Se in genere la scusa del mal di testa, per non avere un rapporto sessuale con il proprio partner, è in genere appannaggio quasi esclusivamente delle donne, esiste comunque la possibilità che a sottrarsi alla possibilità di fare sesso sia l'uomo. Care amiche, ebbene sì. Anche gli uomini trovano delle scuse pur di non fare sesso con la propria moglie o fidanzata. Quella più gettonata, secondo uno studio effettuato su più di 2000 uomini dal sito LloydsPharmacy Online Doctor, sarebbe quella relativa ad un'eccessiva stanchezza derivante dal lavoro.

 

Una realtà lavorativa troppo massacrante sarebbe dunque alla base del rifiuto di fare sesso da parte dell'uomo e decisamente mal vista dalla rappresentanti del sesso femminile. La verità è che ben altro si cela dietro quella che, in realtà, è semplicemente una scusa. Lo studio ha infatti messo in mostra che il non fare sesso adducendo come motivazione quella di essere lavorativamente stressati cela in realtà dei disturbi della sfera sessuale: in primis una disfunzione erettile.

 

Il 17% dei maschietti intervistati ha esternato il fatto che, dopo i preliminari, sarebbe incapace di avere un'erezione, mentre il 50%, ha rivelato di avere avuti problemi nei primi cinque minuti, dall’inizio dei preliminari. Il 25% degli intervistati, invece, ha dichiarato di non avere più rapporti sessuali. Dunque, amiche, se siete allarmate dalla scusa del lavoro, o da quella di portar fuori il cane nonché terminare un videogioco, parlate con il vostro uomo facendo sì che si confidi con voi per poi parlare con uno specialista.

 

Quando la passione prende il sopravvento, difficile dissuadersi da quell’unico pensiero. Sono tanti i posti in cui fare l’amore, soprattutto se non si ha casa libera a disposizione. Ma quali sono i 5 posti più gettonati da adulti e giovani coppietteAl primo posto regna la camera da letto, potrebbe sembrare banale ma resta il luogo ideale per fare l’amore. Un’atmosfera intima ma soprattutto un luogo in cui stare comodi, e vivere il momento con estrema tranquillità.

 

Al secondo posto, c’è la macchina. Chi almeno una volta non si è lasciato trasportare dall’eccitazione in auto? Un posto prediletto soprattutto dalle giovani coppiette che spesso non hanno casa libera per condividere qualche attimo di intimità. Al terzo posto troviamo, invece, l’ufficio, un vecchio proverbio dice “prima il dovere e poi il piacere”, a buon intenditor poche parole. Al quarto posto ci sono i luoghi pubblici, a volte la paura di essere scoperti fa si che l’adrenalina salga alle stelle, per questo molte coppie scelgono dei luoghi pubblici per esprimere al meglio la loro irrefrenabile eccitazione. Tra i luoghi pubblici più amati c’è la spiaggia di notte. Chi non ha mai sognato di fare l’amore con il proprio partner sotto le stelle accompagnati dal suono delle onde?

 

Infine all’ultimo posto, abbiamo la cucina, un luogo forse un po' insolito ma si sa che cibo ed eros insieme fanno scintille. Preparare magari una cenetta romantica afrodisiaca e concedersi un dopocena speciale da condividere insieme. Qual è invece il vostro luogo preferito? Fatecelo sapere con un commento!

 

Cari lettori e lettrici, vi parlo di quello che nell’ordinaria civile convivenza tra uomini e donne potrebbe capitare: due fratelli gemelli che corteggiano la stessa donna, che pertanto si ritrova nell’incresciosa situazione di provare attrazione per entrambi. Simili nei tratti somatici, ma caratterialmente profondamente diversi, trascinano la poveretta nell’impossibile oblio della scelta. Il legame di sangue poi, inibisce, impaurisce. Invaghita, ammaliata, desiste. Il sorriso dell’uno, le lusinghe dell’altro, gli sguardi dell’uno, le attenzioni dell’altro.

 

Il punto è quanto si è disposti a mettersi in gioco? A cedere di sé in un sì viziato triangolo  amoroso? Gelosie, intrighi, inganni, lussuria, orgoglio, rivalità. Quanto ci si può spingere oltre, in balia del desiderio? Fuggire o cedere? Accettare o rifiutare? La scelta dell’uno all’altro non sarà mai quella giusta, quando si vuole il meglio, quando si vogliono entrambi. E, invano, si cerca una soluzione a tutta questa assurda situazione. Si cercano rimedi, si cercano ripari. Ci si illude che andrà tutto bene. Uno seduttore, l’altro corteggiatore, uno romantico, l’altro egocentrico, uno gentile, l’altro sbruffone. Una spirale vertiginosa senza fine. 

 

Se davvero le scelte che si intraprendono non fossero condizionate sarebbe tutto molto più facile. Sarebbe molto più semplice dirigere le azioni secondo ciò che noi siamo. La società, invece, imbottisce di regole morali che innescano dentro di noi un meccanismo di sensi di colpa a mai finire. È quasi impossibile sbottonare la propria anima e concederla alle emozioni, senza recriminazioni e condanne. La scelta morale è la scelta che la società e non noi o la nostra mente addita a giusta. La scelta morale è quella corretta. Così che le nostre scelte non sono mai libere , non siamo  mai noi a scegliere , fino a quando qualcuno avrà scelto per noi  la scelta giusta.

 

Entriamo in eterno conflitto con noi stessi, con la società, quando quello che vogliamo, sentiamo e desideriamo è diverso da quanto dagli altri accettato. Siamo attori che recitano copioni che crediamo nostri ma che, in realtà, non lo sono mai stati. Le nostre vite sono ingarbugliate in una fitta rete di pregiudizi, preconcetti e precetti morali, dove è impossibile (o quasi) venirne a capo. Il problema allora si discosta da quello inizialmente posto. Non è la scelta di un fratello o l’altro a tormentarci, ma è la scelta tra noi e quello che la società vorrebbe scegliere per noi. Se così non fosse, non si correrebbe dietro a continue giustificazioni, scuse, per nascondere agli altri quello che si è. L’uno, l’altro o loro o te? Un bel rompicapo, un rebus a sospesa soluzione.

 

 

Se in amore e in guerra tutto è lecito, bisogna anche dire che per conquistare un uomo, care amiche, non c'è poi bisogno di eccedere nelle armi a vostra disposizione. Basta seguire una serie di piccoli ed efficaci consigli e siamo sicure che l'uomo che tanto vi piace cadrà ai vostri piedi, senza sapervi più resistere.

 
Sincerità. In primis, il consiglio care amiche è quello di essere sempre sincere. La malizia appartiene all'animo femminile, ma il suggerimento è quello di essere sempre sincere, spontanee e semplici. Se stesse, in poche parole. Non occorre scoprirsi troppo, ma essere sincere pian piano, scoprendosi poco per volta. Gli uomini, ricordiamolo, non danno molto valore a ciò che conquistano con troppa facilità. Attenzione. Bisogna catturare l'attenzione dell'uomo che vi piace. Possono aiutarvi sguardi seducenti e abiti succinti, ma senza mai eccedere nella volgarità. Bisogna sedurlo, ma tenerlo sempre sulla corda. Un sottile gioco che vi renderà a dir poco irresistibili.
 
Contatto. Il contatto è fondamentale per approcciarsi ad un uomo. Senza però mai far capire che sia voluto. Un contatto accidentale, un gioco di sfioramenti che finirà per scaldarlo al punto giusto da farlo completamente cadere fra le vostre braccia. Bisogna cogliere l'attimo e sfruttare ogni singola opportunità a vostra disposizione analizzando i comportamenti del vostro amato. Se ad esempio nei discorsi che fate sembra mostrare una carenza d'affetto, non esitate a manifestargli il vostro affetto abbracciandolo. Bisogna colpirlo, insomma, in quelli che sono i suoi punti più deboli.
 
Il messaggio del buongiorno. Inviate all'uomo o al ragazzo che vi piace un bel messaggino del buongiorno o della buonanotte su Facebook o anche via sms, in maniera abitudinaria. Poi, dopo qualche giorno, smettete. Sicuramente il vostro lui si accorgerà di aver perso qualcosa che prima gli veniva offerto in maniera del tutto naturale. E sarà lui a cercarvi dopo qualche ora.
 
Provare per credere, amiche.
 

In questi anni sono tante le italiane che decidono di andare a vivere all’estero: chi per lavoro, chi per amore, chi per scelta, chi perché è semplicemente stufa di un paese che sembra non offrire molte prospettive. Se anche tu hai questo progetto, ma hai paura di quello che comporta o non sai come muoverti, leggi l’esperienza diretta di una di noi.

Wanesia ha 43 anni e da più di 5 anni fa ha deciso di lasciare la sua bella Sicilia per seguire l’uomo di cui è innamorata in Germania: un paese molto diverso dall’Italia, per clima, cucina, stile di vita, lingua (!). Nei primi mesi Wanesia ha vissuto momenti duri, ma li ha superati trovando la sua dimensione e una nuova vita, grazie anche al suo blog, dove condivide la sua esperienza con le altre “expat”.

In questa intervista, condivide con noi gioie e dolori dei primi tempi, nonché degli ottimi consigli per chi come lei vuole cercare una nuova strada fuori dall’Italia.


E: Come sono stati i primi tempi nel nuovo paese?


 

W: Difficili, se ci penso mi vengono i brividi. Non capivo un accidente. Ricordo i film con traduzione simultanea di Phelipe, il mio compagno. Che stress, non capire e non parlare con nessuno: davvero una fatica! Ci vuole tanta pazienza per affrontare tutto questo. Poi sono iniziati i corsi di tedesco sovvenzionati dallo Stato. Mi ha aiutato molto anche l´ultimo posto dove ho lavorato - non più attuale... ahimè - dove parlavo il tedesco tutti i giorni: lì ho imparato parecchio.



 

E: Alle lettrici che stanno per affrontare questo passo, cosa consiglieresti da un punto di vista pratico?

 

W: Fortunatamente ho potuto contare sul supporto del mio compagno, che si è occupato di tutto. Io ho dovuto fare i conti con la quotidianità. L´ambientarmi in una nuova cultura, in una nuova città e soprattutto... un clima molto diverso! Ci sono dei grandi cambiamenti da affrontare. Posso dire che se sei una persona intraprendente, è meglio prendere la decisione subito e andare a vivere all´estero, senza dubbio. E considerando la situazione attuale in Italia, siamo ancora più incentivate. Invece, se sei un pò indecisa, meglio restare: ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco, specie per chi sceglie la Germania. I tedeschi sono un popolo simpatico, seppur con le loro stranezze, ma hanno poca pazienza con gli stranieri. O almeno questa è l’impressione che ho avuto io.

 

 

Tra i CONSIGLI PRATICI per i primi tempi direi:


- comunicare la residenza per ricevere tessera di previdenza sociale e permesso di soggiorno;
- aprire un conto in banca;
- se devi trovare una casa, puoi guardare su internet e giornali, poi ovviamente anche il passaparola e le agenzie possono aiutare molto;
- se non si conosce la lingua locale, cercare i corsi disponibili. Spesso per gli stranieri ci sono corsi convenzionati a prezzi relativamente bassi;
- informarsi sull’assicurazione sanitaria e su eventuali permessi per il lavoro.
Anche contattare italiani che sono già lì può essere di grande aiuto, spesso ci sono blog e forum che raggruppano gli italiani all’estero. Con una rapida ricerca su Google si possono trovare i link.

 

E: Da un punto di vista emotivo, che suggerimenti vuoi dare?

 


W: A volte mi prendeva lo sconforto, un isterismo mai avuto prima, sembra che all´improvviso vivi come in un mondo ovattato. Ho avuto un anno di riflessione interiore: ma ascoltare e non riuscire a capire è terribile. A parte le barriere linguistiche, in Germania senti che ci sono regole sociali a cui non puoi contravvenire, più che in Italia. Anche a livello professionale, sei messo alla prova continuamente e i ritmi di lavoro sono molto ferrei: devi dimostrare quello che sai fare. A livello sociale, è difficile crearsi una cerchia di amici e molto dipende dal tuo stile di vita.
Purtroppo in effetti non esiste un antidoto per riuscire a tirarsi su nei momenti di sconforto. Nel mio caso, è stato terapeutico aprire il mio blog e raccontare cosa mi accadeva. Quindi consiglierei di scrivere, parlare, confidarsi, sfogarsi. Anche buttarsi in nuovi interessi aiuta molto: sia per tenere la mente occupata sia per conoscere gente nuova e crearsi un giro di amicizie. Comunque alla fine posso dire che tra il corso di tedesco e le pratiche burocratiche, all’inizio ero talmente presa che di tempo per le malinconie non ne avevo molto! Meglio così…



 

E: Hai avuto rimpianti? Come li hai superati?

 

W: Assolutamente no. Mi sento a casa mia, ogni tanto una lacrima per la nostalgia della mia famiglia scende, ma è più che normale. Inoltre, da quando è nata la mia prima nipote, spesso mi capita di parlare alla mia tesorina per fotografia. Però vado avanti lo stesso. Sono convinta e felice della mia scelta e nella vita gli ostacoli sono fatti… per essere superati! Io ce l’ho fatta, tutte ce la possiamo fare. Passati i primi tempi, avrete l’impressione di essere sempre vissute nella nuova città: riuscirete a trovare i vostri percorsi, i vostri punti di riferimento, le vostre abitudini. E anche a vedere i lati positivi: nel mio caso ad esempio, la Germania mi ha dato nuovi sbocchi e spunti per alimentare la mia creatività.

 



E: Secondo te, quali sono le ragioni valide per fare un passo del genere e quali invece portano a tornare sui propri passi?


 

W: Probabilmente il lavoro che in Italia non c’è, mentre qui ancora ci sono prospettive. Questo è senza dubbio un buon motivo per partire. Per me, c’è stato un fattore di motivazione forte: l’amore. Mi sono innamorata di un uomo e sono partita lasciando un lavoro sicuro, la famiglia, gli amici. Ma sentivo una forza incredibile dentro e sapevo che sarei riuscita in tutto quello che mi ero prefissata. E oggi, a distanza di quattro anni, lontana dall'Italia, ho avuto la possibilità di studiare una lingua, fare un corso di informatica e lavorare. E credo che ci saranno ancora delle novità per la mia vita. Credo che qui in Germania nel mio piccolo ho l'opportunità`di realizzarmi sia dal punto di vista lavorativo che quello personale.

 

Sai che esiste finalmente un sistema di Gestione del Tempo studiato apposta per le Donne?! Un metodo per organizzare il LAVORO, la CASA e la FAMIGLIA in modo da avere PIU’ TEMPO PER TE STESSA e per le cose che ami.

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