ”Bene, adesso siamo tutti sulle nostre gambe, si può ripartire”. Il mondo, i mercati e molte aziende nel frattempo erano crollati. Io ero lontana dal lavoro da oltre 18 mesi e con la necessità economica e psicologica di ripartire.
Irene mi disse: “Ma perché non mettiamo insieme 3, 4 mamme e facciamo qualcosa? Considerando che 3 donne part time fanno tranquillamente il lavoro di 2, 3 uomini full time!”. Io le risposi che per 3, 4 mamme era difficile pure coordinare un caffè, figuriamoci un lavoro! Il lavoro è creatività sì, ma anche molto metodo. Inizio a riflettere sul dramma di molte donne, specie quando hanno figli: escluse dal mondo lavoro solo perchè decidono di essere madri presenti. O magari ancorate ad un lavoro che non rispetta le nuove esigenze, continuamente divise tra lo stare in ufficio e l’avere la testa (e il cuore) a casa coi bambini.

 

withandwithin-network-donne-creative

 

Credo che le donne abbiano infinite risorse e incredibili competenze, ma purtroppo molto spesso non riescono ad esprimerle nel loro lavoro. Hanno comunque anche un terribile difetto: raramente riescono a tradurre in un adeguato compenso economico il loro vero valore. Penso, ad esempio, a quelle donne che sanno cucire, cucinare, rammendare, disegnare, insegnare e che spesso non trasformano queste loro naturali inclinazioni in un lavoro pagato. È vero che mancano i canali giusti attraverso i quali promuoversi, però il web offre mille opportunità. Così nasce With and within: un grande canale, una grande rete, un grande strumento di promozione. E tutto rigorosamente al femminile, perché alla fine solo chi ha vissuto il tuo stesso disagio può realmente capirti e apprezzarti.

Con W&W competenze e passioni non vengono disperse, ma al contrario, diventano occasione di reddito, grazie a una vetrina professionale dove promuovere ciò che davvero amiamo fare.
Abbiamo abbattuto il modello del “curriculum vitae”, che ti viene richiesto a quegli orribili colloqui, di quegli orribili lavori, di cui purtroppo hai bisogno, ma che non ami per niente. W&W è un luogo creativo, dinamico, e sperimentale, dove puoi promuovere quello che vorresti fare davvero. Perché se hai un hobby, una professione, un’attività immaginata o reale, un sogno campato per aria, qualsiasi cosa che ameresti fare…prima o poi ti ci dovrai confrontare.

Nella nostra community si possono trovare 3 aree:
GUADAGNA, perché alla fine, riuscire a vivere di quello che amiamo è il sogno di tutte.
CONDIVIDI, perchè il mio primo anno con i figli tutti piccini è stato di un isolamento totale e non si vive di solo lavoro!
SCAMBIA, perché oltre a un consumo più moderato e più solidale, spesso in uno scambio c’è molto di più: un’incontro.

Questa è With and within, una community al femminile, per donne creative e in movimento, che non si danno per vinte.

 

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Vivere Sereni. 

Pretendi la perfezione da tutti quelli che ti circondano? Essere precisi e puntuali nelle cose è un bene, ma esserlo eccessivamente no. E, purtroppo, questo è un difetto abbastanza tipico delle donne: siamo più perfettine degli ingegneri, dei geometri e persino dei bancari. 
E quando vogliamo che le cose siano fatte in modo perfetto, spesso intendiamo farle come le faremmo noi, con i nostri canoni e le nostre regole. Ma quante volte questo atteggiamento ci ha portato a discutere? Specialmente in famiglia e al lavoro. Tutte noi dobbiamo, in effetti, farci un esamino di coscienza e smetterla di pretendere che gli altri facciano le cose come vogliamo noi e quando vogliamo noi.
Ogni persona è fatta in modo diverso e, come si dice, il mondo è bello perché è vario. Porta molti più vantaggi lo SCAMBIO e la ricerca di compromesso piuttosto che l’imposizione di un modello. Dobbiamo imparare a notare i punti di forza degli altri, la loro UNICITA’. In questo modo, potremmo arricchire la nostra esperienza e scoprire cose nuove. Ma non solo. Perché quando gli altri capiscono che dai spazio alle loro idee e cerchi di imparare qualcosa dal loro modo di fare, sono più incentivati ad imparare a loro volta da te. In questo modo prendi due piccioni con una fava: impari cose nuove e gli altri imparano (volontariamente!) a fare le cose come le fai tu.
In questo processo, però, è importante ricordarsi di non cadere in spiacevoli PARAGONI. Proprio perché abbiamo tutti capacità ed esperienze diverse, le modalità che adottiamo non sono così facilmente confrontabili. Piuttosto che basarsi su dei paragoni, allora, parliamo in termini di obiettivi. Cioè, invece di dire “C’era questa cosa da fare. Ma io l’avrei fatta meglio di lui/lei” proviamo a dire “C’era questo obiettivo da raggiungere. Lui/lei l’ha raggiunto?”. Se la risposta è sì, lasciamo perdere in che modo. L’ha fatto a modo suo e secondo noi non era la scelta migliore? Pazienza, l’importante è che abbia raggiunto il risultato. Guardando le cose da questa NUOVA PROSPETTIVA, ti accorgerai che tutto diventa più semplice e le discussioni si riducono notevolmente.

 

Consigli-dialogo


Nessuno mette in dubbio che ci siano modi migliori e modi peggiori di fare le cose, e sono certa che in alcuni ambiti tu sia davvero un esempio da seguire, però purtroppo imponendosi sugli altri non si ottengono grandi risultati. Se vogliamo trasmettere la nostra esperienza (ad esempio ai nostri figli, ai colleghi, al compagno), dobbiamo farlo in modo MORBIDO. Iniziamo lodando la persona per i suoi sforzi e le sue idee, poi facciamole notare come – per le potenzialità che ha – potrebbe raggiungere risultati migliori se provasse a fare nel modo che le suggerisci. Chiedile solo di provare e di farti sapere com’è andata, se non sarà contenta, potrà tornare alle vecchie abitudini. Vedrai che 9 volte su 10 continuerà a seguire il tuo consiglio…e finirà per diventare anche più perfettina di te (scherzo, ovviamente! ?).

 

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In questi anni sono tante le italiane che decidono di andare a vivere all’estero: chi per lavoro, chi per amore, chi per scelta, chi perché è semplicemente stufa di un paese che sembra non offrire molte prospettive. Se anche tu hai questo progetto, ma hai paura di quello che comporta o non sai come muoverti, leggi l’esperienza diretta di una di noi.

Wanesia ha 43 anni e da più di 5 anni fa ha deciso di lasciare la sua bella Sicilia per seguire l’uomo di cui è innamorata in Germania: un paese molto diverso dall’Italia, per clima, cucina, stile di vita, lingua (!). Nei primi mesi Wanesia ha vissuto momenti duri, ma li ha superati trovando la sua dimensione e una nuova vita, grazie anche al suo blog, dove condivide la sua esperienza con le altre “expat”.

In questa intervista, condivide con noi gioie e dolori dei primi tempi, nonché degli ottimi consigli per chi come lei vuole cercare una nuova strada fuori dall’Italia.


E: Come sono stati i primi tempi nel nuovo paese?


 

W: Difficili, se ci penso mi vengono i brividi. Non capivo un accidente. Ricordo i film con traduzione simultanea di Phelipe, il mio compagno. Che stress, non capire e non parlare con nessuno: davvero una fatica! Ci vuole tanta pazienza per affrontare tutto questo. Poi sono iniziati i corsi di tedesco sovvenzionati dallo Stato. Mi ha aiutato molto anche l´ultimo posto dove ho lavorato - non più attuale... ahimè - dove parlavo il tedesco tutti i giorni: lì ho imparato parecchio.



 

E: Alle lettrici che stanno per affrontare questo passo, cosa consiglieresti da un punto di vista pratico?

 

W: Fortunatamente ho potuto contare sul supporto del mio compagno, che si è occupato di tutto. Io ho dovuto fare i conti con la quotidianità. L´ambientarmi in una nuova cultura, in una nuova città e soprattutto... un clima molto diverso! Ci sono dei grandi cambiamenti da affrontare. Posso dire che se sei una persona intraprendente, è meglio prendere la decisione subito e andare a vivere all´estero, senza dubbio. E considerando la situazione attuale in Italia, siamo ancora più incentivate. Invece, se sei un pò indecisa, meglio restare: ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco, specie per chi sceglie la Germania. I tedeschi sono un popolo simpatico, seppur con le loro stranezze, ma hanno poca pazienza con gli stranieri. O almeno questa è l’impressione che ho avuto io.

 

 

Tra i CONSIGLI PRATICI per i primi tempi direi:


- comunicare la residenza per ricevere tessera di previdenza sociale e permesso di soggiorno;
- aprire un conto in banca;
- se devi trovare una casa, puoi guardare su internet e giornali, poi ovviamente anche il passaparola e le agenzie possono aiutare molto;
- se non si conosce la lingua locale, cercare i corsi disponibili. Spesso per gli stranieri ci sono corsi convenzionati a prezzi relativamente bassi;
- informarsi sull’assicurazione sanitaria e su eventuali permessi per il lavoro.
Anche contattare italiani che sono già lì può essere di grande aiuto, spesso ci sono blog e forum che raggruppano gli italiani all’estero. Con una rapida ricerca su Google si possono trovare i link.

 

E: Da un punto di vista emotivo, che suggerimenti vuoi dare?

 


W: A volte mi prendeva lo sconforto, un isterismo mai avuto prima, sembra che all´improvviso vivi come in un mondo ovattato. Ho avuto un anno di riflessione interiore: ma ascoltare e non riuscire a capire è terribile. A parte le barriere linguistiche, in Germania senti che ci sono regole sociali a cui non puoi contravvenire, più che in Italia. Anche a livello professionale, sei messo alla prova continuamente e i ritmi di lavoro sono molto ferrei: devi dimostrare quello che sai fare. A livello sociale, è difficile crearsi una cerchia di amici e molto dipende dal tuo stile di vita.
Purtroppo in effetti non esiste un antidoto per riuscire a tirarsi su nei momenti di sconforto. Nel mio caso, è stato terapeutico aprire il mio blog e raccontare cosa mi accadeva. Quindi consiglierei di scrivere, parlare, confidarsi, sfogarsi. Anche buttarsi in nuovi interessi aiuta molto: sia per tenere la mente occupata sia per conoscere gente nuova e crearsi un giro di amicizie. Comunque alla fine posso dire che tra il corso di tedesco e le pratiche burocratiche, all’inizio ero talmente presa che di tempo per le malinconie non ne avevo molto! Meglio così…



 

E: Hai avuto rimpianti? Come li hai superati?

 

W: Assolutamente no. Mi sento a casa mia, ogni tanto una lacrima per la nostalgia della mia famiglia scende, ma è più che normale. Inoltre, da quando è nata la mia prima nipote, spesso mi capita di parlare alla mia tesorina per fotografia. Però vado avanti lo stesso. Sono convinta e felice della mia scelta e nella vita gli ostacoli sono fatti… per essere superati! Io ce l’ho fatta, tutte ce la possiamo fare. Passati i primi tempi, avrete l’impressione di essere sempre vissute nella nuova città: riuscirete a trovare i vostri percorsi, i vostri punti di riferimento, le vostre abitudini. E anche a vedere i lati positivi: nel mio caso ad esempio, la Germania mi ha dato nuovi sbocchi e spunti per alimentare la mia creatività.

 



E: Secondo te, quali sono le ragioni valide per fare un passo del genere e quali invece portano a tornare sui propri passi?


 

W: Probabilmente il lavoro che in Italia non c’è, mentre qui ancora ci sono prospettive. Questo è senza dubbio un buon motivo per partire. Per me, c’è stato un fattore di motivazione forte: l’amore. Mi sono innamorata di un uomo e sono partita lasciando un lavoro sicuro, la famiglia, gli amici. Ma sentivo una forza incredibile dentro e sapevo che sarei riuscita in tutto quello che mi ero prefissata. E oggi, a distanza di quattro anni, lontana dall'Italia, ho avuto la possibilità di studiare una lingua, fare un corso di informatica e lavorare. E credo che ci saranno ancora delle novità per la mia vita. Credo che qui in Germania nel mio piccolo ho l'opportunità`di realizzarmi sia dal punto di vista lavorativo che quello personale.

 

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Ti capita spesso di trovarti in mezzo a litigi o discussioni? Pensaci bene: può essere perché non tolleri che le persone contraddicano la tua opinione. 

E anche quando sai di aver torto, continui a discutere per salvare la tua immagine, perché per te aver torto è una debolezza? Beh, tranquilla, è umano! Tutti sbagliamo e a nessuno piace essere nel torto.
Ma allora come fare? Innanzitutto dobbiamo capire che per avere il rispetto e l’ascolto degli altri non dobbiamo pretenderli, ma chiederli con gentilezza, e MERITARLI. Specialmente in quest’ultimo caso, ci vuole anche un po’ di pazienza perché richiede un certo tempo. Il rispetto e l’ascolto sono fondamentali, perché se gli altri non ci ascoltano o non rispettano la nostra opinione non potremo mai, ad esempio, convincerli di qualcosa, o dar loro un consiglio.
Ecco quindi 3 soluzioni per avere conversazioni serene e costruttive:
• imparare ad ammettere quando abbiamo torto: nessuno è infallibile, tutti sbagliamo. Ma ti assicuro che si fa più bella figura ad ammetterlo piuttosto che continuare a discutere;
• dare spazio alle opinioni altrui: la maggior parte delle volte, le idee migliori nascono dall’unione di più punti di vista. Inoltre, abbiamo sempre qualcosina da imparare dagli altri, per cui vale la pena aprire le orecchie e tappare la bocca di tanto in tanto;
• se non si è d’accordo, argomentare in modo sereno e pacato.

 

basta-litigare

 

 

In questo modo, non solo si evitano tante discussioni, ma si viene anche ascoltati e apprezzati di più. Alzare la voce e imporsi parlando sopra la voce dell’altro non funziona, te l’assicuro. Anzi, mette solo l’altra persona sulla difensiva e distrugge il dialogo.

Questi suggerimenti valgono non solo quando si esprimono delle opinioni, ma anche quando si prendono DECISIONI COLLETTIVE. Ad esempio, in famiglia o con gli amici vuoi sempre stabilire tu cosa fare e dove andare? Questo vuol dire che (magari inconsciamente) pensi che solo la tua opinione conti. So che è brutto ammetterlo, ma di fatto è così. E col tempo i tuoi cari potrebbero esserne infastiditi. È giusto che le decisioni vengano prese insieme, sentendo la voce di tutti. E anche se la scelta fatta da una tua amica o dal tuo compagno non si rivelerà la migliore, che importa? Siamo tutti umani ed è normale sbagliare. Almeno la prossima volta saprete cosa evitare.
E poi alla fine, non è così fondamentale dove si va a mangiare una pizza o che film guardare al cinema: ciò che importa davvero sono le persone con cui stai, che sono l’unico elemento davvero fondamentale per passare del tempo piacevole. 

 

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