Intervista ad Annalisa Monfreda, nuovo direttore responsabile del settimanale Donna Moderna e di Confidenze. 34 anni e 2 figli, si è laureata in Lettere Moderne e ha iniziato la propria attività nel 1996. Nel suo passato professionale, spiccano nomi di testate importanti, tra cui Geo e Topgirl (Mondadori), Cosmopolitan.

 

E: Annalisa, tu sei il ritratto della donna che "ce l’ha fatta". Secondo te, per una donna in Italia è possibile fare carriera?
A: Sì, è possibile. E non potrei mai dire il contrario vista la mia esperienza e viste le tante donne in carriera che ho incontrato in questi anni. Certo, il contesto non aiuta. Né quello sociale (assenza totale di servizi e aiuti alle donne lavoratrici) né quello culturale (gli uomini, anche i più evoluti, fanno fatica a prendere le distanze da un modello che li vuole "capifamiglia" anche in senso economico, e quindi sono di scarso sostegno alla carriera delle loro compagne). Ce la fa chi è abbastanza incosciente e indifferente di fronte a questi due ostacoli.

 

E: Quali sono state le difficoltà più grandi che hai affrontato?
A: Le uniche vere difficoltà le ho incontrate in campo familiare. Accettare di tornare a casa alle 7 di sera e sentirsi respinta dalla propria figlia di due anni perché tu non ci sei stata tutto il giorno non è affatto facile. Ti fa mettere in discussione le tue priorità e ti fa credere che stai sbagliando tutto. Come ne esci? Inizialmente ho provato a fare orari più family friendly, ma è durata poco. O comunque era un buon proposito che veniva disatteso alla prima emergenza. Così ho fatto pace con i miei orari, ho fatto pace con il mio ruolo, e devo dire che tutto è migliorato. Le figlie intanto sono diventate due e quando torno a casa la sera mi abbracciano: percepiscono che quella è la normalità della nostra vita e l'accettano. L'accettano perché io per prima la accetto.
Quanto all'ambito lavorativo, devo dire che non ho mai incontrato difficoltà e non ho mai patito pregiudizi, anzi ho sempre trovato sponsor che mi hanno fatto crescere e mentori che mi hanno insegnato tanto. E quasi sempre erano uomini.

 

E: Secondo te, in un ambiente maschilista, una donna ha delle possibilità di crescere professionalmente?
A: Onestamente, non mi sono mai trovata in un ambiente maschilista. Forse ho incontrato qualche collega o qualche capo tendenzialmente più maschilista di altri. Ma la carriera l'ho fatta lo stesso. Mi è bastato sfatare tutti i falsi miti sulle donne. E cioè che la nostra emotività sia una debolezza (mentre è ciò che ci permette di attivare le energie del gruppo), che una volta messa su la famiglia diventiamo poco affidabili (mentre in realtà abbiamo un'esplosione di creatività) ecc. ecc.

 

 

E: Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?
A: Non ci riesco, questa è la verità. E quindi ho smesso di cercare la conciliazione a tutti i costi. Cerco la felicità, perché una donna felice ha figli (e marito) felici. E quindi vivo una vita senza molto equilibrio: serate in cui lavoro fino a tardi, pomeriggi a sorpresa in cui mi libero, weekend trascorsi come se il lavoro non esistesse e domeniche distratte con mia figlia che disegna di fianco a me che non distolgo gli occhi dal computer. Non ho una ricetta per la conciliazione se non quella della serenità interiore e del non sentirsi in colpa.

 

E: A quelle donne che decidono di mettersi in proprio per riuscire a stare di più con i figli, cosa consiglieresti?
A: Faccio fatica a credere che il lavoro in proprio ti lasci più spazio da dedicare ai figli. Forse ti lascia una buona dose di flessibilità e quindi più tempo da trascorrere con loro in termini orari. Ma devi essere brava a "staccare", cioè a non pensare al lavoro quando sei con loro, e questo è davvero difficile con il lavoro in proprio.

 

E: Negli ultimi tempi, sia online che sulle riviste, si leggono diversi articoli che parlano di lavoro e attualità rivolgendosi alle donne. Però rimangono ancora argomenti un po’ marginali rispetto a moda, bellezza e gossip. Secondo te come mai?
A: Io credo che l'universo della donna sia molto complesso. E non c'è crisi che tenga: la moda, la bellezza e anche il gossip sono tra i massimi interessi di noi donne. E non è un elemento negativo. Anzi, appartiene a quella leggerezza che ci caratterizza e che è la nostra forza.

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Da quando sono nate le compagnie di volo low cost le distanze geografiche si sono notevolmente accorciate. Ormai sulla lista dei regali di Natale, San valentino e compleanni sembra proprio non possa mancare una visitina a qualche capitale europea. E su via a cercare il volo più convenente. Si passano ore a fantasticare su romantiche fughe a Parigi o entusiasmanti passeggiate nella multietnica capitale britannica. Sogni che però possono vacillare se a viaggiare non siamo da soli ma in compagnia di piccoli turisti. Il viaggio di una famiglia può destare qualche timore.

 

In realtà con qualche piccolo accorgimento anche con la ciurma al seguito è possibile organizzare un weekend in giro per l’Europa, senza troppi timori. Innanzitutto bisogna partire con la consapevolezza che in una sola giornata non sarà possibile visitare 3 musei, 4 cattedrali e mangiare solo street food. Quindi, il primo obiettivo sarà quello di abbassare le proprie aspettative e godersi ogni istante senza avere l’assillo delle cose non visitate o del programma non rispettato.

 

Ecco alcune regole per pianificare un viaggio con dei bambini:

 

1. Organizzare il viaggio in aereo tenendo conto che i bambini possono soffrire di fastidi all’orecchio. Per tale motivo se sono molto piccoli offrigli i seno o il biberon in fase di decollo, oppure se più grandi fargli masticare una caramellina o un chewing gum. Adoperarsi con giochi da tavolo da poter utilizzare sulle tavolette poste dietro ai sedili.

 

2. Per quanto riguarda l’alloggio da scegliere l’opzione da preferire nel caso di viaggio con bambini è di sicuro l’appartamento, che consente di mettere a proprio agio i piccoli viaggiatori, specie se molto piccoli, perché consente di rispettare la loro dieta, avendo la possibilità di cucinare i pasti. Inoltre cosa non meno importante, in un appartamento i bambini hanno più spazio a disposizione per i giochi, non bisogna dimenticare che il gioco è l’attività più importante per i nostri figli.

 

3. Adeguare il proprio programma all’età dei bambini. Le attrazioni turistiche più gettonate hanno spesso delle opzioni speciali per i piccoli viaggiatori. Ad esempio al Louvre sono previsti dei percorsi a misura di bambino, per consentire ai genitori di coniugare il proprio interesse con il divertimento dei figli. Un’altra idea è quella di optare per la visita dei musei d’arte moderna perché più allegra, colorata e capace per tale motivo di attrarre anche i piccoli visitatori. Se i bambini sono abbastanza grandi è utile inoltre visitare i musei di scienze naturali, dove è possibile entrare in contatto con la paleontologia, che tanto interesse desta nei bambini che si da piccoli giocano con i piccoli dinosauri.

 

4. Viaggiare con pochi bagagli per agevolare gli spostamenti dall’aeroporto all’alloggio, tenendo conto che per i bambini piccoli c’è anche l’ingombro del passeggino. A tal proposito in alcune città è anche previsto il noleggio dei passeggini e di tanti attrezzi per i piccoli viaggiatori.

 

5. Spostarsi in città avendo ben cura di portarsi tutto il necessario in un piccolo zainetto. Inoltre individuare sulla cartina gli innumerevoli parchi per consentire ai piccoli si sgranchirsi le gambe e liberare le proprie energie, che nei vari spostamenti devono per forza di cose essere contenute.

 

Pochi punti che possono rendere anche la vacanza familiare un’esperienza indimenticabile. L’effetto sorpresa non mancherà di certo, ma potrà essere vissuto come un’occasione per non lasciarsi prendere dalla fretta anche in vacanza. Il ritmo lento dei bambini consiglierà anche agli adulti di godersi gli angoli inediti delle città andando oltre i soliti stereotipi da turista.

 

Uno studio condotto dall’Università di Auckland ha rivelato che i fratelli maggiori sono sottoposto, in maniera più elevata, a rischio sovrappeso e l’obesità rispetto ai fratelli minori, e che ciò sarebbe dovuto ad alcuni meccanismi che si manifestano durante le prime gravidanze.

 

La ricerca ha visto protagonisti 26 primogeniti e 24 secondogeniti di età compresa tra i 40 e i 50 anni, i quali sono stati sottoposti ad una serie di test di accertamento dello stato di salute. Dall’analisi dei risultati è emerso che i primogeniti sono risultati più in sovrappeso rispetto ai secondogeniti, e che nonostante i fratelli maggiori non avessero contratto il diabete , avevano comunque una maggiore difficoltà nella trasformazione degli zuccheri in energia.

 

La causa di ciò non è ancora del tutto chiara ma, i ricercatori ipotizzano che questa differenza tra primogeniti e secondogeniti sia dovuta al fatto che nel corso della prima gravidanza il sistema di circolazione che trasferisce le sostanze nutritive alla placenta, sia ancora in fase di maturazione e che per questo motivo vi sia uno sviluppo del feto minore, ma a tal proposito il metabolismo sopperisce a tale mancanza attraverso un recupero più veloce dopo il parto, ovvero il bambino recupererà peso dopo la nascita.

 


 

La notizia è di oggi: un ragazzo su quattro subisce azioni e/o intimidazioni da coetanei. Il fenomeno è chiamato bullismo e si consuma tra le mura della scuola. Proprio in quel luogo ove i nostri figli trascorrono molte ore della giornata e in cui protezione e sicurezza dovrebbero essere parole chiave.
Bastano due o tre bulletti coalizzati a trasformare la vita di adolescenti (ma a volte il fenomeno tocca addirittura la scuola elementare) in incubo. Ma non in tutti i licei è così. Prendi ad esempio un istituto paritario di Roma, aggiungi una professoressa piena di entusiasmo e un gruppo di studenti volenterosi ed ecco che prende vita un progetto teatrale mirante alla denuncia e soprattutto alla prevenzione del bullismo. Il liceo in questione è il Visconti del quartiere Prati, la professoressa è Giovanna Pini e gli studenti sono ben 250. Secondo le testimonianze degli studenti/attori, questa non è solo un’esperienza che fa da contrasto al dilagare del problema, ma è anche formativa a livello personale. Eventuali insicurezze dei ragazzi si dileguano. Il carattere ne risulta rafforzato. Insomma, si cresce recitando. La compagnia teatrale del Visconti scaturisce dai laboratori di danza-canto, scenografia-costumi e organizzazione spettacolo, organizzati in seno al liceo, che calcherà il palcoscenico del Teatro Olimpico il 30 aprile prossimo. Andiamo numerosi ad applaudirli per dire stop al bullismo.


Dimillecolori organizza per sabato 20 settembre un open day davvero particolare. I bambini e i loro genitori saranno i veri protagonisti. Un fantastico laboratorio creativo per i più piccoli e un concorso culinario per mamma e papà con in palio due premi speciali. Il 20 settembre sarà l’occasione per presentare le attività in programma per l’anno 2014-2015. Tutta la giornata sarà infatti dedicata alla presentazione dei corsi: dall’inglese per bambini (anche per i più grandi che frequentano le elementari), yoga per i genitori e cucito per le mamme, oltre ai numerosi laboratori artistici e attività per i piccoli: