"Procrastinare è l'arte di stare al passo con ciò che è successo ieri, per evitare il domani" 
Wayne Dyer (autore di best-seller)

Ti capita mai di dover fare qualcosa di particolarmente impegnativo o noioso e di trovare il modo di…NON farlo? Magari al lavoro, quando hai un compito molto lungo e difficile da svolgere: programmi il tutto, hai in mente come farlo però ti concedi 5 minuti prima di iniziare. E poi i minuti da 5 diventano 15, e da 15 diventano 45 e così via, si perde la giornata e il lavoro rimane lì al palo. Se anche a te capita, beh… sappi che NON SEI SOLA! 
Anzi, da alcuni studi condotti in America pare che la maggior parte delle persone tenda a procrastinare ogni tanto, se non addirittura spesso.
Ma perché si rimanda? Generalmente perché quello che dobbiamo fare non ci piace. Infatti sopra ho parlato di lavori lunghi, o noiosi, o difficili. O alle volte si tratta semplicemente di pigrizia o stanchezza mentale. Quindi, che soluzione adottare per evitare che i lavori rimangano lì incompiuti?
Innanzitutto chiariamo un concetto fondamentale: nessun compito diventerà di leggero, facile o divertente lasciandolo lì in sospeso. Certo, alle volte può capitare che una cosa che oggi sarebbe da fare, domani (per un’incredibile congiuntura astrale) diventi inutile, quindi si possa depennare dalla lista. Ma sono casi rari!
Un buon punto di partenza è capire in quali situazioni tendiamo più spesso a rimandare. Prova a tenerne conto su un block notes. Ti capita più spesso a casa o al lavoro? E con quali tipologie di attività? In quali momenti della giornata? In quali ambienti? Se riesci a trovare delle costanti, delle ANALOGIE, sarà più facile risolvere il problema. Ad esempio, se vedi che ti capita di rimandare più spesso le attività di pomeriggio, può darsi che in quel momento della giornata tu sia più stanca e svogliata. Perché allora non concentrare i compiti più difficili al mattino ed evitare così il problema?

 

come-evitare-di-rimandare


Dopo questa piccola analisi, si può pensare a qualche soluzione. Le attività impegnative possono diventare più leggere se:
• vengono SPEZZETTATE: perché fare tutto insieme? Prova a dividere il lavoro in più parti e a svolgerne una alla volta. Sembrerà più leggero e ti darà modo di spalmarlo anche su più giorni;
• vengono fatte in un ambiente PIACEVOLE: hai provato a mettere un po’ di musica di sottofondo? O ad aprire le persiane così da vedere un po’ di verde fuori? Sono piccole cose ma spesso aiutano;
• vengono fatte in COMPAGNIA: se puoi farti aiutare da qualcuno o anche solo avere supporto morale da qualcun altro che sta facendo un lavoro pesante come il tuo, ti sentirai subito più sollevata.
Provare per credere! 

 

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Come donna, probabilmente sei anche la responsabile del budget della tua famiglia. Per cui, conoscere qualche trucchetto per risparmiare e contenere gli sprechi può essere senza dubbio utile.

Oggi vediamo quelli che sono i 5 pilastri del risparmio…chissà se con questi piccoli accorgimenti tu e la tua famiglia potrete permettervi la vacanza che sognate da tempo!

REGOLA N. 1
Impara a chiedere lo sconto, sempre! Quando ti si chiede di aprire il portafoglio, non essere MAI passiva. Non esiste più la regola del paga e taci, alza la voce e vedi che risparmiare si può. Male che ti vada, ti dicono di no, e a quel punto puoi scegliere se andare da un’altra parte o acquistare lo stesso. Di sicuro non farai figuracce (magari la persona che hai davanti chiede più sconti di te quando va in giro). In ogni caso, ne vale sempre la pena.

REGOLA N.2
Sii infedele. Banche, assicurazioni, compagnie telefoniche, fornitori di luce & gas: sanno tutti che in generale noi italiani siamo pigri, e non abbiamo voglia di faticare per confrontare prezzi e cercare proposte migliori. E su questo ci guadagnano un sacco, perché non si sforzano di fare offerte più competitive e abbassare i prezzi, anzi, continuano ad alzarli. Sii più furba di loro, prenditi del tempo per vedere se la concorrenza offre di meglio, è tempo ben speso perché troverai spesso condizioni migliori.

REGOLA N.3
Cerca le occasioni di risparmio: c’è sempre il modo di spendere meno, o non spendere affatto. Esempi?
• Scegliere i FARMACI generici al posto di quelli di marca: sono assolutamente uguali a livello di qualità ed efficacia;
• Approfittare delle occasioni speciali e delle promozioni: ad esempio, conosci quei siti internet che ogni giorno ti mandano OFFERTE SCONTATE su settori diversi? Compri il coupon e lo usi quando vuoi, con riduzioni anche del 50, 60 o 70%;
• Al posto di chiamare col cellulare, perché non mandare un sms (così spendi meno) o un’email (così non spendi affatto)? Se la cosa non è urgente puoi usare mezzi di comunicazione alternativi alla costosa TELEFONATA;
• Al supermercato, guarda i PREZZI al kg, non il prezzo scritto in grande: è lì che si gioca la differenza per trovare i prezzi realmente più bassi;

 

 

REGOLA N.4
Riduci gli extra. So che farsi qualche regalo ogni tanto è salutare, ma diamoci un limite in modo da non trovarci brutte sorprese a fine mese. Affittare un dvd invece che andare al cinema, portarsi il pranzo al lavoro invece che andare sempre a mangiare fuori, prendere i libri in biblioteca invece di comprarli (magari anche letture che riguardano la gestione del risparmio così prendi 2 piccioni con una fava!). Questi sono solo esempi ma puoi scrivere la tua lista personalizzata in base alle tue spese.

REGOLA N.5
Metti da parte ogni mese una cifra fissa. Ogni volta che ricevi lo stipendio, appena ce l’hai sul conto, prendine una parte (il 10-15% possibilmente) e giralo su un altro conto corrente a tuo nome. Due regole insindacabili: non puoi togliere soldi da questo secondo conto corrente e devi versarci ogni mese una cifra fissa, senza eccezioni. Non dire che non riesci a mettere da parte nulla, se oggi ti abbassassero lo stipendio del 10-15% riusciresti a viverci lo stesso, ti adatteresti risparmiando di più, per cui so che puoi farlo. Alla fine dell’anno ti troverai un gruzzoletto non indifferente, che potrai usare come preferisci: le vacanze, un’auto nuova o semplicemente una riserva in caso d’emergenza (che fa dormire sogni più tranquilli ).

Buon risparmio!

 

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Gestire lavoro e famiglia 

Sentirsi divise tra affetti e ambizioni. Dover scegliere tra lavoro e famiglia. Cercare l’affermazione puntando sulla carriera e rinunciare ai figli o diventare mamma e moglie lasciando da parte ogni sogno di crescita professionale. 

A quante donne è capitato di interrogarsi su questioni del genere? Forse al 99,99%!
Che le donne abbiano nel DNA la capacità di sacrificarsi, di fare delle rinunce, anche piuttosto pesanti, di gestire problematiche e avversità, questo lo sappiamo. Ma, effettivamente, quanto costa a una donna dedicare tempo ed energie al lavoro? Il dato allarmante è che la maggior parte delle manager e dei boss in “rosa” hanno rinunciato a fare figli e, alle volte, persino a sposarsi per dare spazio alla vita professionale.
Spesso dicono “Ci penserò quando sarà il momento opportuno”, senza però calcolare che il nostro orologio biologico non è poi così clemente quando si parla di maternità, e che anche la ricerca del compagno giusto richiede un certo impegno (purtroppo l’uomo ideale non viene a suonarci alla porta di casa).
E molte volte, queste donne che rinunciano alla famiglia in nome della carriera vengono giudicate negativamente (molto più di quanto non si faccia con gli uomini che adottano lo stesso principio). Posto che ognuno è LIBERO di fare le scelte che ritiene più opportune e considerando che non esiste qualcosa di universalmente giusto o sbagliato, è scorretto demonizzare le donne che percorrono questa strada, come è scorretto descriverle con lo stereotipo della donna fredda, insensibile e acida (quindi, se abbiamo una collega che rientra in questa casistica, pensiamoci la prossima volta che stiamo per dire qualcosa di cattivo su di lei).


Se una donna decide di concentrarsi sul lavoro, non nuoce a NESSUNO. Sarebbe molto peggio se mettesse su famiglia e poi l’abbandonasse per dedicarsi alla carriera (però, anche in quel caso, non sta a noi giudicare).
Ma anche senza guardare alle manager in carriera, molte donne hanno dovuto fare scelte dolorose anche solo per avere un lavoro normale o per non rischiare di perderlo. Come già detto in passato (e com’è noto a tutti), in Italia non esiste una vera politica a sostegno della CONCILIAZIONE lavoro – famiglia e molte aziende vedono la maternità come uno spauracchio da cui tenersi lontani, privilegiando l’assunzione di uomini. Quindi, sta alle donne sapersi barcamenare tra questi due poli e cercare l’equilibrio…finendo col fare più numeri di un acrobata circense!
E tu come la pensi? Che esperienza hai avuto? Senti di aver sacrificato qualcosa nel lavoro o in famiglia?
Scrivi la tua…

 

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Indipendentemente dal settore, molto spesso noi donne ci ritroviamo a lavorare a stretto contatto con altre donne, in ambienti a maggioranza femminile. Scuole, ospedali, negozi, uffici: in qualsiasi ambiente lavori, probabilmente vivi anche tu una situazione simile.
E nonostante noi tutte pensiamo che le donne valgano molto sul lavoro (tale da essere insostituibili), stare gomito a gomito spesso ci crea PROBLEMI. E non mi riferisco alla leggenda metropolitana secondo la quale se lavoriamo con altre donne il ciclo tende a sincronizzarsi nella stessa settimana, ma parlo di invidie, pettegolezzi, cattiverie e competizione. Tutti fattori che nelle lavoratrici tendono a trovare terra fertile e a complicarci la vita professionale.
Ma perché succede?
Ecco alcune possibili spiegazioni.
Noi donne tendiamo a prendere il lavoro più puntigliosamente dei colleghi maschi. Questo spesso ci fa diventare troppo PERFEZIONISTE e ci porta ad avere grandi pretese nei confronti di chi lavora con noi. Se poi scopriamo che una collega, a causa di qualche problema sentimentale, rende un po’ meno…apriti cielo! “È una sciocca”, “Li trova tutti lei quelli sbagliati”, “Non può portare i problemi personali sul lavoro” sono tra i commenti più frequenti (e anche più maligni).
Altra spiegazione: noi donne prendiamo tutto troppo di petto. Non è tra le nostre peculiarità il LASCIAR CORRERE, la capacità di dare il giusto peso alle cose. Gli uomini alle volte ci sembrano superficiali e stupidotti, ma in realtà così riescono a evitare di incastrarsi in situazioni spiacevoli senza reali motivi.
Se a questo aggiungiamo il fatto che noi donne spesso coviamo rancore per mesi e abbiamo difficoltà ad avere confronti sinceri e aperti con le persone con cui abbiamo dei problemi…bhe, la frittata è fatta!
Un’altra spiegazione è spesso legata all’INVIDIA. Se una collega è più carina, è più magra, ha un fidanzato più bello o simili, ecco che scatta la molla dell’antipatia. E non serve nascondersi dietro alla scusa del “a pelle non mi piace”, sappiamo bene che il motivo è un altro. Ma invidiare e creare attriti con ci rende più belle o più magre, e non rende la collega più brutta o più grassa.

Soluzioni?

Ecco qualche ragionamento da fare per evitare di creare problemi inutili.
Punto 1: cerchiamo di non eccedere nel perfezionismo. Lavorare bene è giusto, ma dobbiamo ricordarci che siamo tutti essere umani. Avere giornate storte o periodi difficili è normale, capita anche a noi! Quindi, non abbiamo il diritto di mettere in croce una collega che non rende abbastanza. Piuttosto, potremmo provare a tirarla su di morale, magari sentire il conforto di una collega l’aiuterebbe a lavorare meglio. Se poi la collega non lavora bene intenzionalmente, o perde tempo, o “ce ne ha sempre una”, allora potrebbe essere il caso di intervenire, però sempre meglio farlo in modo CORRETTO e solo se il suo scarso rendimento ci tocca direttamente. Prova a parlarne in modo tranquillo e sincero con lei e se le cose non cambiano coinvolgi il vostro superiore.

 


Punto 2: prendiamo la vita con più morbidezza. Fare muso duro a tutto quello che succede rovina la vita a noi e agli altri. Non è detto che quello che accade sia fatto contro di noi (anzi, nella maggior parte dei casi noi non c’entriamo nulla). Lasciamo correre, discutiamo solo se la cosa ci crea davvero dei problemi, farne una “questione di principio” è la scelta più sbagliata. E se c’è davvero un problema impariamo a parlarne, covare rancore a rabbia non serve a nulla. Un confronto SERENO ED EDUCATO con la diretta interessata risolve la maggior parte dei problemi.
Punto 3: basta con le invidie. Se una collega è più magra, perché invece di sparlarle dietro non ci facciamo amicizia e non le chiediamo i suoi segreti per una linea perfetta? Magari potremmo prendere l’abitudine di uscire a pranzo con lei e vedere cosa mangia: potrebbe essere un buon esempio da seguire! Una perla di saggezza popolare diceva di farsi amici i peggiori nemici, perché c’è sempre qualcosa da imparare

 

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Spesso le donne carismatiche e di polso tendono ad attirare aggettivi non proprio lusinghieri, specialmente sul lavoro, e specialmente se questo atteggiamento sfocia nell’autoritarismo.

Ovviamente nessuno pensa che tu ti diverta a riprendere i tuoi colleghi o ad alzare la voce, anche perché quando ti capita è solo per far capire meglio un concetto, giusto? Ma se ti succede spesso, allora forse hai un pizzico di autoritarismo di troppo.
Valuta anche questi altri SEGNALI:
- pensi che per avere una cosa fatta bene è meglio se te la fai da sola?
- provi fastidio quando qualcuno ti contraddice?
- ti accorgi di prendere di petto le situazioni e di reagire “di pancia”?
- hai regole piuttosto rigide e tolleri poco chi le infrange?
Tutte queste sono sfumature di autoritarismo, quindi più volte hai risposto sì e tanto più il problema è radicato.
Il confine tra AUTOREVOLE e AUTORITARIA è sottile, e bisogna cercare di muoversi in maniera accorta, per non suscitare l’antipatia di chi ci circonda. Ricordiamoci che è più facile ottenere l’ascolto degli altri con la dolcezza. In fondo a nessuno piace essere ripreso o sgridato, giusto? Penso nemmeno a te. Anzi, quando ci troviamo in situazioni del genere tendiamo a innalzare un muro, a giudicare negativamente ciò che ci viene detto e, di conseguenza, a continuare a fare come vogliamo. E come capita a te, capita anche agli altri.

La soluzione? Non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te. In pratica, se anche a te non piace la gente che urla o che ti dice le cose in modo troppo duro, non essere tu la prima a farlo. Esprimi i concetti nel modo in cui piacerebbe anche a te sentirteli dire. Non preoccuparti, non perderai d’EFFICACIA: basterà ricordare al tuo interlocutore (con parole pacate) che la questione è davvero importante.

 

comunicare con calma


Se stai pensando “Ma io ho già provato a dirlo in modo pacato e non ha funzionato”, allora ti faccio una domanda: sei davvero sicura di essere stata così pacata? Se tendi a essere autoritaria, probabilmente nel tono o nelle parole scelte hai dato un’impressione diversa da quella che credi. In ogni caso, anche se dici una cosa in modo tranquillo, ma non ottieni risultati, non ti scaldare: alzando la voce non sempre si ottiene il risultato sperato. Funziona con alcune persone, ma non con tutte. Devi quindi essere attenta nel valutare la giusta strategia…specialmente se hai a che fare con altre donne! (a buon intenditor…) ?

 

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