Si sente poco parlare di Assertività, specialmente in riferimento a una Donna.
Prima di tutto spieghiamo cosa significa essere ASSERTIVI: “…creare comunicazioni e relazioni rispettose delle proprie emozioni e bisogni, pur nel rispetto delle esigenze e dei diritti altrui.” Ho pensato di leggere un libro su questo argomento dal momento che io stessa spesso e volentieri ho difficoltà a esprimere un rifiuto avendo considerazione di me stessa e della persona che ho davanti: rischio di essere aggressiva o di soccombere per non dispiacere il mio interlocutore, in ogni caso si tratta di soluzioni che non vanno bene per entrambi.
Assertivi e Rifiuto…chissà perché poi per me queste due parole si collegano. Dire di Nò senza violare la persona che ho davanti, avendo cura anche di me stessa, non è facile, per niente.
In una realtà come la nostra dove ci insegnano a compiacere il prossimo e dove più abbassi la testa più sei bravo, essere assertivi è molto difficile. Eppure è proprio qui che si esprime il problema ed io di fronte ai problemi ci vado a nozze, mi piace risolverli, mi piace andare contro corrente. In più sono donna e come tale è dato per scontato per molti che si debba sempre essere concilianti, carine, buone…nel momento che cominci a dire di no vedi sopraccigli che si alzano, facce meravigliate sia dalla sfera maschile che femminile. Ma è mio diritto rifiutarmi, esprimere un giudizio negativo, però non devo offendere la sensibilità del mio interlocutore.
Essere Assertivi mette in gioco tutta una serie di cose su me stessa che non avrei mai considerato:
• Devo avere chiare le mie necessità.
• Devo essere disposta a “rischiare” la mia relazione con la persona con la quale sto comunicando.
• Devo avere fiducia in me stessa.
• Devo avere chiaro il diritto del mio interlocutore di non essere d’accordo con me.
• Devo riuscire a gestire in maniera costruttiva le eventuali divergenze che si possono venire a creare.
Direi tutto molto complesso ma possibile.
Ci vuole sicuramente molta pazienza, conoscere molto bene l’argomento del quale stiamo discutendo e avere l’umiltà di non conoscerne tutte le sfaccettature.
Essere Assertivi significa Scegliere, non subire. Anche la passività o l’aggressività possono essere, in un certo senso, forme assertive dal momento che diventano una scelta chiara e consapevole: scelgo in modo cosciente e non trascinata dall’emozione del momento di essere aggressiva o di accettare passivamente tutto da quella persona.

 

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Ma io preferisco vedere l’assertività come una forma di crescita personale, con la quale imparo a gestire un argomento o una discussione senza polemizzare e senza il solito “braccio di ferro” per voler avere per forza ragione. Quasi come una gara con me stessa, mettendo finalmente in pratica la civiltà che tutti ci vantiamo di avere. Quindi, a questo punto Assertività potrebbe andare a braccetto con Civiltà, Umiltà, Pazienza…
Bisognerebbe essere capaci di dire di No come si dice di Si, solo in questo modo saremo veramente in grado di scegliere come comportarsi: avere la totale consapevolezza di se’ stessi sia nella negazione che nell’affermazione.

 

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Nella parte 1 di questo articolo hai trovato le prime 5 caratteristiche delle donne che ho definito “eccezionali”.

Parlo di donne brillanti, intelligenti, talentuose. Che hanno però paura a uscire dal guscio e a dimostrare al mondo quanto valgono.
Ecco gli altri 5 consigli per riuscire a farlo.

6. Smetti di sentirti costantemente “non pronta”. Quante volte senti nella tua testa la frase “Per questo non sono pronta, non è il momento”? Sappi che non esiste il momento perfetto o la condizione perfetta quando vogliamo fare qualcosa. A parte il fatto che il concetto di perfetto è relativo, in realtà la condizione o lo stato ottimale per fare qualcosa possiamo crearli solo noi, non saranno certo le situazioni esterne a servirceli sul piatto d’argento. Inoltre, attendere che tutto sia perfetto rischia solo di posticipare all’infinito l’azione. Molto spesso questa è una scusa che utilizziamo, più o meno consciamente, per nascondere la nostra paura di agire. Ricorda che, in questi casi, è mille volte meglio iniziare a fare e correggersi in corsa piuttosto che aspettare che sia tutto “perfetto”, anche perché la perfezione la si può raggiungere solo con l’esperienza.

7. Non aspettarti il premio Nobel. Non attendere che qualcuno ti dica che sei brava, che ce la puoi fare, che puoi far valere le tue idee. Nessuno ti farà da “cacciatore di talenti”. Dovrai essere tu a emergere e a lottare per ciò che vuoi. Ma questo renderà il tuo successo ancor più meritato e duraturo.

 

 

8. Seleziona i consigli da seguire. Nella vita troverai sempre persone disposte a dirti la loro opinione. Ma non è detto che questa sia giusta per te. I consigli degli altri sono basati sulla loro esperienza e sulla loro personalità, non sulla tua. Inoltre, spesso i consigli sono dettati da interessi personali che non conosci. Quindi, raccogli pure tutte le opinioni, ma poi filtrale attentamente, testale e giudicane i risultati.

9. Trova il tempo di riposarti. Tutti gli 8 step citati finora ti richiederanno un sacco di energie. Ti costringeranno a uscire dalla tua “zona di comfort” (le tue abitudini di pensiero, i tuoi schemi mentali) e questo per il cervello umano è una fatica enorme. Per questo avrai bisogno di dedicare regolarmente del tempo ad attività che ti facciano rilassare, divertire, ricaricare. Esci, coltiva degli hobby che ami, prenditi cura della tua salute e…complimentati con te stessa per ciò che hai ottenuto finora.

10. Supporta altre donne speciali. Se hai colleghe, amiche, vicine di casa che stimi e apprezzi, dì loro che sono donne eccezionali e che dovrebbero essere orgogliose di loro stesse. Un po’ di cameratismo femminile non fa mai male! Questo ti permetterà anche di creare alleanze forti che potrebbero essere d’aiuto in futuro. Esci dalla trappola del “Io ho sofferto e lottato per arrivare fino a qua senza aiuti, quindi perché dovrei supportare qualcun altro?”. Ricorda che non potrai mai sapere fino in fondo quanto hanno lottato e sofferto le altre donne intorno a te e, in ogni caso, tutto ciò che doni tornerà indietro amplificato.

Ricorda…il sentiero s’illuminerà man mano che lo percorrerai.

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I 5 errori da non fare a lavoro. 

Che tu sia una novellina nel tuo posto di lavoro o una veterana di lunga data, ci sono alcune trappole che possono bruciare la tua vita professionale in breve tempo. Ecco quali sono e come evitarle.

- SOVRACCARICARTI. Ognuno di noi ha degli obiettivi professionali, ma sovraccaricarsi di lavoro per raggiungerli prima o per emergere non paga. Ogni meta si raggiunge camminando, e ogni cammino è fatto di singoli passi. Gestisci le tue attività suddividendole in compiti più piccoli, distribuiscili in modo equilibrato in rapporto al tuo tempo. Non cercare di fare troppe cose per impressionare il tuo capo: rischi da una parte di fare le cose male (si sa che la fretta non è amica della qualità) e dall’altra di non vedere il tuo lavoro valutato giustamente. In effetti, se ti affidano un progetto importante e tu lo termini in 2 giorni, la cosa potrebbe destare qualche sospetto. Vedere invece un lungo lavoro e molta dedizione è una garanzia di impegno e qualità, e senza dubbio sarà premiata. Senza contare che ti eviti tanto stress inutile.
- Lasciarti coinvolgere nel GOSSIP DA UFFICIO. La tentazione è forte, sapere intrighi e intrallazzi dei vicini di scrivania è come avere davanti un vasetto di Nutella. Però sappi che è un’abitudine pericolosa, che potrebbe creare litigi e incomprensioni. Meglio lasciar stare, sfoga la tua voglia di pettegolezzo con i vip delle riviste patinate, loro tanto non si offendono ?!
- RIMANDARE. All’estremo opposto del punto 1, c’è la procrastinazione, cioè il rimandare all’infinito un lavoro. Un compito noioso o difficile non migliorerà posticipandolo, quindi meglio iniziare subito. Vedrai che dopo la prima mezzora sembrerà meno tragico (ricorda il detto “chi comincia è a metà dell’opera”). Per renderlo meno faticoso, puoi provare a dividerlo in sotto-attività, più brevi e facili. Oppure puoi cercare di renderlo più divertente, magari mettendo un po’ di musica di sottofondo mentre lavori o facendolo di venerdì (essendo l’ultimo giorno prima del weekend tutto sembra più leggero).
- RICERCARE GRATIFICAZIONI. Sai bene ciò che vuoi, e possibilmente vorresti averlo subito. Ecco perché cerchi di svolgere i tuoi compiti in modo eccellente, però sbagli se ti aspetti di vedere riconosciuti i tuoi meriti all’istante. Alle volte ci vogliono mesi per ricevere un “Brava!”. Non scoraggiarti, non ti arrabbiare: lasciandoti andare a sentimenti negativi rovinerai l’atmosfera e la qualità del tuo lavoro. La gratificazione più importante è sempre quella che dai a te stessa: devi essere tu la prima ad essere contenta del lavoro che hai svolto, perché conferma le tue capacità e ti permette di accrescere la tua esperienza. Continua a dare il meglio e vedrai che tutti gli sforzi verranno premiati.

 

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- NON CURARE IL TUO ASPETTO. Conosci il detto “vestiti per il lavoro che vorresti, non per quello che hai”? Anche se le tue giornate passano dietro a una scrivania e hai poco contatto col capo o con i clienti, questo non vuol dire che puoi andare al lavoro in pigiama! Purtroppo, mai come nel lavoro l’abito fa il monaco. Per cui, senza esagerare, prendi l’abitudine di scegliere con cura i tuoi abiti e abbi sempre un aspetto il più possibile curato. Darai un ulteriore segno di professionalità e questo non potrà che giovare alla tua carriera!

 

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Uff! Ma devo proprio farlo? 

Quante volte ci capita di dirlo o di pensarlo? Quante cose noiose o difficili dobbiamo fare nella nostra giornata-tipo? Probabilmente un po’…
E per farle ci sono solo due modi. Il primo è OBBLIGANDOCI, con molto sforzo e molta fatica. Il secondo è facendole diventare PIACEVOLI. Possibile? Sì, lo è, ed è sicuramente meglio adottare il secondo modo rispetto al primo. Rendere le cose più piacevoli non solo ci fa venire voglia di farle e riduce lo stress, ma ci permette anche di farle meglio e in meno tempo.
Hai presente quella sensazione che si ha quando si ha una telefonata pesante da affrontare? O una pila di carte da leggere? O una serie di documenti da compilare? Penso di sì, e sappi che non sei sola, è una sensazione che tocca un po’ tutte. Poi quando le cose si accumulano è ancora peggio, ci sentiamo ancora di più sotto pressione, stanche ancor prima di cominciare. E quando questa sensazione ci tocca già al mattino appena sveglie la giornata gira subito storta.
E quindi, come far diventare queste cose più piacevoli?


Ecco 4 SOLUZIONI pronte per l’uso.
Soluzione 1: dosa le cose da fare. Tutta quella pila di carte ti da’ l’ansia? Guarda quante sono e, in base ai giorni che hai per guardarle tutte, suddividile in modo tale da guardarne un po’ ogni giorno. Lascia sulla scrivania solo il piccolo plico delle carte da guardare oggi, il resto mettilo in un cassetto. Sentirai meno pressione e potrai affrontare il compito a piccole dosi. Ho fatto l’esempio delle carte ma ovviamente si può applicare anche ad altri compiti.
Soluzione 2: intervalla le cose pesanti con momenti di relax. Mettersi a capofitto in una cosa senza mai staccare, con l’ansia di terminarla, non aiuta. Dopo un po’ il cervello soffre e si lavora facendo il doppio della fatica. Fai delle pause, stacca completamente andando a fare un giro o scambiando due parole con un collega. Dopo riprenderai con molta più energia.

 

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Soluzione 3: cerca di rendere le cose più divertenti. Mettere un po’ di musica di sottofondo o chiedere a un collega di aiutarti può rendere un lavoro noioso più piacevole. Provare per credere!
Soluzione 4: non iniziare la giornata con i lavori noiosi, potrebbe rovinarti l’umore tutto il giorno. Inizia con qualcosa di più stimolante e piacevole, poi passa al resto. Questo ti permetterà anche di svegliarti meglio, e non con l’idea che la prima cosa che dovrai fare è una rottura di scatole!


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Quando ci troviamo di fronte a persone carismatiche e molto competenti nel proprio lavoro rimaniamo inevitabilmente colpite. Ma in realtà, ognuna di noi può lavorare su sé stessa e diventare una guida e un modello per gli altri in un ambito della propria vita, che sia personale o professionale. Come fare?

Se anche tu vuoi coltivare queste qualità e crearti un percorso di crescita, ecco i primi passi da muovere:

1. Mettiti in gioco, ogni giorno 

Essere una persona affidabile e responsabile è importante. Ma diventare un modello per gli altri richiede uno sforzo in più. La differenze è sottile, ma fondamentale: le persone responsabili si danno da fare quando c’è bisogno, mentre i leader sono pronti a mettersi in gioco ogni giorno, indipendentemente dalle necessità, dalla condizione personale e dalle circostanze.  Non importa quali ostacoli sia necessario affrontare, devi essere sicura delle tue competenze e sfidare continuamente te stessa.

2. Cerca sempre di migliorare 

Mai sentirsi “arrivati”. In qualsiasi condizioni e a qualsiasi livello, c’è sempre qualcosa in più che si può imparare. La crescita e il miglioramento sono obiettivi che si possono perseguire anche a 80 anni! Come fare? Chiedendosi sempre “Perché?”. Le persone che sanno come fare le cose, avranno sempre una competenza, ma solo chi si chiede il perché delle cose potrà essere una guida per gli altri. 

3. Alza l’asticella 

Cerca sempre di andare un po’ più in là rispetto agli altri e rispetto alle tue aspettative. Il che non significa vivere tutto come una competizione, ma semplicemente non accontentarti dei risultati. Se ti poni un obiettivo e riesci ad ottenerlo, la volta dopo poniti lo stesso obiettivo con un qualcosa in più. Ti spronerà a migliorare e a ottenere risultati sempre maggiori, facendoti scoprire doti e risorse che non pensavi neanche di avere. Come nel salto in alto, a ogni tentativo alza l’asticella! 

4. Metti impegno anche nelle piccole cose

L’attitudine al miglioramento e alla crescita si allena sia nei grandi progetti sia nelle cose di tutti i giorni. Anzi, sono proprio i piccoli compiti quotidiani a tenerci in allenamento e a rinforzare la forma mentis da leader. Quando fai qualcosa che ti sembra banale e routinaria, cerca comunque di metterci qualcosa in più. 

 

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5. Porta a termine i tuoi compiti, e fallo in modo eccellente 

Le persone competenti e professionali portano sempre a compimento i propri incarichi. Per fare questo, è importante che tu non ti arrenda mai alla prima difficoltà, ma cerchi sempre di arrivare fino in fondo. In questo modo, non solo dimostrerai il tuo valore agli altri, ma manderai anche un potente messaggio a te stessa: “Posso farcela”. Quale soddisfazione più grande?!

6. Focalizza 

Specialmente all’inizio di questo cammino, è difficile cercare di migliorarsi su più fronti. Si rischia di disperdere energie, creare confusione e sentirsi insoddisfatti. Meglio quindi se scegli un’area su cui focalizzarti. Parti da quella che ti tocca più da vicino, quella dove senti di avere le competenze e il potenziale per diventare davvero una figura di riferimento.  

7. Sii d’ispirazione per gli altri 

I veri leader fanno molto di più che operare ad alti livelli: ispirano e spronano le persone attorno a loro a fare altrettanto. I leader cercano di dare il massimo, trovando via via soluzioni migliori. E insegnano ciò che imparano agli altri,  motivandoli a inseguire obiettivi più ambiziosi. Condividere il proprio sapere e la propria motivazione da’ un’enorme soddisfazione e lascia un’impronta indelebile nel cuore delle persone che ci circondano.

 

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