Una mela al giorno non solo toglie il medico di torno, ma sembra fungere come un vero e proprio viagra femminile stimolando il piacere sessuale. Le qualità afrodisiache di questo buonissimo frutto sono state messe in risalto grazie ad una ricerca italiana condotta dall'ospedale Santa Chiara di Trento e pubblicata su “Archives of gynecology and obstetrics”. La ricerca ha preso in considerazione 731 donne di età compresa fra i 18 e i 43 anni. Gli scienziati hanno scoperto che un consumo quotidiano di mele può aumentare il piacere sessuale nelle donne sane. 

Se la trilogia de le "50 sfumature" di E.L. James ha risvegliato notevole curiosità e interesse intorno a quelle che sono le fantasie sessuali più estreme, abbiamo deciso di chiarire quelli che sono i punti principali e le regole dei giochi di potere. Per farlo è stato interpellato Ayzad, uno dei siti principali per quanto riguarda la divulgazione in materia di sessualità alternativa. Secondo il sito:

 

"L’istinto alla dominazione e alla sottomissione è una componente naturale della vita relazionale di tutti ed è presente in ogni rapporto umano. Può essere più o meno esplicito, più o meno  represso, più o meno sublimato, ed esprimersi in maniere diverse in ambito sessuale, a seconda delle preferenze e della personalità di ognuno, in modo più o meno dichiarato e consapevole".

 

L'esperto del sito ha poi aggiunto: 

 

"Di sicuro non andrebbe vissuto in maniera onanistica, usando il partner solo per mettere in  scena le proprie fantasie, senza rapportarsi davvero e senza preoccuparsi delle conseguenze: in  questo caso si parla di sadomasochismo, che è una patologia. Ma se viene fatto in  maniera responsabile e matura, creando insieme al partner un gioco consensuale che si basa sull’esplorazione serena delle fantasie erotiche di entrambi, non c’è nulla di male e si chiama BDSM, che è l'acronimo di Bondage, disciplina, sottomissione e masochismo e si riferisce a tutti quei giochi erotici in cui un partner si affida totalmente alla volontà dell'altro, che possono andare da una sensuale e sottilissima complicità alla ricerca metodica dei limiti e delle possibilità più estreme del corpo e della mente umani". 

 

Quel che bisogna fare è tenere sempre in mente le regole del gioco. Continua l'esperto del sito:

 

"SSC che significa SANO, SICURO, CONSENSUALE. Per sano si intende che i giochi vengono svolti con il preciso intento di non creare danni fisici, psicologici o sociali a chi vi partecipa, e richiede una certa conoscenza del corpo umano e delle implicazioni di ciascun gioco; sicuro vuol dire che si prendono tutti quegli accorgimenti perché nessuno si faccia male, compreso quello di non agire sotto effetto di alcol, droghe, o alterati da emozioni come la rabbia; consensuale, significa che non ci deve essere nessuna forzatura o violenza, che i partner siano equilibrati e maturi e che non vengano coinvolti involontariamente terzi."

 

Se l'amore aiuta, in questi giochi erotici, fiducia e rispetto sono a dir poco fondamentali:

 

"Fare un gioco erotico in cui ci siano esplicite dinamiche di dominio e sottomissione, significa semplicemente prendere sul serio questa frase che prima o poi si dicono tutti gli innamorati."

 

Secondo il sito, ancora:

 

"Anche  se non sembra, in un rapporto di questo tipo non c’è un vero partner dominante e uno sottomesso. Piuttosto, si tratta di chi guida e di chi si affida. I ruoli ovviamente sono definiti, ma in un gioco ben riuscito la dinamica consiste nel lavorare insieme a far  fluire in un circolo continuo l’energia che nasce da emozioni, complicità, intimità."

 

Importante è anche il dialogo:

 

"È importante potersi confrontare raccontando cosa è piaciuto e cosa meno, fantasie ed emozioni: aiuta a creare quella sintonia e quell'intesa necessarie a rendere il gioco il più divertente ed eccitante possibile, per la soddisfazione di entrambi."

 

Care amiche, oggi è il 14 febbraio, San Valentino, e giorno notoriamente dedicato all'Amore, festeggiato da milioni di innamorati (e non) in tutto il mondo. Fiori, dolci pensieri, regali, cenette romantiche fanno da contorno a queste ore che, diciamoci la verità, noi donne teniamo a trascorrere in compagnia dei nostri amati uomini.

 
Scopriamo dunque, insieme, alcune interessanti curiosità legate proprio a questo giorno, tripudio di dolcezza e romanticismo.
 
1. Circa il 3% delle persone che possiedono un animale domestico (9 milioni in totale in Italia) preferiscono fare un regalo al proprio cane, gatto, etc. perché ritengono che essi siano più amabili e riconoscenti degli esseri umani.
 
2. Nel 1800 i medici prescrivevano il consumo di cioccolato alle persone che soffrivano a causa di pene d'amore.
 
3. Il 15% delle donne americane single ha dichiarato di autoregalarsi dei fiori a San Valentino, mentre il 50% di quelle fidanzate ha dichiarato di essere pronto a lasciare il proprio uomo qualora non dovessero ricevere regali in questo giorno.
 
4. La prima scatola di cioccolatini di San Valentino fu inventata da Richard Cadbury nel 1868. L'azienda Cadbury si trova al secondo posto al mondo per la produzione di dolciumi, preceduta solo dalla famosa Mars.
 
5. La rosa rossa è il fiore simbolo degli innamorati perché la dea romana dell'amore, Venere, adorava questi fiori.
 
6. Il poema d’amore più antico del mondo di San Valentino risale al 3500 a.C. (ancora esistente) e fu scritto su una tavoletta di argilla dai Sumeri, antico popolo inventore della scrittura.
 
7. Il 14 febbraio 1876 Alexander Graham Bell ha richiesto il brevetto per l'invenzione del telefono. 
 
8. Ogni anno la città di Verona, legata indissolubilmente a Romeo e Giulietta, riceve circa 1000 lettere destinate proprio a Giulietta.
 
9. La prima cartolina di San Valentino è stata ideata nel 1913 dalla Hallmark, che oggi è la società produttrice di biglietti e cartoline di auguri più importante degli Stati Uniti.
 
10. Nel corso del Medioevo usanza tipica del giorno di San Valentino era quello di far pescare a dei giovani un nome da una ciotola. Avrebbero poi portato quel nome sulla manica per una settimana.
 

Spesso si sente dire che “l’amore non ha età”, ma la domanda è, cosa ne pensano i ragazzi delle grandi differenze d’età rispetto al partner dell’altro sesso? A tal proposito, il mondo maschile si schiera in due.

 

Da un lato l’età del partner del gentil sesso per i ragazzi non sarebbe poi un fattore cosi rilevante: infatti, secondo la testimonianza di Derek, 29 anni (tratta da yourtango.com), “Un giorno ho incontrato una ragazza in un bar e dopo aver trascorso la serata insieme mi ha detto che doveva andare via perché il giorno dopo aveva lezione presto. Era una matricola del college!".

 

Molti sono a pensarla come Derek, difatti molti sondaggi a campione rivelano che la maggior parte dei ragazzi, a meno che la partner non sembri davvero molto giovane, tendono a non chiedere l’età se si tratta di un rapporto occasionale ed inoltre sono del parere che in fin dei conti l’età non è altro che un numero.

 

Fanno da contro altare invece le testimonianze come quella di Jamison, 29 anni, il quale a differenza di ragazzi della stessa opinione di Derek, non sembra essere tanto d’accordo nell’intraprendere relazioni con donne troppo giovani o troppo mature, per una questione di incompatibilità, infatti durante il sondaggio ha affermato che “Credo che una differenza di età troppo grande alla lunga sia incompatibile con il rapporto. Magari io voglio mettere su famiglia e lei vuole ancora divertirsi o viceversa".

 

E voi cosa ne pensate a riguardo? L’età è veramente solo un numero oppure incide sulla relazione di una coppia?

 

Un nuovo sondaggio condotto dalla “Society for sex therapy and Research” ha rivelato che la durata ideale di un incontro “intimo” sarebbe compresa tra i 3 e i 13 minuti, riconoscendo in tal modo l’importanza della cosiddetta “sveltina” come necessaria per un completo appagamento dal punto di vista sessuale, e un toccasana per la salute psicofisica.

 

Questo piccante sondaggio, ha visto protagonisti i pazienti di 50 sessuologi e medici di base degli Stati Uniti e del Canada, dei quali sono state studiate le abitudini sessuali ed è stata chiesta un’opinione circa la durata ideale dell’incontro sessuale.

 

Le risposte dei partecipanti al sondaggio sono state: “1-2 minuti: troppo breve; 3-7 minuti: adeguata; 7-13 minuti: desiderabile; 10-30 minuti: troppo lunga”. Per quanto riguarda i vantaggi della “sveltina” dal punto di vista fisico, è risaputo che il gentil sesso non sempre raggiunge l’orgasmo con facilità in particolare se l’atto è di breve durata, ma nonostante ciò può dirsi comunque appagato, grazie al coinvolgimento di carattere emozionale e psicologico; per quanto riguarda l’uomo, saltare i preliminari , e andare direttamente al “sodo” eviterebbe l’odiosa ansia da prestazione e situazioni imbarazzanti annesse.

 

E voi cosa ne pensate della “sveltina”? La preferite alle romantiche notti d’amore? A voi la parola!