Sappiamo quanto nel corso degli ultimi mesi sia spopolata a dir poco la moda dei selfie. Ebbene, c'è chi non si accontenta di un autoscatto qualunque ma ha deciso di sfidare grosse altitudini, mettendosi in posizioni improbabili quanto pericolose. Perché? Ovviamente per cercare il selfie perfetto. Parliamo di una vera e propria "missione" per la quale la location della riserva naturale di Mission Park in California sembra davvero perfetta. 

Lavorare nella moda è sicuramente stimolante. Una delle mie giornate preferite è sicuramente la giornata degli shooting. Preparare un lookbook è sempre la prova del nove: capire come stanno gli abiti, azzeccare gli abbinamenti e il make up. Scegliere la modella perfetta per la collezione.

Divertimento a mille, si, e litri di caffè. Qualche chiacchera, gli scatti, gli occhi puntati sulla macchina fotografica. Si corre e gli stand sono pieni di abiti per gli outfit. La mia giornata tipo in questi casi prevede la sveglia alle 6, un outfit composto da abito semplice e stivali bassi, maxibag e l'agenda sempre alla mano, per appuntarsi proprio tutto. E sul set? Si sceglie il make up abbinandolo ai capelli in base all'effetto che si vuole dare: si passa dal maxiraccolto con rossetto rosso sofisticato a capelli a onde e smokey eyes rock nel giro di mezz'ora (un trucco del mestiere: se la mattina non avete voglia di stendere il fondotinta basta una passata di terra e fissare il tutto con la cipria trasparente). I cambi d'abito durante la giornata possono essere anche 150 (immaginate la modella!).

Il momento dello shooting è circondato da surreale silenzio. Si scelgono le pose con il fotografo e cessa qualsiasi rumore. Altro tips rubato alla make-up artist: per avere capelli voluminosi per tutto il giorno, basta passare una passata di borotalco alla radice, a testa in giù, e fissare con un velo di lacca. Poi la scelta delle foto, il momento forse più critico e pesante. Ma anche dopo 8 ore passate su photoshop, quando vediamo il lookbook finito si tira un sospiro. Anche per oggi ce l'abbiamo fatta. Qui trovate il reportage della mia giornata, per curiosare dietro le quinte: http://themilanstoryteller.wordpress.com/2013/04/02/tuesday-seen-by-me/ 

 

Scopri gli outfit più belli di Instagram

 

LeiDonnaWeb vuole dare spazio alle ragazze più Fashion della rete. 

Ti piace la moda? Usi Instagram?

Bene! Ecco come avere l'esclusiva T-Shirt di LeiDonnaWeb direttamente a casa tua.

Carica un "tuo outfit primaverile" su Instagram usando l’hashtag #leidonnaweb oppure via email aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Inseriremo giorno dopo giorno gli outfit più belli nella sezione Instagram del nostro portale e nel nostro account ufficiale Instagram, LeiDonnaWeb, dove potranno essere votate e commentate.

E non è tutto! 

La foto più votata alla mezzanotte del 31 Maggio (quella con più "cuoricini") riceverà la nostra T-Shirt in Esclusiva!!!

 

Instagram-Contest-LeiDonnaWeb

 

LeiDonnaWeb accende i riflettori sul tuo stile!

 

Leggi i nostri consigli su come scattare le foto migliori usando al meglio i filtri 

 

Ben 180 delle sue strepitose foto sono esposte al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 6 marzo scorso fino al 21 luglio prossimo. Dire che Newton sia un fotografo è riduttivo. Osservando le immagini che ha costruito, realizzato, esaltato, se ne ha la conferma.

Al centro di tutto, il corpo femminile.

Il nudo, mai volgare, viene proposto sia in chiave sensuale che provocatoria anche nel mondo della moda nel quale comincerà a lavorare a cavallo tra gli anni ’50 e ‘60. Donne dai corpi statuari, imperiosi o semplicemente dagli sguardi misteriosi vengono immortalate in pose erotiche, ambigue, estreme tali da arrivare a sovvertire le convenzioni. L’osservatore, inizialmente sorpreso, si ritrova a riflettere sull’immagine proposta e a dare una sua interpretazione. Di fronte al suo obiettivo, donne sconosciute, modelle, ma anche personaggi famosi. Charlotte Rampling fra queste. Anche lei in vestito adamitico, esaltata grazie alla sua bellezza naturale in un contesto baroccheggiante. La sua immagine, scattata da Newton nel 1973, apre l’esposizione in quanto suo primo nudo d’autore.

 

Mostra-fotografica-newton-roma

 

Per Newton anche solo una caviglia, un polso, un fianco o uno sguardo ammiccante, sono capaci di trasmettere, un’infinità di messaggi. Con il suo modo di interpretare la Donna, ha rivoluzionato il concetto di fotografia di moda, divenendo uno dei più grandi fotografi del XX secolo. 

I suoi scatti sono stati pubblicati sui più importanti magazine di moda: Vogue, Elle, Vanity Fair, L'Uomo Vogue, Harper's Bazaar, GQ, Max e Marie Claire. Chanel, Gianni Versace, Dolce & Gabbana, Blumarine, Yves Saint Laurent e Borbonese si sono avvalsi della sua opera.

 

Altri articoli di Arte e Design

 

Per chi decide di trascorrere qualche giorno a Firenze o vuole semplicemente fare una gita fuoriporta, il Museo Nazionale Alinari è la meta ideale per tutti coloro che desiderano approfondire la storia di un’invenzione fenomenale: la fotografia.

Il MNAF – Museo Nazionale Alinari della Fotografia ha sede all’interno di un quattrocentesco edificio detto “delle Leopoldine”, che affaccia su Piazza di Santa Maria Novella.
E’ stato inaugurato nel 1985 ed attualmente conserva 900.000 “vintage prints”, cioè originali foto d’epoca, in mostra in un percorso espositivo che si snoda attraverso sette sale.
Non si può, però, parlare del museo senza prima citare i Fratelli Alinari. Leopoldo, Giuseppe e Romualdo furono i fondatori della “Fratelli Alinari” che, fondata nel 1852 con sede a Firenze divenne ben presto una fra le più note ditte fotografiche italiane.
Grazie al ricchissimo archivio pervenutoci è stato possibile creare un percorso fotografico che ci porta indietro nel tempo, alla scoperta delle origini della fotografia.
E’ nella prima sala che si possono ammirare i dagherrotipi, invenzione di Daguerre del 1839. Queste prime immagini su lastra d’argento sembrano cambiare d’aspetto, rivelando il proprio “doppio” ogni volta che ci si sofferma ad ammirarli. La loro particolarità, infatti, è dovuta all’immagine impressa, che appare e scompare a seconda della posizione che lo spettatore assume di fronte ai dagherrotipi ed a seconda della quantità di luce che vi si riflette contro.
Proseguendo il percorso si giunge all’età d’oro della fotografia che, nel XIX secolo si afferma sempre di più come forma d’arte. Nella seconda sala, appunto, sono in mostra le foto di viaggio, molto richieste come souvenir da coloro i quali effettuavano il Grand Tour ed i ritratti, dovuti alla necessità di voler lasciare un ricordo della propria esistenza.
La sala successiva mostra l’avvento delle Avanguardie, attraverso una selezione di opere dei maggiori fotografi del Novecento, che mette in risalto la fotografia, sempre più autonoma ed indipendente dalla pittura.
Si passa, poi, ad osservare una serie di negativi, che permettono di comprendere il reale funzionamento della fotografia.
Il piano superiore del museo, invece, si compone delle ultime tre sale.
La prima ospita una collezione di album fotografici, esaltandone la preziosità. Sono davvero magnifici, di diverse dimensioni, con le pagine decorate in oro ed intarsiati di pietre scintillanti.

 

Mnaf-museo-nazionale-alinari-fotografia-firenze


Dopo aver visto come raccogliere le foto si passa ad un inedito percorso attraverso gli “strumenti della fotografia”, dalle prime macchine rudimentali alle digitali.
A conclusione della visita si giunge all’ultima sala, dove è possibile ammirare cartoline, documenti, pubblicità, accessori…E tutto ciò che ruota attorno alla fotografia.
Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia è un museo unico, che mette a disposizione del visitatore uno spazio espositivo completo, reso accessibile anche ai non vedenti grazie all’introduzione di appositi strumenti tattili per il riconoscimento delle diverse foto.
L’obiettivo cattura la realtà trasferendola in un formato bidimensionale. Ogni foto è unica ed irripetibile, poiché la realtà fotografata cambia già dall’istante successivo al “click”. Ma dietro al semplice gesto dello scatto si celano riflessioni ben più profonde.
Se il nostro volto, ad esempio, appare impresso in una foto, esso si sostituisce a ciò che noi siamo e sarà proprio quella foto che consentirà noi di lasciare una nostra traccia nel futuro.
Qual è, dunque, la linea sottile che separa la realtà dalla fotografia? E qual è la nostra vera identità?
Non ci resta che scoprirlo visitando il MNAF!

 

Ti interesserà pure: Punk Couture. Una mostra sullo stile Punk