Il sesso, in fondo, è sempre un mistero. E capita infatti spesso che ragazzi giovanissimi siano attratti da donne molto mature, anche se non bellissime. Tuttavia, spesso tali donne (chiamate MILF nel gergo) si mostrano procaci e avvenenti e sono in grado di catturare le attenzioni di giovanissimi, anche alle prime esperienze. MILF è acronimo dal gergo anglo-americano e sta per “Mother I’d like to Fuck”, ossia “Una mamma che mi piacerebbe scoparmi". (Scusate il linguaggio colorito, ma è l'esatta traduzione dell'acronimo). 
 

Sembra che le MILF vadano dunque a scombussolare gli ormoni maschili con atteggiamenti in grado di provocare i turbamenti della virilità dei giovani maschietti. Parliamo in genere di una donna avente età di gran lunga superiore ai 35 anni, che ha almeno un figlio e un ex compagno, fidanzati alle spalle e amanti sparsi. 

 

In genere si distinguono per il fatto di aver scelto ritocchini chirurgici  e di solito gli uomini le incontrano in palestre, centri estetici, scuole dove portano i figli. In genere le MILF sono donne che si mantengono da sole, che hanno uno stile di vita medio-alto e che, ondeggiando, amano mostrare il proprio corpo fasciandolo in abitini sexy e avvolgenti. I giovani adorano le idee di infilarsi tra le curve di queste donne vogliose di sesso.  

 

Le MILF dominano e seducono l’uomo con le movenze del corpo e con sguardi seducenti, inviando messaggi certamente non celati ai maschietti alle prime armi che non aspettano altro che gettarsi in questa fantastica esperienza sessuale con delle "mamme" mature e procaci.

 

Care amiche, preferite il vostro uomo sbarbato completamente o con un pizzico di barbetta che lo rende più maschio? Sembra che, almeno per i maschietti over 25, un po' di barba sia d'obbligo. Scopriamo insieme il perché.

 
1. L’uomo con la barba è "più maschio". Ci piace anche il trasandato chic, l'importante è che la barbetta ci sia. 
 
2. L’uomo con la barba sembra più grande. L'uomo con la barba ci sembra più vissuto e capace comunque di donarci un maggiore senso di protezione.
 
3. L'uomo con la barba fa più paura e quindi in qualunque caso sarà in grado di difenderci. La barba ce lo impone.
 
4. La barba va di moda. Se ci guardiamo intorno vedremo uomini con pizzetti e baffi in linea con la moda del momento. Insomma anche la barba, per i maschietti, rappresenta un vero e proprio accessorio trendy. Come la borsa per le donne.
 
5. La barba conferisce una sorta di ruolo conferendo quel pizzico di autorità che decisamente non guasta.
 

Se in precedenza abbiamo verificato come spesso i maschietti molto giovani tendano ad essere attratti da donne mature, spesso anche ragazze giovanissime tendono a scegliere uomini molto più grandi e che, quindi, presentano anche maggiore esperienza in campo sessuale. Quante volte sentiamo parlare di ragazze di 20-25 anni che si fidanzano con uomini che hanno anche 60 anni, spesso per puro interesse economico. Ebbene, il sesso però c'è comunque e forse tali donne sono spinte anche da un pizzico di gerontofilia

 
Può accadere che una giovane donna, ad esempio, si senta attratta da un uomo molto più vecchio, perché non trova interessanti i propri coetanei. Ciò potrebbe accadere perché i coetanei della ragazza in questione non le danno le sicurezze e la stabilità che cercano. Un certo fascino può essere esercitato anche dal fatto che un uomo maturo ha una certa esperienza alle spalle, piuttosto di un ragazzo che ora si appresta a conoscere il mondo. Anche sessualmente, gli uomini maturi si mostrano intraprendenti e ispirano più fiducia, regalando alla giovane compagna delle belle attenzioni particolari. L’uomo maturo sa come trattare una donna tra le lenzuola e decisamente si sente anche più frizzante a causa della sua relazione con una donna più giovane da dover soddisfare.

 

Entrano in gioco anche le fantasie sessuali delle ragazzine che immaginato di essere possedute anche da un uomo non bellissimo fisicamente ma che sia in grado di sfogare perverse fantasie su di loro e spezzare lo schema familiare nel quale sono state per diverso tempo intrappolate. Alcune ragazze giovani vogliono essere usate come bamboline del sesso, rimandando ad un certo complesso di Edipo, a tratti incestuoso.

 

E voi, amiche, cosa ne pensate?

 

 

Il silenzio serve? Esiste il silenzio “loquace” che parla ed è capace di dire più di quanto riuscirebbero a esprimere le vere parole. Bisogna soltanto ascoltare la voce del silenzio perché non sempre noi siamo soltanto quello che diciamo. Se pensiamo a una persona muta, che cosa direste? Questa persona non ha una personalità perché non sa esprimersi? Certo che no! Perché noi non siamo soltanto quello che diciamo, noi siamo ciò che facciamo, ciò che manifestiamo agli altri con i gesti e con i nostri silenzi, senza aver bisogno necessariamente di parole. La vita che facciamo parla per noi: ci sono, poi, quelle parole "a metà", che lasciano intendere ma non del tutto il concetto che vogliamo esprimere. Pertanto, se ci limitiamo, allora, meglio non parlare per nulla! Il silenzio è molto spesso una risposta, una semplice espressione di un qualcosa che si vuole omettere.

 

Il silenzio può essere considerato una sorta di linguaggio verbale più di quanto non si possa immaginare che prepara molto spesso la persona a esprimersi mediante la parola che deve essere usata nel momento e nel modo giusto. Quante volte avete sentito pronunciare queste affermazioni note: "Mettere a freno la lingua, mai?", “Forse è meglio che tu chiuda la bocca!” perché molte persone parlano a vanvera e provocano danni irreparabili o quasi. Non è pericolosa solo la superficialità delle parole ma l’imprudenza che la persona ha nello sceglierle. Per evitare di essere così imprudenti, è necessario impostare una pausa tra una risposta e un’altra, in modo da permettere al silenzio di occupare quel lasso di tempo. "Il silenzio è la decima e forse la più espressiva parte del discorso". (Carlo Ferrario, L'allegro e il pensieroso, 2009) Si medita nel silenzio, ci si racchiude per poi magari un giorno aprirsi e dire non delle scemenze ma parole: sagge, vere, concrete, etc.

 

L’educazione del linguaggio nasce da un buon silenzio. Bisogna ascoltare se stessi, la voce interiore prima di parlare. Il silenzio è una fuga dagli imbecilli. Una frase che tengo spesso in mente è la seguente: “Dove la stupidità dell’uomo parla, l’intelligenza del silenzio tace”. Il silenzio è una riflessione e uno spazio per l’accoglienza dell’ascolto; è restare a sentire l’altro senza pregiudizi ma è pure sentirsi liberi di pensare, senza che l’altro possa ascoltare. "Talvolta il silenzio del saggio, vale più del ragionamento del filosofo: è una lezione per gli impertinenti e una punizione per i colpevoli". (Joseph Antoine Dinouart, L'arte di tacere 1771) Il silenzio rafforza le parole e non è mai banale, anzi appare un fuggitivo ma in fin dei conti è comunque presente, soltanto che rimane a contemplare per tirare le sue somme. Il silenzio può essere positivo e negativo: il primo aiuta, il secondo danneggia.

 

Resta a noi sempre la scelta della sua interpretazione. Vorrei elencarvi ora i diversi tipi di silenziosità: abbiamo il “silenzio d’ascolto” molto utile direi, per capire l’altro e accogliere così il messaggio di trasmissione. Esiste, poi, anche il “silenzio reciproco” e di solito chi lo usa comprende senza aver bisogno di troppe parole e ciò avviene perché tra le due persone, esiste già una forte complicità e intesa. Abbiamo anche il “silenzio di carità” quello che serve per fare un favore all’altro, perché altrimenti si rischia di nuocere la persona che, in verità, vorremmo proteggere dai mali. Quello che ritengo, invece, orribile è il “silenzio d’indifferenza” che si presenta quando qualcuno non risponde alle nostre domande o pretese, perché non è interessato a cosa stiamo dicendo o poiché non vuole avere nulla a che fare con noi e preferisce ignorarci, per procurare del male intenzionale. Esiste il “silenzio offeso”, cioè di quella persona che ha dei risentimenti nei nostri confronti per una parola detta o un atteggiamento compiuto, o semplicemente si isola in quanto non è in pace con se stesso.

 

Altro tipo è il “silenzio del peccato” e cioè omettere quello che in verità si dovrebbe dichiarare. Per finire esiste fortunatamente, il “silenzio del perdono” e cioè perdoniamo a costo che quella persona eviti un contatto diretto con no, oppure perdoniamo i suoi errori e difetti, proseguendo il nostro cammino con essa senza che gli rinfacciamo continuamente gli sbagli e i difetti ma, soprattutto, quello che ci ha fatto. Meglio meditare nel silenzio: d’altronde è l’unico che ti ascolta senza farti arrabbiare, alcune volte ti dà risposte, altre ancora ti uccide ma, in qualsiasi modo lo si utilizza serve sempre.

 

Care amiche, oggi affrontiamo un argomento davvero scottante: sesso. Qual è il popolo che meglio se la cava sotto le lenzuola? Lo abbiamo scoperto grazie ad un sondaggio realizzato da One Poll per conto del Daily Telegraph. Ad essere intervistate ben 15mila donne che sembrano non aver avuto dubbi nel decretare quello che secondo loro sono gli uomini più calienti: ovvero gli spagnoli.

 
In seconda posizione troviamo i brasiliani, mentre gli italiani devono accontentarsi del gradino più basso del podio: la terza posizione. La soddisfazione per i maschietti italiani rimane comunque e soprattutto nel fatto di aver superato i cugini francesi (spesso odiati) che si collocano in quarta posizione. A chiudere la top 5 dei popoli più caldi tra le lenzuola, un po' a sorpresa, ci sono gli uomini d'Irlanda, terra spesso ricordata più per le piogge e le verdi colline che non per le doti amatoriali dei loro maschi.
 
Non solo. La ricerca, condotta tra donne di diversa nazionalità, ha messo anche in evidenza che i tedeschi sarebbero invece i peggiori e che sarebbero "troppo puzzolenti" a detta delle donne intervistate. Anche gli uomini svedesi sembra che non siano proprio i più calienti al mondo: sebbene, infatti, facciano innamorare le donzelle grazie ai loro occhi chiari, sembrerebbero troppo sbrigativi a letto. Non soddisfano neppure gli inglesi (troppo pigri), gli olandesi (troppo dominatori) e gli americani (troppo agitati).
 
E voi, amiche, cosa ne pensate?