La sfilata di Dior, che ha messo in passerella quelli che saranno i capi d'abbigliamento più alla moda della prossima stagione calda, si apre con il candore del bianco, un colore che davvero caratterizza gran parte della collezione. Spuntano però anche degli elementi colorati, come trame retrò che spuntano dai colletti e che si uniscono a volumi ed elementi vaporosi, come ampie gonne o di lunghezza midi. Vediamo poi anche un lieve ritorno al passato, alla semplicità e alla modestia degli abiti, dei soprabiti e dei trech, ma anche  degli spolverini realizzati in pelle e annodati in vita. cappottini sono doppiopetto e senza maniche. 

Oggi ci occuperemo di street style!

Credo di poter affermare con certezza che la vera moda non è quella che ammiriamo sulle passerelle, ma quella che indossiamo o vediamo per strada addosso a ragazze e donne come noi!
Quante volte, guardando una sfilata, ci è capitato di pensare che non avremmo mai indossato un determinato abito o scarpa o accessorio perché troppo eccentrico o semplicemente inguardabile?
Ad essere sincera a me capita molto spesso.
In tutti i miei articoli vi ricordo sempre una cosa importantissima: la moda siamo noi, la moda siete voi!
Perciò, esaminiamo insieme le tendenze dello street style per questa primavera/estate 2013.
Andranno di moda le felpe a spalla arrontondata, leggermente oversize e corte; Cerchiamo, quindi, di abbandonare le maxi-felpe a cui ci siamo tanto affezionate quest'inverno!
Per una passeggiata in centro optiamo per i completi; Sarete molto chic se coordinerete gli short ad una giacca dello stesso tessuto e colore: Effetto bon ton assicurato.

 


Mi raccomando ad indossare la giacca, dovrete appoggiarla semplicemente sulle spalle, le maniche dovranno restare vuote e magari, portate una borsa a mano per mostrare le braccia. Sarete perfette, avrete un aspetto ricercato e sofisticato.
Amate i jeans? Spero di si, perché strappati andranno di gran moda e il vostro guardaroba non può esserne sprovvisto!
Bene anche i jeans sottratti al fidanzato e proposti con tacchi altissimi o sneakers glitterate per sottolineare il contrasto maschile/femminile che tanto affascina gli stilisti da un po' di anni.

 


Se invece preferite i vestiti, saranno promossi gli abiti a canotta, lunghi fino alla caviglia per mostrare la scarpa: rigorosamente bassa in questo caso; Mi raccomando, questo genere di look non è adatto alle ragazze non molto alte, la lunghezza alla caviglia spezza e accorcia la figura, preferite abiti che terminano sopra il ginocchio, l'immagine ne gioverà sicuramente!
Un mio consiglio è quello di mischiare patterns tra loro... Il pattern Polka dots è davvero cool se abbinato a righe o fantasie geometriche!
La parola d'ordine, insomma, è : OSARE!

 

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La nuova collezione Desigual per la primavera/estate 2015 reinterpreta i temi della stagione calda 2014 a cominciare dalle stampe tropicali, già molto di moda nel corso degli ultimi mesi. Spopolano i maxi-fiori di ibisco che già campeggiavano sui camicioni oversize degli anni'80. Non ci sono solo camicie, tuttavia. 

L’abbigliamento esprime femminilità e virilità, identifica il cerimoniale dei passaggi più importanti della vita di ognuno di noi, ma ha anche identificato il concetto di “persona sociale” rivoluzionando la civiltà umana caricandosi di significati rituali, religiosi, culturali, caratterizzando i generi, le età e le inevitabili appartenenze a differenti classi sociali. Con il Rinascimento si scoprì l’ispirazione delle arti plastiche e secoli più tardi, le sartorie parigine strizzarono l’occhio anche all’arte contemporanea dei maestri Dalì, Picasso, Carrà, ect… Persino Balzac nel 1839 citava: “Un vestito è una continua manifestazione di intimi pensieri, un linguaggio, un simbolo”.

Ci vollero più di cento trenta anni per veder nascere la moda studiata dai sociologi con il boom economico degli anni Sessanta.

Edward Steichen scoprì che la moda e la fotografia potevano andare a nozze. Era il 1911 quando emerse per la prima volta il misticismo etereo indispensabile nelle immagini di moda, perché come scriveva Alexander Liberman nel 1979, “La foto di moda moderna racchiude la raffinatezza dell’abito attraverso l’arte, il talento, la psicologia, la tecnica e la vendibilità”.

 

 

 

VOGUE, prima rivista illustrata di moda nasce negli States nel 1892, nel 1909 viene acquistata dall’editore Condé Nast diventando la più ricercata dalle donne in tutto il mondo. Lavoreranno per la testata (oltre a Steichen che divenne capo redattore nel 1923), De Meyer, Cecil Beaton, Man Ray, Charles Sheeler e Emile–Otto Hoppé, Horst P. Horst, Helmut Newton, Mario Testino, Paolo Roversi, Peter Lindbergh, Tim Walker, Erwin Blumenfeld, David Bailey, Guy Bourdin, Sølve Sundsbø: loro hanno rivoluzionato il linguaggio comunicativo della moda attraverso i loro scatti, spesso lavorando in team. Attraverso la loro creatività hanno trasformato la fotografia di moda in un linguaggio artistico unico insieme a stilisti che li hanno ispirati, basti ricordare il rapporto tra Balenciaga e Irving Penn, tra Cecil Beaton e Elsa Schiaparelli, tra Helmut Newton e Yves Saint Laurent, Peter Lindbergh e Azzedine Alaïa.

VOGUE con le nuove tecniche di stampa convertite alla fotografia diventò il fiore all’occhiello delle riviste patinate dominate dall’alta moda fino agli anni ’40; la moda si democratizzò e ritornò a far sognare grazie al New Look di Christian Dior. L’emancipazione femminile degli anni ’60 consegnò alle donne il prȇt-ȃ porter che oggi le aiuta a vivere meglio indossando capi “in serie”.

 

 

 

 

La mostra “Fashion. Un secolo di straordinarie fotografie di moda dagli archivi Condé Nast” organizzata dalla Fondazione Forma, presso piazza Lucrezio Caro a Milano, a cura di Nathalie Herschdorfer che raccoglie alcune delle immagini più brillanti dagli archivi Condé Nast di NewYork, Parigi, Londra e Milano. Interessante il libro (con la prefazione di Todd Brandow, saggi di Nathalie Herschdorfer, Sylvie Lécailler, Olivier Saillard e con un’intervista esclusiva con Franca Sozzani, direttrice editoriale di Condè Nast Italia e di Vogue dal 1994), “sintesi” delle migliori foto di 80 autori fotografi (partendo dalla prima fotografia pubblicata su Vogue nel 1913, un ritratto della socialité Gertrude Vanderbilt Whitney scattata dal barone Adolf de Meyer, fino all’ultima foto che ritrae Michael Baumgarten su TEEN VOGUE del 2006). Nathalie Herschdorfer spiega come la fotografia di moda sia simile alla messa in scena di un’opera teatrale in cui tutte le immagini devono esser studiate alla perfezione, con redattori, modelle, make up & hair artist. Se c’è equilibrio e sintonia nel team di lavoro il risultato sarà eccellente, come dimostrano i risultati degli art director Diana Vreeland o Alexander Liberman.

Così VOGUE è diventata la “Bibbia della moda” sinonimo di creatività, stimolo per i giovani creativi attraverso lo sperimentalismo delle immagini avanguardistiche, tra idee, tendenze e vintage, questa rivista è diventata un punto di riferimento per tutti gli stilisti del mondo che cercano il loro elisir di lunga vita creativa!

 

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L’arte da passeggio. Un’interessante scoperta al Fuori Salone 2013. 

Premettendo che ho un debole per l’arte e in particolare per la moda e per il design, soprattutto quello proposto da artisti cosìddetti “emergenti”, durante il Fuori Salone che si svolge ogni anno a Milano la seconda settimana di Aprile, in concomitanza con il Salone del Mobile, mi piace solitamente visitare quegli spazi espositivi più nascosti, collocati magari in vie secondarie della città, per scovare le novità che ci offrono giovani stilisti e designer.
Ed eccoci, durante una serata uggiosa, allo spazio garage di via Maiocchi 5/7, fortunatamente al coperto, dove vengo immediatamente carpita da una serie di colori. Avvicinandomi ad uno dei primi stand dello spazio espositivo, mi accorgo che quei colori non sono altro che borse, e che borse ragazzi! CGL Walkingart, questo i nome del brand. Ma cosa centra “l’arte che passeggia” con un accessorio fashion? Ebbene sì, si tratta di borse su cui sono state stampate delle tele d’autore. Finora avevo visto fotografie diventare accessori fashion e trasformarsi in borse, pochette, portafogli, porta Iphone, ma mai dei quadri d’autore. Un’idea originale che porta l’arte al di fuori dei contesti convenzionali, facendola sposare con la moda.
Il brand CGL Walkingart nasce dall’incontro di tre amici dalle personalità creative: l’artista Marco Camera, la designer Chiara Gallizia e Riccardo Legnani, che hanno unito le proprie forze e competenze e dato vita a questo progetto esaltante e di grande creatività.
“L’idea era bella, funzionava: ogni volta che uno scampolo di tela diventava una borsetta ci siamo meravigliati della resa”, racconta Chiara Gallizia. “La possibilità di staccare i quadri dall’immobilità dei muri per dargli un senso concreto e dinamico è piaciuta a Marco e così abbiamo chiesto a Riccardo di occuparsi della parte commerciale del nostro progetto, perché sapevamo già che era un uomo coraggioso sensibile all’arte. Così siamo partiti!”.
Sono quindi nate tre collezioni: UNIQUE PELLE, la cui struttura è data dalle tele ad olio su una base in pelle, UNIQUE PVC, dove l’opera d’arte incontra il PVC, POP, la collezione più “casual” da indossare tutti i giorni, e CANAPA, dove l’olio su tela incontra la canapa grezza cucita a mano.
Si tratta davvero di pezzi unici, che arricchiscono e rendono originale e preziosa ogni donna che le indossa.

 

Borse-Cgl-walkingart-pvc


E allora non ci resta che fare un salto presso Cavalli e nastri in via Giangiacomo Mora 12 dove possiamo trovare le collezioni Unique e da Ader in via Moscova 52 che propone la collezione Pop (Per maggiori info ecco il sito web www.cglwalkingart.com).

Davvero tanti complimenti e, come si suol dire, “chapeau” a questi tre ragazzi che hanno mostrato tantissima creatività e coraggio nel portare avanti questo progetto, in un contesto e in un momento storico come questo che stiamo vivendo, che non aiutano l’arte e la creatività, seppure l’Italia pullula di creativi. Ma forse, è proprio nei momenti di crisi, che la creatività emerge e paga di tutte le difficoltà che si incontrano Lo diceva anche un grandissimo scienziato “La creatività nasce dall’angoscia, così come il Sole nasce dalla notte scura” (A. Einstein).